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Vita degli Elfi delle montagne pistoiesi – Terza parte

Rubriche Vita degli Elfi

(continua dalla seconda parte)

I contatti con le città, i luoghi di commercio eccetera ci sono, anche se la burocrazia è virtualmente assente: non ci sono bollette, l’acqua arriva dalle falde e dal pozzo di raccolta di acqua piovana; l’elettricità è prodotta da pannelli solari collegati a grosse batterie di camion per lo stoccaggio; il gas viene comprato in bombole e l’abbonamento a internet è di quelli comuni, si paga un tot al mese per avere un certo quantitativo di GB di traffico.

Gli elfi che hanno delle piccole rendite vivono con quello, avendo uscite molto ridotte. Questo permetterà di viaggiare, comprare mezzi e fare spese più grandi durante l’anno. Le spese tradizionali (cibo, bollette, auto, affitti…) sono virtualmente o totalmente inesistenti. Gli altri spesso vanno a fare mercatini, festival, dove vendono oggetti di artigianato (per esempio scarpe di pelle cucite a mano).

Ogni casa o villaggio ha una cassa, che viene concessa durante le delibere dei cerchi per acquisti particolari. Recentemente è stato acquistato un pulmino per i bambini degli elfi che vanno a scuola, che li porta dal punto dove li fa scendere lo scuolabus fino a un punto comune, dove gli ultimi che vivono ancora più in alto scendono per raggiungere casa.

Andando a vivere in un villaggio elfico si impara a fare di tutto, che comunque è anche spontaneo: fare lavori di muratura, scavare fosse di scolo, cucire, preparare conserve per l’inverno, andare nel bosco a fare la legna (abbattendo o raccogliendo alberi morti).

Senza lo stress dell’impiego tradizionale, con i suoi orari da rispettare, il lavoro è visto in modo totalmente diverso e la maggior parte degli elfi non riuscirebbe a stare senza lavorare, anche cose minime, anche solo l’artigianato locale, quanto mai vario, per quanto si lavori una media di 4 ore al giorno, che non sono fisse dato che molti si spostano e ricominciano a lavorare quando tornano. Un giorno senza lavorare non viene neanche notato, alzarsi da tavola senza togliere i piatti e pulirli si, piccole cose che vanno fatte per rispetto.

Nel bosco ci sono molti giochi, sculture, strutture con la cartapesta reduci da qualche festa o cena nel bosco. I giochi sono tantissimi oltre a installazioni in cartapesta e legno ci sono amache, altalene, segni di una comunità che crea, quasi ovunque.

Il tempo di coltivare i propri hobbies è inverso rispetto alla città. Molti si sono stupiti di quante cose potevano fare in un giorno salendo dagli elfi: visitare amici, leggere, scrivere, preparare da mangiare e andare ad una festa in un giorno non è affatto raro. Molte persone con aspirazioni creative cercano posti del genere.

Le droghe pesanti sono rifiutate e l’alcool non è visto di buon occhio, anche se molti hanno birra e vino per sé. Le droghe leggere sono accettate come del resto ovunque, ma non tutti gli elfi ne fanno uso: esistono elfi che mangiano carne e fumano marijuana ogni giorno ed altri che sono vegani, astemi e non fumano.

L’istruzione è mediamente alta tra gli elfi. Quasi tutti i primi occupanti avevano titoli di studio superiori, alcuni conoscono molte lingue, avendo anche viaggiato molto.

Gli elfi viaggiano: non sono stanziali come si potrebbe credere. Durante l’anno usano l’auto solo se necessita, le auto sono prestate spesso.

Fare conoscenza è estremamente facile: la differenza che c’è tra la città, dove è più difficile fare amicizie, rispetto alla campagna, si ripropone ulteriormente salendo da loro.

I cerchi, dove si prendono particolari decisioni, sono indetti su richiesta. Ce ne sono a ogni livello, dalla singola casa a tutta la vallata, a seconda del tipo di problema. Il loro modo di dialogare è perfetto. Ognuno parla ed è lasciato parlare anche se è lento. Quando si interrompe, si aspetta sempre un po’ prima di parlare, per essere sicuri che non debba ricominciare.

La festa della luna piena si svolge appunto ogni mese per il giorno in cui la luna raggiunge la massima luminosità. Le feste anche nel bosco non sono rare, spesso cene dove vengono portati tavoli e torce per riscaldarsi fuori dalle case o in radure nel bosco.

La vita sociale è quantomai varia: la sera ci sono di solito feste e ricevimenti, e i momenti di contatto anche durante il giorno si susseguono regolarmente.

L’aspetto sociale e di relazione è molto aperto, libero e diretto. Chiaramente dipende da persona a persona ed è sempre bene sapersi inserire prima di insidiare uomini o donne d’altri. Al contrario, l’aspetto genitoriale e il senso della famiglia ristretta sono scarsissimi. I figli non vengono trascurati, ma sicuramente se la cavano principalmente da soli.
I figli degli elfi sono molto atletici e resistenti. Conoscono ogni pianta, ricevono un’educazione impartita nella scuola degli elfi, “scuola” elementare dove ricevono lezioni private, dovendo alla fine sostenere un esame pubblico per la convalida.

Le persone problematiche ci sono, ma sono una minoranza. Molte delle persone che arrivano sono depresse, a volte si tratta di tossicodipendenti. Ma la vita sana dell’ecovillaggio, l’isolamento, la quasi assenza di alcool ha permesso di recuperare moltissime persone che in città avrebbero soltanto visto peggiorare la propria situazione ed emarginazione. Alcuni oggi insegnano nelle scuole.

I vestiti sono spesso presi da enti assistenziali, che li forniscono gratuitamente e vengono lavati e sterilizzati.

Le persone che passano sono le più varie: giramondo che si fermano per pochi giorni, persone che restano da un week end a anni, hippie di ogni genere. Lasciano di tutto, dal cibo ai libri, si cui molte case sono piene, fino a prodotti biologici e erboristici.

L’ideologia è varia, non ci sono costrizioni o idee da condividere, se non i valori fondanti come il rispetto per la natura e il rispetto per le altre persone.

Massimo Cutaia