La seduzione del male

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  • restodelcarlino
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    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio

    in cosa ci è utile questa informazione - magari per prendere decisioni ?

    In niente.
    E' la risposta che mi do se mi dovessi ancora porre ancora domande sul "Bene"- "Male" e chincaglieria simile.
    Per prendere decisioni, non ricorro al metafisicontologicolisticismo, jungofreudiano o meno: so' tera-tera.

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  • Vega
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    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    non hai capito il punto: qui si parla di ideologia e identità;
    la tesi è che l'attaccamento identitario a un'idea sovverte l'utile "razionale", anche una volta che il giudizio sociale concreto legato a quella "virtù" viene meno;
    cioè, la fedeltà a se stessi, l'identità, prevale, perché nella percezione umana è più "sopravvivenza" di quella che suggerisce la pulsione a sopravvivere.

    E o ribadisco quello che ho detto prima, che abbiamo anche il lato emotivo, sentimentale, caratteriale da tenere in conto.
    Se una cagna allatta è adotta un gattino invece di mangiarselo, l'evoluzione ha dotato gli animali anche di strategie di sopravvivenza di questo tipo per favorire la sopravvivenza. Uomo compreso. Il sistema emotivo e di riconoscimento di dolore o bisogno un un altro essere vivente ce lo abbiamo.
    Last edited by Vega; 15-04-2026, 11:07.

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  • Ninag
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    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    ognuno di noi ha identità stratificate e multiple, irripetibili; poniamo che tu abbia origini siciliane, e domani c'è un movimento secessionista, che ti tira per la giacchetta; ma tu ti senti appenninica; magari ti piace la Sicilia, ma non vuoi che altri decidano "chi sei" anche se capita; a Milano conosco calabresi leghisti;

    del resto, l'identità è stata utilizzata esattamente per plagiare masse malleabili e mandarle in guerra; ma poi, in concreto, cosa temi ? chi ti porta via cosa, come ? qualcuno vuol sostituire il ripieno dei tortellini col tofu e ti manda i nas a controllare ? in che modo sarebbe minacciata la tua identità ?
    Anche Bruner sostiene che ogni esistenza ha la necessità di dare un significato alla realtà in cui si vive, soprattutto emotivamente, dare un senso alla propria esistenza, avere l’idea del Sé è la base da cui partire per costruire significati. La vita di tutti in fondo è come un racconto, una fiaba, nel senso che c’è una nascita che avviene in un certo contesto, uno sviluppo, in cui c’è la formazione dell’individuo, come poi ci sarà un declino, fa parte della natura e non possiamo certo negarlo e questo è un fatto oggettivo, con una conclusione.
    Ma tutto questo ha la necessità di un’impalcatura per poter vivere con dei significati, che vengono sì costruiti nel tempo, ma che non possono cancellare quelli precedenti. Non diciamo che ogni costruzione sia perfetta, perché si procede un po’ tutti per tentativi ed errori, ma è fondamentale avere chiari punti di riferimento.
    Infatti, quando questi si perdono, sia esterni che interni si finisce col vivere in modo superficiale, se non peggio senza alcuna direzione, nella famosa società liquida dove viene applicato il relativismo più sfrenato.

    [QUOTE
    qualcuno vuol sostituire il ripieno dei tortellini col tofu ][/QUOTE]
    Vuoi una rivolta popolare?
    Last edited by Ninag; 15-04-2026, 10:49.

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  • axeUgene
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    Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio

    [SIZE=14px]Da ciò che avevi scritto in precedenza; pareva che se come individuo se non credi che sia fondamentale aderire a certi principi, come ad esempio quelli dell'Unione Europea la tua identità risulterebbe del tutto irrilevante, un po' come dire che sei un paria.
    In base alle mie conoscenze l'individuo che non ha una forte identità è totalmente malleabile da qualsiasi forza esterna, in bene e in male, il detto " Conosci te stesso" è sempre valido
    ognuno di noi ha identità stratificate e multiple, irripetibili; poniamo che tu abbia origini siciliane, e domani c'è un movimento secessionista, che ti tira per la giacchetta; ma tu ti senti appenninica; magari ti piace la Sicilia, ma non vuoi che altri decidano "chi sei" anche se capita; a Milano conosco calabresi leghisti;

    del resto, l'identità è stata utilizzata esattamente per plagiare masse malleabili e mandarle in guerra; ma poi, in concreto, cosa temi ? chi ti porta via cosa, come ? qualcuno vuol sostituire il ripieno dei tortellini col tofu e ti manda i nas a controllare ? in che modo sarebbe minacciata la tua identità ?

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  • Ninag
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    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    saresti tu la nuora ?

    ad ogni modo, sostenevo l'opposto di quello che presumi: per me, l'identità è il motore di tutto, malgrado il relativismo insito in natura; per il semplice motivo che il nostro arco di sensibilità etica è limitato; possiamo - male - identificarci nei valori dei nostri nonni, ma solo perché escludiamo quasi tutto: es: un sedicente fascistello di oggi sarebbe esaurito dopo una settimana di naja ignorante;
    e possiamo desiderare e auspicare per i nostri nipoti; i miei nonni erano gente mediamente aperta, ma difficilmente avrebbero potuto concepire il matrimonio omosessuale o la libertà sessuale della donna;

    la questione dell'identità non è quella di privarsene - che sarebbe impossibile - ma di esserne padroni, nella misura del possibile, stare nella storia; l'anziana zia Piuccia, anni 30 del novecento, piangeva al ricordo della sofferenza di suo padre, funzionario del Banco di Roma, per la deposizione del Papa-re, 60 anni prima; si può pure, eh... basta concentrarsi su alcuni elementi; ma la consapevolezza della propria rilevanza/irrilevanza è abbastanza un indice della qualità delle idee.
    Da ciò che avevi scritto in precedenza; pareva che se come individuo se non credi che sia fondamentale aderire a certi principi, come ad esempio quelli dell'Unione Europea la tua identità risulterebbe del tutto irrilevante, un po' come dire che sei un paria.
    In base alle mie conoscenze l'individuo che non ha una forte identità è totalmente malleabile da qualsiasi forza esterna, in bene e in male, il detto " Conosci te stesso" è sempre valido, le situazioni esterne possono cambiare in un attimo, quello che oggi appare come il raggiungimento della massima espressione libertaria, domani potrebbe svanire come neve al sole, per questo credo sia fondamentale avere saldi archetipi, nessun albero sta in piedi se non ha grandi radici.

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  • axeUgene
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    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Cerchero' di chiarire, riscrivendo (sinteticamente) e partendo dalla conclusione (effettivamente, lasciata implicita) e non dalle premesse.
    Il "Bene" (ed il "Male") non esistono, come "assoluti". Sono creazioni di religioni, filosofie, etiche etc....frutto dell'ingegno umano che cerca di rendere l'uomo socievole, in quanto é indispensabile affinché sia sociale.
    tutto questo è chiarissimo, da subito; il punto sarebbe:
    in cosa ci è utile questa informazione - magari per prendere decisioni ?
    sul piano argomentativo, un'idea del genere potrebbe suggerire la fondatezza di un relativismo estremo: uno legge e pensa: certo ! tutto si può, perché tutto è eticamente mutevole; vero;
    come è vera la curvatura dello spazio;
    ma serve nel valutare il disegno tecnico del geometra ?

    le possibilità teoriche etiche sono estensibili quasi all'infinito, ma il nostro orizzonte di senso è limitato, in senso concreto per "massa critica" del pensiero.


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  • restodelcarlino
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    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    vuol dire che quella "Legge di natura" che dovrebbe spiegare la modulazione di bene e male in base ad un'utilità finisce con l'essere contraddetta nella costituzione in "sacro"...omissis....
    Cerchero' di chiarire, riscrivendo (sinteticamente) e partendo dalla conclusione (effettivamente, lasciata implicita) e non dalle premesse.
    Il "Bene" (ed il "Male") non esistono, come "assoluti". Sono creazioni di religioni, filosofie, etiche etc....frutto dell'ingegno umano che cerca di rendere l'uomo socievole, in quanto é indispensabile affinché sia sociale. Per la "Legge", unica e assoluta: della perennità della specie (col suo corollario). Legge valida a partire da....LUCA .
    Ovvio che l'homo smartphonicus attuale abbia, oggi, il retaggio dell'evoluzione di millenni ed una sua individualità. Un "vissuto".
    IMHO, beninteso.

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  • axeUgene
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    Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio

    Dice a suocera, ma intende nuora, avere un' identità è un grave vizio di forma. Mi sa tanto di regime, ma vabbè. Vass...
    saresti tu la nuora ?

    ad ogni modo, sostenevo l'opposto di quello che presumi: per me, l'identità è il motore di tutto, malgrado il relativismo insito in natura; per il semplice motivo che il nostro arco di sensibilità etica è limitato; possiamo - male - identificarci nei valori dei nostri nonni, ma solo perché escludiamo quasi tutto: es: un sedicente fascistello di oggi sarebbe esaurito dopo una settimana di naja ignorante;
    e possiamo desiderare e auspicare per i nostri nipoti; i miei nonni erano gente mediamente aperta, ma difficilmente avrebbero potuto concepire il matrimonio omosessuale o la libertà sessuale della donna;

    la questione dell'identità non è quella di privarsene - che sarebbe impossibile - ma di esserne padroni, nella misura del possibile, stare nella storia; l'anziana zia Piuccia, anni 30 del novecento, piangeva al ricordo della sofferenza di suo padre, funzionario del Banco di Roma, per la deposizione del Papa-re, 60 anni prima; si può pure, eh... basta concentrarsi su alcuni elementi; ma la consapevolezza della propria rilevanza/irrilevanza è abbastanza un indice della qualità delle idee.

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  • axeUgene
    replied
    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Bello!
    ...ma, che vvo'rdi?...
    "etica" (con gli annessi, connessi e derivati) non é un "assoluto". Salvo se sia "Coerenza con la Legge". Quella che ho detto, l'unica. IMHO, naturalmente.
    Il resto, imballaggio.
    Ovvio che l'attuale homo smartphonicus sia il risultato della sua storia.
    Che é il frutto dell'applicazione della sunnominata Legge in secula seculorum.
    Mica ho detto che sia una cosa facilefacilelineare, anzi.
    Dico che "la causa prima" é semplice.
    IMHO
    vuol dire che quella "Legge di natura" che dovrebbe spiegare la modulazione di bene e male in base ad un'utilità finisce con l'essere contraddetta nella costituzione in "sacro";
    questo succede quando l'obbedienza non è più dovuta, non remunera in nessun modo, fuorché in termini di "fedeltà" a un'identità, coerenza, quello che vuoi;
    la contraddizione tra natura "sociale" del martire e istinto di auto-conservazione mostra che non è possibile unificare in una presunta "natura" il metro una spiegazione;
    perché se è vero che la virtù ha un'utilità istintiva che genera collaborazione, la capacità di astrarre sottrae quella virtù al dominio di quella remunerazione, proiettandola in un cosmo conchiuso nell'individuo che osserva il sacro.

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  • axeUgene
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    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio

    Magari tu escludi, forse, l'altro lato della medaglia, il sistema emotivo.Una persona potrebbe provare emaptia, compassione, affetto e ansia, stress nel far male ad un animale, mangiarselo.
    non hai capito il punto: qui si parla di ideologia e identità;
    la tesi è che l'attaccamento identitario a un'idea sovverte l'utile "razionale", anche una volta che il giudizio sociale concreto legato a quella "virtù" viene meno;
    cioè, la fedeltà a se stessi, l'identità, prevale, perché nella percezione umana è più "sopravvivenza" di quella che suggerisce la pulsione a sopravvivere.


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  • Vega
    replied
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    rileggi il mio, invece:
    se io resto vegetariano o vegano da ultimo essere umano, non ho un pubblico; se ho imperniato la mia identità su quel precetto morale, anche la fedeltà a una comunità estinta può imporsi sull'"utile";

    il problema del tuo ragionamento è che esclude l'autoconservazione dell'identità, come proiezione astratta di sé
    pare una cazzata, ma la gente agisce così svariate volte al giorno.
    Magari tu escludi, forse, l'altro lato della medaglia, il sistema emotivo.Una persona potrebbe provare emaptia, compassione, affetto e ansia, stress nel far male ad un animale, mangiarselo.

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  • restodelcarlino
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    Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio

    avere un' identità è un grave vizio di forma.
    No: é un fatto.
    Se esisti, campi. Se campi, hai "un vissuto".
    Evolutivo.
    Ed il "motore" é "la Legge". Con un "meccanismo" complicato.
    L'imballaggio é a scelta.



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  • restodelcarlino
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    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    l'autoconservazione dell'identità, come proiezione astratta di sé
    Bello!
    ...ma, che vvo'rdi?...
    "etica" (con gli annessi, connessi e derivati) non é un "assoluto". Salvo se sia "Coerenza con la Legge". Quella che ho detto, l'unica. IMHO, naturalmente.
    Il resto, imballaggio.
    Ovvio che l'attuale homo smartphonicus sia il risultato della sua storia.
    Che é il frutto dell'applicazione della sunnominata Legge in secula seculorum.
    Mica ho detto che sia una cosa facilefacilelineare, anzi.
    Dico che "la causa prima" é semplice.
    IMHO


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  • Ninag
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    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

    Rileggi il post che ho scritto.
    E' evidente che non sono stato chiaro, ma non so fare di meglio.
    In relazione a quello che ho scritto, quanto dici é privo di senso.
    Ma é colpa mia.
    Dice a suocera, ma intende nuora, avere un' identità è un grave vizio di forma. Mi sa tanto di regime, ma vabbè. Vass...

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  • axeUgene
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    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

    Rileggi il post che ho scritto.
    E' evidente che non sono stato chiaro, ma non so fare di meglio.
    In relazione a quello che ho scritto, quanto dici é privo di senso.
    Ma é colpa mia.
    rileggi il mio, invece:
    se io resto vegetariano o vegano da ultimo essere umano, non ho un pubblico; se ho imperniato la mia identità su quel precetto morale, anche la fedeltà a una comunità estinta può imporsi sull'"utile";

    il problema del tuo ragionamento è che esclude l'autoconservazione dell'identità, come proiezione astratta di sé
    pare una cazzata, ma la gente agisce così svariate volte al giorno.

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