Caso Cucchi: colpa dei medici.

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #16
    Va bene, ma se dietro non ci metti solide motivazioni i giovanardi avranno comunque ragione perché la ragione basata su argomentazioni è sempre più robusta della ragione di parte basata su criteri propri dove devi movimentare, con le difficoltà conseguenti, una intera società solo per farti sentire forse, mentre dall'altra parte ne basta uno che segue le logiche per chiuderti la strada.

    Quindi sulla base di quello che si si sa cosa avrebbe dovuto fare il giudice considerando pure che un sentenza a ufo viene annullata subito dopo dal livello superiore?
    Se le lesioni erano possibile causa di morte lo stabilisce l'abilità dei periti, il chi è stato dipende dalle testimonianze e non basta dire non potevano essere che le guardie, devi dimostrare chi.

    E c'è pure una enorme differenza giuridica fra il sapere chi e il poterlo dimostrare dove vale la prova e non il sapere intuitivo.

    E quando gioca il "furor di popolo" ciascuno dice la sua

    L'avvocato difensore del primario del reparto in cui è morto il giovane, replica alle dichiarazioni rilasciate da Luigi Manconi, che parlava di indagini condotte in maniera maldestra e approssimativa. E ribatte: "E' stata montata una sapiente campagna mediatica"
    http://espresso.repubblica.it/dettag...ico/2208785/25

    E si innesta un altro motivo di scontro che usa l'evento solo come casus belli per altre diatribe e si capisce che fine fanno in questo scontro "titanico" fra titani i dettagli di uno specifico processo persi nell'incertezza degli interessi mediatici contrapposti.
    Last edited by Il gatto; 10-06-2013, 13:39.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #17
      Nella situazione sembra che l'accusato sia il sistema carcerario e più in generale lo stato, ma nel processo penale la responsabilità è personale e, per forza, ad essere imputato ci deve stare qualcuno, con nome e cognome, che risponde per ciò che si riesce a provare, nell'abilità della gestione legale degli attori vari, che ha fatto materialmente lui, un lui che non risponde per le colpe del sistema in generale.
      "Sistema" di cui il giudice è parte e che difende assolvendo arbitrariamente gli elementi del sistema stesso in una complicità di sistema che protegge se stesso.
      Cosa che nemmeno sarebbe avvenuta perché nel momento in cui assolvi gli agenti per insufficienza di prove hai ratificato che il fatto è avvenuto con le connesse responsabilità di struttura, anche se poi non puoi stabilire quale specifica persona abbia agito.

      Per altro verso si è accennato al volere un giudice che decide libero da ogni vincolo procedurale e da ogni limitazione, cosa che potenzialmente potrebbe dare seguito al "fuoror di popolo", come orientato dall'abilità dei gestori mediatici e dalla forza di impatto del caso, comunque un giudice arbitro in terra del bene e del male.

      Solo che un potere del genere evoca lo stesso oscure situazioni

      Cosa vuol dire avere
      un metro e mezzo di statura,
      ve lo rivelan gli occhi
      e le battute della gente,
      o la curiosità
      di una ragazza irriverente
      che si avvicina solo
      per un suo dubbio impertinente:

      vuole scoprir se è vero
      quanto si dice intorno ai nani,
      che siano i più forniti
      della virtù meno apparente,
      fra tutte le virtù
      la più indecente.

      Passano gli anni, i mesi,
      e se li conti anche i minuti,
      è triste trovarsi adulti
      senza essere cresciuti;
      la maldicenza insiste,
      batte la lingua sul tamburo
      fino a dire che un nano
      è una carogna di sicuro
      perché ha il cuore toppo,
      troppo vicino al buco del culo.

      Fu nelle notti insonni
      vegliate al lume del rancore
      che preparai gli esami.
      diventai procuratore
      per imboccar la strada
      che dalle panche d'una cattedrale
      porta alla sacrestia
      quindi alla cattedra d'un tribunale,
      giudice finalmente,
      arbitro in terra del bene e del male.

      E allora la mia statura
      non dispensò più buonumore
      a chi alla sbarra in piedi
      mi diceva Vostro Onore,
      e di affidarli al boia
      fu un piacere del tutto mio,
      prima di genuflettermi
      nell'ora dell'addio
      non conoscendo affatto
      la statura di Dio.

      E ci sarebbero lo stesso lamentele
      Last edited by Il gatto; 10-06-2013, 14:32.

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      • Cerbero
        Dito nel Culo
        • 13/10/10
        • 634

        #18
        Secondo me, dopo la cagata del dedicare una sala del Parlamento a Carlo Giuliani e a fare di sua madre una parlamentare, lo stato ha deciso in questo caso di comportarsi al contrario. Un colpo al cerchio e uno alla botte.
        "Beati i giusti, perché saranno giustiziati". (Angelo Cecchelin)

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #19
          Dubito che lo stato si sia disturbato ad avere una qualunque parte per alterare il corso normale di un processo di secondo piano, tanto più che sacrificando gli eventuali fanalini gliene derivava plauso e consenso politico.
          Lo stato semmai interviene in processi del calibro di quello sulla trattativa con la mafia dove è parte direttamente interessato per affari di stato, non in quelli dove sono coinvolti degli impiegati sempre sacrificabili e che non motivano i rischi e i costi politici che una ingerenza indebita comporta.

          L'affare giuliani già è diverso e quello che dici nemmeno lo ha fatto lo stato, ma una componente politica che in quel momento aveva forza contrattuale nel governo in carica tale da ostacolarlo o farlo cadere e necessitava di un simbolo propagandistico coerente con il suo elettorato, sibolo pure scaricato quando l'effetto cassa si è esaurito .

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          • Cerbero
            Dito nel Culo
            • 13/10/10
            • 634

            #20
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            Dubito che lo stato si sia disturbato ad avere una qualunque parte per alterare il corso normale di un processo di secondo piano
            Mai dire mai. L'apparenza è tutto.
            "Beati i giusti, perché saranno giustiziati". (Angelo Cecchelin)

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #21
              L'apparenza è che il morto c'è stato insieme ad altri in un certo contesto, quello non lo tappi, quindi, potendo agire discrezionalmente, la miglior mossa è placare la sete di sangue buttando in pasto il primo che capita dimostrando che sei in grado di trovare e punire i colpevoli additati.
              A che le belve satolle tornino alle tane e più non stiano a disturbare dicendosi: ma guarda come son bravi, ci hanno dato ascolto, oh come siamo potenti, o come siamo potenti.

              Si può semmai ipotizzare, data la prassi notoria dei pestaggi, che fra i sacrificabili, uniti dalla criticità del ruolo chiuso fra incudine e martello, si formi una mutua alleanza per cui nessuno parla e le prove non escono.
              Questo però non lo vedrei come un problema di stato.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                A quanto dicono, la sentenza è stata determinata dai periti medici che i legali di parte non hanno saputo contrastare efficacemente e una volta che la perizia si cristallizza diventa prova con le conseguenze che seguono in automatico.

                Caso Cucchi: secondo i periti Stefano "morì per malnutrizione", "responsabili i medici dell'ospedale Pertini"

                Stefano Cucchi morì per grave carenza di cibo e liquidi. È questa la conclusione a cui sono arrivati i periti incaricati dalla III Corte d'assise di Roma di accertare le cause della morte del geometra, deceduto una settimana dopo il suo arresto nel reparto detenuti dell'ospedale Pertini.

                A determinare la morte, secondo i periti, furono i medici, che "non trattarono il paziente in modo adeguato". Quanto al quadro traumatico, la perizia afferma che è coerente sia con l'ipotesi di un'aggressione che con quella di una "caduta accidentale".
                Ecco, invece, il passo della perizia in cui si attribuisce la responsabilità al trattamento inadeguato da parte dei medici. Il documento, depositato questa mattina, è lungo 190 pagine.

                Nel caso di Stefano Cucchi i medici del reparto di medicina protetta dell'ospedale Sandro Pertini non si sono mai resi conto di essere (e fin dall'inizio) di fronte ad un caso di malnutrizione importante, quindi non si sono curati di monitorare il paziente sotto questo profilo, né hanno chiesto l'intervento di nutrizionisti (o altri specialisti in materia) e, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso.

                E ancora:

                Tutti i sanitari del reparto di medicina protetta del Pertini ebbero una condotta colposa, a titolo di imperizia, sia di negligenza quando non di mancata osservanza di disposizioni comportamentali codificate [...]. La sera del 17 ottobre 2009 Stefano Cucchi presentava uno stato di denutrizione importante che, di fronte alla di lui manifesta volontà di digiunare e di astenersi dal cibo, doveva immediatamente allertare i medici curanti. Anche pochi giorni di ulteriore astensione da alimenti e liquidi costituivano rischio concreto di un irreversibile aggravamento delle di lui condizioni. Il pericolo di vita del paziente si rende poi manifesto il 19 ottobre: in questo momento un trattamento terapeutico appropriato avrebbe consentito probabilmente il recupero di Cucchi.

                Non ci sono certezze, invece, circa l'ipotesi del pestaggio: secondo i periti, il quadro traumatico osservato si accorda sia con un'aggressione, sia con una caduta accidentale". E "non vi sono elementi che facciano propendere per l'una piuttosto che per l'altra dinamica lesiva". "I riscontri clinici riferibili alle lesioni - concludono i periti - risalgono al pomeriggio del 16 ottobre 2009 e non contrastano con un'epoca di produzione di poco anteriore".

                Per i periti, le lesioni non avrebbero neanche richiesto il ricovero. Il documento parla di "lesioni circoscritte" al capo e alla regione dell'osso sacro "di per sé non idonee a influenzare metabolicamente sull'evoluzione clinica infausta della sindrome da inanizione". "Solitamente - sostengono i periti - queste lesioni non richiedono neppure il ricovero del paziente in ambiente ospedaliero".

                Riguardo allo stato in cui si presenta il corpo del giovane, gli esperti spiegano che sono state riscontrate "una serie di lesioni ed escoriazioni crostose, persino ulcere, che possono trovare la loro eziologia in microtraumi (sfregamenti, grattamenti, aree di appoggio e da decubito) anche di epoca precedente all'arresto, in manovre relative al trattamento da parte dei sanitari e persino nelle condizioni patologiche del Cucchi; esse quindi non possono essere attribuite con certezza ad episodi traumatici di una certa violenza/entità avvenuti tra l'arresto e il ricovero".


                però esce pure questo

                I periti del pm avrebbero effettuato l'esame istologico solo su una frattura che non c'entra nulla con il calvario del trentunenne romano morto.
                Colpo di scena nel caso Cucchi: la frattura pregressa esiste davvero! Ricolpo di scena nello stesso caso: ma ce n'è un'altra "freschissima" sulla medesima vertebra. E, come in un giallo mozzafiato, c'è il colpo di scena nel colpo di scena: i periti del pm avrebbero effettuato l'esame istologico solo su una frattura che non c'entra nulla con il calvario del trentunenne romano morto in un "repartino" dell'ospedale Pertini in fondo a sei giorni di sofferenze inenarrabili. Perché non è un giallo, e nemmeno un film. Stefano Cucchi, poche ore prima di essere arrestato dai carabinieri, era andato ad allenarsi in palestra. Il badge elettronico non può depistare. Le versioni ufficiali invece sì.

                Le rivelazioni sulla frattura pregressa compongono, in questa storia, uno stillicidio di indiscrezioni (spesso da parte dello stesso giornale romano che oggi uscirà con questo scoop sul caso Cucchi) che, alla fine di questa estate, a quasi tre anni dai fatti, si concretizzano in uno strano annuncio del pm.


                Si vedrà quindi che succederà in appello e in cassazione visto pure che il processo finisce non nelle sentenze dei vari livelli, ma solo con la sentenza passata in giudicato, quindi l'attuale stato delle cose è uno dei tanti passaggi intermedi con il valore che ha.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #23
                  E nel dilemma giuridico subentrano pure scuole di pensiero

                  Secondo una parte della dottrina, il 2° comma dell'art. 41 non rappresenterebbe una mitigazione della portata del nesso di causalità quale desumibile dell'art. 41, 1° comma, in quanto esso si riferirebbe alle serie causali del tutto autonome
                  (l'esempio di scuola è l'avvenelamento letale e la morte che sopraggiunga a causa di un incidente quando il veleno non ha ancora prodotto alcuno dei suoi effetti).
                  Chi ti ha ucciso? il veleno o l'incidente al che l'avvelenatore essendo tu morto per incidente non è accusabile per la tua morte?

                  Secondo altra dottrina, invece, il 2° comma dell'art. 41 si riferirebbe alle serie causali apparentemente autonome nelle quali l'evento dannoso o pericoloso dipende logicamente e cronologicamente dall'azione od omissione in quanto, senza di esse, non si sarebbe prodotta neppure la successiva serie causale produttiva dell'evento dannoso o pericoloso (l'esempio di scuola è quello delle lesioni non mortali che determinano l'intervento dell'autoambulanza che, successivamente, rimane coinvolta in un sinistro che determina la morte del soggetto vittima di lesioni).
                  Chi ti ha ucciso? colui che ti ha ferito creandoti la necessità dell'ambulanza, o l'ambulanza che ha ritardato?

                  Tale arcano dilemma a seguito di tali arcani passaggi

                  La necessità del nesso di causalità è, peraltro, desumibile dalla stessa Carta Costituzionale che, all'art. 27, sancisce il principio della personalità della responsabilità penale con la conseguente esclusione della possibilità di configurare una responsabilità per fatto altrui.



                  Ciò posto, il nodo problematico di maggiore complessità con riferimento al nesso di causalità, è costituito dal fatto che, alla determinazione dell'evento dannoso o pericoloso da cui dipende l'esistenza del reato, concorrono numerosi fattori causali e, tra di essi, si colloca la condotta del presunto autore del reato.



                  Ai fini della verificazione dell'elemento oggettivo del fatto di reato e, in particolare, al fine di ritenere integrato il requisito del nesso di causalità, ocorrerà stabilire se sia sufficiente che la condotta dell'agente rappresenti una delle condizioni del verificarsi dell'evento dannoso o pericoloso sul piano strettamente naturalistico (teoria della condicio sine qua non) ovvero se sia necessario un quid pluris e, cioè, che l'eveto dannoso o pericoloso rientri in un processo causale dominabile in quanto conforme alle conoscenze della migliore scienza ed esperienza del momento.




                  Tali aspetti problematici relativi al nesso di causalità sono affrontati dal codice nell'art. 41 cp e, implicitamente, secondo parte della dottrina, nell'art. 45 cp (che si riferisce al caso fortuito ed alla forza maggiore).



                  Il 1° comma dell'art. 41 cp stabilisce che il nesso di causalità tra azione od omissione ed evento non viene meno per la susistenza di concause preesistenti contestuali o sopravvenute. Il primo comma dell'art. 41 sembrerebbe, dunque, con riferimento al nesso di causalità, accogliere una concezione rigorosamente naturalistica del medesimo, sì da ritenere causa dell'evento dannoso o pericoloso ogni azione od omissione che abbia concorso alla sua determinazione; tale interpretazione del nesso di causalità trova conferma nel 3° comma dell'art. 41 che, tra le concause, individua esplicitamente anche il fatto illecito altrui. Un temperamento, secondo la giurisprudenza e parte della dottrina, di tale ampia concezione dl nesso di causalità è, invece, rappresentata dal 2° comma dell'art. 41 a mente del quale esclude il nesso di causalità il fatto sopravvenuto che sia, di per sè, idoneo a determinare l'evento dannoso o pericoloso da cui dipende il fatto di reato.
                  La voce cercata non è presente nel nostro archivio. Consulta le categorie principali di Diritto-Penale.it.


                  E qua è l'arte degli avvocati/pm far pendere il giudizio da una parte o dall'altra presentando gli eventi in una forma convincente o in un'altra più convincente dove gioca pure la scuola giuridica del giudice giudicante che può ritenere più valida la presentazione aderente alla sua scuola di pensiero.

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #24
                    Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                    Stavolta, caro Cono, ti quoto senza se e senza ma...
                    Anche la strage di Ustica è senza colpevoli e senza prove. Anche quella di Brescia, anche quella di piazza Fontana. Per la giustizia umana tutti sono morti così, senza un perchè, senza un mandante e una strategìa. Eppure tutti lo sanno, che la verità è un'altra.....
                    Comunque grazie, amica Pazza.
                    amate i vostri nemici

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #25
                      Affermare di sapere sembra che dica tutto senza rivelare niente visto che volendo precisare il che sai? non ne esce tantissimo e spesso ben poco, in ogni caso una ricostruzione generale non da gli elementi per una condanna giuridica di specifiche persone, per cui ti e' richiesta la prova di cio' che e' successo e dei singoli responsabili identificati per il diverso personale contributo introdotto nell'evento.

                      Diversamente vai solo a colpire a casaccio le persone tanto per colpire simbolicamente quell'entita' che il pensiero della parte interessata a sua scelta gli collega, nel nostro caso e' dichiarato che si vuole la condanna non del colpevole perche' tale, ma del potere a cui lo si associa, come se i medici del ssn non fossero pure loro una emanazione del potere, ma questo non fa parte del pensiero diffuso.
                      Si va ad applicare un concetto ottimamente sintetizzato dalle br con il noi spariamo alle divise e non alle persone che le indossano.
                      La logica e' la stessa solo che si vuole usare l'arma giudiziaria.

                      Sotto un altro aspetto c'e' una notevole divergenza fra la logica che traccia il pensiero giuridico italiano costruito da filosofi e la giustizia del senso comune, ma per accostare le due cose serve avere un popolo di filosofi, difficile, o una giustizia popolare come in usa dove i magistrati sono eletti per un periodo e riconfermati se fanno quello ci si aspetta facciano, lo stesso gli sceriffi e nei processi la giuria popolare pesa piu' del giudice giudicante.
                      Last edited by Il gatto; 11-06-2013, 13:43.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #26
                        E il fatto che non si tratti della ricerca del colpevole, ma di volere "un" colpevole da colpire per colpire lo stato (ops il potere) lo mostra l'approccio dell'articolo in apertura
                        Erri De Luca sul caso Cucchi:
                        Il potere dichiara che il giovane....
                        , che avrebbe esordito diversamente nel caso di una responsabilità personale, la riflessione di Cerbero
                        lo stato ha deciso in questo caso di comportarsi al contrario
                        , nonché quella di Cono
                        Anche la strage di Ustica è senza colpevoli e senza prove. Anche quella di Brescia, anche quella di piazza Fontana.
                        e, tanto per gradire

                        Cucchi, corteo a sostegno dei familiari
                        c'è chi grida "assassini" sotto caserma

                        La protesta e le urla davanti a una struttura dei carabinieri. Alcune centinaia le persone che hanno sfilato per le vie di Tor Pignattara. Alcuni hanno esploso petardi e intonato slogan.
                        Corteo organizzato a Torpignattara con alcune centinaia di persone per sostenere i familiari di Stefano Cucchi, dopo la sentenza di assoluzione dei tre agenti penitenzari e dei tre infermieri con proteste davanti a una caserma dei carabinieri.
                        La protesta e le urla davanti a una struttura dei carabinieri. Alcune centinaia le persone che hanno sfilato per le vie di Tor Pignattara. Alcuni hanno esploso…


                        La contestazione avviene contro una caserma dei carabinieri che nessuna parte hanno nella vicenda se non impersonare il "potere" nello schema sociale di certi ambienti che sono gli effettivi protagonisti dello scontro che si sviluppa a ben altri livelli e non certo per il morto, usato come giuliani quale vessillo di battaglia da strumentalizzare insieme ai famigliari che pensano di trovare personale e spontaneo supporto umano invece di essere loro materiale da utilizzare.

                        Capita però che i tribunali, qualche volta, assolvano e se i personaggi sono utilizzabili si utilizzano come nel caso Meredith dove l'assoluzione dell'americana creò protesta di piazza, ma non per senso di legalità, ma per la solita protesta contro il potere usa accusato di aver aggiustato il suo processo.

                        Nel caso stasi, dove l'evento non si prestava a strumentalizzazioni del potere nazionale o internazionale, l'assoluzione non ha prodotto niente, come in altri casi plauditi perché l'assolto, nelle menti, era in contrapposizione con il potere, caso gambirasio.

                        Solo che con queste storie poi, salvo gli abituè della cosa, non ci crede nessuno allo spontaneo grido di dolore e giustizia dei soliti interessati.

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #27
                          Nemmeno un po' di rispetto....nemmeno un po' di pietà: Senonaltro per i familiari del povero Stefano: Mi fai orrore. Scusami.
                          amate i vostri nemici

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #28
                            Tieniti i tuoi orrori e discuti la causa se hai uno straccio di elementi discutibili su cui ragionare.
                            Tra l'altro una discussione su una sentenza non è una via crucis per le litanie al morto.

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                            • Pazza_di_Acerra
                              люблю беспокоиться
                              • 09/12/09
                              • 28840

                              #29
                              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                              Tieniti i tuoi orrori e discuti la causa se hai uno straccio di elementi discutibili su cui ragionare.
                              Tra l'altro una discussione su una sentenza non è una via crucis per le litanie al morto.
                              Elementi discutibili è meglio non averne...
                              semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #30
                                Senza elementi discutibili non c'e' discussione e nemmeno la necessita' di proporla, ne le motivazioni per seguirla.

                                Al che vien da chiederti cosa volevi fare, perche' il titolo che hai messo e il commento in apertura portano in una direzione e non in altre che magari pensavi, ma che se non le espliciti contribuendo attivamente al prosieguo non saranno mai prese in considerazione.

                                Avendo interesse per il morto invece che per la causa la proposta di discussione andava indirizzata diversamente.

                                In una causa gli elementi discutibili ci stanno sempre perche' su questi si decide o meno se accettare la richiesta di appello e poi c'e' sempre la differenza che si crea per i diversi meccanismi utilizzati fra processo giuridico e processo di opinione dove contano le convinzioni e non le prove, inoltre il processo di opinione non dando seguito ad effetti materiali e a responsabilita' per chi lo conduce e' ben piu' semplice da concludere visto che dopo non ti cerca nessuno.


                                Ogni sentenza e' talmente discutibile che, se non ci va la difesa in appello, ci va l'accusa e la filastrocca finisce quando dopo 4 processi devi portare qualcosa di veramente nuovo per avere un altro processo di revisione.
                                Vien pure da chiedersi perche' fare i processi iniziali visto che al 90% saranno annullati dall'impugnazione.
                                Last edited by Il gatto; 12-06-2013, 15:28.

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