Un anno di Papa Francesco

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    Candle in the wind

    • 17/07/06
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    #1

    Un anno di Papa Francesco

    E' passato solo un anno, eppure sembra sia stato con noi da una vita: Uno di famiglia, un padre...un nonno oserei dire. Figura familiare anche per chi è lontano dalla Chiesa o non crede. Se proprio vogliamo riassumere il tutto in una frase, potremmo definirla "la rivoluzione della semplicità", quella di Papa Francesco

    "Un anno fa, concludevo così il mio editoriale (“Il segno e la gioia”) di saluto all’evento dell’elezione del primo Papa che si è dato nome Francesco: «Questo tempo straordinario, con straordinarie voci di uomini di Dio e con le loro straordinarie scelte impreviste e imprevedibili per gli “esperti”, ci ha ricordato e dimostrato che le categorie dominanti una certa modernità stentano davvero a narrare e a contenere un evento come quello cristiano, sempre sorprendente e in grado di rovesciare schemi e presunzioni. (…) Lo scandalo della Chiesa è questo, è questa la sua scandalosa verità che rompe muri e apre speranze, della quale dobbiamo essere degni».
    In questo anno di cammino «davanti e in mezzo al gregge» con la gioia del Vangelo, con gli occhi fissi sulla Luce e sulla Croce di Cristo, attenti alle croci e alle (vere e false) luci del mondo, Papa Francesco ci ha riempito di speranza, ha spalancato porte, ha aperto varchi, ha indicato con paziente e ferma tenacia la direzione per seguire Gesù e far vivere la misericordia del Padre nelle nostre relazioni umane e nelle nostre comunità cristiane e civili. Ci ha aiutato a mettere con più decisione al primo posto gli ultimi: i poveri, gli imperfetti, i senza voce, i senza lavoro, i senza salute, i senza terra, i senza casa, i senza famiglia, i senza pace, i senza successo…
    Sono stati, e sono, doni generosi e impegnativi che abbiamo ricevuto con stupore e crescente gratitudine. Doni che offerti a tutti, e che abbiamo visto accettare da tantissimi, in modo ancora una volta «imprevisto e imprevedibile», anche in situazioni e da persone inattese. Ma nessuno, mai, è inatteso e “fuori luogo”. Certo non in una Chiesa in cammino per le strade del mondo. Papa Francesco ce lo ha ricordato in molti modi, esercitando l’umiltà dell’ascolto e chiamando, quasi inchiodandoci, con dolcezza, all’ascolto. E a scelte e azioni conseguenti".

    Marco Tarquinio http://www.avvenire.it/Lettere/Pagin...tarquinio.aspx
    amate i vostri nemici
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