A volte ritornano

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
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    #1

    A volte ritornano

    Basta Cina e Romania, il made in Italy sta ritornando a casa

    Dal 2009 a oggi rientrate un'ottantina di linee produttive puntando sull'automazione e risparmiando sui trasporti.

    A volte ritornano. Dalla Cina, dal Bangladesh, dalla Romania, eccoli di nuovo sulla Riviera del Brenta, sull’Appennino tosco-emiliano, intorno a Firenze, come se il vento della globalizzazione fosse girato di colpo. Soprattutto dopo la crisi del 2008, un numero crescente di imprese italiane sta rinunciando alle strategie di delocalizzazione e rimpatriando intere linee produttive.

    Il fenomeno è mondiale, dall'America all'Europa. Negli Stati Uniti, fa addirittura parlare di rinascita dell'industria manifatturiera nazionale. Forse, gli americani esagerano. I numeri, però, cominciano ad essere indicativi, dice Luciano Frattocchi, dell'università dell'Aquila. Insieme a colleghi di Catania, Udine, Bologna, Modena e Reggio, Frattocchi ha costruito un gruppo di ricerca - UniCLUB MoRe - che tiene il conto. Negli Usa, sono ormai 175 le decisioni di rimpatrio, totale e parziale, di produzione. Ma dopo gli Usa, la classifica mondiale dei ripensamenti vede le aziende italiane, con un'impennata a partire dal 2009. Sono 79 unità produttive, che coinvolgono una sessantina di aziende. Circa il doppio di quanto si registra in Germania, in Gran Bretagna o in Francia. In un momento di diffusa paralisi del sistema industriale italiano, le condizioni a cui questi rimpatri avvengono, le loro motivazioni, le scelte strategiche che sottintendono riescono a dire molto, già oggi, di come potrà essere la ripresa prossima ventura dell'economia italiana.

    Rimpatriare il grosso della produzione dal Bangladesh e dalla Cina e puntare sui robot. "Si tratta di automatizzare 6-7 operazioni ripetitive, che oggi fanno solo gli extracomunitari" precisa. "Avremmo, invece, bisogno di periti e ingegneri". É un investimento che si mangia, da solo, l'8-10% del fatturato e, per questo, Ziliotto si muove con i piedi di piombo. Ma è questa la strada maestra che sembrano indicare le ristrutturazioni che, nel mondo,


    E poi c'è il rischio politico in aumento per cui chi ti ospita oggi potrebbe prenderti in ostaggio domani e certi vantaggi di casina bella tornano apprezzabili qualora la viabilità dovesse essere nuovamente interrotta da provvidenziali cortine di ferro e muri il cui abbattimento non portò nulla di buono.
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