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		<title>Discutere.it - Arte e letteratura</title>
		<link>https://discutere.it/</link>
		<description><![CDATA[Per i lettori incalliti e gli appassionati d'arte]]></description>
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			<title>Discutere.it - Arte e letteratura</title>
			<link>https://discutere.it/</link>
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			<title><![CDATA["E Bruto è uomo d'onore"]]></title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?67013-quot-E-Bruto-è-uomo-d-onore-quot&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 08:45:27 GMT</pubDate>
			<description>In un periodo di tempo tra il 1599 e il 1601 William Shakespeare scrisse la tragedia titolata “*Giulio Cesare*”(in inglese The Tragedy of Julius Caesar), pubblicata nel 1623. 
 
Le fonti di questo dramma teatrale  possono essere fatte risalire alla traduzione di Thomas North   della “Vita di...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>In un periodo di tempo tra il 1599 e il 1601 William Shakespeare scrisse la tragedia titolata “<b>Giulio Cesare</b>”(in inglese The Tragedy of Julius Caesar), pubblicata nel 1623.<br />
<br />
Le fonti di questo dramma teatrale  possono essere fatte risalire alla traduzione di Thomas North   della “Vita di Cesare” e della “Vita di Bruto”, contenute nelle &quot;Vite parallele&quot; di Plutarco.<br />
<br />
L'azione si svolge nelll'Urbe e nel finale in Grecia (nelle città di Sardi e Filippi).<br />
<br />
Siamo a Roma, nel 44 a. C., Giulio Cesare è tornato dopo la guerra contro l’Egitto <br />
<br />
La città è in fermento: il popolo lo acclama, ma alcuni senatori temono che la sua ambizione stia superando i limiti. Temevano che volesse diventare re.<br />
<br />
Cassio odia Cesare, è geloso del suo potere, e vuole liberarsene. Ma ha bisogno di Bruto per dare legittimità alla cospirazione. <br />
<br />
Bruto è il figlio adottivo di Giulio Cesare. Si fa convincere a partecipare alla cospirazione ordita da alcuni senatori per ucciderlo ed evitare  di trasformare Roma da repubblica a monarchia.  <br />
<br />
L’assassinio di Cesare avviene nel Senato. Viene pugnalato da tutti i congiurati, uno dopo l’altro.<br />
 <img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/23/Karl_Theodor_von_Piloty_Murder_of_Caesar_1865.jpg/330px-Karl_Theodor_von_Piloty_Murder_of_Caesar_1865.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
Bruto, dopo aver partecipato all’assassinio di Cesare,  parla alla folla per giustificare l’omicidio.<br />
<br />
Il monologo è nell'atto III, scena 2, della tragedia. Bruto giustifica la sua decisione di assassinare Cesare, sostenendo che l'onore e il bene pubblico lo hanno spinto a farlo. <br />
<br />
L'orazione di Bruto:  <br />
<br />
<b><font color="#FF0000">&quot;Romani, concittadini, e amici, ascoltatemi per la mia causa, e fate silenzio affinché possiate ascoltarmi. <br />
<br />
Credetemi per il mio onore, e abbiate rispetto per il mio onore affinché possiate credermi. Giudicatemi con la vostra saggezza, e risvegliate la vostra mente affinché possiate meglio giudicarmi. <br />
<br />
Se c’è qualcuno in questa assemblea, un qualche caro amico di Cesare, a lui io dico che l’amore di Bruto per Cesare non era inferiore al suo. Se poi quell’amico domandasse perché Bruto si è levato contro Cesare, questa è la mia risposta; non perché amassi Cesare di meno, ma perché amavo Roma di più. <br />
<br />
Preferireste che Cesare fosse vivo, per morire voi tutti quanti schiavi, o che Cesare fosse morto, per vivere voi tutti quanti liberi? <br />
<br />
Poiché Cesare mi amava, io piango per lui; poiché gli arrise la fortuna, io ne gioisco; poiché era valoroso, io lo onoro; ma poiché era ambizioso, io l’ho ucciso. Ecco qui lacrime, per il suo amore; gioia, per la sua fortuna; onore, per il suo valore; e morte, per la sua ambizione. <br />
<br />
Chi c’è qui così vile da voler essere uno schiavo? Se c’è, parli; perché lui io ho offeso. Chi c’è qui così barbaro da non voler essere un romano? Se c’è, parli; perché lui io ho offeso. Chi c’è qui così miserabile da non amare la sua patria? Se c’è, parli; perché lui io ho offeso. Mi fermo in attesa di una risposta.<br />
<br />
La plebe: Nessuno, Bruto, nessuno.<br />
<br />
Bruto: Allora nessuno io ho offeso. Non ho fatto a Cesare niente di più di quanto voi farete a Bruto. Le ragioni della sua morte sono registrate in Campidoglio; la sua gloria non diminuita, laddove egli fu degno; né i suoi torti aumentati, per i quali ha patito la morte&quot;.</font></b><br />
<br />
Entrano Marco Antonio e altri con il cadavere di Cesare.  <br />
<br />
segue</div>


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			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
			<dc:creator>doxa</dc:creator>
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			<title>Trascurabili danni collaterali</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?67010-Trascurabili-danni-collaterali&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 20:11:12 GMT</pubDate>
			<description>Allegato 38217 (https://discutere.it/attachment.php?attachmentid=38217)</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div><a href="https://discutere.it/attachment.php?attachmentid=38217&amp;d=1772655030"  title="Nome: 81981899-golestan-palace-tehran-iran.jpg
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			<legend>Immagini Allegate</legend>
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			<dc:creator>restodelcarlino</dc:creator>
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		<item>
			<title><![CDATA["La Grecia a Roma"]]></title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?67004-quot-La-Grecia-a-Roma-quot&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 08:08:47 GMT</pubDate>
			<description>*“Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio”* (Quinto Orazio Flacco, Epistole, II, 1, 156): = La Grecia conquistata (da Roma nel II sec. a. C.) catturò il suo feroce vincitore  e introdusse le arti nel rozzo Lazio.  
 
La Grecia, pur sconfitta militarmente, conquistò Roma...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div><b><font color="#0000CD">“Graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti Latio”</font></b> (Quinto Orazio Flacco, Epistole, II, 1, 156): = La Grecia conquistata (da Roma nel II sec. a. C.) catturò il suo feroce vincitore  e introdusse le arti nel rozzo Lazio. <br />
<br />
La Grecia, pur sconfitta militarmente, conquistò Roma sul piano culturale.<br />
<br />
Roma la dominò politicamente, ma fu la Grecia a dominarla culturalmente.<br />
<br />
Roma conquistò territori ellenici, ma  fu la Grecia  a conquistare le menti e le usanze dei Romani. <br />
<br />
Roma impose  le sue leggi, ma la Grecia impose la sua lingua, la filosofia, l’arte, l’estetica, la paideia (= educazione, la formazione culturale, l’istruzione scolastica dei bambini, ma anche il loro sviluppo etico e spirituale).<br />
<br />
Roma era “ferox”, potente e guerriera; la Grecia era “capta”, ma portatrice di sophia. <br />
<br />
Orazio con “artes” non intende solo le arti figurative, ma anche retorica e grammatica,  teatro e poesia, architettura e urbanistica, religione e mitologia reinterpretata. <br />
<br />
Il Lazio pre-ellenistico è descritto come agrestis: rurale, pragmatico, poco incline alle speculazioni astratte. L’arrivo della cultura greca produce un nuovo ideale di cittadino, una nuova cultura del potere, una nuova idea di virtus, meno guerriera e più morale. È la nascita dell’uomo romano classico.<br />
<br />
A Roma, nelle sale dei Musei Capitolini fino al 12 aprile di quest’anno c’è la mostra titolata “<b>La Grecia a Roma”</b>: oltre 150 capolavori originali greci: raccontano l’influenza dell’arte ellenica nell’antica Roma tramite tre fasi principali: le prime importazioni di opere d’arte, il periodo delle conquiste territoriali, l’epoca del collezionismo privato. <br />
<br />
La rassegna è ospitata a Villa Caffarelli.  Sono esposti sculture, rilievi, ceramiche e bronzi, molti dei quali originali greci e non  copie.<br />
<br />
<img src="https://th.bing.com/th/id/OIP.o6-WCKMoePtaPvqaweGCLwHaD2?w=200&amp;h=200&amp;c=10&amp;o=6&amp;pid=genserp&amp;rm=2" border="0" alt="" /><br />
<br />
Il percorso espositivo offre videoproiezioni e contenuti multimediali che ricreano contesti architettonici e cerimoniali.<br />
<br />
segue</div>


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			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
			<dc:creator>doxa</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Guerra, pace e Nietsche</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?67001-Guerra-pace-e-Nietsche&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 09:31:51 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Volendo sfarfalleggiare con la memoria, rispolverando antiche letture giovanili, non c'é solo Erasmo da Rotterdam...ma anche Nietsche. 
"Genealogia della morale"- "Al di là del bene e del male" - "Il crepuscolo degli idoli" 
...sfogliando "il bignami dei ricordi" (e cercando libercoli impolverati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>Volendo sfarfalleggiare con la memoria, rispolverando antiche letture giovanili, non c'é solo Erasmo da Rotterdam...ma anche Nietsche.<br />
&quot;Genealogia della morale&quot;- &quot;Al di là del bene e del male&quot; - &quot;Il crepuscolo degli idoli&quot;<br />
...sfogliando &quot;il bignami dei ricordi&quot; (e cercando libercoli impolverati in cantina)...un suntarello di quello che mi pare aver capito:<br />
<br />
- Non esistono &quot;guerre umanitarie&quot;*: esistono esistono poteri abbastanza forti da chiamare morale ciò che possono imporre. <font size="1">(*&quot;guerre umanitarie&quot; é una allocuzione/estrapolazione mia, non di Nietsche)</font><br />
- Prima viene la volontà di potenza, poi la necessità strategica, infine il vocabolario etico che rende tutto sopportabile alle coscienze lontane.<br />
- I popoli non combattono per il bene: combattono per interessi che, una volta vittoriosi, imparano a chiamarsi valori.<br />
- La morale internazionale nasce spesso così: non per impedire la violenza, ma per darle una biografia rispettabile.<br />
<br />
Pero', alla fin fine, credo che Nietzsche non chiederebbe se una guerra sia giusta o ingiusta.<br />
Chiederebbe:<br />
<br />
<font size="4"><b>Chi</b>, ha bisogno di chiamarla giusta?<br />
E...<b><font size="4">perché</font></b>?<br />
</font><br />
<br />
Vassapé</div>


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			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
			<dc:creator>restodelcarlino</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>La Minerva di Arezzo</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?67000-La-Minerva-di-Arezzo&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 11:34:50 GMT</pubDate>
			<description>Oggi questo post lo dedico per competenza  a Vega, l’aretina, discendente “per li rami” (danteschi) dall’etrusca lucumonìa di *Aritim*, conquistata nel 311 a. C. dai Romani, i quali latinizzarono il toponimo chiamandolo “*Arretium*” importante municipium in epoca romana:  “A Perusia a Cortona et...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>Oggi questo post lo dedico per competenza  a Vega, l’aretina, discendente “per li rami” (danteschi) dall’etrusca lucumonìa di <b>Aritim</b>, conquistata nel 311 a. C. dai Romani, i quali latinizzarono il toponimo chiamandolo “<b>Arretium</b>” importante municipium in epoca romana:  “A Perusia a Cortona et <b>Arretio</b>, quae ferme capita Etruriae populorum ea tempestate erant”(Tito Livio, Ab Urbe Condita IX, 37) =  “Da Perugia a Cortona e ad Arezzo, che a quel tempo erano quasi le capitali dei popoli dell’Etruria&quot;. <br />
<br />
Nel Medioevo avvenne il passaggio da Arretium ad Arezzo, nobile città metallurgica dall’epoca etrusca ad oggi con l’arte orafa e, nel passato, con la realizzazione di antiche sculture bronzee. Ci sono reperti che risalgono al VI sec. a. C.. <br />
<br />
Nel distretto orafo di Arezzo ci sono circa 1200 aziende che offrono lavoro a 8 mila persone. In questa località i laboratori orafi sono specializzati nella realizzazione di pezzi unici o piccole serie di oggetti preziosi realizzati con tecniche artigianali. <br />
<br />
Un’altra arte fiorente ad Arezzo è quella della ceramica. <br />
<br />
Questa prefazione, non pagata dalla locale azienda del turismo, è dedicata al “viandante” interessato a visitare la città, nella quale, fino al 6 settembre,  c’è la mostra dedicata a “<b>La Minerva di Arezzo”</b> nel locale Museo Archeologico Nazionale dedicato al noto<b><font color="#FF0000"> Gaio Cilnio Mecenate</font></b>,  qui nato nel 68 a. C.. Fu consigliere dell’imperatore Augusto,  influente politico e amico di artisti e scrittori come Orazio, Virgilio e Properzio. Ad Orazio dette un notevole sostegno finanziario per permettergli di dedicarsi completamente alla scrittura. <br />
 <br />
Nonostante la sua ricchezza e il suo potere, Mecenate  scelse di non far parte del rango senatorio, mantenendo il suo status di cavaliere equestre.<br />
<br />
Questo personaggio ad Arezzo possedeva un “fundus” o “villa rustica”, un’azienda agricola, l’attuale Villa Cilnia, in località Bagnoro a pochi chilometri dalla città.<br />
<br />
A Roma aveva una grande domus sul colle Esquilino. Faceva parte degli “Horti Maecenatis”.  I resti dell’auditorium furono scoperti nel 1874 e in parte sono visitabili su prenotazione. <br />
<br />
Il sostantivo “<b>mecenatismo</b>” deriva da Mecenate. Si riferisce alla tendenza di offrire munifico aiuto economico ad artisti e letterati, stabilendo in tal modo l’associazione tra il potere politico e la promozione culturale. Questo tipo di approccio influenzò le generazioni successive, per esempio nel Rinascimento. <br />
<br />
Ora basta con le digressioni,  torno alla mostra dedicata a “La Minerva di Arezzo”: statua bronzea rinvenuta nel 1541 durante lo scavo di un pozzo vicino la chiesa di San Lorenzo. E’ alta metri 1,55. La dea è raffigurata con elmo, l‘egida (corazza)  sul petto ornata con la rappresentazione di una testa di Medusa o Gorgone, usata in battaglia da Zeus e Atena secondo la mitologia greca.  <br />
<br />
Questa statua fu realizzata tra il 300 e il 280 a. C.. L’allestimento permette di ammirarne i dettagli e la maestria della fusione, evidenziando il ruolo di Arezzo come centro d’eccellenza per la metallurgia in epoca etrusca e poi romana.<br />
<br />
<img src="https://editorial01.shutterstock.com/preview-440/11919698d/7770716f/Shutterstock_11919698d.jpg" border="0" alt="" /><br />
 <br />
Dopo il rinvenimento fu donata al duca Cosimo I de’ Medici, che la fece collocare nel suo studio privato nel Palazzo Pitti, a Firenze.<br />
Da allora rimase nelle collezioni archeologiche granducali fino al 1871, anno in cui la statua fu trasferita nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze. <br />
<br />
<img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9e/Minerva_d'arezzo_(da_chiesa_di_s._lorenzo)%2C_inizi_III_sec._ac._06.JPG/98px-Minerva_d'arezzo_(da_chiesa_di_s._lorenzo)%2C_inizi_III_sec._ac._06.JPG" border="0" alt="" /><br />
Veduta retrostante della statua.<br />
<br />
:nyuppi:</div>


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			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
			<dc:creator>doxa</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA["Il tempo che resta"]]></title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66998-quot-Il-tempo-che-resta-quot&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 16:34:44 GMT</pubDate>
			<description>*“Il tempo che resta*”: è il titolo del romanzo di Bernhard Schlink (edit. Neri Pozza).  
 
Cosa fai quando a 76 anni apprendi dal tuo medico che hai poche settimane di vita, hai una giovane e bella moglie  e un bambino così piccolo da far pensare ai genitori dei suoi compagni che ne sei il nonno ?...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div><b>“Il tempo che resta</b>”: è il titolo del romanzo di Bernhard Schlink (edit. Neri Pozza). <br />
<br />
Cosa fai quando a 76 anni apprendi dal tuo medico che hai poche settimane di vita, hai una giovane e bella moglie  e un bambino così piccolo da far pensare ai genitori dei suoi compagni che ne sei il nonno ? <br />
<br />
Come lo dici a Ulla, la donna che ami ? Quali sono le parole più adatte per preparare tuo figlio David di 6 anni al nefasto evento ? Come vivi il tempo che ti rimane ? A cosa dai la precedenza ? Come assicuri alla tua famiglia un passaggio al dopo il meno possibile traumatico ? <br />
<br />
La quotidianità   viene scardinata all’improvviso dalla ferale notizia. <br />
<br />
Come può Martin distaccarsi da loro liberandoli dall’angoscia del distacco? Come può accettare un tempo di vita  a termine ? Cosa può lasciare dietro di sé che accompagni gli amori della sua vita in un futuro senza di lui? <br />
<br />
<b>“Il tempo che resta”</b> è come un viaggio tra razionalità ed emozioni, tra urgenza di sistemare tutto ciò che è in sospeso e desiderio di ignorare ciò che sta accadendo, tra volontà di creare future condizioni di vita accettabili per moglie e figlio, e riflessioni su ciò che è possibile predisporre senza interferire nella loro vita. <br />
<br />
<img src="https://www.modulazionitemporali.it/wp-content/uploads/2020/03/Il-tempo-che-resta-cover-660x400.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
La trama del romanzo. Martin Brehm è un professore universitario di storia del diritto, in pensione. La 43/enne moglie, Ulla, lavora in una galleria d’arte e dipinge. David, loro figlio, ha 6 anni, capisce che il padre è in una situazione drammatica.<br />
<br />
La nuova circostanza familiare evidenzia la fragilità di Ulla, che si confronta con l’età del marito e con la morte come inevitabile cesura. <br />
<br />
Invece Martin pensa alla sua vita passata, alla soddisfacente carriera universitaria e alla condizione economica tranquillamente agiata. Ha più possibilità rispetto ad altri nella sua stessa condizione esistenziale per cercare di programmare al meglio le sue ultime settimane di vita, lasciando il meno possibile al caso, mentre si pone alcune irrinunciabili domande.<br />
<br />
E’ forse vanità quella che gli rende intollerabile il pensiero di venire dimenticato, cancellato prima dalla vita e poi dalla memoria ?, si chiede Martin coinvolto da soverchiante tristezza derivante dall’impossibilità di determinare il futuro e dal timore di scomparire dalla mente del figlio, mentre nel rapporto con Ulla si insinua il non detto, anche se lui si convince che la loro situazione non possa lasciare spazio alla gelosia: nel poco tempo che gli rimane è necessario “imparare” subito a morire. <br />
<br />
Questo romanzo è suddiviso in tre parti: nella prima affronta il tentativo di accettare lo tsunami che devasta tre esistenze e il percorso da compiere con urgenza tra opzioni brutali e muri invalicabili. <br />
<br />
:vadoaletto:</div>


<!-- END TEMPLATE: postbit_external -->]]></content:encoded>
			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
			<dc:creator>doxa</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://discutere.it/showthread.php?66998-quot-Il-tempo-che-resta-quot</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Madonna di Macerata</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66996-Madonna-di-Macerata&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 11:29:35 GMT</pubDate>
			<description>stamane vi offro in visione questo dipinto a* tempera*. 
 
Immagine: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/33/Carlo_crivelli%2C_madonna_di_macerata%2C_1470-73_ca._01.jpg/250px-Carlo_crivelli%2C_madonna_di_macerata%2C_1470-73_ca._01.jpg  
Carlo Crivelli, Madonna col Bambino (detta...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>stamane vi offro in visione questo dipinto a<b> tempera</b>.<br />
<br />
<img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/33/Carlo_crivelli%2C_madonna_di_macerata%2C_1470-73_ca._01.jpg/250px-Carlo_crivelli%2C_madonna_di_macerata%2C_1470-73_ca._01.jpg" border="0" alt="" /><br />
Carlo Crivelli, Madonna col Bambino (detta Madonna di Macerata), dipinto a tempera e oro su tela, 1470 circa,  Musei civici di Palazzo Bonaccorsi, Macerata.<br />
<br />
La pittura a tempera  (dal verbo latino “temperare” = “mescolare”) è una tecnica che usa i pigmenti in polvere (colori) mescolati con vari leganti: uovo, caseina, colle animali, gomme vegetali, amidi. Le emulsioni possono essere solubili o non solubili in acqua. <br />
<br />
I colori a tempera tendono a deperire, perciò necessitano di conservanti per una maggiore durata. <br />
<br />
Gli esperti informano che ci  sono diversi tipi di tempera, a seconda delle sostanze utilizzate. <br />
<br />
La “<b>tempera grassa”</b> è formata da leganti oleosi e resinosi; essa rende il colore fluido e trasparente. I leganti soliti sono olio di lino e quello di noce, mescolati con pigmenti.<br />
<br />
I dipinti con tempera grassa asciugano subito, i colori sono più stabili, le superfici uniformi e coprenti. Hanno lo svantaggio della possibile variazione nella tonalità del colore tra l’applicazione  e l’asciugatura. <br />
<br />
La tempera grassa esige la stessa preparazione della pittura ad olio. I supporti, come tela o legno, devono essere preparati con un fondo a gesso per evitare deformazioni. I pigmenti (colori) devono essere macinati e mescolati con oli e resine. Il diluente utilizzato è spesso lo spirito di trementina, ma anche altri solventi. <br />
<br />
<b>Altre varianti della pittura a tempera: </b><br />
<br />
<b>Tempera all’uovo,</b> è la tempera tradizionale: utilizza l’uovo come legante, dà la possibilità di numerose sfumature ed è facile da mescolare. <br />
<br />
<b>Tempera alla caseina</b>: utilizza la caseina come legante; è versatile e adatta per vari supporti.<br />
<br />
<b>Tempera con gomma arabica:</b> è una gomma naturale, estratta da due tipi di alberi di acacia: Acacia Senegal e Acacia Seyal. Queste piante crescono nelle regioni subtropicali dell’Africa, come il Sudan e il Sahel. <br />
<br />
L’industria alimentare usa la gomma arabica come stabilizzante e addensante. Nella cosmetica è presente in lozioni e creme. Veniva usata dagli antichi Egizi. <br />
<br />
<b>Tempera  con  trementina</b>, detta anche spirito di trementina: utilizza questa sostanza liquida  ottenuta dalla distillazione della trementina (una resina ottenuta dalle conifere) come legante per la pittura a tempera grassa. <br />
E’ utilizzata come solvente nella pittura a olio, la pulizia dei pennelli per dipingere, la lucidatura dei mobili. La trementina ha proprietà sgrassanti e viene usata anche per la pulizia di superfici grasse, oli e colle a base di silicone.</div>


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			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
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		<item>
			<title>Insonnia</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66982-Insonnia&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 17:55:41 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Se il poeta Eugenio Montale guardasse adesso questo forum direbbe che è come un  “*Meriggiare pallido e assorto"*.  
 
E mentre l'ombra lunga della sera si sta posando sui tetti delle case, penso all’incipit della poesia che Ugo Foscolo dedicò “Alla sera”:    
 
*“Forse perché della fatal quïete...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>Se il poeta Eugenio Montale guardasse adesso questo forum direbbe che è come un  “<b><font color="#FF8C00">Meriggiare pallido e assorto&quot;</font></b>. <br />
<br />
E mentre l'ombra lunga della sera si sta posando sui tetti delle case, penso all’incipit della poesia che Ugo Foscolo dedicò “Alla sera”:   <br />
<br />
<b><font color="#A52A2A">“Forse perché della fatal quïete<br />
tu sei l’immago a me sì cara, vieni,<br />
o sera!”.</font></b><br />
<br />
Al poeta giunge cara la sera ! Ma una domanda “sorge spontanea”: per lui la notte era ugualmente cara quando andava a  letto per dormire e non riusciva a conquistare il sonno ? <br />
<br />
Superata la soglia del tangibile, dovrebbe cominciare la dimensione  della calma apparente, dell'atmosfera sospesa, e poi  del  sonno e del sogno, il quale ci fa inoltrare in  territori inesplorati, incontri ravvicinati: sogni con storie di ordinaria quotidianità, oppure impreviste o impossibili. <br />
<br />
Il sonno ha una propria divinità. <br />
<br />
Per gli antichi Greci era Hypnos, figlio di Nyx, la Notte,  e fratello di Thanatos, dio della morte. Invece per gli antichi Romani “Somnus” era il dio corrispondente a Hypnos. <br />
<br />
<img src="https://tse3.mm.bing.net/th/id/OIP.36thFH5RzNHPdihok6XpKgHaEw?rs=1&amp;pid=ImgDetMain&amp;o=7&amp;rm=3" border="0" alt="" /><br />
<br />
Era spesso descritto come un giovane alato (piccole ali attaccate sulla testa), nella mano teneva semi di papavero (pianta dai poteri soporiferi che sta inviando sul corpo del ragazzo), oppure una torcia rovesciata, simbolo del sonno profondo.<br />
<br />
Hypnos era  un dio benevolo, capace di portare riposo agli uomini e agli dèi, alleviando la fatica e le sofferenze.<br />
<br />
Viveva in una caverna nell’Erebo, il regno delle ombre, vicino al fiume Lete, il fiume dell’oblio.<br />
<br />
Hypnos  era il padre degli<b> Oneiroi</b>, le divinità dei sogni. <br />
<br />
I  più famosi erano:<br />
<br />
<b>Morpheo</b>: appariva nei sogni con sembianze umane.<br />
<br />
<b>Ikelos</b> (Fobetore): assumeva la forma di animali o creature spaventose nei sogni.<br />
<br />
<b>Phantaso</b>: appariva nella  forma di paesaggi, oggetti e visioni surreali.<br />
<br />
segue</div>


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			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
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		</item>
		<item>
			<title>Ciociara</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66980-Ciociara&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 09:16:05 GMT</pubDate>
			<description>Immagine: https://i.prcdn.co/img?regionKey=CdqnsEyq76Cqzk6nzNoyWg==  
Giovanni Fattori, Ciociara, Ritratto di Amalia Nollenberger, olio su tela, realizzato tra il  1880 e il 1881. 
 
Ciociara: questo nome  deriva dalle cioce, un tipo di calzature.  
 
La cosiddetta “Ciociaria” è una zona compresa...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div><img src="https://i.prcdn.co/img?regionKey=CdqnsEyq76Cqzk6nzNoyWg==" border="0" alt="" /><br />
Giovanni Fattori, Ciociara, Ritratto di Amalia Nollenberger, olio su tela, realizzato tra il  1880 e il 1881.<br />
<br />
Ciociara: questo nome  deriva dalle cioce, un tipo di calzature. <br />
<br />
La cosiddetta “Ciociaria” è una zona compresa nell’attuale provincia di Frosinone, nel Lazio meridionale.<br />
<br />
Fattori rappresentò Amalia affacciata al balcone vestita da popolana ciociara. E’ raffigurata vicino all’osservatore, invece è vista dall’alto la sottostante stradina di Firenze, percorsa da figure umane e da un carrozza trainata da un cavallo con la groppa coperta da una coperta rossa.  <br />
<br />
Il primo incontro tra questo artista e Amalia Nollenberger avvenne nel giugno del 1860 nella “Villa il Gioiello”, vicino Firenze. E’ qui che Giovanni Fattori, insegnante di disegno della figlia sedicenne dei padroni di casa, i marchesi Bartolomei, vide per la prima volta  la diciannovenne Amalia, cameriera tedesca della sua allieva, Isabella Bartolomei.<br />
<br />
Tra Giovanni e Amalia fu subito innamoramento, ma impossibile per la morale dell’epoca, in particolare per quella dell’aristocrazia fiorentina, che Fattori confessò nelle lettere all’amico collezionista Diego Martelli:<b><font color="#0000CD"> “Spiato per gli amori con la tedesca (scrisse l’8 agosto 1880) che oggi aspetto qui nello studio e pranzeremo insieme alla boheme; però anche questa per ora mi pare più una mazzolata che mi è venuta sulla testa che una fortuna amorosa, almeno come la vedo io. Dice che mi vuole bene, sarà vero non lo metto in dubbio, ma che ne fo io ? Come finirà ? Basta, vedremo; intanto batti oggi, batti dimani, si ha un bello essere scettici, ma qualcosa si attacca, e sentirsi stringere il collo da due belle braccia, e sentirsi più e più volte baciare da una bocca fresca, buona, e guardare due occhi come vedeste … si ha un bel dire, qualcosa si attacca , e io ho paura”.</font></b><br />
<br />
La relazione tra il 55/enne maestro di disegno e la cameriera 19/enne provocò pochi mesi dopo il licenziamento della ragazza tedesca, la quale, poi, venne assunta da una nobildonna inglese che la portò con sé a Napoli. <br />
<br />
Il distacco  da lei, Fattori  lo visse in modo drammatico: si autodefinì “un uomo quasi vecchio e con pochi quattrini”. <br />
<br />
Cercò di rimanere in contatto con Amalia, orfana e sola al mondo, scrivendole. Le consigliò di visitare i monumenti artistici più significativi di Napoli (la pinacoteca) e della zona vesuviana: gli scavi di Ercolano e Pompei. <br />
<br />
Una volta le inviò in lettura un romanzo che aveva suscitato scandalo: “La dame aux  camélias” (= La signora delle camelie), di Alexandre Dumas.<br />
<br />
In una lunga lettera che scrisse ad Amalia nel novembre del 1881, Giovanni le dice del quadro: “<b><font color="#FF0000">La Ciociara che mi sta davanti mi ricorda di te e che io ancora non tento di vendere, ma se farò questo tentativo lo sarà per una sola ragione, quando tu mi dirai: ‘Voglio tornare’ e quei denari, allora, sarebbero per te”</font></b>.<br />
<br />
La relazione tra i due entrò in crisi pochi mesi dopo, nella primavera del 1882, per la presenza di un’altra donna, la ‘spagnola’, Marianna Bigazzi Marinelli, che divenne la seconda moglie di Giovanni Fattori.</div>


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		</item>
		<item>
			<title>San Faustino</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66974-San-Faustino&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 13:55:26 GMT</pubDate>
			<description>Questo post lo dedico ad Ale, che detesta  il 14 febbraio perché  giorno dedicato alla festa degli innamorati.  
 
Sii “forte” nel tuo spirito. Non ti scoraggiare, perché  il giorno successivo, il 15 febbraio, anche per te c’è un santo protettore: San Faustino: questo nome deriva dal latino,...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>Questo post lo dedico ad Ale, che detesta  il 14 febbraio perché  giorno dedicato alla festa degli innamorati. <br />
<br />
Sii “forte” nel tuo spirito. Non ti scoraggiare, perché  il giorno successivo, il 15 febbraio, anche per te c’è un santo protettore: San Faustino: questo nome deriva dal latino, significa propizio, favorevole… alle persone single che hanno voglia di incontrare un/a possibile partner a lungo termine. <br />
<br />
Single per scelta, propria o altrui, il 15 febbraio è la data in cui i “cuori solitari” celebrano sé stessi, la propria “singletudine” e la loro la loro  autonomia, il “mi amo” (I love me). <br />
<br />
Alcune fonti ricordano Faustino e Giovita, due fratelli martiri del II secolo, originari nell’attuale provincia di Brescia. Questa città venera San Faustino come patrono, idem Pontedera (prov. di Pisa), Vaglio Basilicata (prov. di Potenza) e Sarezzo nella Val Trompia (prov. di Brescia). In questo paese c’è la chiesa dedicata ai santi Faustino e Giovita. <br />
<br />
La leggenda narra che Faustino visse nell’epoca imperiale romana. Il suo scheletro (in realtà chissà di chi)  era a Ostia Antica (Roma) nel cimitero  paleocristiano dedicato a di San Ciriaco, all’angolo tra il decumano e la via dedicata alle corporazioni.<br />
<br />
Nel XVII secolo le sue reliquie furono traslate da quel cimitero nel duomo di Pontedera, dove ogni anno si celebra la festa patronale. <br />
<br />
Il 15 febbraio in varie località italiane vengono organizzati eventi in suo nome, il &quot;San Faustino’s Party&quot;, con musica, cocktail e incontri pensati per gli “spaiati” di ogni età.<br />
<br />
Non deprimerti, un antico proverbio dice: “ “E’ meglio soli che male accompagnati”. :asd:</div>


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		</item>
		<item>
			<title>San Valentino</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66973-San-Valentino&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 09:32:37 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Stamane a Roma piove e "soffia" il vento. Per distrarmi dal grigiore del cielo vi offro con due giorni di anticipo la possibilità di dibattito su San Valentino (il 14 febbraio) e la “festa degli innamorati”. 
 
Immagine:...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>Stamane a Roma piove e &quot;soffia&quot; il vento. Per distrarmi dal grigiore del cielo vi offro con due giorni di anticipo la possibilità di dibattito su San Valentino (il 14 febbraio) e la “festa degli innamorati”.<br />
<br />
<img src="https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/236x/8e/b0/c2/8eb0c2c336af46972a48fc700006ee48.jpg" border="0" alt="" /><br />
i fidanzatini Valentino e Valentina, di Peynet<br />
<br />
La festa dedicata a Valentino, agiograficamente martirizzato a Roma il 14 febbraio dell’anno 273, venne istituita nel 496 da papa Gelasio I. Come altre volte in precedenza,  anche questo pontefice fece sovrapporre una festività cristiana ad una pagana per farla dimenticare, quella dei Lupercali o Lupercalia: festa di purificazione del gregge, che si svolgeva  in epoca romana dal 13 al 15 febbraio, giorni considerati nefasti. <br />
<br />
Lupercus, epiteto del dio Fauno, secondo la mitologia aveva l’aspetto umano ma i piedi e le corna di capra. Questa divinità pastorale veniva venerata nel santuario del Lupercale sul colle Palatino, a Roma. <br />
<br />
Il martirologio cattolico fa riferimento a due Valentino.<br />
<br />
Il primo, fu un presbitero, “decapitato per la sua fede cristiana” durante l’impero di Claudio II, detto “il Gotico” (regnò dal 268 al 270): noto per le battaglie vittoriose contro gli Ostrogoti e i Visigoti e per aver contribuito a riportare la stabilità  lungo il Danubio.  Durante il suo impero non ci furono persecuzioni anticristiane, perciò quel Valentino non fu “decapitato per la fede cristiana”. Le agiografie cristiane sono da cestinare per le bugie che affermano. <br />
 <br />
L’altro Valentino fu vescovo di Terni, nel terzo secolo. Anche lui decapitato a Roma. Le sue guarigioni miracolose e il luogo del martirio, al secondo miglio della via Flaminia, fanno presumere la sovrapposizione dei due Valentino nella stessa persona. <br />
<br />
Furono i Benedettini a diffondere  dal VI secolo il  suo culto in Francia e in Inghilterra: in quei territori avevano numerosi monasteri.<br />
<br />
Il patronato di questo santo sui fidanzati deriva dallo scrittore inglese del XIV secolo Geoffrey Chaucer, il quale  nel poema “onirico”  di circa 700 versi, titolato “Il parlamento degli uccelli” (“Parlement of foules”) c’è il primo riferimento storico a San Valentino e al 14 febbraio, giorno speciale per gli amanti e per gli uccellini, che cominciano le loro “danze” d’amore per l’accoppiamento. <br />
<br />
Il diplomatico e scrittore Geoffrey Chaucer, nacque nel 1343 a Londra. E’ considerato il “padre” della letteratura inglese: elevò l’inglese volgare a lingua letteraria. E’ noto per il suo capolavoro “I racconti di Canterbury”: raccolta di 24 racconti, narrati da 30 pellegrini: l’amore cortese, il tradimento, l’avarizia, ecc..<br />
<br />
La festa di San Valentino dedicata agli innamorati è presente anche nell’Amleto di William Shakespeare: durante la scena della pazzia di Ofelia, la fanciulla canta vaneggiando: <b><font color="#0000CD">“Domani è San Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina!”.</font></b> <br />
<br />
<img src="https://th.bing.com/th/id/R.aac328f3fb11725da7f3cf33fd4ba47c?rik=cum%2fsmk2VrfWxA&amp;riu=http%3a%2f%2fwww.peynet.com%2fvf%2fimages%2finterface%2fcentre%2falea%2f07.jpg&amp;ehk=R7NpgEeorPIMmxauTi4eDI1rkFDU%2f7cPCcFN02udrVU%3d&amp;risl=&amp;pid=ImgRaw&amp;r=0" border="0" alt="" /></div>


<!-- END TEMPLATE: postbit_external -->]]></content:encoded>
			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
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		</item>
		<item>
			<title>Digital Art Gallery</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66971-Digital-Art-Gallery&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 19:57:14 GMT</pubDate>
			<description>Questo post lo dedico a Lady Folle per incitarla a tornare tra noi ed anche perché il “Dag” (Digital Art Gallery) è non lontano da lei, a Gorizia, in un tunnel lungo 300 metri sotto il castello, che ospita il Museo del Medioevo Goriziano. 
 
Nel passato il tunnel  sotterraneo serviva per collegare...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>Questo post lo dedico a Lady Folle per incitarla a tornare tra noi ed anche perché il “Dag” (Digital Art Gallery) è non lontano da lei, a Gorizia, in un tunnel lungo 300 metri sotto il castello, che ospita il Museo del Medioevo Goriziano.<br />
<br />
Nel passato il tunnel  sotterraneo serviva per collegare il maniero con il centro abitato.<br />
<br />
Il traforo fu scavato nel periodo d’intervallo tra le due guerre mondiali. Durante la seconda guerra mondiale divenne rifugio antiaereo, poi utilizzato come ricovero per i migranti, fino alla chiusura, alcuni anni fa.<br />
<br />
Nel tunnel, noto in città come “galleria Bombi”, hanno installato 3.700 schermi Led e si possono vedere 135 milioni di immagini.<br />
<br />
<img src="https://www.nordestnews.it/wp-content/uploads/2025/11/DAG.jpeg" border="0" alt="" /><br />
<br />
Nella galleria digitale c’è un flusso continuo di immagini, create con l’intelligenza artificiale e proiettate sugli schermi. <br />
<br />
A inaugurarla è stato chiamato l’artista turco-statunitense Refik Anadol, il quale, con i suoi collaboratori, trasforma i dati digitali in opere d’arte. Per lui i dati sono pigmenti e l'intelligenza artificiale un pennello &quot;pensante&quot;. :asd:</div>


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		</item>
		<item>
			<title>Quadro-presepe</title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66967-Quadro-presepe&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 14:34:23 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Immagine: https://image.famigliacristiana.it/view/acePublic/alias/contentid/27cfab98-d7f6-4b8b-b5b6-5d5dd94dd920/0/image.webp?f=3%3A2&q=0.75&w=750  
Giovanni Gasparro, *“Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo”*,  olio su lino, grandezza: 80 x 100 cm, realizzato nel 2025,  collezione privata...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div><img src="https://image.famigliacristiana.it/view/acePublic/alias/contentid/27cfab98-d7f6-4b8b-b5b6-5d5dd94dd920/0/image.webp?f=3%3A2&amp;q=0.75&amp;w=750" border="0" alt="" /><br />
Giovanni Gasparro, <font color="navy"><b>“Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo”</b></font>,  olio su lino, grandezza: 80 x 100 cm, realizzato nel 2025,  collezione privata<br />
<br />
Questo dipinto è un inedito quadro-presepe: l’Adorazione dei pastori dal punto di vista del neonato Gesù nella mangiatoia. Ci sono Maria, Giuseppe e i pastori. <br />
<br />
Gasparro  è stato premiato  per l’innovazione del tema proposto ma nel solco della tradizione: in duemila anni nessun altro pittore ha immaginato tale scena.<br />
<br />
L'artista ha vinto la competizione fra numerosi quadri dipinti negli ultimi dodici mesi,  selezionati come i più rappresentativi della più recente produzione pittorica italiana.<br />
<br />
Giovanni Gasparro è nato a Bari nel 1983 ma vive a  13 km dal capoluogo, ad Adelfia: questo Comune fu  istituito nel 1927 dall’unione di  Canneto di Bari con Montrone. Fu denominato  Adelfia, toponimo che deriva  dal greco “adelphòs” = fratellanza.</div>


<!-- END TEMPLATE: postbit_external -->]]></content:encoded>
			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Libri d'ore]]></title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66957-Libri-d-ore&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:53:18 GMT</pubDate>
			<description>A Roma, fino al 15 febbraio 2026, nella biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei,  è possibile vedere la mostra dedicata a: “*Il tempo della devozione. Libri d’ore italiani tra Medioevo e Rinascimento”.* 
 
L’esposizione presenta antichi manoscritti miniati dedicati alla devozione privata....</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>A Roma, fino al 15 febbraio 2026, nella biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei,  è possibile vedere la mostra dedicata a: “<b>Il tempo della devozione. Libri d’ore italiani tra Medioevo e Rinascimento”.</b><br />
<br />
L’esposizione presenta antichi manoscritti miniati dedicati alla devozione privata. Nell’ultima sezione viene presentato il passaggio del libro d’ore dalla scrittura a mano alla stampa tra la fine del XV e i primi decenni del XVI secolo, con immagini xilografiche, talora miniate.<br />
<br />
<img src="https://th.bing.com/th/id/R.1b60844b1bf7c14c00c421c13fde9e8b?rik=owML4Mi0yeg8Ug&amp;riu=http%3a%2f%2fwww.giuseppesolmi.it%2fimg%2f1b1-bedford-visitazi.jpg&amp;ehk=H6TeeO%2fV37yhG8dd4x2qATiaH1J2kLmfOT4Adg4ZNrY%3d&amp;risl=&amp;pid=ImgRaw&amp;r=0" border="0" alt="" /><br />
Maestro di Bedford, o Maestro del duca di Bedford, miniatore francese, attivo a Parigi nella prima metà del XV secolo: Visitazione di Maria ad Elisabetta.<br />
<br />
Il libro d’ore è una raccolta di preghiere e di vari testi per la devozione quotidiana individuale. <br />
<br />
I primi Libri d'ore compaiono alla metà del XIII secolo e derivano dal Breviario e dal Salterio. Ogni libro d'ore era unico,  realizzato su richiesta del committente. <br />
<br />
Nel ‘400 i libri d’ore ebbero un ruolo anche nell’alfabetizzazione, specie femminile, perché venivano usati per l’insegnamento della lettura in casa. Trasmessi in eredità, furono usati per molti anni accumulando note relative alle nascite, morti e celebrazioni di famiglia. <br />
<br />
Molti libri d’ore furono realizzati come doni nuziali e compaiono elencati negli inventari delle doti. Venivano conservati con i rosari e i gioielli.<br />
<br />
<img src="https://www.seprian.it/wp-content/uploads/2022/08/Offciolum-2.jpg" border="0" alt="" /><br />
Il libro d’ore (“Officiolum”) di Francesco da  Barberino (del Mugello), celebre poeta e notaio fiorentino, contemporaneo di Dante Alighieri. In questo “Officiolum”ci sono testi e immagini ideati dallo stesso proprietario. E’ un manoscritto di preghiere, considerato il più antico libro d’ore italiano, redatto tra il 1304 e il 1309. Include un trattato allegorico sulla speranza. Fu rinvenuto nel 2003.</div>


<!-- END TEMPLATE: postbit_external -->]]></content:encoded>
			<category domain="https://discutere.it/forumdisplay.php?7-Arte-e-letteratura">Arte e letteratura</category>
			<dc:creator>doxa</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://discutere.it/showthread.php?66957-Libri-d-ore</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Pomeriggio con una lente d’ingrandimento, in biblioteca settore "Arte".]]></title>
			<link>https://discutere.it/showthread.php?66955-Pomeriggio-con-una-lente-d’ingrandimento-in-biblioteca-settore-quot-Arte-quot&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 13:32:21 GMT</pubDate>
			<description>Guardate attentamente lo sfondo di queste due opere di Raffaello 
 
Allegato 38098 (https://discutere.it/attachment.php?attachmentid=38098) 
 
Allegato 38099 (https://discutere.it/attachment.php?attachmentid=38099) 
 
Mi pare che le città nello sfondo  non siano  sostanzialmente diverse, ma che si...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_external -->
<div>Guardate attentamente lo sfondo di queste due opere di Raffaello<br />
<br />
<a href="https://discutere.it/attachment.php?attachmentid=38098&amp;d=1769520177"  title="Nome: Raffaello,_pala_baglioni,_deposizione.jpg
Visite: 15
Dimensione: 540.6 KB">Raffaello,_pala_baglioni,_deposizione.jpg</a><br />
<br />
<a href="https://discutere.it/attachment.php?attachmentid=38099&amp;d=1769520202"  title="Nome: La_Vierge_à_l'Enfant_avec_le_petit_saint_Jean_Baptiste_-_Raphaël_-_Musée_du_Louvre_Peintures_.jpg
Visite: 8
Dimensione: 368.6 KB">La_Vierge_à_l'Enfant_avec_le_petit_saint_Jean_Baptiste_-_Raphaël_-_Musée_du_Louvre_Peintures_.jpg</a><br />
<br />
Mi pare che le città nello sfondo  non siano  sostanzialmente diverse, ma che si tratti di uno stesso schema urbano, con gerarchie invertite. Nella &quot;Deposizione&quot; domina il torrione e la chiesa resta sullo sfondo. Nella &quot;Belle Jardinière&quot; è la chiesa a emergere, mentre il torrione si sfuma dietro.<br />
<br />
Non cambia &quot;la città&quot;: cambia il rapporto tra i suoi elementi, e quindi il senso morale della scena. Qualcuno ha già notato questa corrispondenza o è un’ipotesi troppo azzardata?</div>


	<div style="padding:10px">

	

	

	
		<fieldset class="fieldset">
			<legend>Immagini Allegate</legend>
			<ul>
			<!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_attachment -->
<li>
	<img class="inlineimg" src="https://discutere.it/images/attach/jpg.gif" alt="Tipo File: jpg" />
	<a href="https://discutere.it/attachment.php?attachmentid=38098&amp;d=1769520177" target="_blank">Raffaello,_pala_baglioni,_deposizione.jpg&lrm;</a> 
(540.6 KB)
</li>
<!-- END TEMPLATE: postbit_attachment --><!-- BEGIN TEMPLATE: postbit_attachment -->
<li>
	<img class="inlineimg" src="https://discutere.it/images/attach/jpg.gif" alt="Tipo File: jpg" />
	<a href="https://discutere.it/attachment.php?attachmentid=38099&amp;d=1769520202" target="_blank">La_Vierge_à_l'Enfant_avec_le_petit_saint_Jean_Baptiste_-_Raphaël_-_Musée_du_Louvre_Peintures_.jpg&lrm;</a> 
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