Il "perché" dell'Universo: "Cantachiarologia"?
"Il gallo Cantachiaro canta al sorger del sole".
Due sono le possibili deduzioni logiche: il sole sorge perché Cantachiaro ha cantato, ed il sistema universo/sole/terra esiste affinché Cantachiaro possa cantare e far sorgere il sole.
Questo é nel testo (perduto): "L'uomo: pollo implume" di Diogene di Sinope. (*)
La "Cantachiarologia" ci porta al cuore del principio antropico.
Se ne distinguono due formulazioni: la debole, secondo cui l’universo deve possedere caratteristiche compatibili con l’esistenza di osservatori coscienti (noi siamo qui perché possiamo esserci), e la forte, secondo cui l’universo doveva svilupparsi in modo da rendere possibile la vita umana: “programmato” per farci accomodare sulla scena cosmica.
Ovvero, la presunzione antropica : l'Universo esiste per noi.
O no?
Ho aperto la discussione qui e non in "Scienza e affini", affinché chiunque possa esprimere quello che pensa, a suo piacere :mmh?:
(*)Quando Platone diede la definizione di uomo di Socrate come "bipedi implumati" e fu molto lodato per la definizione, Diogene di Sinope spennò un pollo e lo portò nell'Accademia di Platone, dicendo: "Ecco! Vi ho portato un uomo"