La comparsa di un fuggiasco dalla pianura.
Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:
57:15. (Parole di Adamo) «Oh, tutto questo è per colpa mia! O Tu, grande, santo e giusto Padre,
perché lasciasTi che il mio peccato crescesse fino all’altezza di una tale monta-
gna? Io vivo ancora e la montagna arriva pressoché al cielo, ma quanto alta
diverrà fino alla fine di tutti i tempi!
16. Ecco ciò che ora contemplo, alla vigilia del Sabato, circondato da mille
figli, mentre qui sto riposando sulla massicciata del mio peccato. E ugualmente
un giorno anche l’ultimo uomo rimarrà solitario qui, privo di ogni creatura
vivente e di ogni figlio, scontando il mio peccato, volgendo tristemente in alto
il suo sguardo verso le eterne altezze dei mondi splendenti nell’infinità di Dio e
con brama ardente attenderà che la montagna precipiti su di lui, schiacciandolo
e seppellendo sotto le macerie l’ultima goccia della mia immensa colpa!
43. (Parole di Enoch) Ma come mai, allora, un tale infinito Amore non dovrebbe toccare pure i
figli della pianura? E quando Esso ne ha tratto uno quassù da noi, non sta a noi
respingere una simile povertà, bensì accoglierla, come fosse cresciuta qui in
alto, dove tuttora fuma e brucia, là dove noi talvolta stoltamente ancora dirigia-
mo il nostro sguardo, pensando che la pietra sia nostra colpa, oppure noi la
colpa della pietra!
44. Oh, infinitamente poco importa quanto lontano e quanto alta sia cresciuta
una simile pietra, perché essa è pur sempre una pietra, mentre noi rimarremo
figli immortali di Dio; inoltre la sua apparizione è passeggera, mentre noi eter-
namente immortali. Ma quello che più di tutto importa è invece il nostro
amore, il quale non deve escludere nessuna creatura, men che meno poi un
povero fratello della pianura. Se non siamo che figli dell’Amore e con ciò
siamo figli di Dio, facciamo allora anche così, affinché possiamo veramente e
degnamente essere quello che siamo chiamati ad essere! Amen».
58:1. E vedi, dopo tutto questo Enos, su richiesta di Adamo, si chinò a terra e
rialzò l’uomo dai capelli neri e poi chiese ad Adamo e a Set il permesso di poter
dire, prima della partenza da quel luogo, qualche parola che gli stava a cuore.
2. E da tutte le parti si acconsentì che egli parlasse, a seconda del suo desiderio.
3. E vedi, allora Enos si inchinò, ringraziò del permesso ottenuto e, indiriz-
zandosi a tutti i presenti, cominciò il seguente notevole discorso:
4. «O padri e figli! È appena sorto nella mia mente un grande pensiero, il quale
rimane ora fisso nella mia anima molto agitata, come il bagliore permanente di
un lampo violento. Una volta ho sognato - fu la volta in cui dormii fino a dopo
il levare del sole, cosa per la quale allora fui un po' rimproverato - che noi,
appunto come oggi, ci trovavamo in questo luogo, in contemplazione di questo
meraviglioso paesaggio, e gioivamo molto nel vedere i nostri numerosi figli,
che noi invitammo, come è avvenuto ora, ad un imminente sacrificio del Saba-
to. Ed ecco, mentre così ci rallegravamo, una figura che irradiava un forte
splendore apparì in mezzo a noi, tanto che noi tutti rimanemmo spaventati per
la grande intensità della luce! Solo che quell’apparizione non ci lasciò a lungo
nel nostro stato di timore, ma ben presto si rivelò ai nostri occhi accecati da
quel fulgore.
5. O padri e figli, questa figura manifestatasi era Abele e conduceva con sé
un uomo precisamente simile a questo, con il quale si presentò al cospetto del
primo padre ed in tono dolcissimo disse:
6. "Ascolta, o padre! Eccetto me, a nessuno è derivato alcun male da parte di
Caino, a causa del quale soltanto il mio corpo è andato perduto per te. Vedi, a
Caino ho perdonato tutto di cuore e ho potuto fare ciò con tanta maggiore faci-
lità, in quanto non ho mai avuto verso di lui alcun rancore! E quando più tardi
egli fuggì dinanzi a suo figlio Hanoch e si diresse verso Mezzogiorno, fino alla
riva di una delle più grandi acque della Terra, dove patì per il calore, la fame, la
sete e il timore, con pochi dei suoi che riuscirono a salvarsi, vedi, allora, per
concessione del Padre eterno e santo, venni a lui, di mia spontanea volontà, mi
rivelai e lo trovai che si scioglieva in lacrime d’intenso pentimento, tanto che
nel più profondo del mio essere ne fui mosso a pietà e gli insegnai ad intreccia-
re un grande paniere impenetrabile dall’acqua e poi condussi i suoi e lui sopra
le onde in un paese lontano, fertile e sicuro.
7. Ed io feci la stessa cosa anche con parecchi dei suoi discendenti che pro-
venivano da Hanoch, e che erano di sentimenti alquanto migliori.
8. Tuttavia, non ardii mai di condurre a te, o padre, neppure uno di quelli di
Hanoch, la grande città di Caino, poiché ben conoscevo la tua giusta collera,
che grava sul capo di Caino. Però sapevo anche quello che il Signore aveva
detto a Caino, mentre questi, colmo di amaro pentimento, se ne fuggiva sulla
faccia della vasta Terra, quando Egli lo aveva assicurato con le parole: ‘Perciò
chi uccide Caino, subirà la vendetta sette volte!’.
9. Ma ora, secondo la volontà di Jehova, ti ho condotto pure un fuggiasco
dalla pianura, il quale cerca Dio; dagli quindi ciò che cerca ed accoglilo in
tutto il tuo paterno amore, perché anche nelle sue vene scorre il tuo sangue!
10. Ridestalo con la tua benedizione ed il Signore desterà i tuoi figli, affin-
ché possano poi predicare in maniera meravigliosa il Suo Nome ai figli della
pianura, per la possibile salvezza della Terra!".
11. O padri e figli! Così vedo io ora lo stesso uomo fra noi, così come lo vidi
allora, ed ho visto altresì, appunto in questo istante, lo splendente Abele abban-
donare questo luogo ed in verità pure Enoch l’ha visto, per la qual cosa egli
ebbe a serbare il silenzio. E con ciò la mia richiesta è finita. Ora pensateci su
ed agite secondo il vostro discernimento! Amen»
12. Ed Enoch confermò subito quanto Enos aveva asserito e disse: «Sì, così
è stato e così è!»