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Il sogno del quale parli, rappresentato nel celebre dipinto, è quello di Giacobbe, non di Giobbe.
La Settimana Santa è la più importante dell'anno e della Storia, amico Doxa: ci ricorda che Dio ha dato Suo Figlio per la nostra salvezza. A tal punto ci ha amato!!! Altro che masochismo. Perché altrimenti chiamarlo "Triduo Pasquale"? Dopo la Passione e la Morte viene la Resurrezione! Così avviene per ognuno di noi. Quaggiù, sotto le stelle, siamo solo di passaggio...
Ci sentiamo fra 38 giorni, dài: abbi fede.
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Grazie Cono per la tua precisazione. Ho scritto in modo corretto Giacobbe nella didascalia del dipinto, invece Giobbe in altre righe.
In attesa del tuo ritorno saremo in fremente aspettativa :ciaociao:
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Il sogno, il sonno e l’arte.
L’insonnia e il sogno: due poli opposti dello stesso territorio, il sonno !
Possiamo esplorarli dal punto di vista psicologico, simbolico e artistico.
Nell’ambito dell’arte sono interessanti i sogni e il surrealismo: movimento artistico e letterario influenzato dalle teorie psicoanalitiche di Freud e Jung riguardanti l’inconscio.
Il surrealismo enfatizzò l’importanza dei sogni come fonte di ispirazione creativa non solo nella pittura ma anche nella fotografia, il cinema, la letteratura, la scultura.
Questa corrente pittorica include tecniche che permettono la creazione d’immagini strane e illogiche, fluttuano libere da ogni vincolo razionale.
Sigmund Freud sosteneva che i sogni sono la “via regia” per l’inconscio. Ma cosa succede quando questo concetto viene applicato all’arte?
Pittori come André Breton, Salvador Dalì, René Magritte e Max Ernst contribuirono a far “emergere” l’inconscio tramite i loro dipinti: sono immagini simboliche.
Uno dei capolavori che meglio rappresenta questo connubio tra arte e psicoanalisi è “La persistenza della memoria” di Salvador Dalí, con i suoi celebri orologi molli nel desolato paesaggio.
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Salvador Dalì, La persistenza della memoria, olio su tela, 1931, Museum of Modern Art di New York
In questo piccolo dipinto (cm 24 x 33) Dalì raffigura un paesaggio costiero della Costa Brava, nota zona della Catalogna (Spagna). La scena è dominata dalla solitudine, dal silenzio e dall’immobilismo.
Nel quadro gli oggetti sono distribuiti in maniera disorganica nello spazio aperto (quattro orologi (uno “normale”, il più piccolo, da taschino, e tre orologi molli), essi alludono alla relatività del tempo e alla percezione soggettiva della sua durata.
Poggiati su un parallelepipedo orizzontale ci sono:
il tronco di un albero rinsecchito, con un solo ramo, sul quale c’è un orologio molle piegato, sembra una sella per cavallo;
al centro, sullo spigolo del mobile, un orologio molle con sopra una mosca, verso le ore 12.
sulla sinistra un “normale” orologio da taschino con sopra le formiche.
Al centro del dipinto, in terra, una figura di colore bianco, sopra ha un orologio molle piegato in due. La figura, dicono gli esperti, rappresenta di profilo un viso: la bocca aperta, un occhio chiuso con lunghe ciglia. :D
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Adoro quel quadro di Dalì!
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Allegati: 1
Citazione:
Originariamente Scritto da
doxa
Invece lo statunitense Charles Monroe Schulz
Allegato 38193