Qualcosa in topic da dire? Vorrei evitare lo sfacelo di questo 3d. Hai molto spazio altrove. Se ci sono tante visite non vedo perché fare off-topic qui. Per favore, rispondi alle osservazioni, vita morte libertà. Prima hai risposto.
Visualizzazione Stampabile
Qualcosa in topic da dire? Vorrei evitare lo sfacelo di questo 3d. Hai molto spazio altrove. Se ci sono tante visite non vedo perché fare off-topic qui. Per favore, rispondi alle osservazioni, vita morte libertà. Prima hai risposto.
Ecco, Jerda accennava ad Erich Fromm, ho ritrovato una sua frase sulla libertà che cade a fagiolo...
“L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.”
Turbo (Fromm) parlava da un piano più generale, Ed è vera sempre. Delle conseguenze delle scelte dal punto di vista sociale si parla una cosa per volta, sennò è un discorso politico e on esistenziale.
La cosa peggiore è pensare di poter non decidere. Ogni inerzia a le sue conseguenze, nessuna delle quali è indolore. Però se non si sceglie si digerisce meglio il fallimento: non era colpa mia... brutto stato intellettuale in cui vivere.
Da un punto di vista umano comunque, aver preso decisioni sbagliate e avere la consapevolezza di non aver scelto ha una grande influenza sulla vita. Ho provato e ho sbagliato? Ok. Posso viverci. Sono una collezione di non-scelte che pago ogni giorno? Un po’ meno.
Il film "Easy rider" aveva come sottotitolo "Libertà e paura". I due protagonisti finiscono uccisi da chi, vivendo nella paura, difendendo con rabbia e aggressività la sua paura, la sua invidia inconscia, crede di annullare con uno sparo la realtà concreta, visibile, di chi ha scelto di vivere libero. E lì c'era tutto lo spirito originario di un '68 che si è presto imbastardito, distorto, irrigidito in formule e schematismi politici che hanno portato odio e divisioni. Oppure, da un altro versante, si è arrivati al disfacimento delle droghe, dei paradisi artificiali che ciclicamente ritornano nella storia in forma diversa e adeguata ai tempi. Naturalmente in questo degrado dei valori iniziali ha giocato una parte essenziale il potere che si è sentito minacciato ed ha reagito con ogni suo mezzo per fiaccare chi gli si stava opponendo. Nella tragica fine dei due ragazzi del film c'era il presagio di una fine che doveva riguardare tutto un movimento di idee e di ribellione. Fine che negli Stati Uniti si vide con un certo anticipo rispetto all'Europa. Ma lì i movimenti di liberazione erano anch'essi partiti con un certo anticipo, nei campus universitari soprattutto...
(Però non so se sto portando il discorso fuori dai binari...).
Condivido l’analisi, anche se la ribellione fricchettona d’oltreoceano non era come i movimenti di sinistra italiani, grigi sessuofobi incanalati e tristi. Erano più gaudenti e per la libertà. Ed avevano l’inimicidia di chi è schiavo come da sempre. Bellissimo film per la fotografia, quando vanno nel villaggio hippy ci ho rivisto i miei due anni in comune, comuni che esistono ancora. I dialoghi e il modo con cui fanno finire il film senza nessun approfondimento invece mi hanno molto deluso, è tutto un fico, forte ‘sto sballo eccetera.
Questo spot d’impatto di basa su una poesia della giornalista Martha Medeiros, spesso erroneamente attribuita a Neruda.
Mi sembra un bel messaggio per chi adesso dovrebbe ripensare i propri valori e soprattutto la propria influenza sugli altri:
Questa citazione dal "Mondo nuovo" di Huxley (forse era già stata postata da qualcuno sul forum?) dà adito a interessanti riflessioni oggi come oggi...
"Il governo dei manganelli e dei plotoni di esecuzione, della carestia artificiale, dell'imprigionamento in massa e della deportazione di massa, non solo è inumano (nessuno se ne preoccupa più di tanto ai giorni nostri), ma è palesemente inefficiente, e in un'epoca di tecnologia avanzata l'inefficienza è un peccato mortale. Uno Stato totalitario davvero efficiente sarebbe quello in cui l'onnipotente potere esecutivo dei capi politici e il loro corpo manageriale controllano una popolazione di schiavi che non devono essere costretti ad esserlo con la forza perché amano la loro schiavitù".
Huxley forse era più grande di Orwell, è stato riconosciuto come uno dei tot -non ricordo quanti- più grandi intellettuali del 900. Per me uno dei più grandi liberi pensatori di sempre. Il fatto che scrivessero di distopie che si sono avverate dirà qualcosa... anche la preferenza del grande pubblico verso le distopie nei film, credo fosse più frutto di consapevolezza collettiva che di preferenze cinematografiche. E tutti e due ci avvertivano che avremmo bramato un padrone, come Hesse.
Oggi che viviamo queste cose, dobbiamo combattere su ogni fronte chi rallenta la reazione per paure personali. Non sono depressi che non possono andare in guerra, sono quelli e quelle che trattengono all’interno della cellula sociale, la famiglia, altre persone da andare. Non è questione di male o di colpa, in momenti del genere si deve essere provocatori.
Immagino durante la rivoluzione francese:”Mario, vieni con noi a combattere per il futuro è la democrazia?”
“Ah no no, io sto a casa tranquillo e sicuro, la vita prima di tutto. E poi mia moglie è stressata da questi discorsi, abbassa la voce...”
“E poi sono populisti, dicono frasi complottiste... e hanno ucciso due bambini nobili! Ti rendi conto, due piccole anime!!”
Si andava tanto lontano se si ascoltava chi in famiglia ti frena e i dubbi distruttivi. Adesso non siamo in situazione peggiore?
Chi frena ruba la vita agli altri. Chi incoraggia gli altri a stare a casa prevedendo ancora lunghi periodi di quarantena ci spera, in tempi di pace va sopportato, adesso va messo ko e uscire di casa. Non c’è solo la nostra vita in questione, c’è quella di chi è stato messo al mondo adesso e ha un futuro che vale più del presente dei genitori.
.
Oh! Eccomi qui in un paese senza lockdown, che gli italiani da due mesi dicono che è due settimane in ritardo rispetto all'Italia, ma questo ritardo ancora non si vede. Si vedrà, ma le sputtanate che sta prendendo la "scienza italiana" (leggo due consulenti ministeriali che nessuno conosceva mentre le nostre eccellenze parlano su youtube, perché in televisione non devono andare)
Ma vogliamo parlare dell'italiano medio? Leggevo stamani dei commenti dei "Virologi" improvvisati in rete e sono perplesso.
Chi sono questi "virologi improvvisati" e chi ha le credenziali per dirli tali? Assistiamo ancora una volta all'attacco con etichetta dell'italiano spaventato, che non sa un cazzo di niente dall'inizio.
Persone che postano raccomandazioni igieniche per cui bastano delle ricerche da siti un minimo attendibili, che i paesi esteri non sono andati avanti con una generazione di sessantottini col 18 politico e hanno coglioni quadri, anche quando fanno le merde.
Persone che dicono "Si! la soluzione c'è, è questa qui, è provato l'ho letto su barimedica" che non capiscono effettivamente una sega
E gli altri che ascoltano Conte e Barbara d'Urso che criticano le fonti altrui come se ne avessero.
Vorrei fare delle domande, tipo a chi è più attivo a propagandare lo stare a casa:
- avete avuto conferme dirette che la mortalità è così alta fuori da lombardia e veneto?
- sapete che il governo è un gruppo di professionisti del non essere votati in un paese dove, cavilli costituzionali a parte, i governi dovrebbero essere votati?
- Come mai non dite niente sul coronavirus, sull'ambiente, sul futuro dell'italia, sulla contrazione del pil così enorme? Coscienza sociale a senso alternato?
- Come spiegate che i virologi non sono d'accordo?
- come mai quando dalle fonti internet, da cui prendete indistintamente le distanze in modo mononeuronale, siamo passati a giornali seri, vi attaccate sempre e solo a quello che dice il governo? Nemmeno più il sole 24 ore vi va bene, quando non dice quello che dice il governo?
- Siete consapevoli che paesi come svezia e Olanda e danimarca non hanno assunto queste misure e stanno melgio di voi?
Soprattuto, con che faccia andate a fare propaganda per stare a casa quando rappresentate se volete vedere, il massimo dell'ignoranza pecoreccia?
non cito casi umani che hanno già preso il virus e sperano di riaverlo o stanno a contare le sbarre alla finestra perché "ce l'hanno ancora in corpo", due del mio paese in Italia fanno così, né chi propaganda l'allarme perpetuo a tutti per poter vivere meglio nell'invisibilità sociale, dico gli altri che hanno un minimo di coscienza. Dove è finita la vostra democrazia? Chi ve la garantisce? Non vi sentite in colpa verso i vostri figli, che nessun bimbo è morto se non dall'altra parte del mondo forse? Ora li avete rovinati e non erano nemmeno a rischio. Che figure paterne e materne ragazzi...
Cioè, nessun altro paese ha fatto come voi e hanno tutti delle eminenze, magari paesi che votano i loro rappresentanti.
Perché ancora parlate?
Limitando al massimo le mie uscite, portando questa scomoda, ridicola mascherina che non serve a un caxxo, aspettando l'ora più favorevole per riuscire a fare un po' di spesa, io non ho affatto la sensazione di concorrere, nel mio piccolo, al benessere comune. Perché l'impossibilità di prendere il mio caffè non è poi questo grande sacrificio, senonché non riesco a fare a meno di pensare all'amico barista di un piccolo bar...che starà facendo, pensando, soffrendo? E che diavolo! Ci voleva tanto per fare entrare uno alla volta e dargli una possibilità di non morire? Valeva veramente la pena, almeno da queste parti, di strangolare l'economia insieme a tante famiglie?
La protesta sta montando, ma di fatto al primo segnale di un leggero ritorno della malattia ci si richiuderà di nuovo a riccio. Peccato che questo comporterà la fine definitiva dell'esercizio Italia.
Navigando sulle maggiori testate psicologiche e sulle riviste peer-reviewed, la sintomatologia della paura da Coronavirus è descritta un po' ovunque: presa di decisioni irrazionali e basate sulla paura, nessuna ricerca personale su nessun aspetto non solo esterno al corona, ma anche sul virus stesso, per rifiuto di un'informazione che non sia del tutto puntiforme, e con il progredire dell'allarme, totale scarto di ogni notizia anche proveniente dai mass media ufficiali che mettano in dubbio i capisaldi dell'allarme virus.
Si tratta di persone che soffrono di ansia sociale e adesso di agorafobia da Coronavirus.
Il fatto che si tratti di persone istruite ha poco a che fare con il totale disinteresse o cancellazione sul posto di qualsiasi notizia non generica e ansiogena: l'analisi del dettaglio è una minaccia, potrebbe portare a una situazione di incertezza e di responsabilità personale.
Sono persone che hanno sempre sognato di essere "invisibili", che sanno che non è vita, ma la vita non la vogliono.
Purtroppo la zona di comfort raggiunta, che elimina in un colpo tutta una serie di problemi a favore di uno unico (nella loro mente) fà sì che stiano mettendo in atto dei comportamenti manipolatori, a volte aggressivamente, per difendere questo loro angolino. Messi insieme questi angolini sono quelli che tolgono il mondo a tutti.
Queste persone andrebbero curate, ma in questo periodo in cui non c'è molto tempo, è necessario capire quanta parte della felicità altrui stiano erodendo, quanto futuro dei propri figli il loro abbraccio mortale con il lockdown stia spazzando via, la paura li rende del tutto impermeabili all'empatia, al rendersi conto quanto il loro vile rifiuto di vivere senza coraggio di togliersi la vita stia portando morte ovunque, moltiplicandoli.
Il comportamento manipolatorio è presente anche dicendo agli altri che stanno poco bene, come una madre che dice alla prole -orrore educativo- che lui è stanco, o spaventato, o ha fame anche se dice di non averla.
Queste persone stanno cullando per la loro stabilità mentale la libertà e la vita di tutti verso un sonno da cui non ci si risveglia. Vanno fermati e fatta opposizione ovunque. Col ridicolo, col non-ascolto, finché non si rendono conto di avere un problema loro.
altri segni: nessuna obiezione sull'uso di mascherine e guanti, quando le informazioni sulla loro scarsa o nulla utilità giravano da sempre; nessuna domanda sull'apparente mortalità così elevata rispetto al resto del mondo, per la stessa malattia; rifiuto isterico di ogni numero, se non si tratta di numeri catastrofici in senso di mortalità e pericolo. Rifiuto di chiedersi perché Tarro è finito su youtube, rifiuto di riconoscere che molti medici adesso parlano su youtube perché non hanno voce altrove; rifiuto di pensare che il presidente del consiglio ha mentito sui propri studi, mentre ci traghetta verso la più grande sospensione dei diritti civili di sempre.
Ma nulla osta, dopo mille assordanti silenzi -non qui, verso tutti- di tornare dopo due minuti a fare il giacobino delatore e giudicante e lamentarsi del comportamento altrui. Sono come mosche che sbattono sul muro ancora e ancora.
Parlare della crisi come di qualcosa che durerà e diventerà normale, anche se non ci sono dati, anche se nessuno ah mai dato per scontato che fosse così. Per loro è già notizia certa.
Eppure qualcosa di stonato in questa atmosfera creata ad arte di timore diffuso deve pure apparire ad alcuni di noi. Qualcosa che si diffonde nell'aria pulita e odorosa di primavera, un'aria di pulizia e libertà, si vive istintivamente una voglia di ESSERE, senza limitazioni. E' istintiva la sensazione di libertà senza pericolo, di serenità da esprimere nei gesti, nelle parole, negli sguardi. Ed è questo che può salvare da ogni rischio, dall'indebolimento delle nostre stesse difese immunitarie, che crollano sotto le paure infuse a forza da un piccolo fratello insulso che vorrebbe assurgere alla dignità malefica di uno storico GRANDE FRATELLO.
Ci sono molte corrispondenze tra la sindrome di Münchausen sia personale che per procura, e l’atteggiamento di molte persone deboli. Finché non ci fosse la procura sarebbero anche affari loro. Ma ammalano gli altri, col corona sono sempre presenti entrambe le forme.
Molti che ne soffrono non accettano la guarigione, così come non accetteranno di uscire di casa, né che gli altri lo facciano, e metteranno in campo ogni strumento manipolatorio perché la crisi sia perpetua.
D’altronde si può stare anche male, ma proprio nella depressione e nell’ansia si vedono le persone come sono. Chi ignora le contraddizioni della tv pubblica e delle direttive a cui sono sottoposti, sanno di giocare con gli altri. Alcuni stanno molto male, più di quanto non appaia. Molti altri sono lucidi in questo suicidio mentale e nella conseguenza per gli altri. C’è chi ha figli piccoli che non rischiano il corona se non per ipotesi di cronaca, e accettano di contribuire di far andare il paese in recessione, che significa far pentire i figli di essere nati un domani, come è successo per loro.
Attraverso la paura molti stanno andando verso il lato più oscuro: rabbia. Sono quelli che dicono più facilmente “io ormai penso a me, la vita mi ha insegnato così” e poi urlano dalla finestra di stare a casa per il bene di tutti.
Anche questo dare per scontato nei discorsi che la crisi corona durerà per un futuro indefinito è un chiaro quanto illogico sintomo. Rivela cosa vogliono.
Tutto questo perché non hanno il coraggio di armarsi di barbiturici e raggiungere il vero stato a cui ambiscono, l’invisibilità totale, la fine di ogni grattacapo, di ogni paura di essere giudicati, anche da sé stessi. E alcuni che sono messi meno peggio stanno usando persone che sono in stato mentale peggiore per rafforzare le preoccupazioni di questi ultimi, per farli restare dove sono.
Un atteggiamento un po' generalizzato che mi fa tornare a mente un vecchissimo brano...sempre attuale...
https://www.youtube.com/watch?v=p-QIO1SZTPU
Il nazismo dei buoni. "Il sottocutaneo è già pronto, perfino l’Ansa di 5 mesi fa lo scriveva, inutile parlare di complotti, non c’è nessun complotto, le nanotecnologie esistono e arriveranno dopo la vaccinazione di massa, poco alla volta, in punta di piedi e manco tanto lentamente". https://www.libreidee.org/2020/06/il...ata-dal-covid/
E' da quando son piccola che ne sento di questa storia del controllo, vedi famigerato fluoro nell'acqua potabile in America o i messaggi subliminali nei film. Son decenni che arriva qualcuno e ci propina la tiritera. Però è difficile che quel qualcuno riesca a spiegare in concreto e in modo dettagliato come funzionerebbe.
In questo caso in cosa e come ci dovrebbero influenzare nanotecnologie nell'organismo ed i vaccini?
beh, se ci fai caso, questo avviene da sempre:
ogni volta che deleghi qualcosa a qualcuno, intanto ti fai i caxxi tuoi tranquillo e questo ti genera endorfine;
se vai in America con tua moglie paghi due biglietti, invece di studiare ingegneria aeronautica, costruirti un 747 a tue spese e pilotarlo - che sarebbe la libertà assoluta;
ma vale anche se prendi il bus o se ti compri il pc da cui scrivi, se ti servono i CC, ecc... la società stessa è progressiva privazione di libertà, nel momento in cui smetti di essere un nomade che vive di caccia e raccolta, ma che se incontra un predatore muore;
vuoi davvero valutare in che misura sei servo o padrone ? fai questo:
elenca i tuoi bisogni per importanza decrescente, e valuta in che misura hai la libertà e la possibilità concreta di auto-determinarli e soddisfarli, comparandola a quella del resto della popolazione; prima lo fai col mondo, poi in Italia, ecc...
prendi il tuo elenco e valuti: un 68enne cinese, indiano, russo, americano, col reddito relativo, sta meglio o peggio ?
La tendenza ad una silenziosa sottomissione ai padroni e a quello che stabiliscono la vedo sempre più, specialmente da quando c'è il coronavirus. Ovviamente ci sono delle regole di prudenza che è giusto osservare, per se stessi e per gli altri. Ma quando si arriva a passeggiare per i boschi da soli con la mascherina al viso, magari perché sono le sei di sera, vuol dire che il messaggio è stato introiettato in maniera morbosa e nevrotica. Ho visto anche queste cose. Ormai la nostra vita non comprende le più semplici manifestazioni di affetto, baci e abbracci, che tante volte potevano pure essere un po' ipocriti, ma lasciate decidere a noi quando vogliamo avere delle effusioni, no? Ho conosciuto ieri una coppia molto simpatica, alle presentazioni eravamo in imbarazzo, alla fine non ci siamo neppure stretti la mano. E tutto questo sembra e sembrerà normale anche in un futuro. A me questa pare una prospettiva di merda.
i morbosi e nevrotici ci sono sempre;
ma se devo distinguere padroni e obblighi, il mio criterio resta quello di misurare le mie libertà in concreto; tenere la mascherina in luoghi dove ci sono altri a poca distanza mi infastidisce, esattamente come la cintura di sicurezza in auto; ma ho difficoltà a vederci un intento qualsiasi per cui valga la pena darsi da fare da "padroni";
un freak della decrescita potrebbe sostenere che è un complotto dei "padroni", sì; ma per preservare la forza lavoro e continuare a produrre;
cioè, letta dalla prospettiva opposta, una tutela della salute, oltre che dell'economia;
non ti sfuggirà il paradosso...
anche perché se io fossi un "padrone", perché mai dovrei accollarmi la responsabilità dello scontento prodotto da queste norme, quando per governare mi conviene molto di più riscuotere consenso, raccontare che tutto va bene ?
di solito, i leader "buoni" promettono tanta fatica, in vista di risultati; chi promette tanto in cambio di niente è tipicamente il truffatore: dotto', o' vòle l'aifon ultimo modello a 100 euro - invece di 1000 - ?
Al potere fa sempre comodo mantenere una certa percentuale di disoccupati per evitare manifestazioni di dissenso delle quali si occupano soprattutto coloro che non hanno problemi immediati più impellenti a cui pensare. Ma quello delle mascherine (che è solo un aspetto, serve da esempio) è un falso problema. Il problema è quello che c'è dietro. Cioè la bovina acquiescenza a regole assurde e incoerenti, come il rispettare la prevenzione di un virus che esce solo dopo le 18 perché prima fa troppo caldo. O l'evitare di abbracciare un amico che si rivede dopo molto tempo. Piccole cose? C'è un detto che ho sempre amato, profondamente vero. Dice che IL DIAVOLO SI NASCONDE NEI PARTICOLARI.
non ho capito il nesso;
all'economia è funzionale un minimo di disoccupazione per favorire una competizione potenziale nel mercato del lavoro; questo lo leggi in qualsiasi manuale di economia politica;
quella delle 18.00 evidentemente è una regola basata sul fatto che a quell'ora comincia la calca nei locali o fuori;Citazione:
Ma quello delle mascherine (che è solo un aspetto, serve da esempio) è un falso problema. Il problema è quello che c'è dietro. Cioè la bovina acquiescenza a regole assurde e incoerenti, come il rispettare la prevenzione di un virus che esce solo dopo le 18 perché prima fa troppo caldo. O l'evitare di abbracciare un amico che si rivede dopo molto tempo. Piccole cose? C'è un detto che ho sempre amato, profondamente vero. Dice che IL DIAVOLO SI NASCONDE NEI PARTICOLARI.
in questo momento - 16.08 - a Campo de' fiori o Ponte Milvio non c'è nessuno; alle 19.00 pare di stare allo stadio;
non so, io sarei un candidato bovino; se esco ho la mascherina al collo - la tengo lì perché tendo proprio a dimenticarla - e la metto quando entro in qualche posto, al supermercato, ecc...
sono stato in spiaggia, Feniglia; lato Ansedonia poca gente, ma percorsa tutta, quasi 7 km, quando arrivi a Port'Ercole la battigia è un carnaio; se passi una settimana lì è c'è qualche positivo, hai buone probabilità di contagiarti, come in tutti gli assembramenti;
forse, non avessi genitori molto anziani, potrei anche dire: ma che me frega ? se capita, me lo prendo; difficilmente morirò, e gli anziani comunque devono morire; metà delle persone ragiona così...
io, che sono un vecchio arnese da caserma, ho l'impressione che troppa gente under 50 ormai abbia sfangato la naja e non abbia la percezione di cosa sia davvero una privazione della libertà, seppure privazione compatibile con la condizione democratica.
Anch'io vedo gente che di giorno se ne vanno in giro anche in bicicletta soli, con la mascherina magari per qualche ragione a me incomprensibile. Però tutta sta sottomissione al padrone non l'ho affatto vista.
Ho pure visto qualche giorno fa una coscritta, ex compagna di scuola,passeggiare per le strade del mio paese in pieno giorno indossando la mascherina, mi sono fermata a parlare e mi ha raccontato che non si è fatta mancare niente, il covid e poi successivamente facendo le lastre, un nodulo al polmone risultato benigno e rimosso. È stata operata da circa un mese e rimosso da poco i punti, quindi ci sta che andasse in giro con mascherina.
In vacanza sulle spiagge del nord-est d'Italia ho visto di tutto, l'incoerenza dei picchetti su spiaggia libera, davanti e dietro al tratto gestito con picchetti e a fianco di ombrelloni a pagamento distanziati, invece il carnaio. Occupazioni selvagge dove dovrebbe esserci stato un divieto mentre amici e conoscenti di spiaggia tra loro erano accampati senza un mini o di distanziamento, baci abbracci e strette di mano tra una coppia di Torino con una famiglia di tedeschi amici da anni, il virus viaggia anche oltre i confini.
La polizia municipale girava, faceva rimuovere solo quelli che stavano davanti ai picchetti, praticamente quasi in acqua, gli altri...chiudevano entrambi gli occhi.
Allora che senso ha regolamentare tratti di spiaggia libera con picchetti da prenotare giorno per giorno, previa registrazione e che dovrebbe consentire di risalire a chi occupa la spiaggia libera, se poi fai accampare e occupare come vogliono altri vacanzieri?
Ha senso?
Forse ce l'ha per le amministrazioni comunali?
Incoerenza! Allora leviamo pure i picchetti e facciamo come ogni anni, che ognuno si mette dove gli pare.
Baci e abbracci sono vietati?
Eppure la gente fa come gli pare covid o non covid ed ho visto gente che baciava, si abbracciava e stringeva la mano.
Dici che è penalizzante non stringere la mano a nuove conoscenze? Imbarazzante?
Per noi no, ho conosciuto pure io un paio di nuove coppie e ci siamo presentati con le parole, salutati col braccio, senza baci e abbracci, siamo riusciti a socializzare e passare 15gg allegramente e in compagnia anche mantenendo i nostri 5 metri di distanza tra un ombrellone e l'altro, a ridere, scherzare, aiutarci, collaborare insieme per riuscire a prenotare gli ombrelloni "vicini" seppur distanziati. Due coppie che vedevamo anche anni prima ma non eravamo mai entrati in contatto verbale, grazie al covid :D abbiamo fatto amicizia. L'unico momento di vicinanza fisica è stato lo scatto fotografico ricordo , 8 persone, 4 coppie.
Se si vuole si può anche senza baci e abbracci, almeno per quest'anno.
Non è un peso, sarà che faccio parte di una generazione diversa da oggi, in cui i baci e abbracci erano riservati solo a parenti che non vedevi da tanto, a pochi intimi ma tra amiche, me lo ricordo molto bene, non era come oggi che ogni volta che si vedono sono baci abbracci, eppure si era amiche ugualmente. Sarà che sono io poco incline a fisicità con estranei ma non stringere la mano non mi pesa affatto, si può manifestare con un sorriso la simpatia e riservare solo a pochi conoscenti o parenti strette di mano baci e abbracci.
Dicono che si deve mantenere il distanziamento, che non ci si dovrebbe baciare e baciare con, poi ognuno fa comunque come vuole e non vengono col bastone e picchiarti per allontanarti, ognuno però deve sapersi prendere le proprie responsabilità. Se io bacio e abbraccio, non mantengo la distanza non metto a rischio solo me stessa ma pure tutta la mia famiglia che vive con me, il che significa che se mi ammalo e mi impongono quarantena e isolamento coinvolgo anche i miei famigliari, magari a me va bene ma a qualcuno potrebbe non andare altrettanto bene.
E senza troppe paranoie comunque in vacanza ci sono stata, al ristorante, idem, passeggiate ne ho fatte, nei negozi ci sono stata, amici li ho frequentati, con distanze e mascherina all'occorrenza, usando il buon senso, quindi tutta sta sottomissione non la vedo.
in effetti, è davvero un incapace chi non riconosca il caveat di questa postulazione:
se non è l'uguaglianza il principio, vuol dire che è una gerarchia, anche quando si tratta di decidere chi sia "migliore ";
senza quell'uguaglianza, tu non avresti mai avuto accesso allo studio, né all'insegnamento; un maggiorente avrebbe avuto gioco facile ne giudicare che suo figlio sarebbe stato più adatto...
Ragionando in astratto, ci vorrebbe una eguaglianza nelle condizioni fornite di partenza, dopodiché ognuno arriverebbe dove può con le sue capacità personali.