Originariamente Scritto da
axeUgene
perché ?
perché è successo ?
beh, è ovvio che l'interpretazione "seconda scelta" - giusta o sbagliata - ti risulta oscura se rimuovi quei perché come si trattasse di fatalità o capricci di Giove;
io cerco solo di diradare ste nebbie del Polesine, perché è un po' assurdo che persone istruite nel 2026 rimuovano l'ovvio:
proveniamo da millenni di cultura finalistica della relazione, a modulare e vincolare gli istinti; ci sei ? no, chiedo; magari non sei d'accordo;
da un paio di secoli il desiderio ha fatto irruzione in questo schema e si è diffuso come elemento rilevante di massa; ci siamo ?
adesso, la situazione è come se il nostro problema fosse che la commercialista o il medico di famiglia non volessero uscire con noi e farci compagnia, una volta esaurito il loro compito professionale; pare assurdo, no ?
ma è quello che succede quando descrivi quelle circostanze per cui "finisce male"; finisce male perché quello non ha corrisposto a un'aspettativa, un fine; ti incazzi e provi rancore perché ti senti defraudata di qualcosa a cui pensavi di avere diritto e che ti è costata fatica e rinuncia, in vista di un fine che immagini pattuito; altrimenti non si spiega il rancore;
se ti piace il mare a settembre, metti in conto che le ore di luce sono meno che a giugno, e la possibilità che piova; non ha molto senso incazzarsi perché ti sei sparata le ferie in quel periodo;
"seconda scelta" è proprio il compromesso che fai in vista di qualcosa che non è il piacere della relazione nel momento presente;
il patriarcato, come fraintendi, non è il prezzo iniquo di una transazione, ma proprio l'idea che la coppia sia un istituto transattivo;
se tu contempli come una particolare privazione e "tradimento" che il tuo compagno trombi anche un'altra, significa che hai reificato contrattualmente una prestazione; ma questo È patriarcato;
qui si tratta di decidere tra due cose incompatibili, e farsene una ragione, educarsi: o
a) stabilisci che la coppia è un fatto contrattuale, contraddistinto dell'affidamento su prestazioni e controprestazioni, che hanno un costo, degli oneri, cioè qualcosa che uno non sceglierebbe come prima opzione, potendo - vorrei la Jaguar, ma consuma un botto; mi prendo la Vitara ibrida, anche se mi piace meno; oppure
b) decido che il fattore romantico pulsionale ha un suo "diritto" autonomo, e allora non solo non stipulo alcun patto, non sopporto alcun vincolo, ma devo anche educarmi ai sentimenti congruenti; che, per fare un esempio, implica pure l'irrilevanza, altrimenti è un cazz'e tutt'uno: non è che puoi chiedere la lealtà su quello che chiami "tradimento", e che a quel punto devi ritenere equivalente alla scelta di una pizzeria o del giapponese da parte del tuo compagno alla pausa pranzo; non è che te lo deve dire;
se chiedi lealtà è perché attribuisci a quella cosa un valore di scambio che per te è un costo, in vista di un fine.