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Citazione:
Originariamente Scritto da
axeUgene
sarebbe diverso se tutti i lavori non-intellettuali del mondo fossero garantiti da macchine.
Questa si, che é una "panoramica" nuova!
:clap
Ti prego di sviluppare un po' di più questa prospettiva/concetto/idea
...senza dimenticare che so' de coccio, che i paroloni difficili me fanno gratta' pe l'orticaria, e so' stanco e nun me va d'annà a spasso pe' l'universo e dintorni...
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Citazione:
Originariamente Scritto da
restodelcarlino
Questa si, che é una "panoramica" nuova!
:clap
Ti prego di sviluppare un po' di più questa prospettiva/concetto/idea
...senza dimenticare che so' de coccio, che i paroloni difficili me fanno gratta' pe l'orticaria, e so' stanco e nun me va d'annà a spasso pe' l'universo e dintorni...
semplicissimo:
i diritti delle donne sono direttamente proporzionali all'avanzamento post-fordista del capitalismo, perché le competenze femminili se la giocano alla pari in competizione marginalistica: ingegnera può essere meglio di te sul filo di lana; moltiplica per milioni;
ma questa roba si fonda comunque su uno zoccolo patriarcale: che differenza c'è tra i braccianti africani che dopo il lavoro atroce al più si sbracano con pessimo alcol e il muratore romeno, il pizzaiolo egiziano o il manovale delle ferrovie ? questi ultimi hanno famiglia, patriarcale; come i sarti cinesi, ecc...
se la famiglia ha' da essere un patto negoziale, i rapporti di forza sono l'elemento decisivo; mo', se tutti fossimo professionisti agiati, un patriarcato molto atrenuato potrebbe essere uno standard, ivi inclusa l'eventualità di una rottura;
ma a quello sui ponteggi difficilmente puoi chiedere di vivere la coppia secondo un'ideologia femminista; non per cattiveria, ma proprio non ha senso fare quella vita senza che la sua idea di famiglia gli sia garantita;
il nativo di reddito medio-basso ci è già arrivato; infatti, non si sposa e non fa figli;
che è il motivo di opportunità di quelle tolleranze alle "altre culture" dalle tue parti; quelli devono garantire un lavoro a due spicci; se gli togli il rumolo patriarcale, non garantiscono più nulla.
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Io, la "panoramica" la vedevo diversa.
Se davvero scomparissero tutti i lavori manuali e restassero solo quelli intellettuali (non automatizzabili con IA), come progettazione innovativa, creatività complessa, giudizio critico, gestione di relazioni complesse et similia, il panorama relazionale cambierebbe radicalmente. Le coppie sarebbero composte esclusivamente da individui autonomi, capaci di pensiero critico e abili nella negoziazione interpersonale. Ma sarebbe realistico immaginare che tale condizione possa generare equilibri stabili?
La rimozione del vincolo materiale elimina una leva di potere tradizionale, ma non azzera la complessità dei desideri, delle emozioni e delle aspettative.
L’autonomia cognitiva potrebbe diventare fonte di confronto continuo: in che misura la libertà decisionale e il controllo sulle proprie risorse intellettuali consentirebbero di stabilire compromessi duraturi? Oppure verrebbe amplificata la tendenza a evitare vincoli, a privilegiare interessi individuali rispetto a progetti condivisi?
E ancora: le abilità relazionali, pur necessarie, sono sufficienti a compensare assenza di vincoli materiali? La coesione dipenderebbe esclusivamente dalla negoziazione emotiva, dal riconoscimento reciproco dei bisogni, dalla gestione di conflitti e desideri divergenti. In un mondo senza costrizioni economiche, le coppie avrebbero maggiore libertà, ma è la libertà stessa a introdurre instabilità potenziale: se ognuno può scegliere senza limite, quali criteri definiscono un accordo stabile?
Si potrebbe ipotizzare che emergano nuove forme di “equilibrio dinamico”, meno prevedibili e meno vincolate, basate su reciproco riconoscimento e capacità di adattamento continuo. Ma si tratta di equilibrio sostenibile o solo di un fragile compromesso tra volontà indipendenti? L’assenza di vincoli materiali sposta la questione dal piano economico a quello psicologico, sociale e cognitivo, dove il desiderio, la percezione del rischio e la gestione delle emozioni diventano gli strumenti determinanti di ogni stabilità.
...ed il resto del genere umano, i tera-tera di terza scelta, de coccio (come me)...che fanno?
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Io, la "panoramica" la vedevo diversa.
Se davvero scomparissero tutti i lavori manuali e restassero solo quelli intellettuali (non automatizzabili con IA), come progettazione innovativa, creatività complessa, giudizio critico, gestione di relazioni complesse et similia, il panorama relazionale cambierebbe radicalmente. Le coppie sarebbero composte esclusivamente da individui autonomi, capaci di pensiero critico e abili nella negoziazione interpersonale. Ma sarebbe realistico immaginare che tale condizione possa generare equilibri stabili?
La rimozione del vincolo materiale elimina una leva di potere tradizionale, ma non azzera la complessità dei desideri, delle emozioni e delle aspettative.
L’autonomia cognitiva potrebbe diventare fonte di confronto continuo: in che misura la libertà decisionale e il controllo sulle proprie risorse intellettuali consentirebbero di stabilire compromessi duraturi? Oppure verrebbe amplificata la tendenza a evitare vincoli, a privilegiare interessi individuali rispetto a progetti condivisi?
E ancora: le abilità relazionali, pur necessarie, sono sufficienti a compensare assenza di vincoli materiali? La coesione dipenderebbe esclusivamente dalla negoziazione emotiva, dal riconoscimento reciproco dei bisogni, dalla gestione di conflitti e desideri divergenti. In un mondo senza costrizioni economiche, le coppie avrebbero maggiore libertà, ma è la libertà stessa a introdurre instabilità potenziale: se ognuno può scegliere senza limite, quali criteri definiscono un accordo stabile?
Si potrebbe ipotizzare che emergano nuove forme di “equilibrio dinamico”, meno prevedibili e meno vincolate, basate su reciproco riconoscimento e capacità di adattamento continuo. Ma si tratta di equilibrio sostenibile o solo di un fragile compromesso tra volontà indipendenti? L’assenza di vincoli materiali sposta la questione dal piano economico a quello psicologico, sociale e cognitivo, dove il desiderio, la percezione del rischio e la gestione delle emozioni diventano gli strumenti determinanti di ogni stabilità.
...ed il resto del genere umano, i tera-tera di terza scelta, de coccio (come me)...che fanno?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
restodelcarlino
L’autonomia cognitiva potrebbe diventare fonte di confronto continuo: in che misura la libertà decisionale e il controllo sulle proprie risorse intellettuali consentirebbero di stabilire compromessi duraturi? Oppure verrebbe amplificata la tendenza a evitare vincoli, a privilegiare interessi individuali rispetto a progetti condivisi?
E ancora: le abilità relazionali, pur necessarie, sono sufficienti a compensare assenza di vincoli materiali? La coesione dipenderebbe esclusivamente dalla negoziazione emotiva, dal riconoscimento reciproco dei bisogni, dalla gestione di conflitti e desideri divergenti. In un mondo senza costrizioni economiche, le coppie avrebbero maggiore libertà, ma è la libertà stessa a introdurre instabilità potenziale: se ognuno può scegliere senza limite, quali criteri definiscono un accordo stabile?
questa è la coppia competitiva, instabile, che i transazionali contrappongono a quella dipendente e stabile - schemi di massima, illustrativi; tiene finché i partner sono in equilibrio;
però andrebbe osservato che verosimilmente si tratta di persone con autostima maggiore o, quantomeno, con una certa consapevolezza dei propri punti di forza, valore; peraltro riflessi nella scelta del partner;
poi, per come la vedo io, una professionalità elettiva stempera e sdrammatizza l'investimento nella coppia, che invece nel caso proletario è fortemente legato alla sopravvivenza e ansiogeno, oltre una normale fisiologia;
se funziona - coeteris paribus - una certa ricchezza culturale di solito potenzia le capacità di analisi e comunicazione; vuol dire molto in termini di gestione tempestiva dei momenti critici.
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In altri termini: più che modelli ‘migliori’, esistono modelli più o meno sostenibili in funzione del contesto.
Sempre, ammesso e non concesso, che avrebbi capisciuto bene.
:mmh?:
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In altri termini: più che modelli ‘migliori’, esistono modelli più o meno sostenibili in funzione del contesto.
Sempre, ammesso e non concesso, che avrebbi capisciuto bene.
:mmh?:
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come questione di sistema, posti dei fini;
io vedo che è difficile ragionare razionalmente anche sul piano individuale; come è difficile far accettare che la differenza di valore d'uso tra un'auto da 70mila e una da 35mila non è la metà;
il paradigma per cui la coppia è regolata anche da un modello di "mercato", economia dell'investimento è indigesto.
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Citazione:
ma è quello che succede quando descrivi quelle circostanze per cui "finisce male"; finisce male perché quello non ha corrisposto a un'aspettativa, un fine; ti incazzi e provi rancore perché ti senti defraudata di qualcosa a cui pensavi di avere diritto e che ti è costata fatica e rinuncia, in vista di un fine che immagini pattuito; altrimenti non si spiega il rancore;
se ti piace il mare a settembre, metti in conto che le ore di luce sono meno che a giugno, e la possibilità che piova; non ha molto senso incazzarsi perché ti sei sparata le ferie in quel periodo;
"seconda scelta" è proprio il compromesso che fai in vista di qualcosa che non è il piacere della relazione nel momento presente
Non succede con le "prime scelte"? Alla fine, non peseranno anche lì vari banchi di prova, aspettative, desideri, fattori caratteriali ecc...?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Vega
Non succede con le "prime scelte"?
no, perché la prima scelta ti lascia in eredità una trasformazione che niente ti può togliere; puoi provare malinconia per la fine, ma il sentimento di gratitudine per quella trasformazione è un ancoraggio;
Citazione:
Alla fine, non peseranno anche lì vari banchi di prova, aspettative, desideri, fattori caratteriali ecc...?
e io che dico ?
l'assurdità è negare quello di cui tutti abbiamo esperienza: l'accoppiamento è in origine una funzione di mercato, che modella la psicologia delle persone in modo adattivo; da adolescente apprendi le tue capacità e poi investi in attaccamento a seconda di quanto ti rassicura, giusto o sbagliato sia il calcolo;
quello che uccide è l'estremo del calcolo sbagliato, e uccide perché si sente derubato di qualcosa che pensava di aver acquisito come diritto inalienabile; tutta la violenza e il rancore discendono da questo sentimento di appropriazione, che deve per forza fondarsi su un calcolo pattizio di controvalore.
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Citazione:
no, perché la prima scelta ti lascia in eredità una trasformazione che niente ti può togliere
Non è che i rapporti umani e la variabilità che c'è, me la puoi trattare al pari di una legge fisica o di una trasformazione chimica.
Che poi non c'è solo l'adolescenza, anche se periodo particolarmente sensibile e critico. C'è anche l'infanzia, con gli ormai famigerati stili di attaccamento, che influenza nei rapporti futuri di coppia.
L'attaccamento nella coppia è anche in funzione dell'innamoramento, come step seguente se continua la coppia e continua a funzionare.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Vega
Non è che i rapporti umani e la variabilità che c'è, me la puoi trattare al pari di una legge fisica o di una trasformazione chimica.
Che poi non c'è solo l'adolescenza, anche se periodo particolarmente sensibile e critico. C'è anche l'infanzia, con gli ormai famigerati stili di attaccamento, che influenza nei rapporti futuri di coppia.
L'attaccamento nella coppia è anche in funzione dell'innamoramento, come step seguente se continua la coppia e continua a funzionare.
ma tutto questo non risponde:
se un tuo collega di lavoro ha una storia di 6 mesi - poniamo :D - con la Monica, quando si lasciano non le fa stalking, ma passa il resto della vita a menarsela al bar con gli amici che si trombava la Bellucci; perché ?
perché scontava dall'inizio che quella gioca in un altro campionato; cioè, ha modulato l'attaccamento secondo un criterio di economia affettiva avversa alla sofferenza dell'abbandono e allo stress da competizione: goditela, ma 'un ci contare;
per sottrarsi a quello stress, anche se continua a desiderare Monica o equipollenti, il tuo collega abbassa le pretese e si concentra su Gina o Lina, meno attraenti e contese, nel momento in cui le opziona da estranee; e lo fa esattamente perché in modo più o meno consapevole conta sul fatto di poter controllare Gina o Lina, in cambio della decurtazione del suo desiderio;
ma questo lui lo vive come un prezzo in una transazione che dà diritto; per questo è rancoroso o violento, se Gina poi lo lascia;
se Albertone avesse accettato la proposta, adeguandosi alla "graduatoria" di Claudia, avrebbe incamerato quella madre single e taglia forte come un acquisto, garantito, il prezzo essersi accontentato;
ovviamente, nella realtà le relazioni sono complesse e può cementarsi altro; ma se invece quello che si aggiunge è pochino, nell'eventualità di una crisi è molto probabile che si sommino diversi sentimenti negativi; chi credevi sotto il tuo controllo, si sottrae; non solo ti viene meno la prestatrice di servizi, ma ti senti pure lo stupido che ha preso il pacco; umiliazione, la cosa peggiore, come la sigaretta accesa nella mano che tiene la pompa di benzina.
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Axe non è che puoi continare a menarla come se tutte le relazioni fossero calibrate con l'esempio della Monica,anche se non fosse la Monica, una ragazza molto particolare e bella. Non è che funziona solo così la vita normale o che siamo tutti più o meno sfigati e bruttarelli o pronti lì a scegliere il male e lo stress minore per sconforto ed insicurezza. Penso tu ti sia incaprettato su questa storia delle seconde e terze scelte e ora la infili come il prezzemolo ovunque per giustificarla, mentre si tratta, al limite, di casistiche e percentuali di chi entra in queste dinamiche psicologiche e comportamenti.
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Spesso é con i super-saldi, magari un po' "fallati", o in "vendita rapida" che si fanno i migliori, "veri" affari.
:mmh?:
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Vega
Axe non è che puoi continare a menarla come se tutte le relazioni fossero calibrate con l'esempio della Monica,anche se non fosse la Monica, una ragazza molto particolare e bella. Non è che funziona solo così la vita normale o che siamo tutti più o meno sfigati e bruttarelli o pronti lì a scegliere il male e lo stress minore per sconforto ed insicurezza. Penso tu ti sia incaprettato su questa storia delle seconde e terze scelte e ora la infili come il prezzemolo ovunque per giustificarla, mentre si tratta, al limite, di casistiche e percentuali di chi entra in queste dinamiche psicologiche e comportamenti.
non è una risposta;
capisco il fastidio; la questione è urticante, ma nessuno alla scena di Claudia e Albertone dice: inverosimile!
è la normalità intuitiva; per - quasi - tutti;
il più delle volte, ci si accoppia entro schemi prudenziali di economia emotiva, potere e controllo; farlo presente evoca inquietudine, disturba la narrazione di adattamento romantico, fa riemergere le insicurezze sepolte sotto quella narrazione;
ma rimuovere è semplicemente stupido, perché sottrae la capacità di individuare e gestire le emozioni negative che si incistano in quei processi; si nega, si elabora una narrazione falsa, e su quella si confligge in modo distruttivo e irriducibile, perché si è affidata l'identità a quella storia;
come non andare dal dentista per paura che ti trovi una carie.