Originariamente Scritto da
axeUgene
le ragazze non erano bersaglio della violenza politica, ma alle storie dei tossiconi eravamo abituati tutti; bastava stare alla larga da certe zone e situazioni;
adesso, quando succede qualcosa, siamo bombardati di informazioni, e alla nostra età ci si sente più insicuri, oltre che estranei alle nuove generazioni, soprattutto chi non ha figli;
non ce ne accorgiamo, perché è avvenuto gradualmente, ma sta roba dei social, oltre a porre uno schermo tra le autenticità delle persone, tendenzialmente crea bolle di simili e disabitua a confrontarsi e capire chi la pensa diversamente; e questo genera diffidenza e paura, oramai anche tra persone istruite e in teoria capaci di interagire con persone di estrazione diversa;
se io dovessi - da "studiato" in sociologia - definire un tratto che trovo oggettivamente peggiorativo della società attuale, direi che è la scarsità di giovani e della loro energia creativa e critica - anche coi lati negativi;
fino a tutti i 70, c'era una specie di onda lunga dell'economia americana, per cui si stampava denaro per pagare gente a cui si chiedeva solo di pensare e inventare qualcosa; tra la società vecchia e tradizionale e la nostra classe di boomers c'era questa camera di compensazione a creare fiducia;
se stavi in provincia ti potevi fare la tua vita di operaio o geometra con famiglia; nelle grandi città potevi pensare di vivere con la musica, i fumetti, la radio, il giornalismo indipendente, qualche ente o anfratto di parastato generoso; se eri popolare, una laurea qualsiasi e in pochi anni un posto da insegnante o un concorso pubblico, la banca, che pure era pubblica, quindi bastava rivolgersi al politico di riferimento;
un utente qui, ha raccontato di aver rifiutato un posto pubblico prestigioso per cooptazione del fratello, perché col commercio guadagnava di più; te l'immagini oggi ? :v