Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:
84:13. (Adamo parla a Set) Non darti dunque alcun inutile comandamento, ma preoccupati di osser-
vare soltanto quell'unico comandamento, secondo il quale tu devi amarLo sem-
pre di più in tutta l'umiltà del tuo spirito, e tutti i tuoi fratelli e me dieci volte
più di te stesso! Tutto il resto lascialo alla cura del Signore, poiché Egli cono-
sce meglio di chiunque altro quale carico tu sei capace di sopportare!
14. Ma se ti riesce difficile adempiere praticamente quest'unico comanda-
mento, come vorresti riuscire ad adempierne tanti altri?
15. Non sai, dunque, che ogni legge porta con sé la maledizione, il peccato,
il giudizio e la morte?
16. Abbi timore perciò di qualsiasi comandamento, se tu vuoi vivere! Molto
più facile è il prescrivere le leggi che non osservarle.
17. Ora, che cos'è preferibile: essere libero nell'amore tramite l'amore, oppure
spasimare sotto il duro gioco dell'obbedienza servile, anelando alla libertà dell'a-
more, che è ed eternamente sarà aspra a conquistarsi, quando il cuore, vanamente
bramoso, dovrà sanguinare per lungo tempo sotto i duri colpi della tentazione?
18. Vedi come sono caduti nel giudizio i figli dell'Occidente, per effetto di un
singolo e lieve comandamento; quanto sarà difficile aiutarli, se il loro cuore si è
indurito a causa della troppo lunga oppressione!
19. Noi, però, vogliamo sempre ringraziare il Signore e glorificare il Suo
Nome per averci donato un cuore libero per amare liberamente, e vogliamo pure
pregarLo continuamente, perché tenga lontano da noi ogni comandamento, affin-
ché noi possiamo vivere unicamente del Suo eterno Amore, come liberi figli.
20. O Set, verranno tempi, un giorno, durante i quali i nostri tardi figli
vivranno sotto montagne di leggi e invano aneleranno alla libertà, che rimarrà
loro tanto celata quanto lo saranno le pietre roventi nelle profondità della Terra!
Ed i loro fratelli cacceranno dentro buche di pietra coloro che non saranno
pronti all'obbedienza e li priveranno di ogni libertà. Allora i peccati saranno
come la rena del mare e come l'erba della terra!
21. Desisti dunque dalla tua stoltezza e fa' ciò che puoi e che è gradito a Dio,
a seconda delle tue forze, ma tutto il resto rimettilo al Signore, e allora, così, tu
potrai vivere! Amen.
22. Abbi la mia benedizione e procedi nuovamente in libertà e giustizia
dinanzi a Dio, dinanzi a me ed a tutti i nostri figli! Amen».
85:1. E come Set ebbe inteso tali parole, riconobbe ben presto la meschina stol-
tezza del suo proponimento e ridivenne un uomo libero e Mi lodò e Mi glorificò
immensamente nel suo cuore, ormai rivivificato; si rallegrò molto, in attesa del-
l'imminente discorso di Asmahaele, il quale, dietro invito di Enoch, cominciò a
parlare subito e precisamente riguardo al mutismo dei figli dell'Occidente. Quel-
lo però che egli disse, erano parole ispirate da Me per mezzo dello spirito di
Abele, parole che scorrevano concise e placide come le acque di un ruscelletto,
le quali seguono tranquille il loro corso, sussurrando dolcemente e schiumando
lievemente intorno ai ciottoli ed ai piccoli banchi di sabbia, finché giungono al
fiume, in cui si riversano lietamente, il quale accoglie a braccia aperte le predilette
acque, per portarle poi sulle sue larghe spalle verso il mare della pace.
2. Ora, il discorso di Asmahaele, divenuto tanto famoso, fu il seguente:
3. «O padri dei padri della Terra! Piangendo, il mio occhio vede la schiera
languente degli splendidi figli dei padri della Terra; essi se ne giacciono, così,
muti e morti, come le pietre in fondo ai mari e alle altre immense acque.
4. Comandamenti, comandamenti duri e difficili! O uomini, voi, uomini duri
e privi d'amore, dove condurrete i fratelli e che cosa farete diventare i figli
innocenti con tutti gli inutili comandamenti!
5. Ognuno di questi comandamenti deve necessariamente trarre dietro a sé
una schiera infinita di altri nuovissimi comandamenti!
6. Oh, chiedete a voi stessi, voi, padri dei padri della Terra: quanti comanda-
menti l'eterno Dio prescrisse a voi tutti, nella Sua Misericordia e nella Sua
Sapienza, perché li osservaste?
7. Io lo so, e a voi lo devo dire: "Nessun comandamento Dio vi diede, all'in-
fuori di quello per cui voi siete chiamati a riconoscere l'eterna libertà, in tutto
l'infinito Amore del Padre, eterno e santo!".
8. Noi fummo forse creati da Dio per reggere sulle spalle il peso immenso
dei comandamenti, gravoso quanto un mondo? È dunque Dio un così debole
Signore, che Egli deve prescrivere delle leggi agli uomini, per imbrigliarli dura-
mente nell’Ordine?
9. O padri, come sarebbe stolto pensare una tale cosa di un Dio santo, eterno,
infinito e onnipotente, il Cui più leggero alito ha il potere di annientare in un
baleno i mondi innumerevoli e le schiere infinite degli spiriti più possenti!
10. Un Dio, dotato di tanta suprema Potenza, dovrebbe forse gravare gli
uomini con il peso insopportabile di tali comandamenti morti, di rigidi principi
che Egli Stesso infine, malgrado la Sua Potenza, non potrebbe né dovrebbe
mitigare, poiché, se Egli volesse aprire qualcuno di questi carceri spirituali
della vita, non dovrebbe Egli temere di venir fatto prigioniero alla fine dalle
Sue proprie creature, per dover poi sperimentare su di Sé che cosa sia diventare
schiavo di creature che, rispetto a Lui e prese tutte insieme, non sono nemmeno
quello che è un granello minuscolo di polvere al paragone del sole!? (A me sembra
di leggere un riferimento ai Cristi, che dovettero soggiacere ai comandamenti del loro tempo,
prima di poterli abrogare.)
11. O padri dei padri della Terra, mai potrebbe sorgere dentro la vostra mente
un pensiero più stolto di quello, secondo cui il Padre, il Padre santo, eterno e
pieno d'Amore, il Dio potente, libero e infinito, abbia voluto creare degli esseri,
perché siano dannati ad una morte crudele, schiacciati sotto il peso insopporta-
bile di leggi, gravanti più di un mondo su di loro!
12. Oh, davvero, per me sarebbe molto più facile immaginare che io e il
mio animale crudele, che mi porta, fossimo un solo essere, pieno di notte e di
luce, e collocato entro il centro della Terra, che non piuttosto di immaginare
che il nostro Dio potente, santo, libero, eterno, potesse far sorgere un essere,
per poi opprimerlo e costringerlo, sotto il peso di comandamenti, a muoversi
libero; il che sarebbe semplicemente ancora più impossibile che non il fatto
in cui il Padre e Creatore, liberissimo e santo, volesse, tramite delle catene di
ferro, rendere Se Stesso schiavo di quegli schiavi, che laggiù popolano le pia-
nure di Lamech!
13. O padri dei padri della Terra, com'è che voi, come unici figli del Padre
eterno, santo e pieno d'Amore, non sapete nulla del Suo sapientissimo, splendi-
dissimo e liberissimo Ordine? Voi predicate l'amore per il Padre fra di voi e,
come chiaramente ora scorgo, di un tale Fondamentale, eterno e santo Elemen-
to non avete conoscenza maggiore che quella di poterlo definire con parole, che
sono piene di vuota risonanza!
14. Oh, udite, l'Amore, l'Amore possente, santo, dell'eterno Padre non è
altro che l'eterno Ordine liberissimo in Dio! In modo conforme, e assoluta-
mente conforme a questo eterno e santo Ordine, da Lui sono sorte tutte le
infinite schiere degli spiriti, dei mondi, e voi, Suoi unicissimi figli, liberi
come Lui Stesso.
15. Ma per insegnarvi che vi dovete sentire liberi, com'è completamente
libero Egli Stesso, Egli, quale Padre, dalle profondità più interne dell'Amore,
a voi che siete figli, diede non già un comandamento - non voglio mai chia-
marlo comandamento -, bensì un solo benevolo consiglio, supremamente
savio, ossia quello di non cercare appoggio in nessuna cosa e nemmeno di
toccare alcuna cosa, che potrebbe crearvi impedimento nell'uso della vostra
libertà. Voi, però, nella pienissima consapevolezza della libertà divina e pie-
nezza della forza, non voleste rispettare il consiglio dell'amoroso Padre e ten-
deste perciò le mani, per afferrare tutto quello che doveva inceppare, tanto la
vostra vita che la vostra libertà, le quali non erano ancora affatto consolidate.
Questo operare era contrario al grande Ordine eterno dell'Amore, e il Padre
santo fu così costretto a trasformare l'infinita Creazione, per rimettervi ancora
una volta nella libertà della vita. (Tutto ciò è un riferimento al sorgere del senso
del “mio”? “Io sono il padrone dei miei figli e posso ordinare loro ciò che mi
pare giusto”.)
16. Ora voi, quali figli del Padre santo, nel piacevole stato in cui l’Amore vi
ha posti, vi trovate liberi e siete traboccanti di vita e grazia dall’Alto; come
potete, dunque, cosi ciecamente e per nessun motivo esiliare i figli - che pure
sono figli dello Stesso Padre santo - in diverse regioni e disperdendoli, attraver-
so la costrizione di una legge tenebrosa, che non può dar loro né vita né gioia,
ma che invece li uccide nel corpo e nello spirito?
17. Sciogliete dunque i lacci della morta legge, che da lungo tempo sono
arrugginiti, dai loro martoriati piedi, e lasciate che coltivino la terra a loro pia-
cimento. Conviene soltanto che venga loro evitato ogni contatto con le tenebro-
se pianure, perché così essi vivranno ed ameranno Dio e Gli renderanno gloria
e onore, e quindi voi sarete riconosciuti da loro quali padri onesti e figli pos-
senti del Signore; ascoltate amen, ascoltate amen, ascoltate amen!».
84:13. (Adamo parla a Set) Non darti dunque alcun inutile comandamento, ma preoccupati di osser-
vare soltanto quell'unico comandamento, secondo il quale tu devi amarLo sem-
pre di più in tutta l'umiltà del tuo spirito, e tutti i tuoi fratelli e me dieci volte
più di te stesso! Tutto il resto lascialo alla cura del Signore, poiché Egli cono-
sce meglio di chiunque altro quale carico tu sei capace di sopportare!
14. Ma se ti riesce difficile adempiere praticamente quest'unico comanda-
mento, come vorresti riuscire ad adempierne tanti altri?
15. Non sai, dunque, che ogni legge porta con sé la maledizione, il peccato,
il giudizio e la morte?
16. Abbi timore perciò di qualsiasi comandamento, se tu vuoi vivere! Molto
più facile è il prescrivere le leggi che non osservarle.
17. Ora, che cos'è preferibile: essere libero nell'amore tramite l'amore, oppure
spasimare sotto il duro gioco dell'obbedienza servile, anelando alla libertà dell'a-
more, che è ed eternamente sarà aspra a conquistarsi, quando il cuore, vanamente
bramoso, dovrà sanguinare per lungo tempo sotto i duri colpi della tentazione?
18. Vedi come sono caduti nel giudizio i figli dell'Occidente, per effetto di un
singolo e lieve comandamento; quanto sarà difficile aiutarli, se il loro cuore si è
indurito a causa della troppo lunga oppressione!
19. Noi, però, vogliamo sempre ringraziare il Signore e glorificare il Suo
Nome per averci donato un cuore libero per amare liberamente, e vogliamo pure
pregarLo continuamente, perché tenga lontano da noi ogni comandamento, affin-
ché noi possiamo vivere unicamente del Suo eterno Amore, come liberi figli.
20. O Set, verranno tempi, un giorno, durante i quali i nostri tardi figli
vivranno sotto montagne di leggi e invano aneleranno alla libertà, che rimarrà
loro tanto celata quanto lo saranno le pietre roventi nelle profondità della Terra!
Ed i loro fratelli cacceranno dentro buche di pietra coloro che non saranno
pronti all'obbedienza e li priveranno di ogni libertà. Allora i peccati saranno
come la rena del mare e come l'erba della terra!
21. Desisti dunque dalla tua stoltezza e fa' ciò che puoi e che è gradito a Dio,
a seconda delle tue forze, ma tutto il resto rimettilo al Signore, e allora, così, tu
potrai vivere! Amen.
22. Abbi la mia benedizione e procedi nuovamente in libertà e giustizia
dinanzi a Dio, dinanzi a me ed a tutti i nostri figli! Amen».
85:1. E come Set ebbe inteso tali parole, riconobbe ben presto la meschina stol-
tezza del suo proponimento e ridivenne un uomo libero e Mi lodò e Mi glorificò
immensamente nel suo cuore, ormai rivivificato; si rallegrò molto, in attesa del-
l'imminente discorso di Asmahaele, il quale, dietro invito di Enoch, cominciò a
parlare subito e precisamente riguardo al mutismo dei figli dell'Occidente. Quel-
lo però che egli disse, erano parole ispirate da Me per mezzo dello spirito di
Abele, parole che scorrevano concise e placide come le acque di un ruscelletto,
le quali seguono tranquille il loro corso, sussurrando dolcemente e schiumando
lievemente intorno ai ciottoli ed ai piccoli banchi di sabbia, finché giungono al
fiume, in cui si riversano lietamente, il quale accoglie a braccia aperte le predilette
acque, per portarle poi sulle sue larghe spalle verso il mare della pace.
2. Ora, il discorso di Asmahaele, divenuto tanto famoso, fu il seguente:
3. «O padri dei padri della Terra! Piangendo, il mio occhio vede la schiera
languente degli splendidi figli dei padri della Terra; essi se ne giacciono, così,
muti e morti, come le pietre in fondo ai mari e alle altre immense acque.
4. Comandamenti, comandamenti duri e difficili! O uomini, voi, uomini duri
e privi d'amore, dove condurrete i fratelli e che cosa farete diventare i figli
innocenti con tutti gli inutili comandamenti!
5. Ognuno di questi comandamenti deve necessariamente trarre dietro a sé
una schiera infinita di altri nuovissimi comandamenti!
6. Oh, chiedete a voi stessi, voi, padri dei padri della Terra: quanti comanda-
menti l'eterno Dio prescrisse a voi tutti, nella Sua Misericordia e nella Sua
Sapienza, perché li osservaste?
7. Io lo so, e a voi lo devo dire: "Nessun comandamento Dio vi diede, all'in-
fuori di quello per cui voi siete chiamati a riconoscere l'eterna libertà, in tutto
l'infinito Amore del Padre, eterno e santo!".
8. Noi fummo forse creati da Dio per reggere sulle spalle il peso immenso
dei comandamenti, gravoso quanto un mondo? È dunque Dio un così debole
Signore, che Egli deve prescrivere delle leggi agli uomini, per imbrigliarli dura-
mente nell’Ordine?
9. O padri, come sarebbe stolto pensare una tale cosa di un Dio santo, eterno,
infinito e onnipotente, il Cui più leggero alito ha il potere di annientare in un
baleno i mondi innumerevoli e le schiere infinite degli spiriti più possenti!
10. Un Dio, dotato di tanta suprema Potenza, dovrebbe forse gravare gli
uomini con il peso insopportabile di tali comandamenti morti, di rigidi principi
che Egli Stesso infine, malgrado la Sua Potenza, non potrebbe né dovrebbe
mitigare, poiché, se Egli volesse aprire qualcuno di questi carceri spirituali
della vita, non dovrebbe Egli temere di venir fatto prigioniero alla fine dalle
Sue proprie creature, per dover poi sperimentare su di Sé che cosa sia diventare
schiavo di creature che, rispetto a Lui e prese tutte insieme, non sono nemmeno
quello che è un granello minuscolo di polvere al paragone del sole!? (A me sembra
di leggere un riferimento ai Cristi, che dovettero soggiacere ai comandamenti del loro tempo,
prima di poterli abrogare.)
11. O padri dei padri della Terra, mai potrebbe sorgere dentro la vostra mente
un pensiero più stolto di quello, secondo cui il Padre, il Padre santo, eterno e
pieno d'Amore, il Dio potente, libero e infinito, abbia voluto creare degli esseri,
perché siano dannati ad una morte crudele, schiacciati sotto il peso insopporta-
bile di leggi, gravanti più di un mondo su di loro!
12. Oh, davvero, per me sarebbe molto più facile immaginare che io e il
mio animale crudele, che mi porta, fossimo un solo essere, pieno di notte e di
luce, e collocato entro il centro della Terra, che non piuttosto di immaginare
che il nostro Dio potente, santo, libero, eterno, potesse far sorgere un essere,
per poi opprimerlo e costringerlo, sotto il peso di comandamenti, a muoversi
libero; il che sarebbe semplicemente ancora più impossibile che non il fatto
in cui il Padre e Creatore, liberissimo e santo, volesse, tramite delle catene di
ferro, rendere Se Stesso schiavo di quegli schiavi, che laggiù popolano le pia-
nure di Lamech!
13. O padri dei padri della Terra, com'è che voi, come unici figli del Padre
eterno, santo e pieno d'Amore, non sapete nulla del Suo sapientissimo, splendi-
dissimo e liberissimo Ordine? Voi predicate l'amore per il Padre fra di voi e,
come chiaramente ora scorgo, di un tale Fondamentale, eterno e santo Elemen-
to non avete conoscenza maggiore che quella di poterlo definire con parole, che
sono piene di vuota risonanza!
14. Oh, udite, l'Amore, l'Amore possente, santo, dell'eterno Padre non è
altro che l'eterno Ordine liberissimo in Dio! In modo conforme, e assoluta-
mente conforme a questo eterno e santo Ordine, da Lui sono sorte tutte le
infinite schiere degli spiriti, dei mondi, e voi, Suoi unicissimi figli, liberi
come Lui Stesso.
15. Ma per insegnarvi che vi dovete sentire liberi, com'è completamente
libero Egli Stesso, Egli, quale Padre, dalle profondità più interne dell'Amore,
a voi che siete figli, diede non già un comandamento - non voglio mai chia-
marlo comandamento -, bensì un solo benevolo consiglio, supremamente
savio, ossia quello di non cercare appoggio in nessuna cosa e nemmeno di
toccare alcuna cosa, che potrebbe crearvi impedimento nell'uso della vostra
libertà. Voi, però, nella pienissima consapevolezza della libertà divina e pie-
nezza della forza, non voleste rispettare il consiglio dell'amoroso Padre e ten-
deste perciò le mani, per afferrare tutto quello che doveva inceppare, tanto la
vostra vita che la vostra libertà, le quali non erano ancora affatto consolidate.
Questo operare era contrario al grande Ordine eterno dell'Amore, e il Padre
santo fu così costretto a trasformare l'infinita Creazione, per rimettervi ancora
una volta nella libertà della vita. (Tutto ciò è un riferimento al sorgere del senso
del “mio”? “Io sono il padrone dei miei figli e posso ordinare loro ciò che mi
pare giusto”.)
16. Ora voi, quali figli del Padre santo, nel piacevole stato in cui l’Amore vi
ha posti, vi trovate liberi e siete traboccanti di vita e grazia dall’Alto; come
potete, dunque, cosi ciecamente e per nessun motivo esiliare i figli - che pure
sono figli dello Stesso Padre santo - in diverse regioni e disperdendoli, attraver-
so la costrizione di una legge tenebrosa, che non può dar loro né vita né gioia,
ma che invece li uccide nel corpo e nello spirito?
17. Sciogliete dunque i lacci della morta legge, che da lungo tempo sono
arrugginiti, dai loro martoriati piedi, e lasciate che coltivino la terra a loro pia-
cimento. Conviene soltanto che venga loro evitato ogni contatto con le tenebro-
se pianure, perché così essi vivranno ed ameranno Dio e Gli renderanno gloria
e onore, e quindi voi sarete riconosciuti da loro quali padri onesti e figli pos-
senti del Signore; ascoltate amen, ascoltate amen, ascoltate amen!».
