Un esempio di punizione divina contro gli indifferenti.

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Arcobaleno
    Opinionista

    • 31/12/16
    • 3770

    #1

    Un esempio di punizione divina contro gli indifferenti.

    Oggi c'è abbastanza indifferenza verso ciò che accade in Siria a causa di Assad, mentre per ciò che accadde in Libia a causa di Gheddafi ci fu un intervento armato di molti paesi ONU. Probabilmente il differente interesse dipende dal fatto che la Libia è ricca di petrolio e gas naturale, mentre la Siria non ha ricchezze energetiche...
    Comunque, mi pare interessante dare un esempio di punizione divina, quando si assiste indifferenti ad atrocità perpetrate contro innocenti. Nel caso che cito i perseguitati e massacrati furono il Bàb e i suoi seguaci. I siriani, probabilmente, non hanno lo stesso tipo di innocenza... comunque...
    Da "Dio passa nel mondo", testo bahà'ì, scritto da Shoghi Effendi. Non è un testo ispirato, ma contiene delle citazioni:

    5:33 «Quanto alla grande massa del popolo di Persia», ha scritto Nabíl nella sua
    immortale narrazione, «che assistette con cupa indifferenza
    alla tragedia che si svolgeva davanti ai suoi occhi e non
    mosse un dito per protestare contro l’orrore di quelle
    crudeltà, essa cadde, a sua volta, vittima di una miseria che
    tutte le risorse della terra e l’energia dei suoi statisti non
    riuscirono ad alleviare… Dal giorno in cui la mano
    dell’aggressore si protese contro il Báb… una calamità
    dopo l’altra spensero lo spirito di quel popolo ingrato e lo
    portarono sull’orlo della bancarotta nazionale. Pestilenze,
    delle quali perfino i nomi erano del tutto sconosciuti, se non
    per un frettoloso accenno in libri polverosi che pochi si
    curavano di leggere, lo assalirono con tale furia che nessuno
    riuscì a scampare. Quel flagello seminò la devastazione
    dovunque giunse. Principi e contadini ne sentirono in
    egual misura il morso e si piegarono sotto il suo giogo.
    Esso tenne la popolazione nella sua stretta e si rifiutò di
    allentare la presa. Maligne come la febbre che falcidiò la
    provincia di Gílán, queste improvvise afflizioni continuarono
    a gettare la desolazione sul paese. Per quanto dolorose
    fossero queste calamità, la vindice ira di Dio non si
    fermò alle disgrazie che colpirono quel popolo perverso e
    infedele. Si fece sentire in ogni essere vivente che respirava
    sulla superficie di quella terra straziata. Colpì anche la vita
    delle piante e degli animali e fece sentire al popolo la
    grandezza della sua disgrazia. La carestia aggiunse i propri
    orrori al terribile peso delle afflizioni sotto le quali il popolo
    gemeva. Lo sparuto spettro della fame s’insinuò furtivamente
    fra loro e la prospettiva di una morte lenta e dolorosa
    ossessionò le loro menti. Popolo e governo agognavano in
    egual misura un sollievo che non potevano trovare in
    nessun luogo. Bevvero la coppa del dolore fino alla feccia,
    del tutto dimentichi della mano che l’aveva accostata alle
    loro labbra e della Persona per Cui essi soffrivano
    ».


    Scrissi questa discussione anni fa, ma resta valida. Diventano sempre più frequenti nel mondo i disastri ambientali, causati dai cambiamenti climatici: uragani, tempeste tropicali, alluvioni, siccità, ecc.
    Sicuramente i cambiamenti climatici sono causati dalle attività umane non rispettose della natura, ma altrettanto sicuramente Dio non protegge un'umanità colpevole da queste calamità. Come vediamo anche oggi in Italia, basta qualche pioggia in eccesso e venti forti per causare danni enormi, oltre che vittime e feriti.
    Molta gente perde ogni cosa in questi eventi sempre più diffusi. Alcuni, probabilmente, preferirebbero morire che perdere ogni cosa e ritrovarsi senza una casa, un lavoro e qualche persona cara.
    L'aiuto dello Stato e del prossimo in questi casi può fare molto, ma il problema resta e tende ad aggravarsi di anno in anno.
    Bisognerebbe rimuovere tutte le cause.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
Working...