Interpretazione del capitolo 11 dell’Apocalisse da parte di ‘Abdu’l-Bahà. II parte.

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  • Arcobaleno
    Opinionista

    • 31/12/16
    • 3770

    #1

    Interpretazione del capitolo 11 dell’Apocalisse da parte di ‘Abdu’l-Bahà. II parte.

    La differenza fondamentale tra la mia interpretazione e quella di ‘Abdu’l-Bahà è che egli sostiene che tutto il capitolo 11 di Apocalisse si sia già realizzato, mentre io ritengo che si debba ancora realizzare. Continuiamo con l'esposizione di ‘Abdu’l-Bahà.

    “E quando avranno finita la loro testimonianza”, vuol dire: quando avranno
    compiuto ciò che è stato loro comandato, trasmettendo il
    messaggio divino, diffondendo la legge di Dio e divulgando
    gli insegnamenti celesti, nell’intento di rendere
    manifesti nelle anime i segni della vita spirituale, affinché
    la luce delle virtù dell’umanità s’irradi fino all’assoluto
    progresso delle tribù nomadi. “La bestia che sale
    dall’abisso farà guerra con loro e li vincerà e li ucciderà”.
    Questa “bestia” sta a indicare i Baní Umayya (la dinastia degli Umayyadi, o “ Ommiadi “),
    che li attaccarono dall’abisso dell’errore e insorsero contro la
    religione di Muḥammad e contro la realtà di ‘Alí; in altre
    parole contro l’amore di Dio.
    È detto: “la bestia mosse guerra a questi due testimoni”,
    guerra cioè religiosa, intendendo dire che la bestia
    agirebbe in completo contrasto cogli insegnamenti, colle
    consuetudini, colle istituzioni di questi due testimoni a
    tal punto che le virtù e le perfezioni, diffuse dal potere di
    quei due testimoni fra i popoli e le tribù, verrebbero annientate
    e finirebbe col prevalere la natura animale con i
    suoi desideri carnali. Così questa bestia, facendo loro
    guerra, avrebbe la vittoria - intendendo con questo che le
    tenebre dell’errore, provenienti dalla “bestia”, influenzerebbero
    gli sviluppi del mondo e ucciderebbero questi
    due testimoni; in altre parole, distruggerebbero la vita
    spirituale ch’essi avevano divulgata nel cuore delle nazioni,
    sopprimendo le leggi e gli insegnamenti divini,
    calpestando la religione di Dio e non lasciando che un
    corpo senza vita e senza spirito.
    “E i loro corpi morti giaceranno sulla piazza della
    grande città, la quale spiritualmente si chiama Sodoma ed
    Egitto, dove ancora è stato crocifisso il Signore loro”. “I
    loro corpi” significa la religione di Dio, e “la piazza” significa
    sotto gli occhi di tutti. Il significato di “Sodoma
    ed Egitto”, il luogo “dove è stato crocifisso Nostro Signore”,
    è la Siria e soprattutto Gerusalemme, dove gli
    Umayyadi ebbero i loro domini; e fu proprio in quelle
    regioni che scomparvero la Religione di Dio e i divini
    insegnamenti e vi rimase un corpo morto, privo dello spirito.
    “E gli uomini d’infra i popoli e tribù e lingue e nazioni
    vedranno i loro corpi morti lo spazio di tre giorni e
    mezzo, e non lasceranno che i loro corpi morti siano posti
    in monumenti”. Com’è già stato spiegato, secondo la
    terminologia dei Libri Sacri, tre giorni e mezzo equivalgono
    a tre anni e mezzo, e tre anni e mezzo sono uguali a
    quarantadue mesi, e 42 mesi a 1260 giorni; e poiché, secondo
    il Libro Sacro, ogni giorno sta per un anno, il significato
    è che per 1260 anni, che costituisce il ciclo coranico,
    le nazioni, le tribù e i popoli guarderanno i loro
    corpi, cioè essi ridurranno la Religione di Dio a uno
    spettacolo; ma, pur non agendo secondo i suoi dettami,
    non sopporteranno che i loro corpi, cioè la Religione di
    Dio, vengano messi nel sepolcro. Ciò vuoi dire che, in
    apparenza, essi si aggrapperebbero alla Religione di Dio
    e non permetterebbero che fosse completamente tolta loro
    né che il suo corpo fosse interamente distrutto e annientato.
    In realtà l’avrebbero abbandonata mentre, apparentemente,
    ne conserverebbero il nome e il ricordo.
    Quelle “tribù, popoli e nazioni”, significa coloro che
    sono riuniti all’ombra del Corano, che non permettono
    che la Causa e la Legge di Dio siano interamente distrutte
    e annientate, poiché hanno conservato la preghiera
    e il digiuno, ma i principi fondamentali della Religione
    divina, ossia la morale e la buona condotta insieme alla
    conoscenza dei divini misteri, sono scomparsi; la luce
    delle virtù dell’umanità, che è il risultato dell’amore e
    della conoscenza di Dio, si è estinta e le tenebre della tirannide,
    della oppressione, delle passioni e dei desideri
    satanici hanno trionfato. E il corpo della Legge di Dio,
    simile a un cadavere, è stato esposto al pubblico per
    1260 giorni; ogni giorno equivalente a un anno, e questo
    periodo corrisponde al ciclo di Muḥammad.
    La gente abbandonò tutto ciò che i due testimoni avevano
    stabilito e che rappresentava il fondamento della
    Legge di Dio, e distrusse a tal segno le virtù dell’umanità,
    che sono i doni divini e lo spirito religioso, che la sincerità,
    la giustizia, l’unione, la purezza, la santità, l’abnegazione
    e tutte le qualità divine scomparvero. Della religione
    restarono soltanto le preghiere e il digiuno, e questo
    stato di cose durò per 1260 anni, che è la durata del
    Furqán [un altro nome del Corano, che significa «distinzione»].
    Era come se questi due esseri fossero morti e i
    loro corpi fossero rimasti privi dello spirito.
    “E gli abitanti della terra si rallegreranno di loro e ne
    faranno festa e si manderanno presenti gli uni agli altri,
    poiché questi due profeti avranno tormentato gli abitanti
    della terra”. “Gli abitanti della terra” sta per le altre
    nazioni e le altre razze, quali i popoli d’Europa e dell’estrema
    Asia, i quali, quando videro che il carattere
    dell’Islám era interamente cambiato, che la legge di Dio
    era stata abbandonata, che le virtù, lo zelo e l’onore si
    erano allontanati da esso e che le sue qualità erano decadute,
    furono felici e si rallegrarono che la corruzione dei
    costumi avesse contagiato i popoli dell’Islám, i quali di
    conseguenza sarebbero stati sopraffatti da altre nazioni.
    Così è avvenuto - Vedete costoro, che avevano raggiunto
    l’apice del potere, come sono ora degradati e calpestati.
    Le altre nazioni “Si manderanno presenti gli uni agli altri”
    significa che si aiuteranno “poiché questi due
    profeti avevano tormentato gli abitanti della terra”, cioè
    essi avevano vinto le altre nazioni e gli altri popoli, e li
    avevano sottomessi.
    “E in capo a tre giorni e mezzo, lo Spirito della vita
    procedente da Dio entrò in loro e si rizzarono in piedi, e
    grande spavento cadde sopra quelli che li videro”. Tre
    giorni e mezzo ossia, come abbiamo già detto, 1260 anni.
    Queste due persone, i cui corpi giacevano privi di spirito,
    sono gli insegnamenti e la legge stabiliti da Muḥammad
    e promulgati da ‘Alí, dai quali, però, era scomparsa la
    verità ed era rimasta soltanto la forma. Lo spirito ritornò
    in loro significa che quei fondamenti e quegli insegnamenti
    vennero di nuovo stabiliti. In altre parole, la spiritualità
    della Religione di Dio si era mutata in materialismo
    e le virtù in vizi: l’amore di Dio si era cambiato in
    odio, la luce in tenebre, le qualità divine in sataniche, la
    giustizia in tirannide, la misericordia in inimicizia, la
    sincerità in ipocrisia, la salvezza in perdizione e la purezza
    in sensualità. Poi, dopo tre giorni e mezzo, ossia
    secondo la terminologia dei Sacri Libri, dopo 1260 anni,
    questi insegnamenti divini, queste virtù celestiali, queste
    perfezioni e queste munificenze spirituali vennero rinnovati
    dalla manifestazione del Báb e dalla devozione di
    Janáb-i Quddús [Hájí Muhammad ‘Alí Bárfurúshí, uno dei principali discepoli del Báb e
    una delle diciannove Lettere del Vivente].
    Le sante brezze si diffusero, la luce della verità splendette,
    la primavera feconda giunse e l’alba della salvezza
    spuntò. Questi due corpi esanimi ritornarono vivi e questi
    due grandi - uno, il fondatore, l’altro, il promulgatore
    - sorsero e furono simili a due candelieri, poiché illuminarono
    il mondo con la luce della verità.
    “Ed essi udirono una gran voce dal cielo che disse loro:
    salite qua. Ed essi salirono in cielo” e cioè, dal cielo
    invisibile essi udirono la voce di Dio che diceva: Voi avete
    seguito tutto ciò che era conveniente e, propagando
    gli insegnamenti e le buone novelle, voi avete trasmesso
    il mio messaggio agli uomini e avete proclamato la Parola
    di Dio e avete compiuto il vostro dovere. Adesso, come
    Cristo, dovete sacrificare la vostra vita per il Beneamato
    e divenire martiri. E quel Sole della Verità e quella
    Luna della Salvezza, tutti e due come il Cristo tramontarono
    all’orizzonte del supremo martirio e ascesero al
    Regno di Dio. “E i loro nemici li videro”, cioè molti dei
    loro nemici, dopo essere stati testimoni del loro martirio,
    si accorsero del loro carattere sublime e dell’eccellenza
    della loro virtù e testimoniarono la loro grandezza e la
    loro perfezione.
    “E in quell’ora si fece un gran terremoto e la decima
    parte della città cadde e settemila persone furono uccise
    in quel terremoto”.
    Questo terremoto si produsse in Shíráz, dopo il martirio
    del Báb. La città fu in scompiglio e molti perirono.
    Una grande perturbazione ebbe luogo in seguito a malattie,
    al colera, alla carestia, alla indigenza, alla scarsità
    di viveri, ad afflizioni tali come mai prima si erano avute.
    “E il rimanente fu spaventato e diede gloria all’Iddio
    del cielo”. Quando il terremoto ebbe luogo nel Fárs, i sopravvissuti
    si lamentarono e piansero giorno e notte, intenti
    solo a glorificare e a pregare Dio. Erano così afflitti
    e spaventati che la notte non potevano trovare riposo né
    sonno.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.
Working...