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Discussione: L'ultimo film che avete visto?

  1. #7741
    Opinionista L'avatar di Barrett
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    Di questo regista avevo recensito anche "Memories of murder" (2003) un noir che mostra subito le doti di Bong Jong hoo.

  2. #7742
    Opinionista L'avatar di Breakthru
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    Oppenheimer

    Il regista Nolan fa un bagno di umiltà e finalmente ci regala un gran bel film che tutti possono capire

    Si scopre che Robert Downey Jr sa ancora recitare e lo fa bene. L'Oscar, sarebbe meritato , vedremo

    Cameo di Gary Oldman che inevitabilmente ci fa ricordare il suo Churchill.

    Ho letto che molti spettatori sono usciti dalla sala "scossi" dopo la visione di questo film, sicuramente non lascia indifferenti, per un americano, forse, le riflessioni sono più profonde, per il momento storico che stiamo vivendo per noi europei, forse, sono differenti

    Tre ore che tengono accesa l'attenzione

  3. #7743
    Opinionista L'avatar di Barrett
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    Citazione Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
    Oppenheimer

    Il regista Nolan fa un bagno di umiltà e finalmente ci regala un gran bel film che tutti possono capire

    Si scopre che Robert Downey Jr sa ancora recitare e lo fa bene. L'Oscar, sarebbe meritato , vedremo

    Cameo di Gary Oldman che inevitabilmente ci fa ricordare il suo Churchill.

    Ho letto che molti spettatori sono usciti dalla sala "scossi" dopo la visione di questo film, sicuramente non lascia indifferenti, per un americano, forse, le riflessioni sono più profonde, per il momento storico che stiamo vivendo per noi europei, forse, sono differenti

    Tre ore che tengono accesa l'attenzione
    Lo possiamo capire perchè è una biografia. Ma le parti migliori sono quelle dove Nolan non è costretto a inseguire quella documentaristica, che diventa anche un po' noiosa. E allora si può sbizzarrire con la sua innegabile grande regia, soprattutto il montaggio è senza respiro, come pure l'interpretazione degli attori. Non così efficace a parer mio l'utilizzo delle scene in bianco e nero della Kodak, famosa infatti per il colore.

    Oppenheimer ***

  4. #7744
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Barrett e Breakthru, è iniziato il festival di Venezia col leone d'oro alla carriera per Liliana Cavani. Cosa pensate della grande regista? Portiere di notte e Francesco secondo me i suoi film migliori.
    amate i vostri nemici

  5. #7745
    Opinionista L'avatar di Breakthru
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    Barrett e Breakthru, è iniziato il festival di Venezia col leone d'oro alla carriera per Liliana Cavani. Cosa pensate della grande regista? Portiere di notte e Francesco secondo me i suoi film migliori.

    la conosco poco,

    ho visto solo Francesco

  6. #7746
    Opinionista L'avatar di follemente
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    Oppenheimer

    Il regista Nolan fa un bagno di umiltà e finalmente ci regala un gran bel film che tutti possono capire

    Si scopre che Robert Downey Jr sa ancora recitare e lo fa bene. L'Oscar, sarebbe meritato , vedremo

    Cameo di Gary Oldman che inevitabilmente ci fa ricordare il suo Churchill.

    Ho letto che molti spettatori sono usciti dalla sala "scossi" dopo la visione di questo film, sicuramente non lascia indifferenti, per un americano, forse, le riflessioni sono più profonde, per il momento storico che stiamo vivendo per noi europei, forse, sono differenti

    Tre ore che tengono accesa l'attenzione
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    Lo possiamo capire perchè è una biografia. Ma le parti migliori sono quelle dove Nolan non è costretto a inseguire quella documentaristica, che diventa anche un po' noiosa. E allora si può sbizzarrire con la sua innegabile grande regia, soprattutto il montaggio è senza respiro, come pure l'interpretazione degli attori. Non così efficace a parer mio l'utilizzo delle scene in bianco e nero della Kodak, famosa infatti per il colore.

    Oppenheimer ***
    Oppenheimer è un’opera splendidamente scritta e girata, ma non sempre l’ambiguità dello scienziato americano e le sue contraddizioni vengono descritte in pienezza, nonostante l’estrema qualità del film.

    Comunque, ****

  7. #7747
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Unfaithul, l'amore infedele: due ore di pura sofferenza, dove una moglie tradisce il marito (Richard Gere!!!) infatuandosi di un ragazzo molto più giovane di lei
    amate i vostri nemici

  8. #7748
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    "Io capitano" (2023) di Matteo Garrone

    A Venezia due giorni fa e subito in sala, una rarità per i film presentati ai festival, solitamente ci vogliono mesi. Tra l'altro al prezzo di euro 3,50, grazie a un sostegno statale sino a metà settembre per i film europei. Due ragazzi senegalesi vogliono raggiungere l'Europa per migliorare la loro condizione economica senza sapere quali peripezie saranno costretti ad affrontare per raggiungere l'Italia. Qui da noi si parla solo di scafisti senza scrupoli, ma dal Senegal alla Libia, dove ci si imbarca, si incontrano vari intermediari pronti a spillare dollari ai due ragazzi e al gruppo che li accompagna senza i quali si finisce in prigione. Ottima la regia di Garrone, che deve far fronte anche con l'ingenua interpretazione di attori improvvisati. Bellissima la parte centrale, con l'attraversamento del deserto nella quale il regista da prova di tutta la sua creatività. Difficile pensare che esca a mani vuote dal Lido.

    Io capitano ***

  9. #7749
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Mmmmmm.... Barrett, i francesi a Cannes sono sempre pronti a premiare i loro films. Noi molto meno.
    amate i vostri nemici

  10. #7750
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    Matteo Garrone Leone per la miglior regia. Anche se qualcuno l'ha criticata per la troppa pulizia e bellezza considerando la tragicità del tema raccontato, a differenza dal film della Holland che tratta lo stesso argomento con un realismo e una crudezza più sincera, rimane la capacità di Garrone di fare cinema con una storia vera senza essere didascalico.
    Per la cronaca Leone d'Oro a "Poor Things" di Lanthimos.

  11. #7751
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    C.v.d.
    Venezia sempre più Hollywoodiana
    amate i vostri nemici

  12. #7752
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    “El Conde” (2023) di Pablo Larrain
    Larrain si è specializzato in film biografici, perlopiù spicchi di vita di personaggi famosi come in “Neruda” (****), Jackie (***), Spencer (***), mentre attualmente sta lavorando su una pellicola dedicata a Maria Callas. Di Pinochet aveva già parlato nei suoi primi film, ma qui è il protagonista assoluto, in una storia surreale con l’obiettivo di ridicolizzarlo, soprattutto agli occhi dei nostalgici che in Cile sarebbero ancora tanti. Viene rappresentato come un vampiro nato prima della rivoluzione francese che vive per 250 anni nutrendosi di sangue fino a quando non arriva in Cile per prendere il potere dalle mani di Allende. Della dittatura si dice pochissimo, perché il film è incentrato sulla fine di quel periodo mentre Pinochet ormai vecchio, in verità già morto, è esiliato in Patagonia con l’intera famiglia, i cui membri sono intenti a fare la contabilità dell’eredità. Lui vorrebbe essere ricordato come l’assassino di bolscevichi, comunisti, rossi etc., in verità lo considerano un ladro. Voce fuori campo quella di Margaret Thatcher con la quale c’è un simpatico siparietto finale. A Venezia il film si è portato via il premio per la miglior sceneggiatura. Io sono rimasto più impressionato dalla regia di Larrain che con un bianco e nero fin troppo scuro, anche se non il grigio topo che spesso fa capolino con il digitale, da una rappresentazione grottesca, quasi da horror teatrale, di figure che hanno caratterizzato il secolo scorso.

    El Conde ***

  13. #7753
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    “El Conde” (2023) di Pablo Larrain
    Larrain si è specializzato in film biografici, perlopiù spicchi di vita di personaggi famosi come in “Neruda” (****), Jackie (***), Spencer (***), mentre attualmente sta lavorando su una pellicola dedicata a Maria Callas. Di Pinochet aveva già parlato nei suoi primi film, ma qui è il protagonista assoluto, in una storia surreale con l’obiettivo di ridicolizzarlo, soprattutto agli occhi dei nostalgici che in Cile sarebbero ancora tanti. Viene rappresentato come un vampiro nato prima della rivoluzione francese che vive per 250 anni nutrendosi di sangue fino a quando non arriva in Cile per prendere il potere dalle mani di Allende. Della dittatura si dice pochissimo, perché il film è incentrato sulla fine di quel periodo mentre Pinochet ormai vecchio, in verità già morto, è esiliato in Patagonia con l’intera famiglia, i cui membri sono intenti a fare la contabilità dell’eredità. Lui vorrebbe essere ricordato come l’assassino di bolscevichi, comunisti, rossi etc., in verità lo considerano un ladro. Voce fuori campo quella di Margaret Thatcher con la quale c’è un simpatico siparietto finale. A Venezia il film si è portato via il premio per la miglior sceneggiatura. Io sono rimasto più impressionato dalla regia di Larrain che con un bianco e nero fin troppo scuro, anche se non il grigio topo che spesso fa capolino con il digitale, da una rappresentazione grottesca, quasi da horror teatrale, di figure che hanno caratterizzato il secolo scorso.

    El Conde ***

    Ho iniziato a vederlo giovedì, sono arrivata fino all'arrivo della suora, ma ero troppo stanca per finirlo e sono andata a dormire.
    Hai detto bene, grottesco è l'aggettivo giusto per questo film.

  14. #7754
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    Due film provenienti da Cannes e Venezia che raccontano le vicissitudini di due donne di epoche diverse.
    “Jeanne du Barry” (2023) di Maiewenn
    Film d’apertura di Cannes (fuori concorso), il titolo rimanda a “Barry Lyndon” uno dei capolavori di Kubrick, ma anche il periodo storico, la voce fuori campo, la continua ricerca di immagini curate fanno pensare ad un’influenza non casuale. Il film ha ottenuto buone recensioni, personalmente l’ho trovato debole con la sceneggiatura che trascura del tutto gli avvenimenti storici per raccontare in maniera superficiale delle difficoltà di Jeanne da poverella a regina di Luigi XV.

    Jeanne du Barry **

    “Felicità” (2023) di Micaela Ramazzotti
    Desirè ha una relazione con l’uomo sbagliato, un fratello depresso e due genitori che per tutta la vita si sono dimostrati insufficienti. Cerca di caricarsi sulle spalle ogni problema familiare malgrado a volte risulti evidente che le mancano i mezzi per poterlo fare. A Venezia il film ha vinto il premio Spettatori della sezione Orizzonti. Bella storia, con il difetto, comune a tanti film italiani, che dal dramma si passi per alcuni tratti al comico per sfociare nel caricaturale.

    Felicità **

  15. #7755
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Assolutamente d'accordo: è il nostro limite, il cliché prestabilito, tutto deve sempre finire in commedia. Quasi abbiamo paura che lo spettatore non regga la drammaticità di certe storie....
    Peccato.
    amate i vostri nemici

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