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Risultati da 61 a 75 di 120

Discussione: Il nudo

  1. #61
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Grazie. Lettura interessante, ma non ci capirò mai niente di questa roba. Io ne ho un bel sacchetto dalle 10 lire alle 500, chissà perchè una moneta da L.50 del 1960 viene venduta a 40 euro e una identica del 1956 viene venduta a 2 euro...

  2. #62
    Opinionista L'avatar di Monia
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    Gustave Courbet, Woman with a Parrot, 1866
    New York, Metropolitan Museum of Art


    'Stregonesco' è l’aggettivo che viene in mente ad una prima occhiata, osservando questo quadro di Gustave Courbet: l’immagine di un nudo integrale sdraiato, mentre scherza familiarmente con un uccello che le svolazza intorno. Verrebbe da pensare ad una sacerdotessa pagana che riposa dopo chissà quali fatiche, mentre giace nella sua tenda nel deserto, lasciando che i capelli sciolti le si allarghino intorno alla testa come tanti serpentelli. Una figura ispirata all’esotismo tanto in voga nell’arte di quegli anni, verrebbe da pensare... e potrebbe essere una spiegazione plausibile se il quadro non l’avesse dipinto Courbet, pittore "realista" per eccellenza. Infatti, osservando meglio il dipinto, si nota che la donna sta sorridendo... e questo cambia tutto. Il suo sorriso, che appare un po' strano perché ripreso da una prospettiva invertita, cancella di colpo le oscurità della stregoneria e trascina chi osserva verso lo spazio illuminato da una gioia spontanea. Così, quello che ad una prima occhiata era apparso come un melodramma romantico, ecco che diventa un'istantanea realista. Siamo nello studio di un artista, la donna è una modella, i suoi vestiti sono ammucchiati a destra del dipinto, in primo piano, e lei sta osservando divertita il pappagallo che è ha abbandonato il trespolo per posarsi sulla sua mano. È un'immagine di pura sensualità, completamente edonista e sorprendentemente reale. Questo è Courbet.

  3. #63

    Jean Delville, L'école de Platon, 1898, musée d'Orsay, Paris, France

    Il Maestro è inconfondibile, sembra preso da un santino del Sacro Cuore; i discepoli sono dodici e ce n'è pure uno in atteggiamento pentito e colpevole da Giuda.
    Invece si tratta di una Accademia platonica sui generis: sotto una cascata di glicine (che arriverà in Europa solo 2.300 anni dopo Platone, nel 1816) benedetta da un pavone bianco che Platone non può mai aver visto, gli scultorei nudi maschili sono l'unica cosa certamente "accademica" del dipinto di Delville.

  4. #64
    Opinionista L'avatar di Monia
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    Citazione Originariamente Scritto da Kurono Toriga Visualizza Messaggio
    Il Maestro è inconfondibile, sembra preso da un santino del Sacro Cuore; i discepoli sono dodici e ce n'è pure uno in atteggiamento pentito e colpevole da Giuda.
    Invece si tratta di una Accademia platonica sui generis: sotto una cascata di glicine (che arriverà in Europa solo 2.300 anni dopo Platone, nel 1816) benedetta da un pavone bianco che Platone non può mai aver visto, gli scultorei nudi maschili sono l'unica cosa certamente "accademica" del dipinto di Delville.
    Non ricordavo questo quadro... anche se devo averlo senz'altro visto al Museo D'Orsay.
    Né mi stupirei se Delville avesse commesso quegli errori marchiani nel dipinto perché distratto, per così dire, dal messaggio trasversale che voleva trasmettere; per esempio, quello sulle sue preferenze sessuali...

  5. #65
    Opinionista L'avatar di Monia
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    Francesco Hayez, Nudo femminile, 1859
    Milano, Accademia di Brera


    Per contro, questo nudo femminile di Hayez ha le tipiche spigolosità di un corpo maschile, specialmente nella parte inferiore... addirittura, sembra che la modella prima di posare non si sia neppure depilata le gambe.

    Un altro messaggio trasversale???

  6. #66
    Guardandolo un po' più da vicino, direi piuttosto che la scarsa femminilità delle gambe si dovuta all'incompletezza dello studio di nudo, si nota l'abbozzo di un panneggio poi non sviluppato ed anche un "guardone" che spunta dietro il muro;può darsi che l'idea fosse di preparare una "Susanna e i vecchioni", specie se quei piedi sono a mollo in due centimetri d'acqua come lo scarso dettaglio fa pensare:


    O forse cercava di fare una variazione sul tema della sua famosa e scandalosa "Venere che gioca con le colombe" di trent'anni prima, in cui mi pare non ci sia nulla da eccepire sulle forme callipigie o sulla depilazione di Carlotta Chabert.


  7. #67
    Opinionista L'avatar di Monia
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    Accipicchia, quanto cose non avevo notato nel quadro della donna pelosa...

  8. #68
    whatever.. L'avatar di Misterikx
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    Citazione Originariamente Scritto da Kurono Toriga Visualizza Messaggio

    Jean Delville, L'école de Platon, 1898, musée d'Orsay, Paris, France
    questi sono quei quadri che ti ci perdi dentro...
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

  9. #69
    Opinionista L'avatar di Monia
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    Jean Hippolyte Flandrin, Jeune homme nu assis au bord de la mer, 1836
    Paris, Louvre


    Quest'opera, forse la pi nota di Flandrin, fu composta a Roma, dove il pittore si era recato dopo aver vinto il Prix de Rome nel 1832, una borsa di studio che offriva ai giovani artisti pi meritevoli un viaggio a Roma per fare pratica e migliorare le proprie competenze artistiche. Qui, immerso nella piacevole e mite atmosfera della capitale italiana, Flandrin compose lo studio del "Giovane uomo nudo seduto in riva al mare", che mand poi a Parigi nel 1837.

    Il soggetto del quadro un giovane non identificato, forse un efebo dell'antica Grecia o un naufrago su un'isola deserta (come teorizz Thophile Gautier), che siede nudo su una roccia di fronte al mare e con le braccia che abbracciano le ginocchia, la testa china e gli occhi chiusi. Non ci sono riferimenti che possano aiutare ad identificare la figura o il luogo.

    Col tempo, la popolarit del quadro crebbe (soprattutto grazie alle riproduzioni basate su un'incisione del 1887 di Jean-Baptiste Danguin), fino a diventare una delle maggiori icone della cultura omosessuale del XX secolo.
    Ultima modifica di Monia; 27-01-2018 alle 13:05

  10. #70
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    Jean Leon Gerome, pittore e scultore francese 1824 - 1904.
    Si oppose al movimento impressionista iniziato da Monet e Manet continuando a sviluppare e conservare il neoclassicismo francese.
    Le sue opere sono principalmente di tema storico, mitologico e orientalistico.
    Qui riprende la vicenda di Frine, nota prostituta ateniese di straordinaria bellezza portata di fronte al tribunale con l'accusa di introdurre dèi stranieri (sembra una fissazione, é la stessa accusa fatta a Socrate).
    Forse per dimostrare che l'accusa aveva origine nell'invidia dei sui accusatori, il suo avvocato ( e forse amante) Iperide, scoprí il suo corpo di fronte ai giudici che, abbagliati da tanta bellezza, l'assolsero da ogni accusa.
    Aut hic aut nullubi

  11. #71
    whatever.. L'avatar di Misterikx
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    lassolvo pure io nel 2018
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

  12. #72
    Opinionista L'avatar di Monia
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    Citazione Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    Jean Leon Gerome, pittore e scultore francese 1824 - 1904.
    A proposito di Gérôme, una bella sintesi di pittura e scultura è rappresentata in questo suo celebre quadro:




    Jean-Léon Gérôme, Pigmalione e Galatea, 1890
    New York, Metropolitan Museum of Art


    Questo dipinto riprende il mito di Pigmalione (dal greco pygmalion, 'nano'), che si sarebbe innamorato di una statua della dea Afrodite conservata dai cretesi per lungo tempo. La storia viene ripresa da Ovidio, che la racconta così...

    Nelle "Metamorfosi" (X, 243-297) si narra di uno scultore, Pigmalione, che aveva modellato una statua femminile d'avorio, nuda, di cui si si era perdutamente innamorato, perché fatta ad immagine e somiglianza del suo ideale femminile; quindi, di bellezza e perfezione superiori a qualsiasi donna in carne e ossa. Pigmalione se ne invaghì a tal punto da portarla con sé persino a letto, nella speranza che un giorno la fredda statua si animasse.

    Con questa speranza, in occasione delle feste rituali in onore di Afrodite, lo scultore si recò presso il tempio della dea e la pregò accoratamente di concedergli in sposa la scultura creata con le sue mani, rendendola una creatura umana. La dea, commossa da tanto fervore, acconsentì... e Pigmalione, tornato a casa, vide che la statua lentamente si animava, respirava, apriva gli occhi e si muoveva. Felice, Pigmalione sposò la sua statua e dall'unione nacque una figlia, Pafo, che diede successivamente il suo nome all'omonima città di Cipro, famosa per un tempio dedicato ad Afrodite.

    Pulchritudo semper vincit...

  13. #73
    Opinionista L'avatar di follemente
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    Quante cose scopro con voi!

  14. #74
    Opinionista L'avatar di Monia
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    Gustave Courbet, Woman With White Stockings, 1861
    Philadelphia, Pa., Barnes Foundation


    Il già citato (più sopra, in questo thread) realismo naturalista di Courbet è qui rappresentato in modo assai esplicito.
    Nella sua pittura non vengono mai affrontati temi sociali o politici; il pittore si limita ad esprimere la realtà, per quanto scandalosa e manifesta questa possa essere... al punto, a volte, ad attirarsi critiche da parte dei suoi stessi sostenitori.

  15. #75
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    Amedeo Modigliani, Nudo Sdraiato (1917)


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