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Discussione: Pietrop fu il primo papa?

  1. #1
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    Pietrop fu il primo papa?

    “Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato eletto Sommo Pontefice, 265° successore di Pietro” (VATICAN INFORMATION SERVICE, CITTÀ DEL VATICANO, 13 MARZO 2013)
    “Il Vescovo di Roma gode del diritto di primato su la Chiesa universale in quanto successore di san Pietro il quale a sua volta ha ricevuto il privilegio dal Cristo” (IL PRIMATO DEL VESCOVO DI ROMA DURANTE I PRIMI TRE SECOLI DELLA CHIESA DI VINCENT ERMONI, 1903)
    “Se, quindi, qualcuno dirà [...] che il Romano pontefice non è successore del beato Pietro in questo primato: sia anatema” (CONCILIO VATICANO PRIMO, 18 LUGLIO 1870)
    PER milioni di cattolici in tutto il mondo quanto stabilito dal Concilio Vaticano I nel 1870 è un dogma della Chiesa. Ma dovremmo chiederci: è un insegnamento che si basa sulle Scritture? Papa Francesco è davvero un successore dell’apostolo Pietro? E Pietro fu il primo papa?
    “SU QUESTA PIETRA EDIFICHERÒ LA MIA CHIESA”
    Il decreto del Concilio Vaticano del 1870 era basato principalmente su un’interpretazione di Matteo 16:16-19 e Giovanni 21:15-17. Le conversazioni tra Gesù e Pietro riportate in questi e in altri brani della Bibbia mostrano che l’apostolo Pietro ebbe un ruolo importante all’inizio della storia del cristianesimo. Già al loro primo incontro, infatti, Gesù predisse che Pietro avrebbe dimostrato nella sua vita qualità simili a quelle della roccia (Giovanni 1:42). Ma Cristo conferì forse a Pietro un qualche primato?
    Come riportato in Matteo 16:17, 18, Gesù disse a Pietro: “Tu sei Pietro [il cui nome significa “frammento di roccia”] e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Gesù stava forse dicendo che la sua “Chiesa”, o congregazione, sarebbe stata edificata su Pietro, un uomo? Pietro sarebbe dunque stato il capo di tutti gli altri seguaci di Gesù? In che modo gli apostoli presenti a quella conversazione intesero le parole di Gesù? I Vangeli rivelano che dopo quell’episodio ci furono diverse occasioni in cui gli apostoli discussero su chi era il più grande tra di loro (Matteo 20:20-27; Marco 9:33-35; Luca 22:24-26). Se Gesù avesse già dato il primato, o la supremazia, a Pietro, che senso avrebbe avuto discutere su chi era il più grande?
    E che dire di Pietro stesso? Come intese le parole di Gesù? Essendo israelita, probabilmente aveva familiarità con alcune profezie ebraiche che parlavano di una pietra o di una pietra angolare (Isaia 8:13, 14; 28:16; Zaccaria 3:9). Nel citare una di queste profezie in una lettera ai suoi compagni di fede, Pietro spiegò che la “pietra d’angolo” profetizzata era Gesù Cristo, il Messia. Qui l’apostolo utilizzò il termine greco pètra (la stessa parola utilizzata nel testo greco di Matteo 16:18) solo in riferimento al Cristo (1 Pietro 2:4-8).
    L’apostolo Paolo fu un altro fedele seguace di Gesù. Paolo credeva forse che Gesù avesse dato il primato a Pietro? Riferendosi alla posizione di Pietro nella congregazione cristiana delle origini, Paolo scrisse che Pietro era tra quelli che erano “ritenuti le colonne”. Per Paolo, quindi, non c’era solo una colonna (Galati 2:9). Inoltre, se Pietro fosse stato nominato da Gesù capo della congregazione, gli altri discepoli non lo avrebbero semplicemente ritenuto una colonna.
    Quando scrisse riguardo a un comportamento contraddittorio di Pietro nel modo di trattare altri, Paolo affermò con rispetto, ma con fermezza: “Mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto” (Galati 2:11-14). Paolo non pensava che Cristo avesse edificato la sua Chiesa, o congregazione, su Pietro o su un altro uomo imperfetto. Al contrario, credeva che il fondamento della congregazione fosse Gesù Cristo. Per Paolo la “roccia era il Cristo” (1 Corinzi [Corinti] 3:9-11; 10:4).
    “TU SEI PIETRO. . .”
    Ma allora, come dobbiamo intendere le parole “tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”? Per dare il giusto significato a una frase, dobbiamo leggerla nel suo contesto. Di cosa stavano parlando Gesù e Pietro? Gesù aveva appena chiesto ai suoi discepoli: “Voi, chi dite che io sia?” Senza esitare, Pietro aveva risposto: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. A quel punto Gesù lodò Pietro e disse che avrebbe edificato la sua “Chiesa”, o congregazione, su sé stesso, una “pietra” ancora più solida in cui Pietro aveva appena espresso fede (Matteo 16:15-18).
    In armonia con quanto appena esposto, molti “Padri della Chiesa” scrissero che la pietra di cui si parla in Matteo 16:18 è Cristo. Nel V secolo, per esempio, Agostino scrisse: “Il Signore disse: Su questa pietra costruirò la mia Chiesa, perché Pietro gli aveva detto: Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente. È dunque su questa pietra, da te confessata, che io costruirò — dice il Signore — la mia Chiesa”. Agostino affermò più volte che “la pietra [petra] infatti era Cristo”.
    Se venissero giudicati sulla base dell’attuale dottrina cattolica, Agostino e altri verrebbero considerati eretici. In realtà, secondo il teologo svizzero Ulrich Luz, anche l’interpretazione invalsa tra i biblisti contemporanei su questo soggetto sarebbe stata condannata come eresia dal Concilio Vaticano del 1870.
    IL PAPA È UN SUCCESSORE DI PIETRO?
    Il titolo “papa” era sconosciuto all’apostolo Pietro. È un fatto che fino al IX secolo molti vescovi non romani si fecero chiamare “papa” e che sino alla fine dell’XI secolo il termine venne utilizzato solo di rado come titolo ufficiale. In ogni caso tra i primi cristiani nessuno pensava che un presunto primato ricevuto da Pietro fosse stato trasmesso ai suoi successori. Lo studioso tedesco Martin Hengel concluse pertanto che non c’è “nessun modo per giustificare storicamente e teologicamente quello che in seguito divenne il ‘primato’ del papa”.
    In conclusione, Pietro fu il primo papa? Ebbe dei successori? Il dogma cattolico riguardante il primato papale ha un fondamento biblico? Per ognuna di queste domande c’è una sola e semplice risposta: no. D’altra parte, resta il fatto che Gesù ha edificato la sua Chiesa, la sua vera congregazione, su di sé (Efesini 2:20). Per ognuno di noi, perciò, la domanda importante è: “Ho trovato questa vera congregazione?”

  2. #2
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Casa intendi per "congregazione"?

  3. #3
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    Gruppo di persone radunate insieme per un particolare scopo o attività. Il termine ebraico reso di solito “congregazione” nella Traduzione del Nuovo Mondo è qahàl, da una radice che significa “convocare; congregare”. (Nu 20:8; De 4:10) Spesso è usato in riferimento a un gruppo organizzato, come nelle espressioni “congregazione d’Israele” (Le 16:17; Gsè 8:35; 1Re 8:14), “congregazione del vero Dio” (Ne 13:1) e “congregazione di Geova” (Nu 20:4; De 23:2, 3; 1Cr 28:8; Mic 2:5). Qahàl può riferirsi a riunioni di vario genere, ad esempio per scopi religiosi (De 9:10; 18:16; 1Re 8:65; Sl 22:25; 107:32), civili (1Re 12:3) e bellici (1Sa 17:47; Ez 16:40). Nel libro di Ecclesiaste Salomone è definito “il congregatore” (ebr. qohèleth). (Ec 1:1, 12) In qualità di re, egli congregava il popolo per l’adorazione di Geova: un’occasione particolare fu quando radunò i suoi sudditi presso il tempio di Gerusalemme da poco terminato. — 1Re 8:1-5; 2Cr 5:2-6.
    Nelle Scritture Greche Cristiane il sostantivo greco tradotto “congregazione” è ekklesìa, da cui l’italiano “chiesa”. Ekklesìa deriva da ek, “fuori”, e kalèo, “chiamare”. Perciò si riferisce a un gruppo di persone chiamate fuori o convocate, ufficialmente o no. Questa parola è adoperata in Atti 7:38 con riferimento alla congregazione d’Israele ed è anche usata per indicare la turbolenta “assemblea” riunitasi a Efeso contro Paolo e i suoi compagni dietro istigazione dell’argentiere Demetrio. (At 19:23, 24, 29, 32, 41) Il più delle volte, però, si riferisce alla congregazione cristiana. Può indicare la congregazione cristiana in generale (1Co 12:28), una congregazione in una determinata città, ad esempio Gerusalemme (At 8:1), Antiochia (At 13:1) o Corinto (2Co 1:1), o un particolare gruppo di persone che si riunivano in casa di qualcuno (Ro 16:5; Flm 2). Si parla quindi anche di singole congregazioni cristiane o “congregazioni di Dio”. (At 15:41; 1Co 11:16) La stragrande maggioranza delle versioni italiane usa “chiesa” nei versetti in cui si parla della congregazione cristiana, ad esempio in 1 Corinti 16:19 (Con, PIB, PS, VR; qui la CEI ha “comunità”). Poiché a molti il termine chiesa fa pensare a un edificio religioso anziché a una congregazione di persone impegnate nell’adorazione, “chiesa” può essere una traduzione fuorviante.

  4. #4
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    Ho capito, grazie, e complimenti per la preparazione che hai.
    In sostanza la chiesa era congregazione finché non cominciò a costruire nei mattoni anziché nello Spirito.

  5. #5
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    Vero Crep
    Dopo la morte degli apostoli la Bibbia aveva predetto l'apostasia cioe' l'allontanamento dal vero cristianesimo, cosi nel 325 e.v. con Costantino il Grande fu fondata la cristianita' con tutti i suoi falsi insegnamenti.

  6. #6
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    Salve, buongiorno signor Riki! Falsi insegnamenti ed è in piedi da 2000 anni?
    La Chiesa ha attraversato divisioni, scismi, separazioni...è stata nei secoli vittima di persecuzioni e tirannìe, ha a sua volta sperimentato all'interno debolezze, fragilità umane e peccati: Ma è rimasta in piedi! Non le viene il dubbio che le divine Parole del Suo fondatore possano essere vere?

    "Tu sei Pietro e su questa pietra poggeranno le fondamenta della mia Chiesa. Le porte degli Inferi non prevarranno MAI sopra di essa!"

    Tutto nei secoli è crollato, alla fine: Imperi, Regimi, Dittature, Intere Civiltà...e la Chiesa è rimasta lì. Salda. Su quella Pietra.
    amate i vostri nemici

  7. #7
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    E inutile caro Cono gli insegnamenti della chiesa come anima immortale, inferno fuoco, trinita ecc. NON sono insegnamenti biblici leggiti 1Timoteo 4:1-3 dove dice CEI ^Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall' ipocrisia di impostori gia' bollati nella loro coscenza. Costoro vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi (il venerdi no carne) che Dio ha creato......
    Secondo te caro Cono a chi si riferisce Paolo sotto ispirazione? Attendo una risposta da te
    PS Anche l'antico Israele il popolo eletto di Dio per centinaia di anni fu rigettato da Dio perche' i capi religiosi rigettarono e uccisero il figlio di Dio Gesù!

  8. #8
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    San Paolo si riferisce a coloro che rigetteranno Dio nella loro vita. A chi sarà addirittura apòstata, rinnegatore....
    Ti sembra che la Chiesa lo stia facendo? Che vieti il Matrimonio? Che imponga il menu della tavola dei suoi fedeli? Son rimasti solo 2 giorni (il venerdì Santo e il mercoledì delle Ceneri) nei quali, in tutta libertà e non come un obbligo, si è invitati a digiunare come segno spirituale che l'Uomo non vive di solo pane....
    Se conosci così bene San Paolo poi, saprai certamente che Dio non rigetta mai nessuno. Neppure il Suo popolo. Anche Israele, alla fine, riconoscerà il Cristo. E' scritto.
    amate i vostri nemici

  9. #9
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    “A causa del prevalere della fornicazione”, dice la Bibbia, “è meglio sposarsi che essere infiammati dalla passione”. (1 Corinti 7:2, 9) Nonostante questo saggio consiglio, molti ecclesiastici sono costretti a rimanere celibi. “Il voto del celibato non viene infranto”, spiega Nino Lo Bello in un suo libro, “se un sacerdote, un monaco o una suora hanno rapporti sessuali. . . . Perché i rapporti sessuali siano perdonati è sufficiente confessarli con sincerità, mentre la Chiesa non può proprio riconoscere il matrimonio di un sacerdote”. (The Vatican Papers) Questo insegnamento ha prodotto frutti buoni o cattivi? — Matteo 7:15-19.
    Senza dubbio molti sacerdoti conducono una vita moralmente casta, ma tanti no. Secondo l’aggiornamento del 1992 dell’Encyclopædia Britannica, “la Chiesa Cattolica avrebbe pagato 300 milioni di dollari a titolo di risarcimento per abusi sessuali commessi da ecclesiastici”. (1992 Britannica Book of the Year) L’edizione del 1994 diceva: “La morte di alcuni ecclesiastici per AIDS ha rivelato la presenza di preti gay e il fatto che un numero particolarmente elevato di . . . gay è attratto dal sacerdozio”. Non sorprende che la Bibbia dichiari che ‘proibire di sposarsi’ è ‘un insegnamento dei demoni’. (1 Timoteo 4:1-3) “Agli occhi di alcuni storici”, scrive Peter de Rosa nel suo libro Vicari di Cristo, il celibato ecclesiastico “ha probabilmente provocato più danni alla morale di qualsiasi altra istituzione dell’Occidente, prostituzione compresa. . . . [È stato] molto spesso una macchia sul nome del Cristianesimo. . . . L’obbligo al celibato ha da sempre favorito l’ipocrisia nelle file del clero. Un sacerdote . . . può sbagliare mille volte, ma le leggi canoniche gli proibiscono di sposarsi anche una volta sola”.
    Visto ciò che pensava Dio dell’adorazione di Baal, non è difficile capire come deve considerare le chiese della cristianità così divise. L’ultimo libro della Bibbia mette insieme tutte le forme di falsa religione sotto il nome di “Babilonia la Grande, la madre delle meretrici e delle cose disgustanti della terra”. “In lei”, aggiunge la Bibbia, “fu trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti quelli che sono stati scannati sulla terra”. — Rivelazione 17:5; 18:24.
    Perciò, a tutti coloro che desiderano divenire suoi veri adoratori, Dio rivolge questa esortazione: “Uscite da essa, o popolo mio, se non volete partecipare con lei ai suoi peccati, e se non volete ricevere parte delle sue piaghe. . . . In un sol giorno verranno le sue piaghe: morte e lutto e carestia, e sarà completamente bruciata col fuoco, perché Dio, che l’ha giudicata, è forte”. — Rivelazione 18:4, 8.

  10. #10
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    Le trasgressioni di natura sessuale da parte del clero, che un vescovo luterano ha definito “un problema nascosto da generazioni”, stanno ormai venendo alla luce. Ma come osserva il Los Angeles Times, questo ha portato anche a “imbarazzanti ammissioni pubbliche e costosi procedimenti legali che hanno mandato in fallimento diverse chiese”. Il Times riferisce che secondo le agenzie di assicurazione si stanno attualmente dibattendo nei tribunali ben 2.000 casi di abusi sessuali in cui sono coinvolti esponenti del clero.
    È anche degno di nota il fatto che alcuni degli ecclesiastici maggiormente coinvolti sono cattolici. A. W. Richard Sipe, psicoterapeuta ed ex monaco benedettino, ha intervistato 1.000 sacerdoti e 500 altri uomini e donne, molti dei quali hanno ammesso di aver avuto contatti sessuali con ecclesiastici. La rivista Time riferisce che, secondo Sipe, circa metà dei 53.000 sacerdoti cattolici degli Stati Uniti infrangono il voto di celibato. Secondo Sipe, circa il 28 per cento dei sacerdoti hanno relazioni con donne, mentre un altro 10-13 per cento d’essi hanno rapporti sessuali con uomini adulti e il 6 per cento soddisfa le proprie voglie con bambini, di solito maschietti. Negli ultimi 6 anni le autorità cattoliche hanno dovuto sborsare a titolo di risarcimento, in oltre 100 casi di abuso da parte di ecclesiastici, dai 100 ai 300 milioni di dollari.
    Molti ritengono che gran parte di questi problemi sarebbero eliminati se i sacerdoti potessero sposarsi. Forse alcuni saranno sorpresi di sapere che in nessun luogo la Bibbia proibisce ai ministri cristiani di sposarsi. Ma la Chiesa Cattolica proibisce ai sacerdoti di sposarsi dal XII secolo. È interessante notare che, parlando della grande apostasia dalla vera adorazione che si sarebbe verificata dopo la morte degli apostoli, Paolo scrisse che “alcuni si allontaneranno dalla fede, prestando attenzione a ingannevoli espressioni ispirate e a insegnamenti di demoni, mediante l’ipocrisia di uomini che diranno menzogne, . . . i quali proibiranno di sposarsi”. — 1 Timoteo 4:1-3.

  11. #11
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    Caro Cono riguardo a Israele leggiti quello che disse Gesù in Matteo 21:43 dice Percio vi dico il Regno di Dio vi sara' tolto e sara' dato a una nazione che ne produca i frutti. Questi sarebbero stati i VERI cristiani che nota bene avrebbero dato dei frutti!

  12. #12
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Ma sei amico di Esterno? Un San Francesco, dimmi, una Madre Teresa, un Massimiliano Kolbe....hanno dato frutti o son rimasti sterili?
    Dall'indurimento di Israele, la fede di Abramo è passata ai pagani, agli altri popoli, alla Chiesa. Ma certo Dio non si dimentica del Suo popolo. Alla fine, anch'esso sarà salvato.

    «E se la radice è santa, anche i rami son santi. E se pure alcuni dei rami sono stati troncati, e tu, che sei olivastro, sei stato innestato in luogo loro e sei divenuto partecipe della radice e della grassezza dell’ulivo, non t’insuperbire contro ai rami; ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma la radice che porta te. Allora tu dirai: Sono stati troncati dei rami perché io fossi innestato. Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per la tua fede; non t’insuperbire, ma temi» (Romani 11:16b-20) Paolo ha affermato in Romani 11:1 che Dio non ha rigettato il suo popolo. Parlando metaforicamente, egli ha paragonato il popolo d’Israele ad un ulivo domestico (naturale). A causa dell’incredulità, alcuni rami dell’albero, ma non tutti, sono stati tagliati, ed al loro posto sono stati innestati dei rami selvatici. Paolo ha anche sottolineato, comunque, che reinnestare i rami naturali nell’albero coltivato, sarebbe stato un compito molto più semplice che innestare in esso dei rami selvatici.
    amate i vostri nemici

  13. #13
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    Caro Cono
    LA CREAZIONE di uno stato ebraico nel 1948 fu un avvenimento traumatico per i teologi della cristianità. Per secoli molti avevano insegnato che gli ebrei erano condannati a errare per la terra a causa del loro peccato contro Cristo, e ora l’“ebreo errante” non avrebbe più errato.
    Mentre gli attuali avvenimenti in Medio Oriente continuano a far convergere l’attenzione sugli ebrei, sorgono problemi che si pensavano risolti da tempo. Gli ebrei sono ancora il popolo eletto di Dio? Dio mostra ora speciale favore agli ebrei?
    Secoli fa Dio disse agli israeliti: “Se ubbidirete strettamente alla mia voce e osserverete in realtà il mio patto, allora certamente diverrete di fra tutti gli altri popoli la mia speciale proprietà, perché l’intera terra appartiene a me. E voi stessi mi diverrete un regno di sacerdoti e una nazione santa”. (Esodo 19:5, 6) Tutte le nazioni appartenevano a Dio, ma gli israeliti potevano divenire la sua speciale proprietà, servendo infine come sacerdoti a favore di tutta l’umanità.
    Ma questa speciale relazione con Dio era senza condizioni? No! Dio aveva detto: “Se ubbidirete strettamente alla mia voce . . . allora certamente diverrete . . . la mia speciale proprietà”. Quindi, per continuare ad essere in una relazione privilegiata con Dio dovevano rispettare una condizione, dovevano continuare ad essergli fedeli.
    Un esempio efficace
    Questo fatto fu sottolineato da avvenimenti verificatisi nell’VIII secolo a.E.V., ai giorni del profeta Osea. Nonostante gli israeliti avessero ricevuto speciale favore come popolo eletto di Dio, la maggioranza d’essi abbandonò la vera adorazione. Quale fu la reazione di Geova? “Non mostrerò più misericordia alla casa d’Israele, perché positivamente li toglierò. . . . Non siete mio popolo e io stesso non sarò vostro”. (Osea 1:6, 9) Pertanto quegli israeliti apostati non sarebbero rimasti nel favore di Dio. Solo un rimanente fedele avrebbe un giorno avuto il privilegio d’essere ristabilito e di ricevere nuovamente le benedizioni divine. — Osea 1:10.
    Avverando questa profezia, Dio permise che gli israeliti fossero portati in schiavitù dai loro nemici e che il loro tempio fosse distrutto, dimostrando vigorosamente che non erano più in una relazione approvata con lui. Solo un fedele rimanente di israeliti (allora chiamati giudei) tornò dalla schiavitù nel 537 a.E.V. e ricostruì il tempio di Dio, riottenendo il favore di Dio come suo popolo eletto.
    Solo “un rimanente” si mantiene fedele
    Ciò nondimeno nei secoli che seguirono i giudei furono esposti da ogni lato all’influenza della filosofia greca — come la dottrina platonica dell’anima immortale — con effetti disastrosi sulla loro adorazione. Quell’adorazione non si sarebbe mai più basata unicamente sugli insegnamenti di Mosè e dei profeti ebrei.
    Dio avrebbe continuato a considerare i giudei come suo popolo eletto? Riconoscendo che molti avevano di nuovo apostatato dalla pura adorazione di Dio, Gesù disse: “Il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a una nazione che ne produca i frutti”. (Matteo 21:43) Non dando ascolto a questo avvertimento, la maggioranza perseverò nella condotta apostata e non accettò Gesù come unto di Dio. Quindi non molto tempo dopo, nel 70 E.V., Dio permise che il tempio ricostruito venisse distrutto. (Matteo 23:37, 38) Significava questo che ora Dio rigettava tutti i giudei?
    L’ebreo Paolo, apostolo di Cristo, spiegò: “Dio non ha rigettato il suo popolo, che prima riconobbe. . . . Anche al tempo presente si è trovato un rimanente secondo l’elezione dovuta all’immeritata benignità”. (Romani 11:2, 5) Così come molti potrebbero essere invitati a una cerimonia di nozze ma solo alcuni potrebbero assistere, Dio aveva invitato l’intera nazione giudaica a stringere una speciale relazione con lui, ma solo un rimanente d’essa mantenne quella speciale intimità essendo fedele. La pazienza di Dio fu davvero un segno di immeritata benignità.
    “Quelli che non sono mio popolo” divengono “mio popolo”
    A questo fedele rimanente giudaico si unirono ben presto dei non giudei anch’essi desiderosi di servire Dio. Sebbene i loro antenati non fossero stati in una speciale relazione con lui, Geova era ora disposto ad accettare questi fedeli non giudei come suo popolo. Facendo notare questo fatto, Paolo scrisse: “Se, ora, Dio . . . [ci] ha chiamato non solo di fra i giudei ma anche di fra le nazioni [non giudaiche], che dire? Come dice anche in Osea: ‘Quelli che non sono mio popolo chiamerò “mio popolo”’”. — Romani 9:22-25.
    Così sia giudei che non giudei potevano essere l’eletto popolo di Dio, con la prospettiva di servire come sacerdoti a favore del resto dell’umanità. Parlando a fedeli adoratori di varie nazionalità, l’apostolo cristiano Pietro, giudeo di nascita, scrisse: “Voi siete ‘una razza eletta, un regal sacerdozio, una nazione santa, un popolo di speciale possesso’ . . . Poiché una volta voi non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio”. (1 Pietro 2:9, 10) Questa era la “nazione”, persone con qualità sante, che Gesù disse avrebbe prodotto i ‘frutti del regno di Dio’ e che perciò avrebbe avuto una speciale relazione con Dio. — Matteo 21:43.
    Nella scelta di questi futuri sacerdoti Dio cercava fede e giusta condotta, non qualche speciale ascendenza. Pietro infatti aveva detto: “Dio non è parziale, ma in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accetto”. — Atti 10:34, 35.
    Pertanto Dio non concede più speciale favore a nessuno in base alla nascita. Dà a persone di qualsiasi nazionalità l’opportunità di stringere una relazione con lui. Ci sia consentito di dimostrare, con la fede e la condotta, che desideriamo essere il popolo di Dio.

  14. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    - - Paolo ha affermato in Romani 11:1 che Dio non ha rigettato il suo popolo. -



    Curioso, quell' ispirato paganfariseo pare avesse la mente un po' confusa...

    Come un pendolo: prima elogia la sua stirpe _ per poi sputare m.... / veramente preoccupante _ cosi' si esprime l' autore P. Rodriguez su questo bizzarro personaggio (e che egli ricorda: aveva pur sempre.. "battuto" la testa per terra _ a seguito di quella sconvolgente "Apparizione" su quella celeberrima via di Damasco).

    Infatti nella sua autentica (!) Prima lettera riportava proprio il contrario !!
    Come ben si sa, l' ispirato (??) pendolarDottrinario, nella sua 1.a Tessalonicesi (che funge come PRIMO scritto, in assoluto, della costituenda Nuova fede), al 2 capitolo riporta come detto popolo "Non piace" piu' all' iddioTribale _ cosi' come esso sono nemici di - tutto - il genere umano (sic !).


    - P. Rodriguez / Paolo l' ebreo Avventizio che fondo' un cristianesimo a misura dei suoi deliri mistici e sue frustrazioni personali - pag. 61/68 ) Editor Riuniti

  15. #15
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    Caro Cono
    LA CREAZIONE di uno stato ebraico nel 1948 fu un avvenimento traumatico per i teologi della cristianità. Per secoli molti avevano insegnato che gli ebrei erano condannati a errare per la terra a causa del loro peccato contro Cristo, e ora l’“ebreo errante” non avrebbe più errato.
    Mentre gli attuali avvenimenti in Medio Oriente continuano a far convergere l’attenzione sugli ebrei, sorgono problemi che si pensavano risolti da tempo. Gli ebrei sono ancora il popolo eletto di Dio? Dio mostra ora speciale favore agli ebrei?
    Secoli fa Dio disse agli israeliti: “Se ubbidirete strettamente alla mia voce e osserverete in realtà il mio patto, allora certamente diverrete di fra tutti gli altri popoli la mia speciale proprietà, perché l’intera terra appartiene a me. E voi stessi mi diverrete un regno di sacerdoti e una nazione santa”. (Esodo 19:5, 6) Tutte le nazioni appartenevano a Dio, ma gli israeliti potevano divenire la sua speciale proprietà, servendo infine come sacerdoti a favore di tutta l’umanità.
    Ma questa speciale relazione con Dio era senza condizioni? No! Dio aveva detto: “Se ubbidirete strettamente alla mia voce . . . allora certamente diverrete . . . la mia speciale proprietà”. Quindi, per continuare ad essere in una relazione privilegiata con Dio dovevano rispettare una condizione, dovevano continuare ad essergli fedeli.
    Un esempio efficace
    Questo fatto fu sottolineato da avvenimenti verificatisi nell’VIII secolo a.E.V., ai giorni del profeta Osea. Nonostante gli israeliti avessero ricevuto speciale favore come popolo eletto di Dio, la maggioranza d’essi abbandonò la vera adorazione. Quale fu la reazione di Geova? “Non mostrerò più misericordia alla casa d’Israele, perché positivamente li toglierò. . . . Non siete mio popolo e io stesso non sarò vostro”. (Osea 1:6, 9) Pertanto quegli israeliti apostati non sarebbero rimasti nel favore di Dio. Solo un rimanente fedele avrebbe un giorno avuto il privilegio d’essere ristabilito e di ricevere nuovamente le benedizioni divine. — Osea 1:10.
    Avverando questa profezia, Dio permise che gli israeliti fossero portati in schiavitù dai loro nemici e che il loro tempio fosse distrutto, dimostrando vigorosamente che non erano più in una relazione approvata con lui. Solo un fedele rimanente di israeliti (allora chiamati giudei) tornò dalla schiavitù nel 537 a.E.V. e ricostruì il tempio di Dio, riottenendo il favore di Dio come suo popolo eletto.
    Solo “un rimanente” si mantiene fedele
    Ciò nondimeno nei secoli che seguirono i giudei furono esposti da ogni lato all’influenza della filosofia greca — come la dottrina platonica dell’anima immortale — con effetti disastrosi sulla loro adorazione. Quell’adorazione non si sarebbe mai più basata unicamente sugli insegnamenti di Mosè e dei profeti ebrei.
    Dio avrebbe continuato a considerare i giudei come suo popolo eletto? Riconoscendo che molti avevano di nuovo apostatato dalla pura adorazione di Dio, Gesù disse: “Il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a una nazione che ne produca i frutti”. (Matteo 21:43) Non dando ascolto a questo avvertimento, la maggioranza perseverò nella condotta apostata e non accettò Gesù come unto di Dio. Quindi non molto tempo dopo, nel 70 E.V., Dio permise che il tempio ricostruito venisse distrutto. (Matteo 23:37, 38) Significava questo che ora Dio rigettava tutti i giudei?
    L’ebreo Paolo, apostolo di Cristo, spiegò: “Dio non ha rigettato il suo popolo, che prima riconobbe. . . . Anche al tempo presente si è trovato un rimanente secondo l’elezione dovuta all’immeritata benignità”. (Romani 11:2, 5) Così come molti potrebbero essere invitati a una cerimonia di nozze ma solo alcuni potrebbero assistere, Dio aveva invitato l’intera nazione giudaica a stringere una speciale relazione con lui, ma solo un rimanente d’essa mantenne quella speciale intimità essendo fedele. La pazienza di Dio fu davvero un segno di immeritata benignità.
    “Quelli che non sono mio popolo” divengono “mio popolo”
    A questo fedele rimanente giudaico si unirono ben presto dei non giudei anch’essi desiderosi di servire Dio. Sebbene i loro antenati non fossero stati in una speciale relazione con lui, Geova era ora disposto ad accettare questi fedeli non giudei come suo popolo. Facendo notare questo fatto, Paolo scrisse: “Se, ora, Dio . . . [ci] ha chiamato non solo di fra i giudei ma anche di fra le nazioni [non giudaiche], che dire? Come dice anche in Osea: ‘Quelli che non sono mio popolo chiamerò “mio popolo”’”. — Romani 9:22-25.
    Così sia giudei che non giudei potevano essere l’eletto popolo di Dio, con la prospettiva di servire come sacerdoti a favore del resto dell’umanità. Parlando a fedeli adoratori di varie nazionalità, l’apostolo cristiano Pietro, giudeo di nascita, scrisse: “Voi siete ‘una razza eletta, un regal sacerdozio, una nazione santa, un popolo di speciale possesso’ . . . Poiché una volta voi non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio”. (1 Pietro 2:9, 10) Questa era la “nazione”, persone con qualità sante, che Gesù disse avrebbe prodotto i ‘frutti del regno di Dio’ e che perciò avrebbe avuto una speciale relazione con Dio. — Matteo 21:43.
    Nella scelta di questi futuri sacerdoti Dio cercava fede e giusta condotta, non qualche speciale ascendenza. Pietro infatti aveva detto: “Dio non è parziale, ma in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accetto”. — Atti 10:34, 35.
    Pertanto Dio non concede più speciale favore a nessuno in base alla nascita. Dà a persone di qualsiasi nazionalità l’opportunità di stringere una relazione con lui. Ci sia consentito di dimostrare, con la fede e la condotta, che desideriamo essere il popolo di Dio.
    Ma scusa eh....
    Le promesse di Dio sono irrevocabili! Abramo ha ricevuto quella più importante: "In te saranno benedette tutte le nazioni della Terra...."
    Israele incluso.
    Per San Paolo, per i cristiani, per la Chiesa e per il Papa, gli Ebrei sono i Fratelli Maggiori.

    "Voi siete i nostri fratelli e le nostre sorelle maggiori nella fede". Papa Francesco ha salutato cosi' gli ebrei romani nella Sinagoga di Lungotevere Cenci. La prima visitata da un Papa nell'aprile 1986. "Giovanni Paolo II - ha ricordato Bergoglio - in quella occasione, conio' la bella espressione 'fratelli maggiori'". "Tutti quanti apparteniamo ad un'unica famiglia, la famiglia di Dio, il quale ci accompagna e ci protegge come suo popolo", "Mi auguro - ha aggiunto - che crescano sempre piu' la vicinanza, la reciproca conoscenza e la stima tra le nostre due comunita'".

    https://www.agi.it/cronaca/papa_ebre...ws/2016-01-17/
    amate i vostri nemici

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