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Risultati da 1 a 15 di 266

Discussione: Picchiare anziani e bambini

  1. #1
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Picchiare anziani e bambini

    Assistiamo e leggiamo una continua recrudescenza di episodi che avvengono nelle case di riposo e negli asili nido, nelle strutture per anziani e nelle scuole elementari: Violenze inaudite e raccapriccianti contro esseri inermi e indifesi.
    Cosa sta succedendo, amici? Com'è mai possibile? Dove stà andando...o meglio, dov'è finita la nostra umanità? Non esiste più linea di confine? Perchè tanta violenza? E soprattutto, perchè contro chi non puo' difendersi?
    amate i vostri nemici

  2. #2

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    è un problema che è sempre stato , ho visto in gioventù case di riposo con anziani legati ai propri letti in totale abbandono e sporcizia , noi bambini venivamo ceffonati e bacchettati dai maestri e a casa prendevo il resto se mi azzardavo a dirlo a mamma e papà

    era lo stesso tipo di violenza , l'unica differenza che ora ne stiamo prendendo coscienza

  3. #3
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Forse i bambini venivano picchiati di più prima, addirittura c'erano le punizioni corporali a scuola, ma era un sistema culturale ed era considerato normale.
    Oggi invece è che la gente non sta tanto bene.
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  4. #4
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Il sopruso del forte sul debole è qualcosa che è sempre esistito, in tutte le epoche e in tutto il mondo. Nel mondo animale chi non è in grado di stare al passo viene lasciato indietro per sfamare i predatori. E' qualcosa di istintivo, credo.
    L'essere umano dovrebbe andare oltre questo, ma purtroppo non accade.
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    Ci sono novit�, ci sono notti che per niente al mondo perderei... e la curiosit�, e quello che ci porter�...

  5. #5
    Potrebbe contenere arachidi L'avatar di Doppio
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    Lungi da me il voler giustificare comportamenti che sono tutto fuorché giustificabili, è però vero che che nelle categorie dei vecchi e dei mocciosi si contano molti più elementi dotati del dono di far saltare i nervi anche alle persone più equilibrate... sarebbe auspicabile che il ricorso alla violenza rimanesse una extrema ratio da contemplarsi solo tra pari (altrimenti sarebbe sopruso), in assoluta mancanza di alternative e in situazione di pericolo reale e imminente, ma purtroppo il mondo è pieno di persone pronte ad arrivare con le mani dove non riescono con le parole e con le idee, spesso proprio perché culturalmente svantaggiate in tal senso... ammesso e non concesso che il fenomeno sia in reale aumento e non ci sia solo maggiore attenzione mediatica verso una realtà sempreverde, assocerei la cosa alla manifestazione di un declino culturale in corso.
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  6. #6

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    il fine di questa discussione e per la nostra salvezza ha un unico obiettivo , questa storia mi sembra di averla già letta in un discussione recente e la conclusione scontata
    Ultima modifica di dietrologo; 18-12-2018 alle 09:05

  7. #7
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Il sopruso del forte sul debole è qualcosa che è sempre esistito, in tutte le epoche e in tutto il mondo. Nel mondo animale chi non è in grado di stare al passo viene lasciato indietro per sfamare i predatori. E' qualcosa di istintivo, credo.
    L'essere umano dovrebbe andare oltre questo, ma purtroppo non accade.
    Mhhhh...mica proprio vero, accadono dinamiche in cui si difendono cuccioli ed altri membri del branco o comunità ed anche chi sta male o è ferito non è proprio lasciato a sé stesso. Pensa ai documentari sugli elefanti per esempio, a quando fanno scudo col corpo ai piccoli o si mettono vicino al membro malato o morente e lo toccano cin la proboscide e cercano di farlo alzare.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  8. #8
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Comunque qua in Italia i ceffoni ai figli sono culturalmente ancora ampiamente tollerati.
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  9. #9
    whatever.. L'avatar di Misterikx
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    vi siete gia dimenticati di questo caso?

    https://www.lastampa.it/2011/09/29/b...QL/pagina.html
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

  10. #10
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Come sempre, manca la sintesi. Il giusto approccio al problema che, come ha scritto Doppio più sopra, è essenzialmente culturale...
    E' in primo luogo la Famiglia a curare, educare e accudire i propri figli e i propri anziani. Quando li affida agli asili e alle case di riposo, lo fa fidandosi. Credendo nella bontà e nella professionalità degli operatori. Cerca un sussidio, un aiuto, una qualche forma di cooperazione. Quello che veniva chiamato PATTO EDUCATIVO. Oggi s'è perso. Completamente. Professori e Genitori, Scuola e Famiglia sono agli opposti. Assistiamo e leggiamo di continue invasioni di campo, a volte violentissime. Anche solo per un brutto voto.
    Torno dunque a domandare: Dove stiamo andando? Dove stiamo precipitando? Una società che non ha più cura del debole e dell'indifeso, così clamorosamente frammentata e divisa, quale futuro può avere? Quale mondo consegneremo alle nuove generazioni?
    amate i vostri nemici

  11. #11
    whatever.. L'avatar di Misterikx
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    l´esempio dei grandi di piú attualitá...

    https://video.repubblica.it/edizione...C4-P18-S1.4-T1
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  12. #12
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    cono: i bambini. quelli che vanno negli asili sono i più mal voluti dalle rispettive famiglie. mi torna alla mente quella grande pagliacciata che è il programma della clerici proprio con i bambini. a parte che la situazione in quel programma maledetto mi sembra, come dire, al limite della legalità, mi permetto di dire che di famiglie che non accettano i propri figli fin dalla più tenera età ce ne sono. non è che ci voleva la clerici. allora, poiché non li accettano li mandano in tv sperando di levarseli dalle scatole. e spesso ci riescono. a scapito di quei poveretti. allora mi domando: se è questo che passa mamma rai, allora in concreto la situazione non è peggiore? la verità è che oggi i bambini non li si vuole più. un tempo essi facevano da cuscino alle sventure familiari, e parlo della famiglia "comune". oggi li si vuole addirittura far fuori dall'infanzia. cogne a mio parere dovrebbe insegnare...
    gli anziani: la maggioranza di quelli che non hanno una malattia cerebrale o cmq legata all'età, meriterebbero di essere "valorizzati" per notissime ragioni. chi li rinchiude in un ospizio meriterebbe la fucilazione, a meno che non ci sia una scelta dell'interessato alla base del ritiro.

  13. #13
    Potrebbe contenere arachidi L'avatar di Doppio
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Come sempre, manca la sintesi. Il giusto approccio al problema che, come ha scritto Doppio più sopra, è essenzialmente culturale...
    E' in primo luogo la Famiglia a curare, educare e accudire i propri figli e i propri anziani. Quando li affida agli asili e alle case di riposo, lo fa fidandosi. Credendo nella bontà e nella professionalità degli operatori. Cerca un sussidio, un aiuto, una qualche forma di cooperazione. Quello che veniva chiamato PATTO EDUCATIVO. Oggi s'è perso. Completamente. Professori e Genitori, Scuola e Famiglia sono agli opposti. Assistiamo e leggiamo di continue invasioni di campo, a volte violentissime. Anche solo per un brutto voto.
    Torno dunque a domandare: Dove stiamo andando? Dove stiamo precipitando? Una società che non ha più cura del debole e dell'indifeso, così clamorosamente frammentata e divisa, quale futuro può avere? Quale mondo consegneremo alle nuove generazioni?
    Se vuoi la mia, l'istituzione familiare dovrebbe avviarsi al suo giusto epilogo, non ritengo che vada abolita, semplicemente non dovrebbe fungere più da garante per l'educazione dei figli. Sarebbe impensabile (e a mio avviso nemmeno auspicabile) rinunciare a conquiste sociali come il divorzio, inoltre la società si è evoluta e i ruoli fissi all'interno della famiglia che ne hanno mantenuto forma e funzionalità oggi come oggi sono anacronistici: se si pone il concetto di uguaglianza e diritto all'autodeterminazione degli uomini e si estende ad entrambi i sessi marito e moglie smettono di dover rispondere ai ruoli fissi che l'istituzione prevede, ergo la responsabilità dell'educazione dei figli dovrà essere presa in carico dalla figura di ciascun genitore, il che non esclude che possano lavorare in sodalizio, ma affermare la necessità di tale sodalizio va solo a scapito dei figli che per una ragione o per l'altra non potranno usufruirne, rendendo i figli di coppie separate piuttosto che di genitori singoli o altre formule a tutti gli effetti figli destinati a non ricevere un'educazione formalmente garantita. Per usare parole più semplici, continuare a sostenere che un bambino ha bisogno di una mamma e un papà, una famiglia amorevole e unita, significa insinuare che chi non ce l'ha è un bambino di serie b, e visti i presupposti sempre di più saranno.

    In pratica è colpa tua Cono: sostenendo la famiglia alleggerisci il singolo individuo del carico della responsabilità morale dell'educazione (culturale ed etica), ma la crisi dell'istituzione familiare dipende proprio dall'emergere più forte del valore dell'individuo, se non riconosci a ciascun individuo il diritto di garantire per l'educazione della propria prole e la conseguente responsabilità lasci un buco laddove le condizioni siano diverse da una famiglia che risponda al modello "tradizionale".

    Cono, smettila di minare le basi morali della nostra società!
    Ultima modifica di Doppio; 19-12-2018 alle 00:07
    Moderatore droghe

  14. #14
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    Una provocazione: in che senso la famiglia e' stata definita "luogo di ricomposizione dei conflitti sociali?"

  15. #15
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Se fai pace in Famiglia, ciò poi si riflette nel Sociale. Se sei un uomo pacificato, gli Altri se ne accorgono. E' la prima cellula della Società, la Famiglia. Tutti quanti noi veniamo al mondo dentro una Famiglia. E' lì che riceviamo affetto, Valori, Educazione...
    Poi subentra naturalmente la Scuola, che ha (che dovrebbe avere) il compito di sostenere, appoggiare ed integrare tale Educazione per portare i nostri ragazzi alla piena maturità. Come Persone e come Cittadini.
    Oggi questo viene meno, generando individualismo, edonismo, competizione, solitudine e infelicità.

    IL PAPA A GENITORI E INSEGNANTI: NON SIETE AVVERSARI, COLLABORATE PER IL BENE DEI RAGAZZI
    07/09/2018 Francesco incontra l’Associazione Italiana Genitori: «La famiglia non apprezza più come un tempo il lavoro dei docenti, spesso anche mal pagati. Serve un nuovo patto educativo»

    È ai docenti, che in questi giorni si preparano a tornare in cattedra, che Francesco si rivolge: «Molte delle vostre energie», dice, «sono dedicate ad affiancare e sostenere i genitori nel loro compito educativo, specialmente in riferimento alla scuola, che da sempre costituisce il principale partner della famiglia nell’educazione dei figli. Ciò che fate in questo campo è davvero meritorio». Ma, denuncia il Pontefice, «oggi quando si parla di alleanza educativa tra scuola e famiglia, se ne parla soprattutto per denunciare il suo venir meno: il patto educativo è in calo». La famiglia, è la fotografia fatta da Francesco, «non apprezza più come un tempo il lavoro degli insegnanti – spesso mal pagati – e questi avvertono come una fastidiosa invadenza la presenza dei genitori nelle scuole, finendo per tenerli ai margini o considerarli avversari».

    Occorre cambiare, è l’appello del Papa. E per fare questo cambiamento, sottolinea, «occorre che qualcuno faccia il primo passo, vincendo il timore dell’altro e tendendo la mano con generosità. Per questo vi invito a coltivare e alimentare sempre la fiducia nei confronti della scuola e degli insegnanti: senza di loro rischiate di rimanere soli nella vostra azione educativa e di essere sempre meno in grado di fronteggiare le nuove sfide educative che vengono dalla cultura contemporanea, dalla società, dai mass media, dalle nuove tecnologie. Se è giusto lamentare gli eventuali limiti della loro azione, è doveroso stimarli come i più preziosi alleati nell’impresa educativa che insieme portate avanti».

    Francesco cita un proverbio africano: “Per educare un bambino ci vuole un villaggio”. «Perciò, nell’educazione scolastica», commenta, «non deve mai mancare la collaborazione tra le diverse componenti della stessa comunità educativa».

    Francesco ricorda inoltre che «contribuire a eliminare la solitudine educativa delle famiglie è compito anche della Chiesa, che vi invito a sentire sempre al vostro fianco nella missione di educare i vostri figli e di rendere tutta la società un luogo a misura di famiglia, affinché ogni persona sia accolta, accompagnata, orientata verso i veri valori e messa in grado di dare il meglio di sé per la crescita comune». Infine, invita i genitori a considerare i figli come «il dono più prezioso che avete ricevuto» e a custodirlo «con impegno e generosità, lasciando ad essi la libertà necessaria per crescere e maturare come persone a loro volta capaci, un giorno, di aprirsi al dono della vita. E conclude: «Insegnate ai vostri figli il discernimento morale, il discernimento etico: questo è buono, questo non è tanto buono, e questo è cattivo. Che loro sappiano distinguere. Ma questo si impara a casa e si impara a scuola: congiuntamente, tutte e due».

    http://www.famigliacristiana.it/arti...i-ragazzi.aspx
    Ultima modifica di conogelato; 19-12-2018 alle 03:41
    amate i vostri nemici

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