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Risultati da 1 a 15 di 52

Discussione: I racconti di King Kong

  1. #1
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    I racconti di King Kong

    Il cielo

    „Com’è grande il cielo“ pensò Johnny.
    Appollaiato sul ramo stava immobile col becco all’insù da parecchi minuti. Solo le nuvole, le foglie degli alberi e i suoi pensieri si muovevano leggeri, sospinti dal vento fresco del primo mattino. Chissà, forse dietro le nuvole si nascondeva davvero il paradiso. Facile pensarlo oggi, ma nei giorni di ciel sereno il paradiso dove andrà a nascondersi? Johnny non lo sapeva, per questo restava ore e ore col becco per aria fino al momento in cui il vento non trovava più nuvole da sospingere nel cielo né pensieri nella sua mente. Allora restava lì come morto, ritto sulle sue zampette, il becco rivolto verso l’alto, gli occhi persi nel vuoto, inesistente.
    “Che significa libertà?” si chiedeva “Perché c’è chi dice libero come un uccello nell’aria? Che controsenso! E il corvo assassino? L’aquila vorace? Il nibbio sempre in agguato? Chi parla di libertà degli uccelli nel cielo non sa cosa dice, ripete ingannevolmente un pezzo di letteratura senza riflettere e senza averla mai assaporata. La verità è il cielo sereno, la tempesta, lo sguardo sempre attento, l’agguato del falco, la dolcezza dell’arcobaleno e il profumo del tiglio. E la libertà è un orizzonte dietro al quale correre sotto un cielo terso, nei temporali di primavera, nella notte senza luna quando ogni riferimento è perso e la luce del lampione confonde la rotta. Com’è grande il cielo” pensava Johnny.
    “Davvero è tutta libertà questo spazio infinito? Non ha bisogno della bussola il marinaio che solca il mare con la sua vela? Eppure il mare è più piccolo del cielo. L’uccello che lo solca è solo apparentemente libero, ma l’occhio è rivolto alla quercia in fondo alla radura, all’acero solitario che si staglia su un orizzonte di bassi cespugli, alla corrente del fiume che lo disseta, alla montagna azzurra che gli ricorda severa il comandamento dei suoi confini”.
    Senza un motivo Johnny si alzò in volo, ma solo per salire su un ramo più alto.
    “Com’è grande il cielo” constatò dal suo nuovo punto d’osservazione.
    “Che significa sono libero di volare oltre la montagna azzurra? Certo che sono libero. Non è la distanza che mi fa paura e nemmeno il vento del nord che flagella le cime. Ci sono stato quando volavo giovane e senza meta. È lo sforzo di un momento, un colpo d'ala contro la corrente, una cabrata veloce col vento sotto le piume del petto e l’aria rarefatta che ti fa aprire il becco per non soffocare. Che ci vuole? L’incoscienza della gioventù è coraggio sufficiente per qualsiasi impresa. Ma dietro la montagna azzurra ti aspetta l’ignoto. Non c’è la quercia che ti offre un riparo sicuro, nessun fiume pronto a regalarti generoso la sua acqua e nemmeno il grano del contadino che ti offre cibo in abbondanza. Solo un cielo più grande”.
    In certi giorni Johnny avrebbe voluto essere la talpa che si muove sicura in un labirinto che le è noto e che la ripara da ogni novità. Nei suoi cunicoli la talpa è sempre circondata dall’abbraccio materno della terra che la tiene al sicuro da ogni imprevisto, protetta da ogni lato, senza spazi da regalare al nemico, con una via di fuga sempre aperta e nota a lei sola quando il latrare del cane si avvicina. Come avrebbe voluto sentire la sicurezza di possedere e essere posseduto, un limite che ti serra le piume senza il vento sfacciato sempre intento ad arruffarle!
    “No Johnny, ripeteva fra sé, la talpa è cieca e tu sei nato nel vento, in bilico sul ramo alto del pioppo, senza compagni, senza l’alveare dell’ape che al tramonto torna sicura alla sua dimora accolta da mille sorelle sempre festanti e rumorose. La tua casa è la prigione del cielo senza pareti, senza confini e la montagna azzurra è un sussurro che incessantemente ti chiede di superarla e volare nel cielo più grande. La tua casa è il tappeto che la parca ha tessuto per te senza possibilità di cambiarne i colori e la trama”.
    Johnny allargò per un istante le ali, ripulì in fretta le piume con pochi colpi sicuri del becco e per un momento chiuse gli occhi. Sognò l’abbraccio dolce di un’amante, il bacio leggero rubato nella notte di una timida estate, il canto sacro in una cattedrale lontana e un cielo infinito dove le sue ali si spiegavano fino alla luna, a una stella lontana, ai confini dell’universo intero.
    “Ti amo, Johnny” sussurrò una voce senza emettere suoni.
    “Ti amo” rispose Johnny senza pronunciare parola.
    Distese le ali al vento, si librò leggero sulla radura e con slancio elegante volò oltre le montagne di Qâf.

    KK
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  2. #2
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Scrivi una prosa molto poetica.
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  3. #3
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Scrivi una prosa molto poetica.
    Grazie, è un tentativo.

  4. #4
    Opinionista L'avatar di Escolzia
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    Citazione Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    Grazie, è un tentativo.
    Sei molto bravo, continua!

  5. #5
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    Sei molto bravo, continua!
    Grazie Escolzia. Ci sto pensando.

  6. #6
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    Mi piace il fatto che usi il tema della natura come filo conduttore, a grandi linee mi ricordi un altro scrittore che racconta sempre delle sue montagne.

  7. #7
    Opinionista L'avatar di follemente
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    Incantevole, KK.

  8. #8
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    Incantevole, KK.
    Mammamia, mi salgono i brividi...
    Aut hic aut nullubi

  9. #9
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Grazie, è un tentativo.
    Veramente mi sembra già molto curato e ben riuscito. Vagamente mi ha ricordato il gabbiano Johnatan Livingston, non per somiglianza di stile ma per il senso di ricerca spirituale, almeno io lo interpreto così... E alla fine - non mi ricordavo il titolo - sono andata a rileggerlo aspettandomi qualcosa in relazione con la montagna del finale.
    Ma è una parte di un tutto o è compiuto così?
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  10. #10
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Veramente mi sembra già molto curato e ben riuscito. Vagamente mi ha ricordato il gabbiano Johnatan Livingston, non per somiglianza di stile ma per il senso di ricerca spirituale, almeno io lo interpreto così... E alla fine - non mi ricordavo il titolo - sono andata a rileggerlo aspettandomi qualcosa in relazione con la montagna del finale.
    Ma è una parte di un tutto o è compiuto così?
    Grazie. Mi lusinga il riferimento al gabbiano Johnatan Livingstone che è stata una delle mie letture più amate e sì, la ricerca spirituale è lo sfondo sul quale ho sviluppato una serie di racconti con Johnny come protagonista. Ogni racconto è finito in se, ma tutti insieme vorrebbero costruire un mosaico che raccoglie un po’ i diversi aspetti della vita spirituale, emotiva, di ricerca che credo insita in ciascuno di noi. Senza pretese, per carità.

  11. #11
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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  12. #12
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    Molto piacevole!
    Grazie Lady.
    Aut hic aut nullubi

  13. #13
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Grazie. Mi lusinga il riferimento al gabbiano Johnatan Livingstone che è stata una delle mie letture più amate e sì, la ricerca spirituale è lo sfondo sul quale ho sviluppato una serie di racconti con Johnny come protagonista. Ogni racconto è finito in se, ma tutti insieme vorrebbero costruire un mosaico che raccoglie un po’ i diversi aspetti della vita spirituale, emotiva, di ricerca che credo insita in ciascuno di noi. Senza pretese, per carità.
    Mi sembra una bella idea. Io sono rimasta con la curiosità di leggere poi cosa c'è oltre la montagna...
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  14. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Mi sembra una bella idea. Io sono rimasta con la curiosità di leggere poi cosa c'è oltre la montagna...
    Opsss! Magiostrina, mi sa che dovremo aspettare insieme.
    L'episodio "Oltre le montagne di Qâf" non l'ho ancora scritto.
    Prima ne metto qui qualcuno alla rinfusa, poi vediamo...
    Aut hic aut nullubi

  15. #15
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    Johnny e la luna

    „Non potrò mai raccontare a nessuno l’orgoglio di averti avuta fra le mie braccia“ disse Johnny.
    “Il terrore mi gela il sangue alla sola idea di sfiorarti” rispose la luna.
    “Eppure ogni volta che ti alzi all’orizzonte ti sento chiamare il mio nome”.
    “Sì, Johnny, non posso fare a meno di te e non so darmi una spiegazione”.
    “La spiegazione è che nemmeno io posso fare a meno di te e dimentico ogni altra cosa mentre ti aspetto con lo sguardo fisso ad oriente”.
    “Non posso crederci, Johnny. Non c’è nulla di straordinario in me. Ogni notte e ogni giorno percorro la stessa via, lo stesso sentiero, da oriente ad occidente, sempre uguale, prevedibile, scontato. Non ho nulla da raccontare, ripeto le stesse cose dal giorno in cui sono nata, condivido lo stesso destino con mille altri come me nello spazio infinito”.
    “Questo è ciò che mi piace di te, Hilaal. Non ti arrendi mai, fai e rifai le stesse cose ieri, oggi e sempre alla ricerca dell’armonia, del senso, della nota perfetta nella sinfonia del cielo”.
    “Non dire così. Ciò che faccio io esiste milioni di volte, nessuno se ne fa meraviglia, nessuno mi dice parole come le tue, sono il granello più piccolo nella polvere infinita dell’universo”.
    “Il Re dell’universo ha dato a ciascuno occhi diversi e solo i miei sono fatti per vedere la tua bellezza”.
    “Taci, Johnny, ti scongiuro, taci! Non sono stata creata per te. Il mio destino è legato al sole, lui è il mio consorte, lui il mio compagno, a lui sono stata promessa. Non fosse così ti avrei senz’altro amato, sarei scesa sul tuo ramo, mi sarei abbandonata fra le tue braccia, notte dopo notte sarei rimasta con te senza nasconderti nulla dei miei tesori”.
    “Ci siamo già amati, Hilaal, mille volte, e nel nostro letto di nuvole e stelle non mi hai nascosto nulla”.
    “Follia, la mia è stata solo follia. Mi piaci Johnny, mi piace tutto di te. Tu sei il mio sogno, tu sei la mia ispirazione. Tu voli di ramo in ramo, da pianta a pianta, di bosco in bosco. Le parole che tu dici a me le hai ripetute a mille altre e sono una dolce menzogna che inebria il cuore, ma io sono Hilaal, la luna, la prigioniera del mio sentiero, la schiava del mio destino. Lasciami andare Johnny, liberami dal laccio mortale del tuo abbraccio, lascia che io prosegua il mio cammino di sempre senza l’illusione di un riscatto”.
    “Non ci si bagna due volte nello stesso fiume, le mie parole sono sincere e la corrente ci ha portati qui, ad incontrarci di nascosto, ogni notte, non appena il mondo si addormenta. Non ti terrò prigioniera, il tuo bene è il mio tesoro più prezioso ma non respingere le mie parole, non svilirne il peso. Tu sei il mio gioiello, il mio gioiello prezioso, unico e senza prezzo”.
    “Non la corrente ma la nostra volontà di un sogno proibito ci ha portati qui Johnny e la colpa è stata mia. Ora svegliati senza indugio, siamo stati liberi di sbagliare e ora liberamente decidiamo il nostro risveglio, io sul mio sentiero e tu sul tuo ramo”.
    “Come è possibile, fiore mio? Quanti passi indietro dovremo fare per trovare la causa del nostro destino? E se è il desiderio che ci tiene legati, questo da dove ha origine?”
    “Stai solo indugiando nel tuo dormiveglia Johnny e attribuisci al fato colpe che sono solo le nostre. Il Re ci ha lasciati liberi, anche di sognare un sogno proibito perché Egli è un Re d’amore e tu ora svegliati amore mio, mettiamo fine alla nostra follia, il giorno si avvicina e i miei passi sono arrivati all’estremità dell’occidente”.
    “Il folle e il santo camminano sulla stessa via e distinguerli è impresa difficile. Ti amo Hilaal e se questo è il tuo desiderio mi sveglierò senza trovarti accanto ma questa notte lasciami restare qui ancora un minuto, fino a quando l’ultimo raggio della tua luce sparirà dietro le montagne di Qâf”.
    “Solo un minuto, Johnny. Non posso fermare i miei passi, però fatti vicino, il cuore batte furioso nel petto”.
    “Toglimi il velo dagli occhi, amata, voglio vedere la tua realtà”
    “Eccomi, amato, ora sono tua”.
    “Hai lasciato cadere una goccia del tuo nettare sulle mie labbra e il suo sapore mi ha ubriacato. Vino e miele non hanno questo sapore; chiuderò per sempre il tuo segreto nel mio cuore”.
    “Ti amo, Johnny ma ora ti devo lasciare, nessuno può fermare i miei passi nel cielo”.
    “Ti amo, Hilaal ed ora ti lascio andare. Volerò tutta la notte incontro all’oriente per essere lì non appena ti alzerai di nuovo sopra l’orizzonte e chiamerai il mio nome”.

    KK
    Aut hic aut nullubi

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