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Risultati da 61 a 71 di 71

Discussione: I racconti di King Kong

  1. #61
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Scusa KK, ma questi racconti li pubblicherai? Perchè sei molto bravo e dovresti.
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  2. #62
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Scusa KK, ma questi racconti li pubblicherai? Perchè sei molto bravo e dovresti.
    Ci sto pensando, ma avrei bisogno di ordinarli, completarli e poi... trovare chi me li pubblica.

  3. #63
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Ho sentito di gente che si è autopubblicata, si è fatta promozione sui social da sola e poi è stata notata dalle case editrici grosse.
    Intanto fortunati noi che possiamo goderceli qua questi racconti
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  4. #64
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    05/07/17
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    Kismet

    „Johnny, ma tu sei sicuro di ricordare come è cominciata la nostra storia?”
    “Certo! E come me lo posso scordare?”
    “Raccontalo anche a me. I miei ricordi sono confusi”.
    “Davvero? Un po’ mi deludi. Credevo che il nostro incontro fosse rimasto impresso nella tua memoria a lettere di fuoco, così come è impresso nella mia”.
    “Ti prego, non mi prendere in giro. Sicuramente abbiamo ricordi diversi e vorrei sentire raccontare la nostra storia da te”.
    “Va bene. Quella sera me ne stavo appollaiato sul ramo dell’acero davanti alla rocca ad aspettare che tu sorgessi all’orizzonte come la sera prima, come tutte le sere precedenti. Non ne ero certo, ma avevo la netta impressione che durante il tuo passaggio sopra l’orizzonte, tu avessi guardato nella mia direzione già più di una volta. La cosa mi lasciava perplesso. Tu, la luna nascente, che mostravi interesse per un passero solitario, uno fra milioni, accovacciato su un ramo a lagnarsi come un qualsiasi mortale di una vita che non lo aveva soddisfatto. Un’incertezza che aveva acceso in me sentimenti contrastanti: il desiderio di esplorare questa nuova esperienza, il timore di essermi sbagliato nel giudizio, la paura di rendermi ridicolo”.
    “E poi? Cosa è successo?”
    “Quella sera, Hilal, mi hai guardato a lungo e, prima di farmi sentire la tua voce, ti ho vista girare il viso verso di me. Ho sentito il sangue salirmi alla testa e pieno di spavento mi sono aggrappato al ramo con tutte le mie forze, nel timore di perdere la presa”.
    “Johnny, una cosa ricordo bene, anch’io ero piena di paura”.
    “Eppure sei stata tu a farmi sentire la tua voce per prima… ‘Vorrei abbracciarti’ hai sussurrato. Meno di un soffio e per un momento ho creduto di essermelo immaginato. Sono rimasto paralizzato, incapace di parlare, le zampette attorno al ramo sempre più deboli. Ero sicuro che sarei svenuto da un momento all’altro. Credo di aver avuto una visione. Sapevo che la mia risposta avrebbe potuto cambiare la mia vita e sono rimasto a lungo a riflettere. L’adrenalina è salita rapidamente lungo la spina dorsale, in un attimo mi sono ritrovato sveglio e lucido come poche volte. ‘Decidi’ ha detto una voce dentro di me.
    Sapevo che quell’attimo era arrivato alla fine. ‘Decidi’. Fingere o cambiare il mio destino? ‘Decidi’. La mente o il cuore? ‘Decidi’. ‘Buttami le braccia al collo’, ho risposto. Ecco, Hilal, così è cominciata la nostra storia”.
    “Oh, Johnny! Mai decisione è stata più giusta”.
    “Non ne sono affatto sicuro”.
    “Johnny! Che dici? Vuoi distruggere l’incantesimo che hai appena creato? Vuoi pugnalarmi al cuore? Di cosa ti penti? Quali sono i tuoi dubbi?”
    “Mi hai frainteso, Hilal. Non ho dubbi sulla nostra scelta, ciò che mi tormenta e che mi fa riflettere è se la nostra è stata davvero una scelta”.
    “Cosa vuoi dire?”
    “Voglio dire, quanti dettagli mi hanno portato ad essere lì su quel ramo quella sera e le sere precedenti? Un nulla avrebbe potuto farmi decidere diversamente, avrei potuto posarmi sul rostro della rocca esattamente dalla parte opposta, come avevo fatto altre volte, oppure rifugiarmi nel campanile a riposare dopo una lunga giornata di caccia. Il mio ramo avrebbe potuto essere stato occupato da altri. Mille cose, Hilal, mille cose e il nostro destino sarebbe stato diverso. Ho la netta impressione che una volontà superiore alla nostra ci abbia voluti lì quella sera”.
    “Che significa tutto questo? Io sono passata sul tuo cielo, tu eri lì, ci siamo visti e tu hai preso la tua decisione e io la mia. Ci hai pensato a questo? Senza la possibilità di decidere non avremmo potuto disegnare i contorni dei nostri destini. Non riesco a credere ad una volontà superiore che ha già deciso tutto per me e per te. Può essere che questa volontà ci abbia portati vicini, come due figure sulla tavola degli scacchi, ma tu stesso hai detto di avere deciso dopo un disperato conflitto, istantaneo ma intenso. Che mi vuoi dire, Johnny? Se è Dio che ha deciso per noi, significa che siamo suoi schiavi, un’idea terribile”.
    “Ma allora dimmi, da dove è venuta questa mia decisione? Quali elementi avevo da pesare sulla bilancia? Da dove mi sono venuti?”
    “Un attimo, Johnny. So dove vuoi arrivare. I tuoi metri di giudizio arrivano da esperienze e da conoscenze anteriori, le quali a loro volta si basano su altre esperienze in una catena ininterrotta della quale è difficile vedere l’origine, ma tu mi hai parlato di sensazioni, adrenalina che sale lungo la spina dorsale, una visione. Questi sono stati gli elementi per la tua decisione. Una decisione del cuore, ma una tua decisione!”
    “È proprio questo che mi lascia nel dubbio. Vedi, se avessi davvero pensato, usato la ragione, potremmo forse arrivare alla conclusione che la decisione è stata mia. Ma stiamo parlando di sensazioni, emozioni, impressioni, cioè di reazioni incontrollate e incontrollabili. Non le ho provocate io coscientemente, non le ho richiamate dalla mia memoria remota, non le ho consultate come si consultano i risultati di un’esperienza precedente. Mi ha travolto una valanga davanti alla quale ogni mia ragione e ogni mia volontà non hanno potuto nulla. Da dove è venuta questa valanga? Chi l’ha messa in moto? Non io!”
    “Johnny, non so perché, ma mi stai spezzando il cuore”.
    “Non c’è motivo, Hilal. Posso formulare la stessa cosa in maniera diversa”.
    “Va bene, non mi resta che ascoltarti”.
    “Ti ho vista e mi sono arreso. Mi hai visto e ti sei arresa”.
    “Arresi a cosa? Al destino? A una decisione che qualcun altro ha preso per noi? Non mi piace, Johnny. La mia scelta è stata sofferta almeno quanto la tua, ma alla fine ho detto di sì e del mio sì sono felice e orgogliosa. È il mio sì, la mia decisione. Non voglio mettere in dubbio l’esistenza di un’entità superiore che guida i nostri passi, ma è un’entità che ci lascia liberi di decidere perché ci ama”.
    “Ormai ci muoviamo in tondo. Potrei ricominciare con la domanda: in base a quali elementi credi di poter decidere? Da dove arriva la tua coscienza? A cosa si riferisce la tua libertà?”
    “Troppo comodo, responsabile di tutta la nostra vita è solo Dio! Tutto è predestinato, tutto già deciso. Non ci sto! Io ti ho visto su quel ramo, io ti ho fatto sentire la mia voce, io ho sperato col batticuore che tu alzassi lo sguardo verso di me!”
    “E i miei occhi ti hanno vista, la mia mente è rimasta paralizzata dal panico, il mio cuore ha cominciato a battere forte…”
    “Vorrei abbracciarti, Johnny”.
    “Buttami le braccia al collo”.

    KK
    Aut hic aut nullubi

  5. #65
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Ho sentito di gente che si è autopubblicata, si è fatta promozione sui social da sola e poi è stata notata dalle case editrici grosse.
    Intanto fortunati noi che possiamo goderceli qua questi racconti
    Grazie, Magiostrina.
    Magari mi viene un'idea...
    Aut hic aut nullubi

  6. #66
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Dico sul serio, davvero.

    Sull'ultimo racconto, hanno ragione entrambi secondo me. L'incontro è dovuto al caso, ma ogni fibra del nostro essere fa parte del caso.
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Sull'ultimo racconto, hanno ragione entrambi secondo me. L'incontro è dovuto al caso, ma ogni fibra del nostro essere fa parte del caso.
    É un dilemma che mi tormenta da (quasi) sempre.
    Aut hic aut nullubi

  8. #68
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Perchè ti tormenta? Farebbe così tanta differenza?
    Io me la immagino così la questione:metti un mondo popolato di miliardi di calamite che si muovono, girano, su e giù nel tran tran quotidiano, insomma un brulicare di vita calamitosa. Ma queste calamite sono particolari, non tutti i negativi si attraggono con tutti i positivi, ogni calamita ha solo pochi poli opposti corrispondenti da poter attrarre e da cui essere attratta. Per cui tutte le calamitine continuano la loro vita gironzolando per il mondo da sole finchè non capita l'incrocio con quella di polo opposto corrispondente. Frutto del caso assolutamente, se le calamite gemelle, casualmente giuste l'una per l'altra, riescono ad incontrarsi. Ma lo sanno, lo sentono con ogni vibrazione magnetica qual è il polo opposto e gli corrono incontro perchè non potrebbero fare altrimenti.
    Va beh a volte quando non riesco a dormire, passo il tempo...
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Perchè ti tormenta? Farebbe così tanta differenza?
    Io me la immagino così la questione:metti un mondo popolato di miliardi di calamite che si muovono, girano, su e giù nel tran tran quotidiano, insomma un brulicare di vita calamitosa. Ma queste calamite sono particolari, non tutti i negativi si attraggono con tutti i positivi, ogni calamita ha solo pochi poli opposti corrispondenti da poter attrarre e da cui essere attratta. Per cui tutte le calamitine continuano la loro vita gironzolando per il mondo da sole finchè non capita l'incrocio con quella di polo opposto corrispondente. Frutto del caso assolutamente, se le calamite gemelle, casualmente giuste l'una per l'altra, riescono ad incontrarsi. Ma lo sanno, lo sentono con ogni vibrazione magnetica qual è il polo opposto e gli corrono incontro perchè non potrebbero fare altrimenti.
    Va beh a volte quando non riesco a dormire, passo il tempo...
    Suggestivo, ma non risponde appieno alla domanda: scelta o predestinazione?
    Aut hic aut nullubi

  10. #70
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    La bellezza

    „Eccomi di nuovo qui, Johnny, con mille domande e non so da quale cominciare “.
    “Comincia dalla prima”.
    “Perché Dio ha creato la bellezza?”
    “Perché ti ricordi di Lui”.
    “Cioè, devo pensare che tutto ciò che è bello è stato creato da Dio?”
    “Non volevo dire questo. In realtà non devi pensare, devi solo ricordare”.
    “Spiegati Johnny”.
    “Allora dimmi, quando hai detto bellezza, cosa intendevi esattamente? Qual è il tuo riferimento? Cos’è la bellezza?”
    “Ma la bellezza è tutto ciò che procura piacere alla vista, all’udito o più in generale ai nostri sensi. Ad esempio il viso di una donna, una passeggiata nel bosco, un pomeriggio al mare, una corsa sotto la pioggia, un chiaro di luna, Beethoven, Chopin, un affresco di Raffaello, Giotto, Leonardo, un sonetto di Dante, Shakespeare, Saffo. Tutti questi sono esempi di bellezza”.
    “E perché la bellezza è per te un motivo per domandare? Cosa c’è che non va in tutto questo?”
    “Ecco, Johnny, tutto questo è motivo di gioia, non c’è dubbio, ma poi mi assale un pensiero”.
    “E cioè?”
    “Cioè, mentre aumenta la nostra capacità di apprezzare il bello, aumenta anche la consapevolezza che tutto questo non è che un soffio, un attimo effimero che non possiamo più ripetere né tanto meno fermare. Allo stesso tempo, più siamo consapevoli della nostra caducità e più la bellezza del creato, dell’arte, della musica, dell’amore ci sovrasta in una spirale di causa ed effetto sempre più veloce, sempre più intensa. E non è finita qui…”
    “Continua pure, non ho intenzione di interromperti”.
    “Ecco, ciò che poi succede è ancora più assurdo. Ogni volta che la bellezza apre il mio cuore, mi rendo conto di vivere un momento effimero, come ho già detto, irripetibile, destinato a finire e all’improvviso mi rendo conto che tutto l’insieme di impressioni sperimentate in questa vita finirà con me senza proroghe né eredità per il semplice fatto che io non ci sarò più. È a questo punto che iniziano i miei problemi, Johnny. Paradossalmente la bellezza mi entusiasma e mi affascina, ma la gioia, l’entusiasmo, il fascino, sono accompagnati da un velo di tristezza e di malinconia. Vedo la mia nave attraccata al molo in attesa e so che quando salirò a bordo, tutto questo finirà. Per sempre”.
    “Ti stai autocommiserando o vuoi lamentarti con Dio?”
    “Non lo so Johnny, vorrei una risposta che possa soddisfare la mia mente e le mie aspettative ora e non nell’aldilà. Nessuna dottrina, dogma, teoria, fede. Vorrei vedere la Verità con i miei occhi. Adesso”.
    “Ti ho risposto all’inizio della nostra conversazione, ma non hai riflettuto abbastanza”.
    “Hai detto che Dio ha creato la bellezza perché ci ricordiamo di Lui, ma anche questa è dottrina che presuppone la fede in un Dio creatore”.
    “Sei lanciato in corsa e non vuoi riflettere”.
    “Aspetto un tuo chiarimento”.
    “Hai parlato di momenti della tua vita che hai definito come occasioni nelle quali hai riconosciuto la bellezza”.
    “Sì, ti ho fatto molti esempi”.
    “Ebbene, cosa hai provato esattamente in quei momenti?”
    “Non posso nasconderlo, alcuni di questi momenti scatenano in me una forte emozione, altri sono l’appagamento di una conoscenza intellettuale che vede in un’opera d’arte il compimento di regole e metafore perfette”.
    “Hai toccato due punti essenziali, ma non andrei così lontano”.
    “Dimmi”.
    “La corsa sotto la pioggia, il pomeriggio al mare, la passeggiata nel bosco, accendono un’emozione spontanea, risvegliano uno stato di benessere che era sopito in te e aspettava l’occasione di manifestarsi. Possiamo dire così?”
    “Infatti, è proprio ciò che provo in questi momenti”.
    “Potremmo anche descriverlo come il ricordo di una felicità che aspettava un catalizzatore per potersi manifestare liberamente?”
    “È cosi, Johnny, continua”.
    “La pioggia, il mare, il bosco sono catalizzatori ma la felicità la conoscevi già, dovevi solo richiamarla alla memoria. Prova a riflettere, la pioggia non ha nulla in sé. È una benedizione per chi vive ai margini del deserto ma una calamità se hai costruito la tua abitazione in riva al fiume. Il mare è la gioia di chi cerca un momento di svago, ma è la tomba di molti costretti a trarne il proprio sostentamento. Il bosco è rifugio di innumerevoli esseri viventi e una trappola per l’incauto. Quindi, se la bellezza non è nelle cose in sé, chiediti da dove viene il tuo giudizio, la tua emozione, la tua gioia. Abbiamo convenuto che questi erano già in te e la domanda di chi ce li ha messi, mi sembra più interessante di cosa li può richiamare alla memoria”.
    “Si, Johnny, ma la risposta è di nuovo un atto di fede o una speculazione filosofica”.
    “L’atto di fede e la speculazione filosofica sono possibili risposte, ma non le uniche”.
    “E quali risposte ci sono al di fuori di queste?”
    “Se è la bellezza assoluta il motivo della tua domanda, cerca la risposta nella sua origine, nella sua essenza e quando non la troverai né nelle cose, né nelle tue conoscenze, ti ricorderai di averla sempre avuta a tua disposizione senza per questo possederla o averla creata con la tua volontà o con il tuo intelletto. La bellezza, indefinita, universale, senza riferimenti alcuni è sempre stata lì, dall’eternità e l’hai sempre potuta riconoscere, anche da bambino quando non sapevi nulla di ottave, quinte e quarte, di prospettive o di endecasillabi. Ricordarti della bellezza in questo modo, è ricordarti della sua natura eterna e ricordarti dell’eternità è ricordarti di Dio. Per questo i saggi dicono che la bellezza appartiene a Dio. Cerca la bellezza e troverai Dio”.
    “… e quando i saggi dicono che Dio è amore…”
    “Esatto. Cerca l’amore in questo modo e troverai Dio”.

    KK
    Aut hic aut nullubi

  11. #71
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    Ciao, crepuscolo. Mi risulta difficile commentare le tue parole.
    Grazie dell'attenzione ai miei racconti.
    In effetti sono stato io a commentare le tue.

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