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Risultati da 16 a 25 di 25

Discussione: Oscar 2019

  1. #16
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    "A Quiet Place" di John Krasinski (fa un po di tutto: produttore, attore anche di televisione, doppiatore e appunto regista). La terra è ormai occupata da alieni animaleschi e la vita di una famiglia che vive in campagna è scandita dal pericolo di incontrarli, al punto che non possono nemmeno parlare in quanto le onde elettromagnetiche causate dalle voci o da qualsiasi altro rumore li attraggono. Dico immediatamente che non è il mio genere preferito, che il film sembra abbia qualche buco e salto di sceneggiatura; ha però il pregio di tenerti attaccato alla sedia. Aspettavo il finale, anche per giudicare complessivamente il film - anche se non si dovrebbe, per vedere se era scontato o un classico luogo comune di film di questo genere. Invece devo dire che mi ha sorpreso positivamente.
    Il film ha una candidatura per il miglior montaggio sonoro.
    A Quiet place **

  2. #17
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    "Cold War" di Pawel Pawilkowski (un Oscar con "Ida" nel 2015). Dopoguerra in Polonia, un musicista sta costituendo una compagnia musicale e durante le selezioni dei cantanti scopre Zula, una ragazza di origine russa dalle ottime qualità vocali. I due si innamorano e avviano il loro sodalizio che li porta a suonare e a litigare per mezza Europa. Bellissima la regia di Pawilkowski, addirittura magnifica la fotografia di Lukasz Zal, probabilmente la migliore del lotto tra i candidati per la statuetta corrispondente, per non parlare poi di Joanna Kulig che impersona Zula. Dove invece il film non mi convince è nella trama; 90 minuti per raccontare 15 anni di storia dei protagonisti sono pochi e il regista sembra più interessato a creare dei quadretti, delle situazioni, sicuramente efficaci come si può vedere attraverso le clips presenti su youtube, senza però realmente mai approfondire le tematiche accennate durante tutto il film. Rimane un dei più interessanti film visti ultimamente. E' candidato a tre Oscar: Regia, Fotografia e Film straniero.
    Cold War ***

  3. #18
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    Ultimi due film di un certo peso tra le candidature.

    "At Eternity's Gate" di Julian Schnabel è sulle ultime drammatiche fasi della vita di Van Gogh, trasferitosi da Parigi nel sud della Francia dove viene in pratica mantenuto dal fratello in un contesto che lo osteggia e lo considera pazzo, ma dove riesce comunque a disegnare i suoi ultimi immensi capolavori. Inutile dire che il film è tutto incentrato sulla maschera e sulle impressioni, naturalmente, di Willem Dafoe, grandissimo attore un po' dimenticato ultimamente. Protagonista a parte, film ce n'è poco, rimane Van Gogh/Dafoe e suoi quadri.
    At Eternity's Gate **

    "Un affare di famiglia" "Manbiki kazoku" in giapponese, "Shoplifters" in inglese, di Kore'eda Hirokazu, Palma d'Oro a Cannes 2018 come miglior film. Uno crede che in Giappone, paese ultra moderno e tecnologico, non esista la miseria poi vede questa pellicola e si deve ricredere. In una famiglia che vive in una sorta di catapecchia circondata da palazzi, il capofamiglia non può lavorare per un incidente sul lavoro, i soldi che racimola la moglie con il suo e quelli della pensione della madre non sono sufficienti per sostenere la baracca per cui decide di compiere piccoli furti nei negozi, accompagnato dal figliolo. Ritornando a casa da uno di questi furti, siamo proprio all'inizio del film, notano una bambina affacciata malgrado il gelo a una veranda di un'altra catapecchia simile alla loro, che cerca di non ascoltare i litigi dei genitori. Non ci pensano due volte e il capofamiglia decide di portarsela con se, malgrado le citate difficoltà economiche. Il tema del film è quello delle diseguaglianze che non permette a chi appartiene a una classe sociale inferiore di migliorare la propria condizione di vita, però mai sconfinando nella disperazione e anzi con la speranza che prima o poi anche per loro ci sarà il riscatto. Gran film, meritati i premi. E' candidato per il miglior film straniero (dove sappiamo non ha una speranza).
    "Shoplifters" ***
    Ultima modifica di Barrett; 16-02-2019 alle 19:54

  4. #19
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    Alla fine sei andato a vedere “Un’affare di famiglia”!

    Io non sono stata colpita tanto dalla povertà della famiglia in questione, ma dal fatto che non fosse una famiglia vera e che fosse al di fuori della legalità ma, nonostante questo, offriva ai figli tutto il calore ed affetto umano che nella famiglia reale non avrebbero avuto.
    Certo, esteticamente non si può paragonare a Roma, però solleva molte questioni interessanti.

    Di Van Gogh non posso più guardare dei film: ne ho visti alcuni, oltre alle mostre e più volte il Museo Van Gogh ad Amsterdam: credo di aver raggiunto un livello massimo di saturazione che però non riguarda i quadri.

  5. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
    Alla fine sei andato a vedere “Un’affare di famiglia”!

    Io non sono stata colpita tanto dalla povertà della famiglia in questione, ma dal fatto che non fosse una famiglia vera e che fosse al di fuori della legalità ma, nonostante questo, offriva ai figli tutto il calore ed affetto umano che nella famiglia reale non avrebbero avuto.
    Certo, esteticamente non si può paragonare a Roma, però solleva molte questioni interessanti.

    Di Van Gogh non posso più guardare dei film: ne ho visti alcuni, oltre alle mostre e più volte il Museo Van Gogh ad Amsterdam: credo di aver raggiunto un livello massimo di saturazione che però non riguarda i quadri.
    Come insegnano i grandi critici non andrebbe mai svelata l'intera trama di un film soprattutto la parte più significativa di essa. Non sono andato a vederlo perchè ormai è uscito dal circuito, ma sono riuscito a trovarlo in streaming coi sottotitoli in inglese.
    Il film su Van Gogh si dovrebbe vedere per capire cosa vuol dire saper recitare. Willem Dafoe è candidato all'Oscar insieme a Bradley Cooper quale miglior attore, ma la differenza è abissale. Talento contro prodotto dell'industria di Hollywood.

  6. #21
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    E' vero, ho spoilerato, non me ne sono nemmeno accorta...

  7. #22
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    Domenica a Los Angeles, sarà già lunedì in Italia, verrà effettuata la consegna delle statuette. Ecco come avrebbe votato il sottoscritto in una lista accorciata.

    Miglior film - Roma

    Miglior regista - Alfonso Cuaron (Roma)

    Miglior attrice protagonista - Glenn Close (The Wife)

    Miglior attore protagonista - Willem Dafoe (At Eternity's Gate)

    Miglior attrice non protagonista - Emma Stone (The Favourite)

    Miglior attore non protagonista - Richard E. Grant (Can You Ever Forgive Me?)

    Migliore sceneggiatura originale - Deborah Davis e Tony McNamara (The Favourite)

    Migliore sceneggiatura non originale - Nicole Holofcener e Jeff Whitty – (Can You Ever Forgive Me?)

    Migliore Fotografia - Łukasz Żal (Cold War)

  8. #23
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    Quindi "Green Book" miglior film dell'anno.....mi viene da ridere. Comunque, meglio di "Bohemian Rapsody" e "A Star Is Born". In ogni caso tre film hollywoodiani, nel senso di prodotti dell'industria cinematografica, che mandano avanti la baracca coi loro incassi. Se non doveva vincere un capolavoro come "Roma", ma che tra Netflix, Messico e film d'essai non era ben visto da tutti, sarebbe stato meglio vincesse "The Favourite" che è un gran film. All'anno prossimo.

  9. #24
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    Sono andata a vedere Green Book solo perché ha vinto l’Oscar: un film simpatico, molto americano, scontato anche nel finale. Concordo con Barrett: per una statuetta ci dovrebbero essere aspettative più ambiziose ed artistiche, meno elementari e commerciali.
    Tre Oscar a Roma ci stanno tutti come anche la miglior attrice protagonista a Olivia Colman per La Favorita.

    P.S. Una curiosità: la storia di Green Book è stata prevalentemente inventata dall’autista del famoso pianista:

    https://www.indiewire.com/2018/12/gr...gy-1202028687/

  10. #25
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    Il problema sta anche nelle modalità del calcolo del film vincitore. A differenza delle altre statuette, dove vince chi ha preso più voti, in quella del miglior film vince chi ha preso un numero significativo di voti in percentuale sul totale (il 50% più uno ). In definitiva viene scelto attraverso il meccanismo delle preferenze multiple. Funziona così: i film in gara sono otto e perciò ciascun giurato li deve mettere in ordine da 1 a 8. Un film vince se risulta primo con più della metà dei voti disponibili (se i giurati fossero 6.000 dovrebbe essere indicato come numero uno da almeno 3.001 di loro). Se nessuno ce la fa, allora il film che ha ricevuto meno preferenze come numero uno viene escluso. I film che erano secondi dietro quello escluso diventano così primi. A questo punto viene rifatto il calcolo e se ancora nessun film ha più della metà delle preferenze si esclude di nuovo il meno votato. Il processo continua fino a quando non emerge un vincitore. In questo modo un film che da molti giurati era stato messo al secondo posto ha la possibilità di diventare primo.

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