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Discussione: A proposito di carsimi...

  1. #136
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Citazione Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
    Continuiamo a non capirci ab ovo. Ti viene contestato proprio, e non solo da me, che esista un campo predeterminato...
    Pazza, si può dialogare con calma? qua non si tratta di parlare di un problema muovendo dagli angoli opposti dell'essere credenti o non credenti. E' proprio un sapere condiviso (da Freud a Jung a Lacan a molti altri) quello che Padre e Madre rappresentano nella psiche dei Figli. Tantissime problematiche che le persone si portano appresso tutta la vita, muovono appunto da conflitti e incomprensioni vissuti coi Padri e con le Madri in età infantile e adolescenziale. Leggi qui, per favore:

    L’archetipo paterno, tra principio di realtà e principio spirituale
    Il padre generalmente è considerato come il portatore di un ‘principio di realtà’, mentre la madre di un ‘principio di sentimento’ (per non dire solo ‘principio del piacere’ che sembra riferirsi soltanto al godimento e per nulla alla responsabilità). La madre, in linea generale, invita più del padre ad una responsabilità relativa al sentimento piuttosto che alla ragione. Il padre esorta, e a volte costringe, a considerare la realtà e quindi a seguire regole e a prendersi gli impegni. Anche la madre fa questo, ma il bambino la percepisce come più accomodante, più incline a soddisfare bisogni che presumono una minore intransigenza e una maggiore sensibilità sentimentale. Il padre è dunque più duro, ma a fin di bene, insegna che ‘la vita è dura’ – quindi, per essere affrontata necessita di una certa ‘durezza’. Il modo di ragionare del padre – poiché esorta tipicamente al ‘realismo’ – è spesso concepito come più ‘meccanico’, con ingranaggi logici piuttosto spietati, ai quali ci si deve adeguare, altrimenti la realtà, la vita non funziona… ma le cose non stanno proprio così, perché le leggi della vita non sono ‘meccaniche’… del resto il Padre archetipico’ lo sa, ed è quindi anche portatore di un ‘principio spirituale’, di un’apertura verso la trascendenza, per un essere nella vita che è nella realtà, ma anche ‘oltre la realtà’.
    Il SI’ e il NO del padre
    Mentre nell’immagine materna il modo prevalente di proporre l’esperienza relazionale ai figli è il ‘sì, o il ‘forse’, o ‘ci accordiamo’, ‘adesso no’, oppure ‘non si può’, insomma la madre è considerata come più accomodante, più disponibile a sopportare i capricci. Il ‘No’ della madre viene sentito come più ‘rivedibile’ e meno ‘legittimo’ rispetto a quello del padre. Non tanto perché una madre sia effettivamente più debole del padre come persona, ma perché il materno è stato assimilato sin dal periodo dell’allattamento come un oggetto che nutre senza nulla dover dare, e quindi inconsciamente viene considerato prevalentemente in tal senso, come una fonte di ‘amore incondizionato. Nell’immagine paterna, invece l’amore appare come ‘condizionato’ e quindi sottoposto a regole, che devono risultare chiare e poco accomodabili. Perciò nella relazione con il padre bisogna accettare che esiste il ‘Sì’ ma anche il ‘No’, e quando ‘è No’, non sempre è giusto o è possibile spiegare il perché. Certamente un padre deve anche spiegare le ragioni del suo NO, ma fino ad un certo punto, cioè non fino allo sfinimento provocato dall’accettazione dei capricci ricattatori del figlio. Del resto, il figlio non sempre è in grado di comprendere e di accettare la spiegazione. Perciò un padre deve spesso assumersi la responsabilità che è ‘No perché è No e basta!’. Anche questo può apparire meccanico, rigido, ma ha un suo senso formativo e spirituale, in quanto incute timore e rispetto verso un’autorità che guida, che si assume la responsabilità di nutrire e di proteggere. Inoltre incute il desiderio di maturare per poter oltrepassare il limite posto dal padre, e quindi per poter riuscire a decidere autonomamente. Ovviamente, il padre deve saper equilibrare coerentemente il No e il Sì, entro una relazione d’amore che i figli possono percepire nel cuore e nella mente. Inoltre, se occorre, prima di dire: ‘Si’ o No’, il padre ha diritto di prendersi del tempo per ‘pensarci bene’; i figli devono comprendere che il padre è uno che alle cose ci pensa a fondo, ed è per questo che in certi momenti può permettersi anche di agire d’impulso.

    Va subito chiarito che qui parliamo di funzioni e configurazioni archetipiche della paternità, le quali possono essere espresse anche dalla madre. In tal senso: una funzione e una configurazione archetipica paterna può riscontrarsi anche dentro una donna, così come una funzione e una configurazione archetipica materna può riscontrarsi in un uomo. Del resto donne e uomini, spesso sono entrambi chiamati ad esercitare sia funzioni paterne e sia funzioni materne. Addirittura in certi casi – oggi piuttosto comuni – e’ la madre che fa il padre e viceversa! Più comunemente c’è un mix o un’alternanza della funzione paterna e di quella materna tra padre e madre. Ricordo che questa è una riflessione ‘archetipica’ sul padre al fine di poter interpretare certe funzionalità e certe disfunzionalità della figura del padre e dei ruoli genitoriali.

    http://www.albedoimagination.com/201...i-sul-padre-2/

    Mi sembra abbastanza chiaro, no?
    Spero di rileggerti martedì mattina. Ciao!
    Ultima modifica di conogelato; 08-03-2019 alle 03:08
    amate i vostri nemici

  2. #137
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Ma me lo chiedi, Barbara? Davvero è una domanda da fare?
    1° Quando c'è violenza, chi la usa passa AUTOMATICAMENTE dalla parte del torto. Anche in presenza di una ragione evidente (cavolo, ma leggete a sprazzi? Qua e là? L'avrò detto trecentoquindici volte!!!). Il Marito che, privato del suo carisma e della sua autorità, ricorre extrema ratio alla violenza, non potrà mai essere credibile agli occhi dei suoi figli. Mai! Anzi, spesso ottiene l'effetto contrario.

    2° Non esiste Nahui "la linea educativa paterna". Esiste LA LINEA EDUCATIVA CONDIVISA. Per giungere alla quale, i coniugi dialogano fra loro, discutono e, se occorre, litigano pure. Ma non c'è niente di più deleterio, credimi, di più sconfortante per i figli se babbo dice una cosa e mamma un'altra. Ciò genera in loro solo frustrazione, confusione e sofferenza psicologica.
    Ti ripropongo il post dato che sei corto di memoria.
    Hai parlato di " ragione evidente" e dopo di padre privato di carisma e dell'autorità. Dobbiamo quindi ritenere una diretta conseguenza e come giusto motivo, l'associazione di voler fare violenza al fatto di avere una donna che dice la sua e contesta qualcosa?
    I sentimenti sono una cosa, si può provare odio, rabbia per svariati motivi, diciamo che è normale. Però c'è anche chi mena o ammazza per un parcheggio. Ma è un'"evidente ragione"? Possiamo affibbiare una qualche giustezza?
    Qui viene dipinto il maschio come un poveretto insicuro, che per stare bene, deve cassare l'altro, fare come i bambini quando giocano e non vincono, che si arrabbiano magari col genitore perché non doveva giocare così.
    È questo che dipingi, un essere che impone e limita per esistere, altrimenti crolla.
    E se insegni quello di cui hai parlato fino ad adesso, è ovvio che l'idea di invasione e privazione può provocare moti di rabbia e forse la sua manifestazione.
    È quel binomio, "evidente ragione", che stona, che fa pensar male, che dice che è giusto provare quella rabbia, quella,voglia di violenza verso la donna, la compagna per quel motivo..
    Dici che è sbagliata la violenza, ma già crei un alibi e accendi la miccia verso chi dovrebbe stare al suo posto secondo la tua morale. In vari casi arriva però all'esplosivo.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  3. #138
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Subalternità morale della Donna? Mi arrendo. Questo è troppo. Linkami anche te dove mai porterei avanti un'amenità del genere.
    lo fai qui, esattamente tre post più avanti, qualche minuto prima:

    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    L'autorità compete all'Uomo. Ribadisco: L'autorità, non l'autoritarismo. Se in una Famiglia a dettare le regole è invece la Donna, già si forma una stortura in partenza.
    ora, qui i casi sono due: o sei un idiota totale, nel senso che non capisci il senso di quello che scrivi, oppure - come ipotizza nahui - ti diverti a provocare in modo consapevole;
    "autorità" vuol dire esattamente gerarchia, disparità, subalternità dei soggetti che vi sono sottoposti; da militare obbedivi all'autorità del capitano comandante di compagnia, oppure se lui ti dava un ordine tu glielo contestavi e lui abbozzava ? il caporale cono non vuole stare di guardia ? bene, allora vada pure in libera uscita...

    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Qua appena qualcuno osa parlare di Armonia e di Complementarietà, si alzano subito gli scudi a difesa. Ma difesa di che? Se ognuno rispetta la peculiarità dell'Altro...il talento dell'altro...il carisma..le caratteristiche dell'Altro...cosa c'è da difendere?
    a parte il fatto che quella condizione carismatica innata che pretendi, non si evince da nulla; è solo un dato di potere, come lo era l'esercizio dell'autorità dell'aristocratico sul servo; si fa una rivoluzione e il carisma del padrone è finito; c'è da difendere la dignità della persona che quella tua nozione di genere, sessista, di carisma calpesta:

    secondo quel tuo principio, un qualsiasi marito che va a trans o prostitute minorenni, che trasgredisce leggi o sia semplicemente un poco di buono, pusillanime, stupido o idiota, dovrebbe essere titolato all'esercizio dell'autorità più di una qualsiasi donna intelligente, responsabile, nell'educare e indirizzare i figli; perché questo significa la tua postulazione per categorie di genere;

    Se annacquiamo sempre tutto nell'indistinto, nel grigio, nell'appiattimento, nel tutto uguale, nella pura e semplice rivendicazione del diritto alla parità (che nessuno contesta)
    ma come nessuno contesta ? lo fai puntualmente ad ogni post, rivendicando la posizione d'autorità dell'uomo ! più contestazione della parità di questa, cosa dovremmo leggere ???
    poi i risultati non possono essere che quelli evidenziati dalla Realtà: Società divisa, frammentata, violenta. Nei modi e nei linguaggi.
    eh, te ne devi fare una ragione; se non vuoi il conflitto, piegati tu al volere altrui; altrimenti prendi atto del dissenso sui valori, i carismi e quant'altro e decidi se mettere a rischio la libertà di perseguire i tuoi, che ora ti è garantita, per cercare di mettere in discussione l'altrui autodeterminazione con questa aggressione nei confronti della soggettività femminile, che poni come subalterna;
    scelta tua; ma non ti meravigliare delle risposte, perché qui ti ho dimostrato - a partire dalle tue stesse postulazioni - che asserisci un'inferiorità di attitudine alla moralità della donna in quanto tale, attribuendo all'uomo il carisma dell'autorità;

    Recalcati: Si, esattamente. Il padre-testimone (il massimo che oggi tale figura può pretendere di essere) diventa poi inevitabilmente un padre capace di insegnare Vita. Insegnarla con quell'Autorità che ha smarrito.
    no; Recalcati esclude precisamente proprio quella nozione di autorità che pretendi di attribuirgli.
    c' del lardo in Garfagnana

  4. #139
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Uomo e Donna sono diversi! D I V E R S I !
    Sono 2 universi paralleli: Ma profondamente diversi fra loro. Hanno tendenze, propensioni, caratteristiche, carismi e talenti diversi. Di pari importanza, Dark. Di pari dignità, ma diversi. Se appare, se viene resa manifesta tale diversità, si forma nella Famiglia quell'alchimia capace di mettere in moto comportamenti virtuosi e fruttuosi. L'autorità compete all'Uomo. Ribadisco: L'autorità, non l'autoritarismo. Se in una Famiglia a dettare le regole è invece la Donna, già si forma una stortura in partenza. Sia nei Figli che nel Marito.
    Non perde niente, la Madre, se lascia che sia il Coniuge a dettarle. Visto che son frutto di un dialogo precedente.
    Una serie di assurdità tutte insieme.
    Uomo e donna sono diversi come sono diverse due donne o come sono diverse due uomini. Le attitudini non sono maschili o femminili, sono individuali e basta.
    E da nessuna parte sta scritto che a dettare le regole debba essere l'uomo. Ma dai, sii serio. Solo nel tuo mondo.
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    Ci sono novit�, ci sono notti che per niente al mondo perderei... e la curiosit�, e quello che ci porter�...

  5. #140
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    In soggetti deboli, purtroppo, che difficilmente sanno padroneggiare le situazioni di conflitto, è avvertita quella nefanda e terribile soluzione. E' chiaro che va condannata. E' chiaro che riduce soltanto la persona a bestia e non risolve un bel niente. Ma subito dopo la condanna, è necessario scandagliarne le cause. Capire da cosa muova questa incredibile recrudescenza di delitti.
    Quando leggo queste cose mi vengono i brividi.
    La causa? Che voi uomini non siete in grado di accettare che le donne sono cambiate e che non sottostanno più alle regole assurde degli uomini. Le donne hanno finalmente capito che le regole non le dettano gli uomini. Che poi la violenza contro le donne c'è sempre stata, solo che prima passava sotto silenzio. OGgi finalmente se ne parla.
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  6. #141
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Oddio però una specie di filo conduttore nelle attitudini maschili e femminili c'è senza dubbio. Caratteristiche che si ritrovano più o meno con la stessa intensità/preponderanza in tutti gli esemplari maschi o femmine.
    Tipo la migliore attitudine alla comunicazione della donna e quella all'orientamento dell'uomo.
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  7. #142
    La capacita di comunicazione della donna è paragonabile ad un martello pneumatico perennemente in funzione'.


    A proposito, auguri.
    Ultima modifica di bumble-bee; 08-03-2019 alle 13:36
    Bambol utente of the decade

  8. #143
    Opinionista L'avatar di follemente
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    Citazione Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
    La capacita di comunicazione della donna è paragonabile ad un martello pneumatico perennemente in funzione'.


    A proposito, auguri.
    Grazie, Bumble!

  9. #144
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Citazione Originariamente Scritto da bumble-bee Visualizza Messaggio
    La capacita di comunicazione della donna è paragonabile ad un martello pneumatico perennemente in funzione'.


    A proposito, auguri.
    In realtà esiste la modalità martello battente (quella che non sputa mai ) e la modalità goccia nella pietra (quella che fa più riprese, come i pugili)

    Grazie degli auguri
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  10. #145
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Oddio però una specie di filo conduttore nelle attitudini maschili e femminili c'è senza dubbio. Caratteristiche che si ritrovano più o meno con la stessa intensità/preponderanza in tutti gli esemplari maschi o femmine.
    Tipo la migliore attitudine alla comunicazione della donna e quella all'orientamento dell'uomo.
    beh, semmai, in una società che dispone di bussole e navigatori satellitari, una comunicazione più efficace dovrebbe - come criterio funzionale - premiare la leadership femminile

    ma il postulato di Cono sostiene un'attitudine morale maschile - che si sostanzia nell'educazione, la guida, regole, comportamenti - che implica la gerarchia; vale a dire: qualsiasi uomo, per il fatto di essere tale, per un carisma di genere, dovrebbe disporre dell'autorità, educare i tuoi figli all'ambito della moralità, e tu non dovresti invadere questo, che è il suo campo; anche se quell'uomo si è dimostrato un idiota, un pusillanime, un depravato o criminale, solo perché ha il bacchiolo;

    se quello è un delinquente o cocainomane, non lo devi contraddire, perché poi i figli vanno in confusione; e se ti picchia sbaglia, ma è perché tu gli invadi il campo dell'autorità, o addirittura minacci di lasciarlo
    con l'arrière pensée oramai chiara, per cui lui vorrebbe abrogare il divorzio, inammissibile eccesso, totem della libertà individuale; la gente divorzia alla prima difficoltà, come Corona e Belen...
    c' del lardo in Garfagnana

  11. #146
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    beh, semmai, in una società che dispone di bussole e navigatori satellitari, una comunicazione più efficace dovrebbe - come criterio funzionale - premiare la leadership femminile

    ma il postulato di Cono sostiene un'attitudine morale maschile - che si sostanzia nell'educazione, la guida, regole, comportamenti - che implica la gerarchia; vale a dire: qualsiasi uomo, per il fatto di essere tale, per un carisma di genere, dovrebbe disporre dell'autorità, educare i tuoi figli all'ambito della moralità, e tu non dovresti invadere questo, che è il suo campo; anche se quell'uomo si è dimostrato un idiota, un pusillanime, un depravato o criminale, solo perché ha il bacchiolo;

    se quello è un delinquente o cocainomane, non lo devi contraddire, perché poi i figli vanno in confusione; e se ti picchia sbaglia, ma è perché tu gli invadi il campo dell'autorità, o addirittura minacci di lasciarlo
    con l'arrière pensée oramai chiara, per cui lui vorrebbe abrogare il divorzio, inammissibile eccesso, totem della libertà individuale; la gente divorzia alla prima difficoltà, come Corona e Belen...
    Che gli uomini fanno casino coi nuovi mezzi di comunicazione è vero, ma non dipende dal mezzo tecnologico, una certa attitudine a non distinguere bene il momento giusto da quello sbagliato ce l'hanno a prescindere.
    Il resto ovviamente è una roba da Medioevo, l'autorità dell'uomo si è sempre basata sui muscoli e oggi che non servono più e l'autorevolezza tocca guadagnarsela diversamente, l'uomo non ci capisce una mazza e va in agitazione.
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

  12. #147
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Che gli uomini fanno casino coi nuovi mezzi di comunicazione è vero, ma non dipende dal mezzo tecnologico, una certa attitudine a non distinguere bene il momento giusto da quello sbagliato ce l'hanno a prescindere.
    in termini di biologia, e quindi di eventuale innatismo, ci sono differenze di conformazione e funzionalità cerebrale, capacità linguistiche; anche se - come per ogni differenza di questo tipo - è difficile stabilirne il peso, viste le altre variabili che incidono;
    Il resto ovviamente è una roba da Medioevo, l'autorità dell'uomo si è sempre basata sui muscoli e oggi che non servono più e l'autorevolezza tocca guadagnarsela diversamente
    tanto ovvio non è: quando vai a vedere il sistema di valori sociali e la realtà di certe sperequazioni; tanto per fare un esempio, una norma come quella del decreto Pillon, sulla mediazione obbligatoria ed onerosa in caso di divorzio, sarebbe apparentemente neutrale; il pratica, vista la sperequazione economica, soprattutto nei ceti popolari, di fatto sperequa il diritto tra ceti agiati e no, e all'interno della coppia tra percettori di reddito e no, dove in quest'ultima posizione figurano più spesso le donne;
    magari tu avresti potuto pagare lo stesso 5mila euro di mediazione e poi divorziare lo stesso; ma in una famiglia che vive in ristrettezze la stessa prospettiva di aprire una mediazione come prodromo di un iter di divorzio cionca le gambe in partenza, come un mega-ticket sulla salute sentimentale.
    c' del lardo in Garfagnana

  13. #148
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Pazza, si può dialogare con calma? qua non si tratta di parlare di un problema muovendo dagli angoli opposti dell'essere credenti o non credenti. E' proprio un sapere condiviso (da Freud a Jung a Lacan a molti altri) quello che Padre e Madre rappresentano nella psiche dei Figli. Tantissime problematiche che le persone si portano appresso tutta la vita, muovono appunto da conflitti e incomprensioni vissuti coi Padri e con le Madri in età infantile e adolescenziale. Leggi qui, per favore:

    L’archetipo paterno, tra principio di realtà e principio spirituale
    Il padre generalmente è considerato come il portatore di un ‘principio di realtà’, mentre la madre di un ‘principio di sentimento’ (per non dire solo ‘principio del piacere’ che sembra riferirsi soltanto al godimento e per nulla alla responsabilità). La madre, in linea generale, invita più del padre ad una responsabilità relativa al sentimento piuttosto che alla ragione. Il padre esorta, e a volte costringe, a considerare la realtà e quindi a seguire regole e a prendersi gli impegni. Anche la madre fa questo, ma il bambino la percepisce come più accomodante, più incline a soddisfare bisogni che presumono una minore intransigenza e una maggiore sensibilità sentimentale. Il padre è dunque più duro, ma a fin di bene, insegna che ‘la vita è dura’ – quindi, per essere affrontata necessita di una certa ‘durezza’. Il modo di ragionare del padre – poiché esorta tipicamente al ‘realismo’ – è spesso concepito come più ‘meccanico’, con ingranaggi logici piuttosto spietati, ai quali ci si deve adeguare, altrimenti la realtà, la vita non funziona… ma le cose non stanno proprio così, perché le leggi della vita non sono ‘meccaniche’… del resto il Padre archetipico’ lo sa, ed è quindi anche portatore di un ‘principio spirituale’, di un’apertura verso la trascendenza, per un essere nella vita che è nella realtà, ma anche ‘oltre la realtà’.
    Il SI’ e il NO del padre
    Mentre nell’immagine materna il modo prevalente di proporre l’esperienza relazionale ai figli è il ‘sì, o il ‘forse’, o ‘ci accordiamo’, ‘adesso no’, oppure ‘non si può’, insomma la madre è considerata come più accomodante, più disponibile a sopportare i capricci. Il ‘No’ della madre viene sentito come più ‘rivedibile’ e meno ‘legittimo’ rispetto a quello del padre. Non tanto perché una madre sia effettivamente più debole del padre come persona, ma perché il materno è stato assimilato sin dal periodo dell’allattamento come un oggetto che nutre senza nulla dover dare, e quindi inconsciamente viene considerato prevalentemente in tal senso, come una fonte di ‘amore incondizionato. Nell’immagine paterna, invece l’amore appare come ‘condizionato’ e quindi sottoposto a regole, che devono risultare chiare e poco accomodabili. Perciò nella relazione con il padre bisogna accettare che esiste il ‘Sì’ ma anche il ‘No’, e quando ‘è No’, non sempre è giusto o è possibile spiegare il perché. Certamente un padre deve anche spiegare le ragioni del suo NO, ma fino ad un certo punto, cioè non fino allo sfinimento provocato dall’accettazione dei capricci ricattatori del figlio. Del resto, il figlio non sempre è in grado di comprendere e di accettare la spiegazione. Perciò un padre deve spesso assumersi la responsabilità che è ‘No perché è No e basta!’. Anche questo può apparire meccanico, rigido, ma ha un suo senso formativo e spirituale, in quanto incute timore e rispetto verso un’autorità che guida, che si assume la responsabilità di nutrire e di proteggere. Inoltre incute il desiderio di maturare per poter oltrepassare il limite posto dal padre, e quindi per poter riuscire a decidere autonomamente. Ovviamente, il padre deve saper equilibrare coerentemente il No e il Sì, entro una relazione d’amore che i figli possono percepire nel cuore e nella mente. Inoltre, se occorre, prima di dire: ‘Si’ o No’, il padre ha diritto di prendersi del tempo per ‘pensarci bene’; i figli devono comprendere che il padre è uno che alle cose ci pensa a fondo, ed è per questo che in certi momenti può permettersi anche di agire d’impulso.

    Va subito chiarito che qui parliamo di funzioni e configurazioni archetipiche della paternità, le quali possono essere espresse anche dalla madre. In tal senso: una funzione e una configurazione archetipica paterna può riscontrarsi anche dentro una donna, così come una funzione e una configurazione archetipica materna può riscontrarsi in un uomo. Del resto donne e uomini, spesso sono entrambi chiamati ad esercitare sia funzioni paterne e sia funzioni materne. Addirittura in certi casi – oggi piuttosto comuni – e’ la madre che fa il padre e viceversa! Più comunemente c’è un mix o un’alternanza della funzione paterna e di quella materna tra padre e madre. Ricordo che questa è una riflessione ‘archetipica’ sul padre al fine di poter interpretare certe funzionalità e certe disfunzionalità della figura del padre e dei ruoli genitoriali.

    http://www.albedoimagination.com/201...i-sul-padre-2/

    Mi sembra abbastanza chiaro, no?
    Spero di rileggerti martedì mattina. Ciao!
    Tutto quello per dire: "O ninì, se non stai bono el digo a papà"

    Ps. scusa il dialetto infantile, ma quando l'ho imparato ero piccolo.

  14. #149
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    Citazione Originariamente Scritto da Magiostrina Visualizza Messaggio
    Oddio però una specie di filo conduttore nelle attitudini maschili e femminili c'è senza dubbio. Caratteristiche che si ritrovano più o meno con la stessa intensità/preponderanza in tutti gli esemplari maschi o femmine.
    Tipo la migliore attitudine alla comunicazione della donna e quella all'orientamento dell'uomo.
    Io penso che sia necessario tornare indietro fino all'età della pietra ed oltre, in questo la Bibbia ci comunica molti usi e costumi, sia agricoli che di allevamento, quando il nomadismo umano dietro gli animali per cacciarli volgeva al termine e cominciava a nascere la divisione dei compiti. Si riscontra anche nei libri di Omero come funzionava il mondo civile e del commercio, il mondo delle miniere. In guerra combattevano quasi sempre gli uomini e qualche devota alla dea Diana e alle donne era riservato il compito del mangiare e dei figli piccoli.
    Oggi la forza distruttiva e resistente dell'uomo si è per fortuna spostata al ripensamento di eventuali danni irreparabili, con cadute globali; molte nazioni vivono in pace, e proprio qui continua a svilupparsi la democrazia estesa a tutti, anche le donne, in quanto votanti.con ricaduta generae di sentimenti, come era stato fatto notare sopra.
    Per quanto riguarda i maniaci,è vero che ci sono sempre stati ma i casi sono in aumento; bisognerenbbe pubblicizzare di più tipo : " meglio una bella sega che una brutta figura di impotenza mentale", con inasprimento delle pene in quanto chi lo fa sa che va incontro a tale pena. Così ci pensa, non dico sopra, ma di fianco.
    Che poi i preti od i preti al quadrato dicono cose del genere io credo sia, come dovrebbe succedere alla maggior parte del clero, da ricovero immediato, per pericolo di turbativa d'"asta"

    Io sono per la parità dei diritti ma anche per la parità dei doveri.
    Ho visto molti più uomini distrutti che donne; come leccano certi uomini, una donna non saprebbe farlo mai. Addirittura funzionari e dirigenti che abbaiano o miagolano come cagnolini e gattini, essere pecora è un lusso, eternamente al guinzaglio; nella loro mente la parola libertà non esiste. Le donne raramente lo fanno, non si prostituiscono a tal punto come fa l'altro genere, di cui spesso mi vergognavo e mi vergogno di appartenerci.
    La delicatezza esiste solo per interesse, non è pura in certi uomini.
    Ultima modifica di crepuscolo; 09-03-2019 alle 15:43

  15. #150
    Chiamatemi Margherita L'avatar di Magiostrina
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    in termini di biologia, e quindi di eventuale innatismo, ci sono differenze di conformazione e funzionalità cerebrale, capacità linguistiche; anche se - come per ogni differenza di questo tipo - è difficile stabilirne il peso, viste le altre variabili che incidono;
    Basta osservare i bimbi molto piccoli per accorgersi che ci sono delle differenze innate. Io cmq ho sempre pensato che le differenze fra uomo e donna si compensino reciprocamente. La natura ci ha dotato di caratteristiche che da sole non bastano per la sopravvivenza e abbiamo bisogno dell'altro per essere pienamente efficienti. Certo oggi, nella società moderna, gli effetti di questi differenze vengono un po' annullati e si ha l'illusione di poter essere autosufficienti, ecco perchè la famiglia, cioè la prima forma di squadra, è in crisi e in disfacimento.

    tanto ovvio non è: quando vai a vedere il sistema di valori sociali e la realtà di certe sperequazioni; tanto per fare un esempio, una norma come quella del decreto Pillon, sulla mediazione obbligatoria ed onerosa in caso di divorzio, sarebbe apparentemente neutrale; il pratica, vista la sperequazione economica, soprattutto nei ceti popolari, di fatto sperequa il diritto tra ceti agiati e no, e all'interno della coppia tra percettori di reddito e no, dove in quest'ultima posizione figurano più spesso le donne;
    magari tu avresti potuto pagare lo stesso 5mila euro di mediazione e poi divorziare lo stesso; ma in una famiglia che vive in ristrettezze la stessa prospettiva di aprire una mediazione come prodromo di un iter di divorzio cionca le gambe in partenza, come un mega-ticket sulla salute sentimentale.
    Non ho ben capito il nesso con il discorso sulla presunta attitudine maschile al ruolo di guida, cmq l'idea della mediazione in linea di principio non è sbagliata, basta però che non venga fatta dagli avvocati.
    Sono convinta che gli avvocati abbiano una parte di responsabilità nei casi di separazioni sofferte e contese perchè purtroppo fomentano l'animo già esacerbato delle singole parti. La mediazione potrebbe aiutare a comporre la controversia fra i coniugi in modo che quando si arriva dall'avvocato rimanga solo da scrivere il contratto. Per la questione economica, se gli avvocati non dovranno più improvvisarsi mediatori come accade ora (con risultati disastrosi) la loro parcella necessariamente diminuirà e quei soldi potranno essere usati per un vero mediatore. Se i coniugi sono in accordo sulla separazione, già ora è possibile usare lo stesso avvocato per entrambi, abbattendo tempi e costi.
    Cmq il decreto Pillon non deve passare!
    Non si ha fiducia negli altri perché essi se la meritano, ma perché merita di averla colui che la prova.

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