Risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Translatio

  1. #1
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    Translatio

    C’è chi si libera degli oggetti che gli ricordano le fasi della vita e chi li tesaurizza, come faceva mio padre con i libri nella sua grande biblioteca. Negli ultimi anni della sua vita non li leggeva più. Mi diceva che da giovane aveva letto molto ma che i suoi occhi ormai erano stanchi, perciò li sfogliava, guardava le figure, li spolverava, li sistemava secondo un suo ordine. Sapeva che stava per morire e mi ripeteva: “ancora per poco, presto saranno tuoi”.

    I miei libri li ha comprati sempre lui, ma al tramonto della sua vita mandava me ad acquistarli e pagavo io i suoi ultimi libri. Egli non aveva la nozione dell’eccesso cartaceo, e la sua vita tra casa ed ufficio l’aveva come tuffato nel pelago indifferenziato della carta.

    I libri sono una delle cose più difficili di cui liberarsi, perché il sapere è prezioso, perciò vengono accumulati negli scaffali. Ma “attirano” la polvere e le proteste, come quelle di mia moglie. A casa mia chi detta legge, la sua legge, è mia moglie. E' lei che sceglie, che decide, è lei che amministra il matrimonio e il patrimonio. E di solito quando raramente litighiamo non alzo mai il tono di voce, lo modulo, nel contempo indosso l’elmetto.

    Per evitare discussioni con lei ho cominciato a donare i miei libri alla biblioteca civica e alla biblioteca della scuola liceale dove hanno studiato i miei figli.
    Dagli stigli ho tolto i trattati e i saggi. Li ho messi nelle scatole, impilati in modo casuale. Ogni testo che prendevo per essere trasferito mi suscitava un ricordo, un’emozione.

    A volte guardo i libri rimasti come persone sfollate in attesa del transito in un’altra residenza. Lo so che in futuro qualcuno di essi potrebbe essermi utile e li rimpiangerò. Mi sento in colpa per lo sperpero della raccolta libraria. mi sembra la dissoluzione di un feudo.

    Anche gli inutilizzati libri dei figli quando erano bambini cosa farne ? Cestinarli per creare spazio ? Ma quei libri di favole mi ricordano le serate passate con loro !

    Pure la scelta del vestiario da donare è traumatica: ecco la cravatta acquistata per una cerimonia e mai più indossata, ancora così bella.

    Debbo gettarle le scarpe da trekking che mi hanno portato lontano, nelle vallate e sui monti ?

    Forse debbo seguire l'esempio di mia nonna prima di accomiatarsi da questo mondo: distrusse tutte le carte e le foto in suo possesso. Ogni lettera, ogni fotografia rappresentava un caro ricordo, ma solo per lei, perciò disse: “Faccio da sola, vi risparmio l’incombenza"!

  2. #2
    Sovrana di Bellezza L'avatar di ReginaD'Autunno
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    Gli oggetti a noi più cari che possono essere: libri, fotografie oppure oggetti di uso comune fanno parte di noi e del nostro vissuto e, almeno secondo me, non andrebbero cestinati ma conservati con cura perchè essi fanno parte di noi e della nostra storia di vita.
    Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa
    CLAUDIO ACHILLINI

  3. #3
    Alive and Kickin' L'avatar di Jerda
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    In linea di massima sarei stato d'accordo, ma ho imparato nel momento più importante della vita quanto sia importante viaggiare leggeri e non attaccarsi a ricordi, per vivere il presente. Può sembrare che tenere i ricordi da parte sia qualcosa che li tenga silenti, pronti da guardare solo quando si vuole fare un salto nel passato, ma solo il fatto di tenerli ci coinvolge, ci fa preoccupare che si sciupino, obbliga a continui pensieri, riorganizzazioni. Sono d'accordo con chi dice che ciò che possiedi ti possiede e cerco di conservare solo cose che sono basilari per me. Ma si impara solo perdendo le cose materialmente e poi osservando i risultati nel lungo andare e capisco che sia in larga parte controintuitivo.
    ...sbaragliare tutto ciò che non era vita...

  4. #4
    Sovrana di Bellezza L'avatar di ReginaD'Autunno
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    Secondo me il passato e gli oggetti che ne fanno parte, ci aiutano a costruire un presente pieno di ricordi e un futuro pieno di esperienze o positive oppure anche negative, ma sempre con un occhio attento alle nostre possibilità. E' vero che non bisogna attaccarsene troppo altrimenti si rischia di diventare schiavi del passato, ma ci aiutano...
    Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa
    CLAUDIO ACHILLINI

  5. #5
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    Forse è vero, ma ho notato che oggetti conservati come ricordi a lungo e con pazienza, poi difficilmente ci regalano mattinate di ricordi più di una volta ogni 10 anni, spesso non dicono più molto
    ...sbaragliare tutto ciò che non era vita...

  6. #6
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    Regina Autunno ha scritto
    Gli oggetti a noi più cari che possono essere: libri, fotografie oppure oggetti di uso comune fanno parte di noi e del nostro vissuto e, almeno secondo me, non andrebbero cestinati ma conservati con cura perchè essi fanno parte di noi e della nostra storia di vita.
    Secondo me il passato e gli oggetti che ne fanno parte, ci aiutano a costruire un presente pieno di ricordi e un futuro pieno di esperienze o positive oppure anche negative, ma sempre con un occhio attento alle nostre possibilità. E' vero che non bisogna attaccarsene troppo altrimenti si rischia di diventare schiavi del passato, ma ci aiutano...
    Jerda ha scritto
    ho imparato nel momento più importante della vita quanto sia importante viaggiare leggeri e non attaccarsi a ricordi, per vivere il presente. Può sembrare che tenere i ricordi da parte sia qualcosa che li tenga silenti, pronti da guardare solo quando si vuole fare un salto nel passato, ma solo il fatto di tenerli ci coinvolge, ci fa preoccupare che si sciupino, obbliga a continui pensieri, riorganizzazioni.
    ho notato che oggetti conservati come ricordi a lungo e con pazienza, poi difficilmente ci regalano mattinate di ricordi più di una volta ogni 10 anni,
    Ciao Regina, si ok gli oggetti a noi più cari fanno parte del nostro vissuto, ci aiutano ad avere il presente condizionato dai ricordi più o meno belli, ma sono ricordi personali, forse incomprensibili agli eredi, alla generazione successiva, che magari guarda quegli oggetti con fastidio, anzi da eliminare.
    Perciò concordo con Jerda ed anche con mia nonna…., che ”prima di accomiatarsi da questo mondo: distrusse tutte le carte e le foto in suo possesso. Ogni lettera, ogni fotografia rappresentava un caro ricordo, ma solo per lei, perciò disse: “Faccio da sola, vi risparmio l’incombenza!”

    Per spiegare come il presente si trasformi e diventi memoria, la Bibbia usa la parola “toledot”. E’ un plurale e significa “generazioni” o "discendenti": susseguirsi di nascite, morti, lutti, amore. Qualsiasi cosa si abbia patito e qualsiasi successo si sia raggiunto, fa parte della storia personale dei ricordi soggettivi e non della generazione seguente nell’ambito familiare.

  7. #7
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    Ognuno di noi gestisce i nostri ricordi e i nostri oggetti personali riguardo al ricordo come vuole...
    Ma non dimentichiamoci mai che essi sono parte di noi, e anche distruggendoli non si cancella l'emozione.
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  8. #8
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    A volte però ènon tenendoli che si mantiene di più l'emozione. Il quaderno delle medie che riapro dopo anni può dare bei ricordi, ma l'oggetto che ho messo in posizione visibile più volte al giorno non mi ricorderà più niente in breve. Le cose che danno emozioni vanno centellinate, come una bella canzone: va ascoltata di rado, così manterrà il fascino, secondo me.
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da ReginaAutunno Visualizza Messaggio
    Ognuno di noi gestisce i nostri ricordi e i nostri oggetti personali riguardo al ricordo come vuole...
    Ma non dimentichiamoci mai che essi sono parte di noi, e anche distruggendoli non si cancella l'emozione.
    @ Regina di Bellezza.

    Si dice: Ognumo di noi ( il soggetto è ognuno) gestisce i SUOI ricordi
    e i SUOI oggetti personali, ecc, ecc, ma possibile mai che non
    riesci a scrivere una frasetta' e che cavolo eh...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    C’è chi si libera degli oggetti che gli ricordano le fasi della vita e chi li tesaurizza, come faceva mio padre con i libri nella sua grande biblioteca. Negli ultimi anni della sua vita non li leggeva più. Mi diceva che da giovane aveva letto molto ma che i suoi occhi ormai erano stanchi, perciò li sfogliava, guardava le figure, li spolverava, li sistemava secondo un suo ordine. Sapeva che stava per morire e mi ripeteva: “ancora per poco, presto saranno tuoi”.

    I miei libri li ha comprati sempre lui, ma al tramonto della sua vita mandava me ad acquistarli e pagavo io i suoi ultimi libri. Egli non aveva la nozione dell’eccesso cartaceo, e la sua vita tra casa ed ufficio l’aveva come tuffato nel pelago indifferenziato della carta.

    I libri sono una delle cose più difficili di cui liberarsi, perché il sapere è prezioso, perciò vengono accumulati negli scaffali. Ma “attirano” la polvere e le proteste, come quelle di mia moglie. A casa mia chi detta legge, la sua legge, è mia moglie. E' lei che sceglie, che decide, è lei che amministra il matrimonio e il patrimonio. E di solito quando raramente litighiamo non alzo mai il tono di voce, lo modulo, nel contempo indosso l’elmetto.

    Per evitare discussioni con lei ho cominciato a donare i miei libri alla biblioteca civica e alla biblioteca della scuola liceale dove hanno studiato i miei figli.
    Dagli stigli ho tolto i trattati e i saggi. Li ho messi nelle scatole, impilati in modo casuale. Ogni testo che prendevo per essere trasferito mi suscitava un ricordo, un’emozione.

    A volte guardo i libri rimasti come persone sfollate in attesa del transito in un’altra residenza. Lo so che in futuro qualcuno di essi potrebbe essermi utile e li rimpiangerò. Mi sento in colpa per lo sperpero della raccolta libraria. mi sembra la dissoluzione di un feudo.

    Anche gli inutilizzati libri dei figli quando erano bambini cosa farne ? Cestinarli per creare spazio ? Ma quei libri di favole mi ricordano le serate passate con loro !

    Pure la scelta del vestiario da donare è traumatica: ecco la cravatta acquistata per una cerimonia e mai più indossata, ancora così bella.

    Debbo gettarle le scarpe da trekking che mi hanno portato lontano, nelle vallate e sui monti ?

    Forse debbo seguire l'esempio di mia nonna prima di accomiatarsi da questo mondo: distrusse tutte le carte e le foto in suo possesso. Ogni lettera, ogni fotografia rappresentava un caro ricordo, ma solo per lei, perciò disse: “Faccio da sola, vi risparmio l’incombenza"!
    @ Altemarea-Doxa.

    Io trovo debbo molto brutto, certo serve il condizionale ma debbo è
    brutto, meglio devo.

  11. #11
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  12. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Jerda Visualizza Messaggio
    A volte però ènon tenendoli che si mantiene di più l'emozione. Il quaderno delle medie che riapro dopo anni può dare bei ricordi, ma l'oggetto che ho messo in posizione visibile più volte al giorno non mi ricorderà più niente in breve. Le cose che danno emozioni vanno centellinate, come una bella canzone: va ascoltata di rado, così manterrà il fascino, secondo me.
    @ Jerda . Ah, davvero? Hai ancora il quaderno delle medie? Io no,
    troppi traslochi e chissa' dove saranno finiti i quaderni delle medie,
    ginnaso, liceo, ecc, ecc. Quelli dell'università stanno qui e mi fanno
    tenerezza, tutte le formule del ciclo di Krebs, riscritte fino all'ossessone,
    anche
    se poi un acido si ricava dall'altro.
    Ciao.

  13. #13
    Alive and Kickin' L'avatar di Jerda
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    Ciao
    Ultima modifica di Jerda; 01-09-2019 alle 18:01
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  14. #14
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    Fenomenologia della “reliquie”.

    Le “reliquie” cui alludo in questo post non sono quelle di persone venerate in luoghi sacri perché martiri o considerate sante; mi riferisco ad oggetti “riportati alla luce” e rinvenuti in un vecchio mobile in soffitta dentro contenitori di latta serigrafati con belle immagini ed usati dalle aziende per vendere biscotti o cioccolatini, poi riciclati dalle famiglie per “traslare” e conservare in essi piccoli oggetti che nel passato suscitarono indecisioni se gettarli o meno.

    Quando dopo anni rinveniamo quelle scatole torna alla memoria una parte di noi dimenticata, con implicazioni e interpretazioni delle “translationes”: ricordi, divagazioni, digressioni, come un corso d’acqua che riposa in larghe anse.

  15. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Jerda Visualizza Messaggio
    In linea di massima sarei stato d'accordo, ma ho imparato nel momento più importante della vita quanto sia importante viaggiare leggeri e non attaccarsi a ricordi, per vivere il presente. Può sembrare che tenere i ricordi da parte sia qualcosa che li tenga silenti, pronti da guardare solo quando si vuole fare un salto nel passato, ma solo il fatto di tenerli ci coinvolge, ci fa preoccupare che si sciupino, obbliga a continui pensieri, riorganizzazioni. Sono d'accordo con chi dice che ciò che possiedi ti possiede e cerco di conservare solo cose che sono basilari per me. Ma si impara solo perdendo le cose materialmente e poi osservando i risultati nel lungo andare e capisco che sia in larga parte controintuitivo.
    E' giusto quello che dici, purtroppo sono un nostalgico e sto male anche per un solo oggetto del mio passato che va perduto. Per me, ad esempio, gli anni 60 non rappresentano solo un ricordo, ma un vero e proprio mito. Se penso, per dire, ai miei vecchi diari di scuola che sono andati persi provo ancora un grande dispiacere...
    È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante

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