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Discussione: Donatio

  1. #1
    Opinionista
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    Donatio

    Il sostantivo latino “donatio” allude all’atto del donare.

    I regali sono la base dei legami nelle relazioni interpersonali. Ma è sempre vero ?

    Il “donum” (= dono) è un pretesto per comunicare, per chiedere un amichevole rapporto sociale od altro.

    Di solito il dono ricevuto suscita l’obbligo sociale di contraccambiare con altro regalo per creare e mantenere relazioni tra le persone.

    Il regalo ci unisce all’altro, ce lo può rendere amico e non più estraneo o nemico.

    Nel passato ho avuto esperienze di donare per creare la conoscenza in amicizia, ma mi è capitato di non ricevere neanche un grazie oppure l’interlocutore/trice non mi ha dato la possibilità di sviluppare ulteriormente la relazione interpersonale, perché non aveva verso di me l’interesse che avevo io per approfondire la reciproca conoscenza. A voi è capitato ?

  2. #2
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    Sono uno di quelli che non ringraziano. I regali mi fanno venire la rosolia.
    Scusami, doxa, non é mala educazione, é una reazione che non controllo.
    Aut hic aut nullubi

  3. #3
    Opinionista
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    Donare induce alla reciprocità. La sequenza donare-accogliere-ricambiare avviene in libertà, secondo tempi non stabiliti. Ovviamente chi dona non ha la garanzia che il regalo sia gradito o venga accettato e poi a sua volta riceva un “presente” dal donatario.

    Comunque un oggetto regalato “comunica”, e nel tempo fa emergere il ricordo in chi lo riceve.

    Se il donatore sa di essere pensato con simpatia, si sente gratificato. Se invece il donatario non ringrazia, il donatore ha la desolante sensazione di non contare nulla per l’altro/a, di essergli/le indifferente.

    Ai bambini si regala gratuitamente, non si attende la reciprocità.

    Una mia amica è talmente sospettosa che quando riceve un omaggio da altri a volte mi ripete una frase di Virgilio nell’Eneide: “Timeo Danaos et dona ferentes” ("Temo i Greci anche quando portano doni"). (libro II, 49). Sono le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non introdurre il famoso “cavallo di Troia” all'interno delle mura della città.

    Il termine “Danaos” venne usato da Virgilio come sinonimo di Greci. Gli Achei erano considerati discendenti dal capostipite di nome Danao.

    "Temo i Danai, soprattutto se portano doni". La frase va intesa come un avvertimento a non fidarsi. Si ripete, talvolta in tono scherzoso, per esprimere diffidenza verso chi non si reputa amico, e che fa offerte e proteste di amicizia.

    Il dio Apollo nell’iconografia è anche rappresentato con una mano che dona e l’altra che trafigge.

    La cultura del dono non s’improvvisa, necessita di formazione. Non è “erba” spontanea” nelle società occidentali, governate dalla ragioneria della partita doppia dare / avere.

    Nell'ambito sociale la reciprocità considera il dono come apertura allo scambio relazionale, che va oltre le cose date e ricevute.

    Ovviamente il dono alla persona amata non attende reciprocità, è spontaneo.
    Ultima modifica di doxa; 13-07-2019 alle 10:29

  4. #4
    Opinionista L'avatar di follemente
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    Io adoro fare i regali, più che riceverli: mi piace vedere negli occhi di chi li riceve un moto di sorpresa e soddisfazione ed anche essere ringraziata. Mi piace pure mettermi alla ricerca delle cose che potrebbero piacere al singolo.

  5. #5
    Opinionista
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    Ciao “Follemente”, è lodevole il tuo spirito altruistico nel donare, nell’offrire gratuitamente, specie nella società contemporanea, in cui prevale la logica del “do ut des”, del tacito od esplicito “contratto” di scambio.

    L’espressione “do ut des” deriva dal diritto romano: indicava una forma di contratto che implicava il reciproco scambio di oggetti: io do una cosa a te e tu, di rimando, me ne dai un’altra di valore simile.



    Lo scrittore e politico di epoca romana Gaio Petronio Arbitro, vissuto nel I sec. d. C., meglio conosciuto come “Petronio”, nel “Satyricon” usa la frase “Manus manum lavat” (= una mano lava [l’altra] mano); nella versione in lingua italiana usiamo dire: “una mano lava l’altra”, col significato traslato: “se tu mi fai un favore io te lo rendo”.

    Siamo spesso alla ricerca della proporzione fra il dare e l’avere. E quando si riceve gratuitamente o più del previsto, emerge il sospetto.

    Certamente le persone non avide amano e apprezzano i doni relazionali, che aprono la strada alla reciprocità.

    Anche fra i “potenti” i doni sono utili per stabilire alleanze ma anche comportamenti corruttivi all'interno del sistema sociale che lo produce, che lo fa essere una normale espressione dell'interazione tra soggetti che condividono orientamenti culturali e normativi capaci di neutralizzare i valori morali.
    Ultima modifica di doxa; 13-07-2019 alle 14:03

  6. #6
    Sovrana di Bellezza L'avatar di ReginaAutunno
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    Io i regali li faccio solo alla mia famiglia cioè ai miei genitori, e solo quando è un'occasione importante, tipo: il loro compleanno o il loro anniversario di matrimonio, e di solito sono sempre contenti di quello che gli regalo. Non mi scorderò mai quando gli feci due bellissimi regali il giorno del loro venticinquesimo anniversario di matrimonio: erano al settimo cielo!
    Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa
    CLAUDIO ACHILLINI

  7. #7
    Opinionista L'avatar di Turbociclo
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    Il dono fatto che viene dal cuore non presuppone alcuna scadenza del calendario, come compleanni o santo Natale.
    (Turbociclo)
    Anche il male vuol solo il nostro bene.

  8. #8
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Sezione sbagliata, però. In questa si pongono questioni di problemi tecnici. Sposto
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    Tempus fugit

    Salmone inside


    Ci sono novit�, ci sono notti che per niente al mondo perderei... e la curiosit�, e quello che ci porter�...

  9. #9
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Nel passato ho avuto esperienze di donare per creare la conoscenza in amicizia, ma mi è capitato di non ricevere neanche un grazie oppure l’interlocutore/trice non mi ha dato la possibilità di sviluppare ulteriormente la relazione interpersonale, perché non aveva verso di me l’interesse che avevo io per approfondire la reciproca conoscenza. A voi è capitato ?
    Mai successo che ho regalato qualcosa senza ricevere un grazie, idem per regali che ho ricevuto, forse perchè sono selettiva pochi a pochi, non in funzione di creare conoscenza o amicarmi qualcuno ma quando l'amicizia è già consolidata, per il desiderio di donare, e non necessariamente nelle feste "comandate".
    Anche ad una cena per esempio, non mi presento a mani vuote ma porto sempre qualcosa, che sia una semplice bottiglia di vino piuttosto che cose prodotte da me, anche un dolce.

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