Risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Donatio

  1. #1
    Opinionista
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    Donatio

    Il sostantivo latino “donatio” allude all’atto del donare.

    I regali sono la base dei legami nelle relazioni interpersonali. Ma è sempre vero ?

    Il “donum” (= dono) è un pretesto per comunicare, per chiedere un amichevole rapporto sociale od altro.

    Di solito il dono ricevuto suscita l’obbligo sociale di contraccambiare con altro regalo per creare e mantenere relazioni tra le persone.

    Il regalo ci unisce all’altro, ce lo può rendere amico e non più estraneo o nemico.

    Nel passato ho avuto esperienze di donare per creare la conoscenza in amicizia, ma mi è capitato di non ricevere neanche un grazie oppure l’interlocutore/trice non mi ha dato la possibilità di sviluppare ulteriormente la relazione interpersonale, perché non aveva verso di me l’interesse che avevo io per approfondire la reciproca conoscenza. A voi è capitato ?

  2. #2
    Opinionista L'avatar di King Kong
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    Sono uno di quelli che non ringraziano. I regali mi fanno venire la rosolia.
    Scusami, doxa, non é mala educazione, é una reazione che non controllo.
    Aut hic aut nullubi

  3. #3
    Opinionista
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    Donare induce alla reciprocità. La sequenza donare-accogliere-ricambiare avviene in libertà, secondo tempi non stabiliti. Ovviamente chi dona non ha la garanzia che il regalo sia gradito o venga accettato e poi a sua volta riceva un “presente” dal donatario.

    Comunque un oggetto regalato “comunica”, e nel tempo fa emergere il ricordo in chi lo riceve.

    Se il donatore sa di essere pensato con simpatia, si sente gratificato. Se invece il donatario non ringrazia, il donatore ha la desolante sensazione di non contare nulla per l’altro/a, di essergli/le indifferente.

    Ai bambini si regala gratuitamente, non si attende la reciprocità.

    Una mia amica è talmente sospettosa che quando riceve un omaggio da altri a volte mi ripete una frase di Virgilio nell’Eneide: “Timeo Danaos et dona ferentes” ("Temo i Greci anche quando portano doni"). (libro II, 49). Sono le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non introdurre il famoso “cavallo di Troia” all'interno delle mura della città.

    Il termine “Danaos” venne usato da Virgilio come sinonimo di Greci. Gli Achei erano considerati discendenti dal capostipite di nome Danao.

    "Temo i Danai, soprattutto se portano doni". La frase va intesa come un avvertimento a non fidarsi. Si ripete, talvolta in tono scherzoso, per esprimere diffidenza verso chi non si reputa amico, e che fa offerte e proteste di amicizia.

    Il dio Apollo nell’iconografia è anche rappresentato con una mano che dona e l’altra che trafigge.

    La cultura del dono non s’improvvisa, necessita di formazione. Non è “erba” spontanea” nelle società occidentali, governate dalla ragioneria della partita doppia dare / avere.

    Nell'ambito sociale la reciprocità considera il dono come apertura allo scambio relazionale, che va oltre le cose date e ricevute.

    Ovviamente il dono alla persona amata non attende reciprocità, è spontaneo.
    Ultima modifica di doxa; 13-07-2019 alle 10:29

  4. #4
    Opinionista L'avatar di follemente
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    Io adoro fare i regali, più che riceverli: mi piace vedere negli occhi di chi li riceve un moto di sorpresa e soddisfazione ed anche essere ringraziata. Mi piace pure mettermi alla ricerca delle cose che potrebbero piacere al singolo.

  5. #5
    Opinionista
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    Ciao “Follemente”, è lodevole il tuo spirito altruistico nel donare, nell’offrire gratuitamente, specie nella società contemporanea, in cui prevale la logica del “do ut des”, del tacito od esplicito “contratto” di scambio.

    L’espressione “do ut des” deriva dal diritto romano: indicava una forma di contratto che implicava il reciproco scambio di oggetti: io do una cosa a te e tu, di rimando, me ne dai un’altra di valore simile.



    Lo scrittore e politico di epoca romana Gaio Petronio Arbitro, vissuto nel I sec. d. C., meglio conosciuto come “Petronio”, nel “Satyricon” usa la frase “Manus manum lavat” (= una mano lava [l’altra] mano); nella versione in lingua italiana usiamo dire: “una mano lava l’altra”, col significato traslato: “se tu mi fai un favore io te lo rendo”.

    Siamo spesso alla ricerca della proporzione fra il dare e l’avere. E quando si riceve gratuitamente o più del previsto, emerge il sospetto.

    Certamente le persone non avide amano e apprezzano i doni relazionali, che aprono la strada alla reciprocità.

    Anche fra i “potenti” i doni sono utili per stabilire alleanze ma anche comportamenti corruttivi all'interno del sistema sociale che lo produce, che lo fa essere una normale espressione dell'interazione tra soggetti che condividono orientamenti culturali e normativi capaci di neutralizzare i valori morali.
    Ultima modifica di doxa; 13-07-2019 alle 14:03

  6. #6
    Sovrana delle Rose dai Petali d'Oro L'avatar di ReginaD'Autunno
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    Io i regali li faccio solo alla mia famiglia cioè ai miei genitori, e solo quando è un'occasione importante, tipo: il loro compleanno o il loro anniversario di matrimonio, e di solito sono sempre contenti di quello che gli regalo. Non mi scorderò mai quando gli feci due bellissimi regali il giorno del loro venticinquesimo anniversario di matrimonio: erano al settimo cielo!
    Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI

  7. #7
    Opinionista L'avatar di Turbociclo
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    Il dono fatto che viene dal cuore non presuppone alcuna scadenza del calendario, come compleanni o santo Natale.
    (Turbociclo)
    È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante

  8. #8
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Sezione sbagliata, però. In questa si pongono questioni di problemi tecnici. Sposto
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  9. #9
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Nel passato ho avuto esperienze di donare per creare la conoscenza in amicizia, ma mi è capitato di non ricevere neanche un grazie oppure l’interlocutore/trice non mi ha dato la possibilità di sviluppare ulteriormente la relazione interpersonale, perché non aveva verso di me l’interesse che avevo io per approfondire la reciproca conoscenza. A voi è capitato ?
    Mai successo che ho regalato qualcosa senza ricevere un grazie, idem per regali che ho ricevuto, forse perchè sono selettiva pochi a pochi, non in funzione di creare conoscenza o amicarmi qualcuno ma quando l'amicizia è già consolidata, per il desiderio di donare, e non necessariamente nelle feste "comandate".
    Anche ad una cena per esempio, non mi presento a mani vuote ma porto sempre qualcosa, che sia una semplice bottiglia di vino piuttosto che cose prodotte da me, anche un dolce.

  10. #10
    Opinionista
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    Di solito la conseguenza dell'atto del donare è la riconoscenza.

    Il sostantivo riconoscenza deriva da "riconoscente", participio presente del verbo riconoscere, che discende dal latino “recognoscere”: parola composta dalla particella iterativa “re” (= di nuovo) + “cognoscere” (= conoscere).

    La riconoscenza è un sentimento che induce all’apprezzamento e alla gratitudine per il bene o beneficio ricevuto.

    Per “riconoscere” è necessario prima conoscere come si sono svolti i fatti, quali equilibri di debito e di merito si sono sviluppati.

    La riconoscenza è più ed altro rispetto alla gratitudine, pur essendo ad essa collegata. La riconoscenza non è un sentimento transitorio, ma conferma l’altro/a nella sua esistenza e nella positività del gesto meritevole di riconoscenza.

    Il soggetto riconoscente, disposto a rimanere in relazione, riceve ciò che di bello e di buono transita attraverso il rapporto.

    Secondo gli psicologi alcuni tratti della personalità derivano da esperienze di gratuità, che non creano obbligazioni o vincoli, bensì sorpresa, stupore.

  11. #11
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    La riconoscenza, in pratica dovrebbe significare provare sì gratitudine ma anche di sentirsi in debito, cioè sentirsi in dovere di ricambiare in qualche modo il favore prima o poi.
    Quello che non capisco cosa significhi questa frase:
    "Secondo gli psicologi alcuni tratti della personalità derivano da esperienze di gratuità, che non creano obbligazioni o vincoli, bensì sorpresa, stupore."

  12. #12
    Sovrana delle Rose dai Petali d'Oro L'avatar di ReginaD'Autunno
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    Se uno dona con il cuore prova gratitudine si, ma anche affetto per quella persona senza aspettarsi nulla in cambio...
    E' la legge del dono disinteressato!
    Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI

  13. #13
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    LadyHawke ha scritto
    La riconoscenza, in pratica dovrebbe significare provare sì gratitudine ma anche di sentirsi in debito, cioè sentirsi in dovere di ricambiare in qualche modo il favore prima o poi.
    Ciao My Lady, ci sono favori che non possono essere ricambiati. Pensa chi ti offre un posto di lavoro a tempo indeterminato. Un pensiero di gratitudine per tutta la vita è d’obbligo.

    Quello che non capisco cosa significhi questa frase:
    "Secondo gli psicologi alcuni tratti della personalità derivano da esperienze di gratuità, che non creano obbligazioni o vincoli, bensì sorpresa, stupore."
    Hai ragione! Ho redatto in modo astruso un semplice pensiero. Quando ho scritto la frase pensavo ad un/a adolescente che riceve doni o benefici. Questi regali o elargizioni aiutano psicologicamente il/la giovane ad essere a sua volta disponibile, anche nell’età adulta, alla solidarietà, alla donazione.

  14. #14
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    LadyHawke ha scritto

    Ciao My Lady, ci sono favori che non possono essere ricambiati. Pensa chi ti offre un posto di lavoro a tempo indeterminato. Un pensiero di gratitudine per tutta la vita è d’obbligo.
    Sì certo ma quello che intendevo dire è che quando si riceve un dono, un regalo spesso ci si sente in "debito" cioè dovere di ricambiare in qualche modo, non necessariamente allo stesso modo, magari come dici tu con un pensiero di gratitudine a vita ma se si presenta l'occasione non è raro ricambiare in qualche modo.


    Hai ragione! Ho redatto in modo astruso un semplice pensiero. Quando ho scritto la frase pensavo ad un/a adolescente che riceve doni o benefici. Questi regali o elargizioni aiutano psicologicamente il/la giovane ad essere a sua volta disponibile, anche nell’età adulta, alla solidarietà, alla donazione.
    Ok grazie.

  15. #15
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Amo fare regali, ma non è qualcosa che faccio per creare un'amicizia: se faccio un regalo lo faccio a persone con cui ho già un legame. Il regalo è qualcosa che faccio con grande piacere, perché tengo all'altra persona e perché mi rende felice fare qualcosa per lei. Non mi interessa e non mi è mai interessato ricevere nulla in cambio. Anche per questo cerco sempre di fare regali "su misura", ossia pensando a chi li dovrà ricevere e a cosa realmente gli piace.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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