Risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Come eravamo

  1. #1
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Come eravamo

    Discussione che prende spunto da uno scambio di battute tra me e una mia amica, ex compagna di scuola delle superiori. Parlando di sua figlia che ha iniziato la prima liceo, abbiamo iniziato a ricordare come eravamo noi a quei tempi.
    Oggi le ragazzine girano ben vestite, curate, con un filo di trucco.
    Se ripenso a come eravamo noi a quell'età mi metterei le mani nei capelli. Sembravamo delle scappate di casa. Tute in acetato, jeans larghissimi, camicioni di flanella a quadri stile taglialegna... perché a quell'età i vestiti ancora li sceglievano i genitori. Capelli improponibili, trucco neanche a parlarne.
    Poi in terza superiore la fase Tamara, con le fornarina, i pantaloni lucidi e altre cose improponibili,
    Poi la svolta dark/metal in 4ª, quindi vestita sempre in total black, con catene che spuntavano da ogni passante dei jeans e anfibi o stivali col tacco, auricolari sempre nelle orecchie.
    Credo di aver iniziato a conciarmi come un essere umano all'università.
    Le vostre esperienze?
    Qui si tratta di vivere, non di arrivare primo, e al diavolo il destino

  2. #2
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    Ai tempi del primo anno di superiori mi vestivo già come volevo, l 'eterno jeans, dolcevita e maglioni in inverno, jeans e maglietta in estate, cappotto Loden nelle varianti di colore cammello, grigio, scarpe tacco basso o scarponcini clarks.
    Non esistevano ancora i jeans elasticizzati attillati, quindi si stringevano o si facevano stringere dalla mamma per essere aderenti, che in alcuni casi per chiuderli occorreva trattenere il fiato.
    Non si usavano trucchi, facce acqua e sapone, faceva strano anche lo smalto alle mani, solo dopo il terzo o il quarto anno qualcuna osava truccarsi e mettere i tacchi per sembrare più femminili.
    I tacchi ho iniziato a usarli solo verso i 18 anni e quando possibile li evitavo perchè non mi è mai piaciuto indossare tacchi oltre gli otto cm.
    Invece oggi già alle elementari unghie dipinte, come cambiano i tempi.

  3. #3
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    L'epoca era fine anni '70 inizio '80

  4. #4
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Allora come generazione prima della mia (che ero alle superiori dopo la metà degli anni 90) direi che eravate messi meglio voi!
    Qui si tratta di vivere, non di arrivare primo, e al diavolo il destino

  5. #5
    Alive and Kickin' L'avatar di Jerda
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    Per il primo giorno di prima superiore, il 15 settembre 1989, feci quasi la danza della pioggia per avere un tempo conciliabile coi texani che avevo da poco comprato. Ad inizio superiori fu un florilegio di bandane, anfibi, magliette senza maniche, gilet di pelle e chiodi. Oltre che il bomber che avevo già dalle medie. Fino a che non mi fidanzai curai molto colori e associazioni. Quando era fatta cominciai a vestirmi come mi pareva nel quotidiano. Ma il mio guardaroba con tante cosine pottine ce l’ho sempre avuto. Si è risicato col tempo ma non ho sostituito, quindi ora compro ogni tanto e guardo all’estetica e alla comodità. Questo saltando due anni in cui mi sono vestito con le stoffe che capitavano. Ora curo sempre come mi vesto, mi è presa così, ma i vestiti sono un modo di divertirsi, non giudicherei mai una persona da come si veste e non l’ho mai fatto diventare un valore. Vado molto di t-shirt, jeans, ogni tanto camicie e una giacca sopra.
    Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia.

    We've got to get in to get out

  6. #6
    Il primo giorno di prima superiore (1982) mi sono alzato alle 5 e mezza. Ero morto di sonno e alle 6 e mezza suonò il campanello Katia, la mia dirimpettaia che andava al 4° superiore. Uscii con lei e camminammo per due km prima di raggiungere Piazza Risorgimento, dove si riunivano i pulman per i pendolari. Costeggiavamo il mare, anche perché abitavamo a 6 metri max di distanza... durante i giorni di burrasca i saloni delle nostre case si allagavano per le forti mareggiate. Noi eravamo al 1° pianto, ma anche quelli del 4° piano si allagavano... meno dei nostri, ma si allagavano, nonostante i doppi infissi.

    Alle Sette i pulman partivano. Quel giorno Katia si sedette con me... rinunciando a sedersi con la sua amica... tanta confusione, un vociare senza fine... mi sentivo un pulcino fuori luogo. I primi giorni Katia e la sua amica mi adottarono come fossi loro figlio, fino a quando la cosa non diventò famigliare per me.

    Ironia della sorte viaggiammo insieme per due anni, perlomeno all'andata, scendevamo alla stessa fermata e facevamo un tratto insieme, io mi fermavo prima, lei continuava per raggiungere il Magistrale... poi in seguito, sei si diplomò e rimasi solo, o perlomeno con gli altri amici che nel frattempo mi ero fatto. Uno di questi lo incontro spesso in Capitanieria di Porto... frequentava il nautico e sul pulman sedevamo insieme. Alla fine sia i miei genitori che quelli di Katia comprarono casa a Siracusa, stesso condominio, pertanto dopo aver viaggiato per quattro anni, l'ultimo, lo frequentai senza fare il pendolare.

    Se penso a quei quattro anni.... uscivo alle sei e mezza e tornavo alle tre del pomeriggio, stanco e affamato.... senza voglia di riprendere subito i libri per studiare.... abitavo sul mare, che era affascinante anche d'inverno.... ero sempre a pescare con i miei amici.... e mia madre ogni tanto allungava il collo per vedere se ero ancora tra gli scogli o se ero caduto in mare. Cosa che un giorno avvenne, grazie a mia sorella che per farmi spostare da un masso, mi spinse e caddi.... era Febbraio e l'acqua era gelida.

    Per fortuna sapevo nuotare... mio padre mi aveva insegnato. Usò il metodo "Montessori"... avevo nove anni e nel fiume che costeggia Pantalice non so come, persi il salvagente. Urlai aiuto e chiamai mio padre... "O esci nuotando oppure anneghi" mi rispose... uscii nuotando.


    Notte.
    Ultima modifica di bumble-bee; 13-09-2019 alle 21:54
    Bambol utente of the decade

  7. #7
    Alive and Kickin' L'avatar di Jerda
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    Katia mi viene in mente la canzone di Finardi!
    Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia.

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  8. #8
    Citazione Originariamente Scritto da Jerda Visualizza Messaggio
    Katia mi viene in mente la canzone di Finardi!
    Era carina, si.... ma radicalmente femminista... e la sua amica, persino peggio. Te lo facevano ammosciare solo con uno sguardo, come dire, sempre incattivito. La mia fortuna fu che mi presero a ben volere... ero il loro cucciolo, in un certo senso. Per qualche tempo ho creduto fossero lesbiche... poi Katia un giorno, si fidanzò. Comunque ci fantasticai sopra per qualche tempo... su di lei e la sua amica.... ma in verità ero attratto da Anna, sorella di Katia e quasi mia coetanea... aveva solo un anno più di me. Se solo fosse stata Anna a viaggiare con me... non oso immaginare!!!

    Tempi andati, purtroppo.
    Bambol utente of the decade

  9. #9
    Alive and Kickin' L'avatar di Jerda
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    E nel periodo in cui eri il loro cucciolo, ti hanno mai lustrato il piffero?
    Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia.

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  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da Jerda Visualizza Messaggio
    E nel periodo in cui eri il loro cucciolo, ti hanno mai lustrato il piffero?
    Si... vestite in latex e con la frusta in mano!!!


    mai piaciuto il sadomaso.... il sesso deve essere gioia... non dolore... o gioia e dolore... o come lo si percepisce!!
    Bambol utente of the decade

  11. #11
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    Capelli lunghi, barba.
    Alternativamente maglioncini dolce-vita o camicie Oxford.
    Moderatamente Jeans.
    Giacche militari, occasionalmente originali usate.
    A secondo dell'occasione, anfibi o stivaletti prevalentemente bordeaux scuro, ma anche college.

    A distanza di anni e dopo aver attraversato qualche variante, sono ancora cosí, tranne gli anfibi.
    I pochi capelli sono corti e bianchi, come la barba.
    Aut hic aut nullubi

  12. #12
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    Ora come allora mi vesto come capita, a meno che non abbia qualche missione da compiere. Non ho mai seguito le mode, e qualche abito sopravvissuto dai tempi del liceo lo indosso ancora volentieri. Mi taglio i capelli due o tre volte all'anno, sistemandoli in vari modi quando sono lunghi. Col tempo ingrigiscono ma ci sono tutti; naturalmente ricci, fanno ancora la loro porca figura.
    Citazione Originariamente Scritto da Careful with that Visualizza Messaggio
    i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
    Citazione Originariamente Scritto da Ned Flanders Visualizza Messaggio
    Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

  13. #13
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Allora come generazione prima della mia (che ero alle superiori dopo la metà degli anni 90) direi che eravate messi meglio voi!
    Non so se eravamo messi meglio, ogni generazione è diversa, ha le sue mode, tendenze nel vestire. Una cosa diversa da oggi è che eravamo più indipendenti, il primo anno di superiori segnava un passaggio e cambiamento importante, ci si spostava da soli e con i mezzi pubblici per recarsi a scuola, non eravamo accompagnati dai genitori come fanno oggi.
    Il mio primo giorno di prima superiore era la sede principale dell'ITC, alla quale ero iscritta, quindi lontano dal distaccamento frequentato durante l'anno, sveglia all'alba, stazione, treno e più di 40-50 minuti, senza contare poi il tratto a piedi per raggiungere la scuola. Fortunatamente poi ci hanno costruito la scuola.. Comunque si andava da soli a 14-15 anni, in gruppo di coetanei e niente genitori tra i piedi.

  14. #14
    Ah, ai miei tempi andavano di moda i maglioni della wrangler e le timberland, oltre ai jeans levi strauss
    Bambol utente of the decade

  15. #15
    Alive and Kickin' L'avatar di Jerda
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    I jeans levi’s mi hanno accompagnato tutta la vita. Altre marche ricordo i wrangler anch’io, e i Rifle. E le mutande Cagi da piccoli
    Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia.

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