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Risultati da 31 a 33 di 33

Discussione: Tutti possono scrivere libri?

  1. #31
    Opinionista L'avatar di Lilia
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    la narrativa è, prima di tutto, artigianato; serve tecnica per suscitare attenzione ed emozioni nel lettore; e questo a prescindere che si abbia qualcosa di interessante da dire;
    le scuole, più o meno buone, insegnano questi rudimenti di linguaggio narrativo, non la padronanza della lingua in senso stretto, che si dovrebbe apprendere a scuola
    quindi, per scrivere serve questa preparazione, posto che una persona su un milione può essere geniale e tirar fuori lo stesso qualcosa di interessante; magari se ha letto davvero tanto e introiettato inconsapevolmente certe regole di sviluppo e stile; ma è davvero raro:

    con racconti brevi è più facile, ma è difficile una continuità creativa, perché l'improvvisato tende ad esaurire presto i suoi temi, le idee, spara a raffica e un po' a casaccio.
    I bravi sono tanti, hanno le basi scolastiche di italiano, greco, latino, ma avere un linguaggio diafano e cristallino é molto difficile.

  2. #32
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da Lilia Visualizza Messaggio
    I bravi sono tanti, hanno le basi scolastiche di italiano, greco, latino, ma avere un linguaggio diafano e cristallino é molto difficile.
    il punto non è il linguaggio, ma l'immaginario;
    Hugo poteva scrivere i Miserabili sapendo che l'immaginario dei suoi lettori era sintonizzato su quel medium; nello specifico, il feuilleton a puntate del giornale;
    quel legame consentiva di portare contenuti forti, come quelli del romanzo; e così fino alla prima metà del Novecento;

    poi, è arrivato il cinema, coi suoi ritmi narrativi, e si è appropriato dei contenuti forti; è la nuova letteratura;

    perciò, la pagina scritta è diventata il genere letteratura, per una nicchia - ampia e popolare - che ama leggere il bello scrivere, il quale diventa il fine dello scrittore, al posto dei contenuti; manca il più delle volte quell'urgenza che propelle l'ispirazione, e le storie sono costruite - più o meno bene - come pretesto per esibire la scrittura, lo sfizio, la pagina elegante, la trovata;

    le storie più genuine possono essere di introspezione psicologica, ma restano di nicchia; sono davvero rarissimi i casi di scrittori contemporanei che affrontano temi forti; uno è Houellebecq, con Piattaforma, o Sottomissione; ma sono cose che facilmente finiscono come anatre zoppe, un po' romanzo, un po' pamphlet socio-politico;
    gli scrittori popolari, poi, da oltre mezzo secolo scrivono come se scrivessero dei film, con la stessa tecnica di costruzione del plot, perché sanno che quello è il ritmo che acchiappa; e sperano che li legga un regista e voglia farne un film, più o meno già pronto.
    c' del lardo in Garfagnana

  3. #33
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Dark, nel primo post di questo topic dici che il mestiere di scrivere è talmente svalutato che ora chiunque può dirsi scrittore o giornalista.

    E' svalutato perché rispetto al passato molti giovani studiano fino alla laurea e chi ha talento per scrivere perché impedirgli di tentare ?

    Nel passato la casta degli scrittori e dei giornalisti si auto-considerava su un piedistallo e si auto-celebrava. Oggi la categoria è inflazionata, specie quella dei giornalisti, perché questa categoria ha lauti stipendi.

    La gente si guarda intorno e dove si guadagna bene indirizza il suo agire. Per esempio le donne. Nel passato erano rare nell’ambiente giornalistico (e degli scrittori). Oggi sono tantissime, perché ?

    Basta guardare i telegiornali e le rubriche delle reti Rai, di Mediaset e La 7.

    Ti chiedi perché non c’è una separazione tra chi scrive per mestiere e chi scrive per diletto.

    La separazione c’è. Per esempio tu hai dovuto studiare per sostenere l’esame che ti abilita come giornalista professionista, inoltre sei iscritta all’Ordine dei giornalisti, nel ramo dei professionisti e non dei pubblicisti. Non ti basta ?
    A parte che i lauti stipendi di chi fa il mio mestiere sono ormai preistoria, appannaggio dei vecchi giornalisti o dei raccomandati che stanno nelle grandi reti televisive. Ormai anche una collaborazione coi maggiori quotidiani economicamente frutta compensi miseri.
    Certo, io come i miei colleghi abbiamo studiato e abbiamo sudato per arrivare a un certo livello, ma purtroppo la rete appiattisce la comunicazione, al punto che chiunque può aprire un blog, scrivere e avanzare la pretesa di fare informazione. La gente comune non conosce la differenza. Il vero problema è che si consentano cose di questo tipo.
    Se una persona si mette a fare abusivamente l'avvocato, il medico, il geometra, viene punito per legge. Invece chiunque può improvvisarsi comunicatore senza conseguenze. E' questo il vero problema. Ed è anche il motivo per cui circola tanta disinformazione e per cui la gente poi crede in certe fake news.
    Ciò detto, io facevo nel mio post, riferimento soprattutto al fatto che ormai si può pubblicare un libro in autonomia, senza che passi per professionisti che ne analizzino i contenuti. Chiunque può scrivere e pubblicare qualsiasi minchiata. E questo secondo me abbassa notevolmente il livello della letteratura.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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