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Discussione: Il principio della rana bollita

  1. #1
    Opinionista L'avatar di Turbociclo
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    Il principio della rana bollita

    La storiella è tragicomica, ma basata su un esperimento reale. L'analogia con l'attualità è evidente e preoccupante. Siamo tutti delle rane che lentamente stanno bollendo a fuoco lento? CRA...

    "Il principio della rana bollita è un principio metaforico raccontato dal filosofo, e anarchico statunitense Noam Chomsky, per descrivere una pessima capacità dell’essere umano (zombie) moderno: ovvero la capacità di adattarsi a situazioni spiacevoli e deleterie senza reagire, se non quando ormai è troppo tardi". https://www.tragicomico.it/il-princi...-noam-chomsky/
    È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante

  2. #2
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    La storiella è tragicomica, ma basata su un esperimento reale. L'analogia con l'attualità è evidente e preoccupante. Siamo tutti delle rane che lentamente stanno bollendo a fuoco lento? CRA...
    per prima cosa, se non vuoi essere rana, comincia a chiederti se quell'oggi, l'attualità, non fosse lo standard anche in passato; non erano rane tutti i coinvolti nella vicenda ILVA da 30 anni; e quelli che andavano in piazza Venezia, assuefatti ai proclami roboanti, per finire congelati a Nicolajevska o sotto le macerie di S. Lorenzo ? e quelli infervorati dai proclami d'annunziani, sottratti alle famiglie e ai campi, alle officine, crepati in 600mila nelle trincee per ottenere quello che gli austriaci erano disposti a dare in cambio della neutralità ?

    se la rana non vuole fare quella fine, è bene che osservi bene come funzionano le cose e impari a non cedere alle lusinghe dell'acqua tiepida nel pentolino; studiare serve a questo; poi, ci vuole anche il coraggio di prendere atto di certe realtà che non corrispondono ai propri pregiudizi; ma è un esercizio utile; cambiare idea - non rinnegare valori assoluti, beninteso - fa pure bene all'autostima.
    c' del lardo in Garfagnana

  3. #3
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    La storiella è tragicomica, ma basata su un esperimento reale. L'analogia con l'attualità è evidente e preoccupante. Siamo tutti delle rane che lentamente stanno bollendo a fuoco lento? CRA...

    "Il principio della rana bollita è un principio metaforico raccontato dal filosofo, e anarchico statunitense Noam Chomsky, per descrivere una pessima capacità dell’essere umano (zombie) moderno: ovvero la capacità di adattarsi a situazioni spiacevoli e deleterie senza reagire, se non quando ormai è troppo tardi". https://www.tragicomico.it/il-princi...-noam-chomsky/
    E' proprio così, purtroppo. La sola che ci guadagna davvero da tutta questa triste storia cominciata con Maastricht è la Germania. Chissà perchè?

    Ultima modifica di xmanx; 08-11-2019 alle 10:41
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  4. #4
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    E' proprio così, purtroppo. La sola che ci guadagna davvero da tutta questa triste storia cominciata con Maastricht è la Germania. Chissà perchè?

    perché hanno cominciato da subito a fare riforme, con Schroeder;

    dire che è cominciata con Maastricht è come far risalire il pignoramento al momento in cui ti arriva l'avviso di mora e non a quello in cui hai speso & spaso senza avere le entrate;

    così, tu disinformi chi ti creda, suggerendo l'illusione che si sarebbe potuto protrarre il gioco della liretta che accumulava debito all'infinito, anche in un'economia globalizzata, senza le protezioni precedenti;
    l'elemento nuovo non è stato l'euro, che è un po' come un var dell'economia; ma l'ingresso di squadre di affamati, disposte a soffrire e correre; 4 miliardi di nuovi produttori e consumatori, che ti facevano concorrenza come produttori, ma anche come acquirenti di risorse e materie prime, a tenaglia;

    chi produceva BMW, Audi, prodotti sofisticati e difficilmente emulabili, che ha investito in ricerca, come i tedeschi, è rimasto a galla; chi, come noi, ha continuato a spendere per comprare consenso, senza un piano, solo per garantire le posizioni nell'immediato, ha perso mercato;

    nessun paese che ha l'euro vuole uscirne; questi discorsi si sentono solo in Italia; se, su dieci bambini che mangiano due fette di pane e nutella al giorno, nove sono normo peso, e l'unico in grave sovrappeso è quello che sta tutto il giorno davanti alla tv, invece di fare movimento, dipenderà dalla nutella o dalla tv ?
    ti pare utile dire al bambino: va bene, stai pure tutto il giorno sul divano, ma niente nutella...?
    c' del lardo in Garfagnana

  5. #5
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Prendiamo la Grecia....sulla quale hanno applicato le recette europee dal 2008.
    Questo è l'andamento del PIL procapite.



    Questo è l'andamento del PIL procapite italiano rispetto alla media europea.



    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  6. #6
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    si. mi pare ci sia stato un tempo in cui le rane e i serpenti erano un ottimo cibo. poi ovviamente se un anarchico parla "di valori", "di etica" ecc. lo fa per polemizzare. perché non ci crede neanche lui. i cambiamenti che riguardano i popoli e le nazioni sono "sempre" molto lenti, e ovviamente impercettibili non a causa della lentezza ma a causa del fatto che i "suddetti" cambiamenti riguardano sempre e solo coloro che li decidono. ovviamente il popolo bue è tale perché "ha le corna" e le corna le ha perché se non le avesse potrebbe ribellarsi, magari anche consapevolmente. però anche il popolo vive cambiamenti anche se minimi. ad esempio anziché andare al colosseo va allo stadio, per dirne una. penso che nei grandi cambiamenti il fattore economico sia determinante, e riguarda sempre le elite. il problema oggi non mi pare essere che il popolo non ha da mangiare perché da mangiare ce l'ha sempre avuto. il problema sono le categorie "di pensiero". la gente comune, educata dalle televisioni, e non più dai tragediografi, per una questione "quantitativa" è abituata a non avere memoria. insomma c'è stata a suo tempo una "massificazione della catarsi aristotelica". ciò vuol dire che se oggi non ricordo quello che ho fatto ieri è perché non ne ho memoria e ovviamente la memoria è nociva in coloro, e sono la maggioranza, che se avessero memoria magari potrebbero esprimere e cercare di realizzare un nuovo "concetto" della realtà, che potrebbe porre in discussione il "dominio" di coloro che, più scafati, la memoria se la guardano. insomma la mobilità sociale, per quello che può significare, è ferma ai tempi di nerone. questo ovviamente con le dovute "eccezioni".
    Ultima modifica di sandor; 08-11-2019 alle 14:26

  7. #7
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Prendiamo la Grecia....sulla quale hanno applicato le recette europee dal 2008.
    Questo è l'andamento del PIL procapite.



    Questo è l'andamento del PIL procapite italiano rispetto alla media europea.



    beh, è ovvio, esattamente per il motivo che ho spiegato prima:

    quando facevi debiti, compravi cose e avevi una spesa pro-capite molto elevata, stavi benone; quando ti hanno messo in mora, hai dovuto tagliare e stai peggio; ma non è colpa di chi ti ha messo in mora, ma tua che hai fatto i debiti;

    peraltro, la notizia di ieri è che i titoli pubblici greci remunerano meno di quelli italiani; cioè, la fiducia è maggiore;

    se il problema fosse l'euro, tutti vorrebbero uscirne; tutti stupidi, autolesionisti ?

    guarda caso, solo i paesi spendaccioni o che hanno truccato i conti - avendo a disposizione un decennio per risanare, prima della circolazione materiale della moneta unica - vedono movimenti anti-euro;

    stampare moneta non crea ricchezza; può essere uno strumento di fine-tuning per adattarsi a variazioni - piccole - dei cambi e tassi; es.: impedire che la FED svaluti e compensare; ma questo lo fa già benissimo la BCE;

    una moneta nazionale - a parità di ricchezza prodotta e a prescindere dai casini logistici e traumi della transizione - comporta sicuramente dei costi netti in termini di cambio e burocrazia;

    poi, per vedere chi ci guadagna e chi ci perde, bisogna incrociare le elasticità di domanda e offerta di imp/exp; in teoria;

    perché in pratica, chi è che, dovendo pagare un mutuo in euro, vorrebbe essere pagato in neo-lire, scommettendo che la neo-valuta sovrana si apprezzi sull'euro, o almeno tenga la parità ?

    una moneta nazionale sarebbe efficiente in questo senso per chi esporta molto, o ne ha potenziale, purché i fattori di produzione siano tutti interni; se li devi importare, come l'energia e i semi-lavorati, il maggior costo di quelli si mangia una grandissima fetta del maggior ricavo dovuto alle maggiori esportazioni;

    intanto, però, per i cittadini in tutte le altre filiere avresti una decurtazione drammatica del potere d'acquisto; certo; i ricchi paraculi coi capitali all'estero farebbero festa: vivere in patria con tutti i prezzi a saldo permanente; erano ricchi prima, e lo sono ancora di più con la moneta sovrana, che lasciano volentieri in tasca ai poveri gonzi
    c' del lardo in Garfagnana

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