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Risultati da 1 a 15 di 71

Discussione: Saper stare da soli

  1. #1
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Saper stare da soli

    Oggi mi sento di proporre una nuova riflessione in campo sentimentale/relazionale. Noto sempre più spesso l'incapacità di restare soli, di pensare a stare bene con se stessi.
    Conosco persone che chiudono storie lunghe anni e, invece di godersi la libertà, si affannano cercando qualcun altro con cui legare, magari buttandosi tra le braccia del primo/prima che capita e collezionando una delusione dietro l'altra. E quelli che non trovano qualcuno, vivono lamentandosi del proprio essere single.
    Il problema di fondo, secondo me, è che molte persone non sanno stare da sole. Non sanno vivere con se stesse, non sanno trovare la propria felicità dentro di sé e la cercano continuamente negli altri. Cosa ne pensate?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  2. #2
    No Excuses L'avatar di Jerda
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    Penso che questa chiamata al valore del saper stare soli sia tipico di una donna della tua età che ha avuto -anche- disillusioni sentimentali. Spesso viene diretto a uomini incapaci di dimenticare un rapporto, che quando era in essere era per valore comune dei due partner, tale perché indimenticabile. Parole come non so stare senza di te, sei tutto per me, hanno effetto diverso quando la donna cambia e anche i vecchi valori alla fine stanno pesanti. Ma ho dato un'interpretazione mia basata anche sul mio vissuto, forse parziale rispetto a quello che intendi
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    Questa sì che è vita, altro che la marea di boiate pseudoscientifiche con cui una mandria di dilettanti pagati a peso d'oro continua a riempirci la testa e a mandare a puttane il paese.
    Ben ritrovati.

  3. #3
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    Secondo me si tratta del bisogno di amare e sentirsi amati che bene o male tutti sentiamo fin dalla più tenera età e la paura della solitudine.
    Molte persone non stanno da sole dopo la fine di una relazione, oppure lamentano la loro singletudine, perchè temono la solitudine e sentono il bisogno di colmare dei vuoti affettivi, magari come dici tu buttandosi su relazioni sbagliate. Collezionano delusioni probabilmente perchè hanno troppe aspettative sull'altro e sulla relazione stessa, nello yoga si direbbe attaccamento ai risultati, per questo vengono delusi.

  4. #4
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Credo che tu abbia centrato il punto. Molta gente teme la solitudine. Ma questo non è forse un sintomo di insicurezza? Di incapacità di contare su se stessi?
    Poi è chiaro che uno vorrebbe trovare qualcuno, il bisogno di amare e tutto il resto, però boh, non è che uno debba vivere in funzione solo di questo, secondo me. Altrimenti difficilmente riuscirà mai a essere davvero felice.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  5. #5
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    Da cosa nasce l'insicurezza se non da vuoti lasciati durante la crescita, durante l'infanzia, la paura di non essere amati prima di tutto dai nostri genitori e di restare soli?
    Credo che l'origine della paura, paura che non consente di vivere con pienezza la vita e le situazioni affettive parta da lì.
    Certo bisognerebbe imparare a camminare sulle proprie gambe e volersi bene, ma non tutti ci riescono o sono stati educati a farlo, d'altra parte non esistono i genitori perfetti, poi una volta adulti si fa quel che si può.

  6. #6
    Opinionista L'avatar di Turbociclo
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    Ma non c'è nulla di peggiore del sentirsi soli quando si è in compagnia.
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."

    Dostoevskij.

  7. #7
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Oggi mi sento di proporre una nuova riflessione in campo sentimentale/relazionale. Noto sempre più spesso l'incapacità di restare soli, di pensare a stare bene con se stessi.
    Conosco persone che chiudono storie lunghe anni e, invece di godersi la libertà, si affannano cercando qualcun altro con cui legare, magari buttandosi tra le braccia del primo/prima che capita e collezionando una delusione dietro l'altra. E quelli che non trovano qualcuno, vivono lamentandosi del proprio essere single.
    Il problema di fondo, secondo me, è che molte persone non sanno stare da sole. Non sanno vivere con se stesse, non sanno trovare la propria felicità dentro di sé e la cercano continuamente negli altri. Cosa ne pensate?
    Il famoso cerotto-Bertelli: Dove il rimedio è peggio della ferita. Nella realtà, solo chi sa elaborare il distacco o la fine di un Amore, diventa poi pronto per una nuova storia.
    amate i vostri nemici

  8. #8
    No Excuses L'avatar di Jerda
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Credo che tu abbia centrato il punto. Molta gente teme la solitudine. Ma questo non è forse un sintomo di insicurezza? Di incapacità di contare su se stessi?
    Poi è chiaro che uno vorrebbe trovare qualcuno, il bisogno di amare e tutto il resto, però boh, non è che uno debba vivere in funzione solo di questo, secondo me. Altrimenti difficilmente riuscirà mai a essere davvero felice.
    Ladyhawke ha parlato di amare e sentirsi amati e poi di paura di rimanere soli. Hai saltato il primo piccolo passetto per prendere il secondo e dare un'interpretazione personale e negativa del sentimento che non è proprio scontata o inclusa fin dalla descrizione del problema come lo è il bisogno di amore.

    Ognuno ha conoscenze di anni e famiglia e ognuno può pensare di conoscere a minore o maggiore ragione la solitudine, ma quando a un certo punto della vita ti trovi in condizioni di vera solitudine capisci di aver chiamato ferite di guerra quelli che erano graffi momentanei che affrontavi -nell'età dell'innocenza- con la consapevolezza di recuperare, non come una condizione che si instaura per restare. La solitudine morde forte, non c'entra niente col saper stare soli ma con il non avere nessuno quando non vuoi starci.
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    Questa sì che è vita, altro che la marea di boiate pseudoscientifiche con cui una mandria di dilettanti pagati a peso d'oro continua a riempirci la testa e a mandare a puttane il paese.
    Ben ritrovati.

  9. #9
    Opinionista L'avatar di LadyHawke
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Il famoso cerotto-Bertelli: Dove il rimedio è peggio della ferita. Nella realtà, solo chi sa elaborare il distacco o la fine di un Amore, diventa poi pronto per una nuova storia.
    Questo è vero però c'è chi pensa che "chiodo scaccia chiodo", appunto poi finisce per martellarsi un dito.

  10. #10
    Opinionista L'avatar di Barrett
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    Pensavo ai figli unici rispetto a chi è cresciuto con fratelli e sorelle. La solitudine a quell'età è qualcosa di terribile. Un conto è scegliere di stare soli, un'altra cosa quando ci nasci.

  11. #11
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    Ma non c'è nulla di peggiore del sentirsi soli quando si è in compagnia.
    In questo caso poi
    Hai raggiunto il top
    Where there’s will there’s a way

    -Work hard have fun & be nice-

  12. #12
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
    Questo è vero però c'è chi pensa che "chiodo scaccia chiodo", appunto poi finisce per martellarsi un dito.
    Lo credo pure io.
    Il problema è che finché uno non è in grado di essere felice con se stesso, nella sua solitudine, difficilmente lo sarà con qualcun altro.
    Io noto una grande tendenza, soprattutto nelle donne, a voler riporre la propria felicità nelle mani altrui piuttosto che cercare di costruirsela da sole.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  13. #13
    No Excuses L'avatar di Jerda
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    Perché sprecare anni a parlare d'amore come facciamo tutti per poi biasimare altri "per non riuscire a costruire un rapporto da soli"?

    Tutti abbiamo detto parole d'amore, chi lascia non dovrebbe lavarsi la coscienza col disprezzo per il partner infranto quando questo lo fa per valori un tempo condivisi e poi gettati nel cestino.
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    Questa sì che è vita, altro che la marea di boiate pseudoscientifiche con cui una mandria di dilettanti pagati a peso d'oro continua a riempirci la testa e a mandare a puttane il paese.
    Ben ritrovati.

  14. #14
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Non capisco il tuo discorso né il nesso con tutto il resto, Jerda...
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  15. #15
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
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    credo sia una questione piuttosto stratificata e che non ci sia una-risposta-una, ma più circostanze concorrenti;

    prima di tutto, ho l'impressione di una circostanza educativa; se da bambini si è stati soli, ci si è abituati ad organizzare il proprio tempo e spazio mentale in un dialogo continuo con se stessi; è una cosa che noto in amici e amiche figli unici, che anche in coppia tendono a mantenere comunque importanti spazi di solitudine;
    poi ci sono variabili personali; per esempio, molte propensioni nevrotiche "richiedono" la presenza continua di qualcuno che le disciplini, le argini in qualche modo, dato che la persona in questione prova angoscia a restare solo con quelle nevrosi;

    questa cosa diventa evidentissima nel caso di alcune nevrosi allo stato patologico, come l'agorafobia, che viene superata temporaneamente con la protesi di un accompagnatore nei luoghi aperti; si può pensare - non ne ho qualifiche e competenze, beninteso - che in qualche modo anche altre forme di nevrosi, pure leggere e normali, o di semplice disagio psicologico in una certa misura possano richiedere la presenza di un partner-tutore o complice; posto che anche la solitudine, a sua volta può essere nevrotica, perché sottrae al giudizio altrui comportamenti cui la nevrosi spinge ad indulgere;

    piuttosto, secondo me, la differenza la fa la capacità di apprendere a decostruire le proprie e altrui motivazioni, in modo da conseguire un reale vantaggio relazionale; questo è molto anche un fatto culturale, perché il "chiodo scaccia chiodo" funziona in termini di appagamento se si astrae la presenza di un'altra persona abbastanza da conferirle una funzione soddisfacente, chiamando quello "amore"; ma se si è appreso a concepire una relazione come inevitabile strumentalizzazione reciproca - il che è la regola, inevitabile compromesso, niente affatto spregevole - l'attenzione ai sposta su una comparazione di qualità, che deve "vedere" più lucidamente l'altro, a prescindere dall'esigenza;

    cioè, se torno single, io potrei volere una sostituta anche solo per mia esigenza di non sentirmi sfigato in società; ma, in ogni caso, se la mia rappresentazione è romantica, ci posso fare un film; se è razionalizzata, no, e questo incide tanto nella sostenibilità di quella condizione.
    c' del lardo in Garfagnana

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