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Discussione: Fides e ratio

  1. #1
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    Fides e ratio

    "Fides et ratio", la dicotomia tra fede e ragione.

    Cono ed Arco sono tipici esponenti della fides, Esterno e xmanx sono i rappresentati del logos, motivati ad evidenziare il limite dell’approccio fideistico, del credere senza ragionare.

    Ammiro Esterno e xmanx per la loro costanza nel tentare l'inutile confronto con chi ha convinzioni fideistiche granitiche.

    Comunque l'impegno dei due "laici" è proficuo per chi desidera apprendere, approfondire, riflettere e scegliere da che parte stare.

    "Fides et ratio" è anche il titolo della lettera enciclica (lunga quanto quelle di Paolo di Tarso o a lui attribuite) del pontefice Giovanni Paolo II circa i rapporti tra fede e ragione, promulgata il 14 settembre 1998.

    Di questo tema sarebbe interessante parlarne anche qui nel forum

  2. #2
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    La “Fides et ratio” comincia così: “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità”. La frase è condivisibile.

    Ma dalla terza riga comincia la differenza incolmabile: "E Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso”.
    Non riesco a credere che sia stato “Dio aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere lui…”.

    In Vaticano anche nei documenti pontifici ancora si insiste col “cuore” come sede dei sentimenti (fin dal Medioevo) anziché la mente, il cervello. E conoscere la verità per la Chiesa significa conoscere Dio. Quale Dio, il “giustiziere”, il “vendicatore”, il “geloso” del suo popolo. E se invece lo studio conduce alla convinzione che Dio non esiste, e non c’è bisogno di lui durante la fugace vita terrena ?

    Al punto 2 dell’introduzione c’è scritto “La Chiesa non è estranea, né può esserlo, a questo cammino di ricerca. Da quando, nel Mistero pasquale, ha ricevuto in dono la verità ultima sulla vita dell'uomo, essa s'è fatta pellegrina per le strade del mondo per annunciare che Gesù Cristo è ‘la via, la verità e la vita’ (Gv 14, 6). Tra i diversi servizi che essa deve offrire all'umanità, uno ve n'è che la vede responsabile in modo del tutto peculiare: è la diaconia alla verità”.
    La solita storia. Il Vaticano “parla bene ma razzola male”. “Tra i diversi servizi che essa deve offrire all’umanità” è compresa la “verità”: Gesù, il Cristo, che è “la via, la verità e la vita”.
    La Chiesa cattolica si sente in diritto di offrire i suoi servigi erga omnes. Non riesce a limitarsi ai suoi fedeli. Lo so bene che limitarsi soltanto in chi crede in Gesù e una diminutio inaccettabile.

    Il Vaticano vuol imporre la sua verità, non dialogare sulla verità nel “cortile dei gentili”. In tal caso il dialogo non può continuare.

    Il cattolicesimo è solo una religione fra le altre, non è più la religione dominante con pretese universalistiche. Ogni religione ha la sua verità. Se ne deve fare una ragione.
    Ultima modifica di doxa; 23-01-2020 alle 19:44

  3. #3
    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    "Fides et ratio", la dicotomia tra fede e ragione.

    Cono ed Arco sono tipici esponenti della fides, Esterno e xmanx sono i rappresentati del logos, motivati ad evidenziare il limite dell’approccio fideistico, del credere senza ragionare.

    Ammiro Esterno e xmanx per la loro costanza nel tentare l'inutile confronto con chi ha convinzioni fideistiche granitiche.

    Comunque l'impegno dei due "laici" è proficuo per chi desidera apprendere, approfondire, riflettere e scegliere da che parte stare.
    Mi sembra, con tutto il rispetto per le persone citate, che l'atteggiamento dei rappresentanti della ratio non sia diverso da quello che attribuisci ai rappresentanti della fides.
    Convinzioni fideistiche e granitiche vale anche per loro.
    Aut hic aut nullubi

  4. #4
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Oggi, se provi a dire che la Verità non può che essere una, ti staccano la testa. Più o meno metaforicamente. Siamo immersi nel relativismo religioso. Eppure la Chiesa non può rinunciare ad affermare che tale Verità non è un concetto, un pensiero, una filosofia di vita eccetera: La Verità è l'incontro con UNA PERSONA: Gesù Cristo! Lo afferma e lo annuncia da secoli. Senza aspettarsi applausi e "mi piace".
    amate i vostri nemici

  5. #5
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Ma non sei tu il paladino del "tutte le religioni hanno loro dignità"? Salvo poi tirare l'acqua al proprio mulino e dire che sono un fiume che confluirà, guarda caso, nel cristianesimo/cattolicesimo o come ora, in cui parli di relativismo religioso. Bisogna che ti decida, fare il buono oppure, per coerenza anche se uno rischia di passare meno bene, l'integralista. Vuoi tenere il piede in due scarpe.

    Purtroppo per te, per quanto tu ne sia convinto, la tua chiesa non porta nessuna verità con sé.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  6. #6
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    @Doxa

    Che sia stato dio oppure no, c'è del vero in quello che dice l'enciclica che tu hai citato, e cioè: "L'uomo cerca la verità".
    Dopodichè, la stessa enciclica cita il cosiddetto vangelo di Giovanni per dirci quale sarebbe la sua presunta verità: "Gesù è la via, la verità, la vita".
    E qui sta l'errore. Un errore scoperto proprio dalla ratio.

    La ratio, infatti, ci dice che il vangelo di Giovanni fu scritto intorno al 100dc per correggere la teologia che Paolo aveva inventato 50 anni prima.
    Paolo, infatti, ha inventato una teologia che diceva più o meno così: "Gesù è venuto per salvarci dal peccato e dal giudizio divino. Ora Gesù sta tornando per instaurare il Regno di dio...e solo chi ha fede in lui potrà salvarsi dal giudizio di Dio e far parte del nuovo regno".

    La teologia inventata da Paolo si rivelo, però, errata. Gesù non tornò per instaurare il Regno di Dio. Molti cristiani ormai delusi dalle false promesse di Paolo, stavano rielaborando la teologia. Stava nascendo lo gnosticismo.
    Per arginare il dilagare dello gnosticismo, fu inventato il vangelo di Giovanni (che pure contiene dei concetti che provengono dallo gnosticismo e fu influenzato dallo gnosticismo).
    Nel vangelo di Giovanni si afferma che Gesù "viene dal cielo e il suo regno non è di questo mondo, ma è un regno NEL cielo" (questo è uno dei concetti cardine della teologia dello gnosticismo).
    Col vangelo di Giovanni si abbandona il concetto teologico di Paolo (il regno DEI cieli che presto irromperà nella storia qui sulla Terra, in una Terra TRASFIGURATA dal giudizio universale) e lo si trasforma nel regno NEI cieli al quale si accede dopo la morte.

    La ratio, cioè, ci dice che era SBAGLIATA la teologia di Paolo (che era basata sulla menzogna dell'imminente instaurazione del Regno DEI cieli QUI sulla Terra). E per correggere questa menzogna se ne è inventata un'altra (quella di Giovanni del 100dc) per cui il Regno è NEI cieli e vi si accede dopo la morte.
    Ovviamente sia la teologia di Paolo che quella di Giovanni sono tutte sciocchezze. E questo ce lo dice la ratio proprio in virtù dell'analisi dei testi e dei processi storici documentati nei testi che portarono alla trasformazione della teologia di Paolo in quella di Giovanni.

    Il Vaticano queste cose le sa benissimo. Infatti si limita a citare il vangelo di Giovanni...e si dimentica delle lettere di Paolo e dei tre vangeli sinottici in cui MAI Gesù viene definito Dio e MAI si accenna a un Regno NEI cieli (tranne in Luca che è l'anello di congiunzione del passaggio storico dalla teologia di Paolo a quella di Giovanni)...ma si parla sempre di un Regno DEI cieli che presto irromperà sulla Terra preceduto dal ritorno di Gesù, dal giudizio universale, resurrezione dei morti etc etc.

    Con questo non voglio affatto sminuire l'importanza storica della figura di Gesù e della sua visione del mondo.
    Ma Gesù era semplicemente un uomo che voleva re-instaurare il Regno unificato dei giudei e, per questo, si era proclamato il Messia atteso dai Giudei.
    Gesù non venne riconosciuto dalle gerarchie religiose ebraiche come il Messia atteso a causa della sua "visione innovativa", ed ebbe forti contrasti con le gerarchie religiose ebraiche proprio a causa della sua "visione innovativa".
    Gesù, infatti, era contrario a un rispetto "formale" della Legge e puntava a costruire un Regno basato sul rispetto "sostanziale" della Legge. Per questo si scagliò contro le gerarchie religiose ebraiche che basavano sul rispetto "formale" della Legge il loro potere temporale.

    Come finì lo sappiamo: Gesù venne processato dalle gerarchie religiose ebraiche, riconosciuto come falso-Messia e consegnato ai romani perchè venisse crocifisso per "lesa maestà".
    Ma il Gesù storico si considerava Messia nella accezione di Davide e cioè il futuro Re di un ricostituito Regno dei Giudei, basato sulla osservanza della "sostanza" della Legge.

    Da questa storia e vicenda tutta umana, Paolo si inventò la teologia basata sul "Messia divino (il Figlio dell'Uomo del profeta Daniele) che sarebbe presto tornato sulla Terra per instaurare il Regno DEI cieli". Una teologia SBAGLIATA e FALSA, che Paolo stesso INVENTO' rielaborando AUTONOMAMENTE la figura storica di Gesù (vedi lettera ai Galati).
    Le prime comunità fondate da Paolo si basavano proprio sulla "promessa" di Paolo, cioè l'IMMINENTE ritorno di Gesù e l'IMMINENTE instaurazione del Regno DEI cieli.
    Fu quando Paolo morì intorno al 60dc e quando poi morirono tutti gli altri discepoli di Gesù che nacque il problema: Gesù non era tornato come, invece, Paolo aveva promesso.
    Stavano quindi nascendo nuove teologie (vedi gnosticismo). E proprio per contrastare la nascita di queste teologie, i vecchi seguaci di Paolo RI-ELABORARONO la teologia di Paolo dando vita alla teologia di Giovanni.
    E il Regno, che Paolo aveva previsto come imminente qui sulla Terra fondato da Gesù tornato dal regno dei morti, venne spostato NEI cieli e vi si accedeva dopo la morte.

    Questo ci dice la ratio, a seguito di un profondo e accurato studio dei testi in nostro possesso (i vangeli e le lettere di Paolo).
    Questo è il motivo per cui dai vangeli emergono figure di Gesù così diverse tra loro. Perchè i vangeli sono stati scritti per veicolare una precisa visione teologica e ogni autore aveva la sua. E ogni autore ha fatto dire a Gesù, nei testi, le proprie idee teologiche. Ogni autore ha, in sostanza, messo in bocca a Gesù, nei testi, le proprie idee teologiche e ha presentato la figura di Gesù facendola aderire alle proprie idee teologiche.
    E' per questo che i vangeli non hanno NULLA a che vedere col Gesù storico e con quanto il Gesù storico effettivamente disse e fece nella sua vita.
    Ultima modifica di xmanx; 24-01-2020 alle 11:45
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  7. #7
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Non riesco a capire come si possano paragonare insieme due idee completamente diverse; potremmo discutere per una settimana ma, a mio avviso, non giungeremmo mai ad una sintesi tra i due concetti.
    La fede è un sentimento che non riguarda la realtà in cui viviamo; è un sentimento di aspettativa per un futuro che non sappiamo come possa essere, la ragione, al contrario è un modo di pensare che ci aiuta a capire dove siamo e come sia meglio agire per stare appunto con i piedi per terra, per essere in sincronia con il mondo in cui viviamo.
    Infatti la ragione ci aiuta a comprendere, la fede non ci aiuta a comprendere ma dà un senso ultraterreno alla realtà, condizionando così la ragione stessa.

  8. #8
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Non riesco a capire come si possano paragonare insieme due idee completamente diverse; potremmo discutere per una settimana ma, a mio avviso, non giungeremmo mai ad una sintesi tra i due concetti.
    La fede è un sentimento che non riguarda la realtà in cui viviamo; è un sentimento di aspettativa per un futuro che non sappiamo come possa essere, la ragione, al contrario è un modo di pensare che ci aiuta a capire dove siamo e come sia meglio agire per stare appunto con i piedi per terra, per essere in sincronia con il mondo in cui viviamo.
    Infatti la ragione ci aiuta a comprendere, la fede non ci aiuta a comprendere ma dà un senso ultraterreno alla realtà, condizionando così la ragione stessa.
    Stai dicendo una colossale sciocchezza.
    Fede e ragione sono strettamente collegate. E sai perchè? Perchè la fede ti viene proposta dicendoti che si basa su una verità storica effettiva. Questa è la ratio.
    Cioè la chiesa ti dice che ciò che c'è scritto nei vangeli è "verità storica", ed è proprio su questa ratio che ti propone di avere fede.
    La chiesa ti ha inculcato nella mente che Gesù ha detto davvero le cose scritte nei vangeli. Che Gesù ha fatto davvero ciò che viene descritto nei vangeli. Questa è la ratio. E la fede è strettamente collegata a questa ratio. Se non ci fosse questa ratio di base, non potrebbe esistere nemmeno la fede.
    Sei talmente condizionato da questa "certezza" che nemmeno te ne accorgi. Ce l'hai talmente inculcata nella mente che la dai per scontata e nemmeno ti poni il dubbio.
    Ti hanno fatto proprio un bel lavaggio del cervello.

    Il Gesù storico (quello vero, vissuto 2000 anni fa in Palestina) NON E' quello descritto nei vangeli. Ciò che è descritto nei vangeli sono INVENZIONI TEOLOGICHE costruite sulla vicenda del Gesù storico, ma che NON HANNO NULLA A CHE VEDERE con quello che effettivamente era il Gesù storico e con quanto egli effettivamente disse e fece.
    Nei vangeli sono stati inventati dialoghi ed episodi per proporre il "Gesù teologico" ideato e inventato da Paolo. I vangeli riprendono le idee teologiche di Paolo e presentano Gesù secondo la visione teologica di Paolo.
    Ed è lo stesso Paolo a dirci che le sue idee se le è inventate lui (lettera ai Galati).
    I vangeli vennero scritti SUCCESSIVAMENTE a Paolo e vennero scritti per propagandare le idee teologiche di Paolo e per propagandare/presentare Gesù secondo la visione teologica di Paolo. NON per raccontare chi era realmente il Gesù storico e cosa realmente fece e disse 2000 anni fa.
    Ultima modifica di xmanx; 24-01-2020 alle 15:57
    Lo stagista.
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  9. #9
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Stai dicendo una colossale sciocchezza.
    Fede e ragione sono strettamente collegate. E sai perchè? Perchè la fede ti viene proposta dicendoti che si basa su una verità storica effettiva. Questa è la ratio.
    Scusa se intervengo subito, dopo leggo il resto.
    Già quando dici che la fede viene proposta è un indizio che la mia ragione viene messa da parte, forse sospesa. Tuttavia esiste un'età della ragione, dove qualsiasi persona impara, specialmente dalla scuola, come si deve ragionare e ciò che è bene o male fare e non credere.
    Un cervello razionale ragiona razionalmente e non in base alla fede ma in base al raziocinio. Se poi il raziocinio non basta per essere felici allora si mette per un attimo il cervello da parte e si ricorre sempre per un attimo alla fede.
    Anche Gesù usava il cervello quando si è rifiutato di trasformare le pietre in pane o quando la sua mente lo ha messo alla prova ( rinunciando a ragionare) cercando di convincerlo a gettarsi dal pinnacolo del tempio, infatti non si è gettato.
    Adesso leggo il resto.

  10. #10
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da xmanx Visualizza Messaggio
    Stai dicendo una colossale sciocchezza.
    Fede e ragione sono strettamente collegate. E sai perchè? Perchè la fede ti viene proposta dicendoti che si basa su una verità storica effettiva. Questa è la ratio.
    Cioè la chiesa ti dice che ciò che c'è scritto nei vangeli è "verità storica", ed è proprio su questa ratio che ti propone di avere fede.
    giustamente, la logica presiede al linguaggio via principi aristotelici; quindi la razionalità presiede a qualsiasi tesi;

    ma il punto della religione non investe la razionalità su questo meccanismo, ma sul credere in ciò che è assurdo agli occhi umani, ossia la resurrezione; e, ovviamente, la creazione da parte di un'entità antropomorfa, almeno mentalmente tale, con tutte le conseguenze;

    siccome questa entità può essere postulata a monte e indipendentemente da qualsiasi evento fisico, si tratta di una nozione non dimostrabile, quanto non confutabile, su cui la ragione nulla può, né in un caso, né in quello opposto;

    in questo senso non può esserci vera interazione tra fede e ragione, nonostante la fede debba comunque avvalersi di strumenti linguistici di ordine razionale per essere concepita, formulata e trasmessa.
    c' del lardo in Garfagnana

  11. #11
    Scarto la ragione perché è limitata, scarto la fede perché può portare verso realtà incerte e sconosciute e scelgo l'amore nel rapporto con il Divino.Come tra gli esseri umani l'amore c'è o non c'è così è il rapporto di un individuo con un Essere da cui,chi lo ama si sente di far parte e chi non prova questo amore non ne sente il bisogno.E' lo stesso amore che indirizza la ragione e accende una fede corretta.Per chi non sente questo amore tutti gli studi sono inutili e la comunicazione tra chi cerca Dio per amore e chi lo mette nella storia,nelle filosofie,nelle religioni e non nel cuore è inevitabilmente interrotta.Se due fratelli vogliono bene al papà e alla mamma,più che discutere sul concetto di papà e mamma,cercheranno di farli felici nei limiti umani concessi.

  12. #12
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    Molti napoletani ancora usano dare del voi anziché il lei, ed io scherzosamente usando il loro modo di dire, vi dico: Donna Raché ma siete proprio sicura di scegliere l'amore nel rapporto con il "Divino" ? Siate prudente perché è un iracondo !

    Difficile negare che Jahvè sia stato un Dio persecutore/devastatore. Si pensi solo al Diluvio universale o alla distruzione delle città di Sodoma e Gomorra, abitanti compresi. Con l’uomo d’altronde tale divinità si era comportata in modo punitivo sin dal tempo dell’Eden. Adamo ed Eva infatti, poiché osarono disubbidirgli, vennero cacciati dal paradiso terrestre e costretti a vivere faticosamente sulla terra in una condizione di mortalità a causa della maledizione da parte di chi sarà chiamato con il poco rassicurante appellativo di “Signore degli eserciti", il quale, dopo il cosiddetto peccato originale, così proclamò al nostro progenitore: “maledetto il suolo per causa tua! / Con dolore ne trarrai il cibo / per tutti i giorni della tua vita. / Spine e cardi produrrà per te / e mangerai l’erba dei campi. / Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, / finché non ritornerai alla terra, / perché da essa sei stato tratto: / polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Gen 3,17-19).

    La nostra storia insomma nascerebbe con una condanna e all’insegna del castigo. Ma, risultando alquanto numerosi gli episodi biblici d’inclemenza da parte di Jahvè nei confronti delle sue creature, viene spontaneo chiedersi perché il “buon Dio” si sia comportato in modo così severo con l’umanità. E vien da chiedersi perché dobbiamo amare un essere così nevrastenico. Con quale coraggio vogliono far credere che Dio sia amore.

    Emblematico a questo proposito il comportamento di Abramo nei confronti dell’amatissimo figlio avuto da Sara in tarda età: il patriarca è pronto a sacrificare il bambino sgozzandolo, perché Jahvè questo gli ha imposto: “Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò” (Gen 22,2). Poi quel sacrificio il volubile Dio non lo fece realizzare per un “ripensamento” all'ultimo secondo, come quei condannati a morte sulla sedia elettrica nel Nord America, che ricevettero la grazia all’ultimo minuto.
    Ultima modifica di doxa; 24-01-2020 alle 22:21

  13. #13
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    giustamente, la logica presiede al linguaggio via principi aristotelici; quindi la razionalità presiede a qualsiasi tesi;

    ma il punto della religione non investe la razionalità su questo meccanismo, ma sul credere in ciò che è assurdo agli occhi umani, ossia la resurrezione; e, ovviamente, la creazione da parte di un'entità antropomorfa, almeno mentalmente tale, con tutte le conseguenze;

    siccome questa entità può essere postulata a monte e indipendentemente da qualsiasi evento fisico, si tratta di una nozione non dimostrabile, quanto non confutabile, su cui la ragione nulla può, né in un caso, né in quello opposto;

    in questo senso non può esserci vera interazione tra fede e ragione, nonostante la fede debba comunque avvalersi di strumenti linguistici di ordine razionale per essere concepita, formulata e trasmessa.
    Sei fuori strada, fratello.
    E sei fuori strada perchè, anche in questo caso, parli di cose che non conosci.

    Paolo dice: "Se Cristo non fosse davvero risorto, vana sarebbe la nostra fede".
    La fede cristiana si basa su un "evento fisico", un "evento storico" riconosciuto come reale dai credenti.
    Non è come dici tu: Ho fede e quindi credo alla resurrezione.
    Ma è: La resurrezione è un fatto storico e, quindi, ho fede.

    Per quanto riguarda il cristianesimo, la fede nasce da una ratio. E la ratio consiste nel ritenere "vero storicamente" quanto è affermato nei testi.
    La fede cristiana si basa su una ratio. E questa ratio consiste nel ritenere "veri storicamente" i fatti riportati nei testi.

    Dopodichè nasce la domanda: ma i fatti riportati nei testi sono effettivamente "verità storica"?
    Questa è la domanda che è alla base della ricerca sul "Gesù storico" che va avanti da 300 anni. E che si basa proprio sullo studio e sull'analisi dei testi in nostro possesso.
    E perchè è nata la ricerca sul "Gesù storico"? Per verificare se la ratio su cui si basa la fede è corretta. Cioè per verificare se quanto riportato nei testi è effettivamente "verità storica".
    Se la fede cristiana non fosse basata su questa ratio, non sarebbe nemmeno nata la ricerca sul "Gesù storico" nata appunto per verificare se questa ratio è corretta.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  14. #14
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    Scarto la ragione perché è limitata, scarto la fede perché può portare verso realtà incerte e sconosciute e scelgo l'amore nel rapporto con il Divino.Come tra gli esseri umani l'amore c'è o non c'è così è il rapporto di un individuo con un Essere da cui,chi lo ama si sente di far parte e chi non prova questo amore non ne sente il bisogno.E' lo stesso amore che indirizza la ragione e accende una fede corretta.Per chi non sente questo amore tutti gli studi sono inutili e la comunicazione tra chi cerca Dio per amore e chi lo mette nella storia,nelle filosofie,nelle religioni e non nel cuore è inevitabilmente interrotta.Se due fratelli vogliono bene al papà e alla mamma,più che discutere sul concetto di papà e mamma,cercheranno di farli felici nei limiti umani concessi.
    Questa è una visione molto infantile di tutta la faccenda.
    "Dio è amore" è una sciocchezza o, per meglio dire, una visione assai parziale, romantica e romanzata, di Dio.

    Diceva Darwin:
    “Riconosco che non posso vedere, così come altri le vedono e come anch’io desidererei vedere, le prove di un disegno e di una benevolenza divina verso di noi. Mi pare che nel mondo ci sia troppa sofferenza. Non riesco a persuadermi che un Dio benefico e onnipotente abbia volutamente creato gli Icneumonidi con l’espressa intenzione che essi si nutrano entro il corpo vivente dei bruchi”.

    Effettivamente gli Icneumonidi, famiglia di insetti appartenenti all’ordine degli Imenotteri, furono una vera spina nel fianco per i teologi naturali del XIX secolo. Come potevano giustificare le abitudini violente di queste creature ed allo stesso tempo sostenere la benevolenza assoluta del Dio che le aveva create?

    Vediamo come il "buon Dio pieno di amore" avrebbe concepito il comportamento degli Icneumonidi:
    Gli Icneumonidi depongono le loro uova all'interno dei bruchi e contemporaneamente iniettano nei bruchi un veleno paralizzante per tenerli in vita e per impedirgli di muoversi. Lo scopo è quello di fornire ai futuri cuccioli che nasceranno all'interno del bruco della carne fresca per consentirgli di crescere.
    Come funziona nel dettaglio questo macabro banchetto?
    Le femmine di Icneumonidi, tramite l’ovopositore, depongono le proprie uova all’interno di altre specie di invertebrati (i bruchi) paralizzandoli con una tossina.
    Dopo la schiusa delle uova le neonate larve divorano dall’interno l’ospite mentre questo E' ANCORA VIVO.
    Molte specie iniziano il banchetto dai depositi di grassi e dagli organi di digestione lasciando per ultimi gli organi vitali in modo da mantenere viva la fonte di cibo il più a lungo possibile. In questo modo evitano che l’ospite vada in putrefazione ma allo stesso tempo prolungano inevitabilmente l’agonia della vittima.

    Ora...cara Rachele, ci devi spiegare come può un "Dio amore" concepire una cosa simile?
    Aspetto tue notizie.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  15. #15
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Molti napoletani ancora usano dare del voi anziché il lei, ed io scherzosamente usando il loro modo di dire, vi dico: Donna Raché ma siete proprio sicura di scegliere l'amore nel rapporto con il "Divino" ? Siate prudente perché è un iracondo !

    Difficile negare che Jahvè sia stato un Dio persecutore/devastatore. Si pensi solo al Diluvio universale o alla distruzione delle città di Sodoma e Gomorra, abitanti compresi. Con l’uomo d’altronde tale divinità si era comportata in modo punitivo sin dal tempo dell’Eden. Adamo ed Eva infatti, poiché osarono disubbidirgli, vennero cacciati dal paradiso terrestre e costretti a vivere faticosamente sulla terra in una condizione di mortalità a causa della maledizione da parte di chi sarà chiamato con il poco rassicurante appellativo di “Signore degli eserciti", il quale, dopo il cosiddetto peccato originale, così proclamò al nostro progenitore: “maledetto il suolo per causa tua! / Con dolore ne trarrai il cibo / per tutti i giorni della tua vita. / Spine e cardi produrrà per te / e mangerai l’erba dei campi. / Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, / finché non ritornerai alla terra, / perché da essa sei stato tratto: / polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (Gen 3,17-19).

    La nostra storia insomma nascerebbe con una condanna e all’insegna del castigo. Ma, risultando alquanto numerosi gli episodi biblici d’inclemenza da parte di Jahvè nei confronti delle sue creature, viene spontaneo chiedersi perché il “buon Dio” si sia comportato in modo così severo con l’umanità. E vien da chiedersi perché dobbiamo amare un essere così nevrastenico. Con quale coraggio vogliono far credere che Dio sia amore.

    Emblematico a questo proposito il comportamento di Abramo nei confronti dell’amatissimo figlio avuto da Sara in tarda età: il patriarca è pronto a sacrificare il bambino sgozzandolo, perché Jahvè questo gli ha imposto: “Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò” (Gen 22,2). Poi quel sacrificio il volubile Dio non lo fece realizzare per un “ripensamento” all'ultimo secondo, come quei condannati a morte sulla sedia elettrica nel Nord America, che ricevettero la grazia all’ultimo minuto.
    Caro Doxa....direi che oggi, nel 2020, possiamo affermare tranquillamente che la Bibbia è un insieme di racconti scritti da uomini che, prendendo spunto da episodi storici realmente accaduti, ne hanno dato una loro interpretazione teologica.
    Esempio:
    Sodoma e Gomorra, come studi recenti hanno dimostrato, furono distrutte da un meteorite che cadde sopra di loro.
    Qualche presunto "profeta" ha poi inventato la storia che sono state distrutte da Dio.
    E' del tutto evidente che il racconto biblico è figlio di una interpretazione del tutto umana che, con Dio, non ha nulla a che vedere.
    Il presunto "profeta" ha scritto nella Bibbia che Dio era adirato e ha distrutto Sodoma e Gomorra.

    Lo schema nella Bibbia è sempre lo stesso: si parte da una vicenda storica e gli si costruisce attorno una "visione teologica" che la "interpreta".
    La "visione teologica" della Bibbia si basa sul fatto che i mali nel mondo nascono come punizione di Dio nei confronti dell'uomo "peccatore".
    Ma questa è una interpetazione teologica che nasce da uomini...è una visione nata da uomini che poi l'hanno scritta nella Bibbia.

    E' del tutto ovvio che la Bibbia si basa su "interpretazioni teologiche" del tutto INVENTATE dai presunti "profeti" che hanno scritto la Bibbia stessa.
    Ma queste "interpretzioni teologiche" NON HANNO NULLA A CHE VEDERE con la realtà dei fatti.
    Ultima modifica di xmanx; 25-01-2020 alle 11:46
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

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