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Discussione: Arroganza

  1. #31
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Secondo ciò che scrive De Luca pare che nessun governo sia mai riuscito ad abbassare le tasse. E infatti a me sembrava... https://www.ilpost.it/2014/03/20/dav...fact-checking/ (Affermazione valida fino al 2014, anno di pubblicazione del libro, ma saranno poi cambiate le cose in seguito? Ne dubito assai...)
    ma certo, è ovvio;
    in Italia non c'è margine per abbassare le tasse davvero, come media, soprattutto perché il fabbisogno statale è elevatissimo; e più la popolazione invecchia, più - a parità di trattamenti pensionistici e sanitari - è destinato a crescere;

    c'è la possibilità di redistribuire; solo che i "ricchi" che le tasse le pagano, sono già iper-tassati, mentre tutta l'area grigia dell'evasione è intoccabile, sia - giustamente - quella di necessità - sia - meno lodevolmente - quella che tanto indispensabile non sarebbe;
    il tutto dipende dalla ricchezza nazionale - patrimonio/risparmio/investimento - e dalla produttività, le capacità il lavoro - nonché dagli investimenti esteri;

    per questo insisto sul fatto che il terreno fiscale è quello su cui si gioca tutta la partita della politica, innanzitutto perché il fisco e la redistribuzione delle risorse sono, effettivamente, l'ultimo grande potere rimasto al governo nazionale; tutto il resto della qualità della vita di ogni persona è definito in un quadro UE, diritti fondamentali, giustizia, ecc... oppure dai servizi decentrati, regioni e municipi, inclusa una quota della tassazione stessa;

    e questa partita non si gioca tra una destra e una sinistra che in Italia non ci sono; ma tra aree sviluppate, dove è prevalente l'opinione che le tasse andrebbero riscosse e spese localmente e non distribuite a soggetti politici distanti e non controllabili, come avviene in misura diversa un po' ovunque, in UE;

    es.: i tedeschi hanno molta ritrosia e diffidenza all'idea di pagare tasse per finanziare i debiti dei paesi mediterranei, ma gli stessi tedeschi renani fanno lo stesso discorso coi connazionali piantagrane dell'est, che chiedono assistenzialismo; gli anti UE di AFD si sono divisi, tra gli orientali, tendenzialmente neo-nazisti, e gli occidentali, nostalgici della RFT di Bonn
    c' del lardo in Garfagnana

  2. #32
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    In realtà, guardando il grafico del PIL procapite, si vede che tutti hanno sofferto l'Euro....tranne la Germania. Cosa del tutto ovvia, visto che l'Euro altro non è che il Marco tedesco travestito.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  3. #33
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    In realtà, guardando il grafico del PIL procapite, si vede che tutti hanno sofferto l'Euro....tranne la Germania. Cosa del tutto ovvia, visto che l'Euro altro non è che il Marco tedesco travestito.
    se tutti hanno sofferto, ma nessuno vuole uscire, nessuno ha sofferto; cioè, significa che quello era il prezzo concordato per un vantaggio; tu soffri a pagare per un acquisto, ma poi ti godi il bene, a cui attribuisci più valore; altrimenti, non l'avresti comprato;
    l'Italia e la Grecia fanno eccezione, perché hanno strutturalmente, da molti decenni, una quota eccessiva di PIL mossa dalla spesa pubblica, e quindi dal deficit; e questo è dovuto alle politiche assistenzialiste e di sgravi fiscali per comprare il consenso;

    peraltro - è storia, scritta oramai sui manuali - i tedeschi non volevano l'euro; l'hanno dovuto subire, perché Mitterrand l'ha posto come condizione per assentire alla riunificazione;
    solo che i tedeschi hanno fatto riforme strutturali, ingoiando diversi rospi e conflittualità sociali; e lo ha fatto la SPD di Schroeder, come sempre nelle democrazie occidentali "di garanzia", dove una politica di destra la fa la sinistra, e viceversa, perché garantisce la propria parte; la distensione e i trattati di pace americani li hanno firmati i presidenti repubblicani, come Nixon o Eisenhower...
    c' del lardo in Garfagnana

  4. #34
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    In realtà, guardando il grafico del PIL procapite, si vede che tutti hanno sofferto l'Euro....tranne la Germania. Cosa del tutto ovvia, visto che l'Euro altro non è che il Marco tedesco travestito.
    oltretutto, questa narrazione della "Germania" è proprio frutto dell'ignoranza crassa delle questioni politiche:

    la Germania della Merkel e della Grosse Koalition coi socialdemocratici è tutt'altro che fautrice dell'austerità, perché ha una visione che io definirei lungimirante;
    in Germania i rigoristi, che la Merkel deve convincere e con cui deve scendere a patti, sono i liberali e l'ala destra e conservatrice democristiana, soprattutto i bavaresi della CSU; tutti questi sono spalleggiati dai liberali e conservatori dei piccoli paesi ricchi: i baltici, gli olandesi, gli austriaci, i finlandesi, gli slovacchi...

    e quello che vogliono è esattamente sbatterci fuori dall'euro se non rientriamo subito nei parametri; ci considerano irrecuperabili e ritengono che con la moneta unica noi beneficiamo di vantaggi indebiti, che sono un costo per loro;
    allora sì, che avrebbero un marco con un nome diverso, a rappresentare solo quelle economie;
    sono questi conservatori che vorrebbero una politica neo-mercantilistica di ulteriore accumulo di surplus commerciali senza un corrispettivo di tutele per i paesi più esposti e indietro;

    mentre la Merkel cerca di mediare e attutire, perché è erede di quella tradizione politica che è europeista proprio perché vuole evitare la ricorrente circostanza di una Germania troppo forte che coagula il resto d'Europa in un fronte ostile;
    purtroppo, certi italioti che non hanno studiato la storia, né hanno memoria, tanti tra i politici degli ultimi 50 anni, per un malinteso machiavellismo sono convinti di poter fare "i giri di valzer" come nell'ottocento, giocare gli uni contro gli altri e fare piccoli ricattucci per ottenere indulgenze di basso profilo; e tirano la corda, spesso a rischio.
    c' del lardo in Garfagnana

  5. #35
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    In realtà, la Germania, con l'Euro ci ha ingabbiato ben bene. L'Italia, con la Lira, svalutava e rendeva più appetibili le sue esportazioni. Ora, con l'Euro, l'Italia non può più svalutare...e la Germania VOLA con le esportazioni...e ha un surplus commerciale di 250MILIARDI di Euro (differenza tra ciò che esporta e ciò che importa). E noi, per rendere competitivi i nostri prodotti siamo costretti a ridurre i salari...unico modo per poter competere con i prodotti tedeschi.

    La Germania ha un surplus commerciale molto alto e VIOLA i patti europei che IMPONGONO alla Germania di aumentare le importazioni dai paesi europei per favorire lo sviluppo degli altri paesi. La Germania se ne frega bellamente di questo vincolo europeo. Eliminando la Lira, la Germania si è tolta dalle scatole un concorrente (noi italiani) che eravamo gli unici a contrastare con la Lira lo strapotere tedesco nelle esportazioni.

    La Germania ci ha ingabbiati ben bene con l'Euro, con l'unico effetto che noi, come potenza industriale, stiamo via via scomparendo.
    Questa è la realtà. Le tue sono solo chiacchiere.
    Lo stagista.
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  6. #36
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    @xmanx
    Ma l'hai letto il "Bignami" della storia d'Italia che ti ho postato ieri? Hai letto in che condizioni eravamo quando potevamo stampare le lire a gogò come dici tu?... Con una inflazione del 25% annuo? Con decine, anzi, centinaia di aziende decotte salvate dal fallimento solo grazie all'intervento statale?
    Col governo che impose il calmiere dei prezzi sui beni di prima necessità, il pane addirittura?
    Con l'umiliante prestito che fummo costretti a chiedere proprio alla Germania che, in cambio ci chiese in pegno l'oro custodito nei forzieri della Banca d'Italia?
    Ma hai idea di cosa siano stati quegli anni?
    Capisco che il mio "Bignami" era un po' troppo lungo, ma leggitelo, potrebbe schiarirti un po' le idee...

    P.s. Siamo comunque la seconda maggiore economia esportatrice in Europa dopo la Germania ( che è molto più grande di noi, peraltro, come Paese ).

  7. #37
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    è davvero incredibile la quantità di sciocchezze che sei capace di inanellare solo in tre righe;
    cioè, la tua ignoranza eccede quella ordinaria, di un'analfabeta di ritorno; tu sei stato proprio programmato dalla propaganda per obnubilare la tua capacità di comprendere la stessa realtà in cui vivi, i suoi dati essenziali; vediamo:

    [QUOTE=xmanx;1683090]

    In realtà, la Germania, con l'Euro ci ha ingabbiato ben bene.
    posto che l'euro è stata un'imposizione dei francesi ai tedeschi, la "Germania", per quanto attiene a questo punto, non esiste, così come l'"Italia", la "Francia", ecc...
    cioè, non è più un cluster esclusivo, come nessuno stato dell'Unione, e dell'area euro; e questo da 28 anni, non da ieri;
    ma tu vivi come uno zotico della Daunia che negli anni 20 del Novecento fosse convinto che la chiamata di leva fosse per l'esercito di Franceschiello...

    oggi, non solo l'economia è integrata, quindi l'auto "tedesca" esportata ingloba un tot di prodotto italiano, ma tu puoi anche possedere senza vincoli partecipazioni di quell'azienda, al rischio e ai profitti; così come puoi comprare titoli di stato tedeschi, e se ti va traferirti in Germania, senza che nessuno possa dire ahi o bhai; questa è l'Unione, con la libera circolazione di capitali e persone; è così da quasi 30 anni, ma tu ancora non l'hai realizzato;

    L'Italia, con la Lira, svalutava e rendeva più appetibili le sue esportazioni.
    ti hanno dato ad intendere che la svalutazione è un trucco che favorisce la "nazione" che svaluta; siccome non capisci una sega di economia, te la bevi;

    svalutare può essere utile in determinati casi, in cui la struttura delle domande incrociate produca effetti favorevoli, e questo dipende dalle condizioni di mercato e della produzione; non è detto che il tedesco sia disposto a rinunciare alla Golf che gli costa 100, se il prezzo della Punto si abbassa da 90 a 85 causa svalutazione; forse può comprare una lavatrice Zoppas invece di una Mìele; dipende...
    ma, se questo effetto netto è davvero favorevole, il paese concorrente svaluterà a sua volta, ripristinando il cambio, perché non accetta la logica del Tecoppa
    quindi, il vantaggio te lo cacci nel culo;

    solo che intanto una svalutazione, se non compensata, ha anche un altro effetto; e cioè che tutto ciò che viene importato costa di più; in Italia, paese senza materie prima, tipicamente tutto, a partire dall'energia, che è una componente di qualsiasi prodotto; le svalutazioni del passato, altro non erano che massicci trasferimenti di ricchezza tra italiani: chi partecipava ai settori favoriti, aveva un vantaggio; Agnelli vendeva più auto; ma il prezzo lo pagavano i cittadini quando aumentava il prezzo della benzina, del gasolio da riscaldamento e di tutti i prodotti che avevano una componente energetica, ossia tutto, visto che la distribuzione implica trasporto;
    quindi, facendoti credere queste cazzate, ti stanno vendendo il lubrificante con cui ti vogliono sodomizzare, e tu lo compri contento e lo pubblicizzi, pure gratis, per entusiasmo

    Ora, con l'Euro, l'Italia non può più svalutare...e la Germania VOLA con le esportazioni...
    ora, a differenza di 50 anni fa, la competizione non è coi tedeschi, anche visto che le produzioni sono integratissime, ma con gli emergenti; i paesi G8 non competono sul prezzo, ma sulla qualità infungibile dei prodotti, quindi sulla ricerca e la sofisticatezza;

    i nostri elettrodomestici bianchi non possono competere sul prezzo con quelli cinesi - quindi, avvalersi di quelle svalutazioni - perché il costo del lavoro cinese o indiano è talmente basso che dovresti svalutare la moneta fino al 30-40% per avere effetti apprezzabili; sempre che ti convenga, dovendo poi importare energia e semilavorati;

    e ha un surplus commerciale di 250MILIARDI di Euro (differenza tra ciò che esporta e ciò che importa). E noi, per rendere competitivi i nostri prodotti siamo costretti a ridurre i salari...unico modo per poter competere con i prodotti tedeschi.

    La Germania ha un surplus commerciale molto alto e VIOLA i patti europei che IMPONGONO alla Germania di aumentare le importazioni dai paesi europei per favorire lo sviluppo degli altri paesi. La Germania se ne frega bellamente di questo vincolo europeo.
    anche in questo caso, ripeti a pappagallo cose di cui non sai, lette su qualche sito:
    la Germania ha un surplus commerciale lievemente superiore al livello prescritto - il 7 e qualcosa, in calo, contro la soglia del 6; anche l'Italia, peraltro è in surplus, anche se sotto la soglia di guardia del 6; ma il surplus tedesco è in grandissima misura dovuto ad esportazioni extra-UE; e, in ogni caso, si tratta di uno sforamento ridicolmente incomparabile a quello italiano del rapporto debito/PIL, dove siamo a oltre il doppio di quanto pattuito e sottoscritto;

    Eliminando la Lira, la Germania si è tolta dalle scatole un concorrente (noi italiani) che eravamo gli unici a contrastare con la Lira lo strapotere tedesco nelle esportazioni.
    ma contrastare cosa, in quali settori ?
    gli unici due settori di competizione reale avrebbero potuto essere la chimica e la farmaceutica e l'automobile; la chimica italiana è stata svenduta negli anni 50, quando per la pavidità dei governi non si è voluto investire e i brevetti Montedison sono stati ceduti alla Bayer per fare cassa; quella si che è stata una tragedia da sottosviluppo;
    quanto all'auto, ci ha distrutti proprio la ricetta che suggerisci tu: le svalutazioni competitive hanno consentito a dirigenze inette come gli Agnelli di produrre auto mediocri e sopravvivere, senza innovare; poi, la BMW inventa l'ABS e se lo vuoi devi pagare, e piano piano affoghi...

    il sovranismo monetario è semplicemente l'astinenza da quelle droghe, dal 6 politico a scuola; vorresti che i tuoi figli andassero in una scuola che li promuove sempre, anche se insufficienti ? non so, ma non credo; se droghi il tuo sistema produttivo, prima o poi il mercato ti punisce; così come chi sia stato promosso anche se insufficiente all'università soffre e si pianta;

    La Germania ci ha ingabbiati ben bene con l'Euro, con l'unico effetto che noi, come potenza industriale, stiamo via via scomparendo.
    Questa è la realtà. Le tue sono solo chiacchiere.
    beh, vediamole, 'ste chiacchiere:
    con l'euro i tassi sono scesi da 12 al 4, poi 3 e 2%; questo ha significato:

    a) minori interessi sul debito pubblico; ossia, risorse liberate per servizi, pensioni, ecc... e stabilità e forza contro le speculazioni ostili;

    b) minori interessi per le imprese; ossia, la sopravvivenza di tante attività in un periodo storico di competizione internazionale crescente; un conto è se per la tua attività devi pagare il 12% l'anno di interessi, e quindi quel lavoro ti deve profittare più di quella soglia; altro è se paghi il 3%, e anche se le cose non vanno benissimo, riesci a tirare avanti; non ho idea di che lavoro tu faccia, ma dovresti arrivarci; ed eliminazione dei costi di cambio per chi opera a livello internazionale; nel mio piccolo, lavorando col circolante, prima del 2001 ogni volta che andavo a comprare all'estero mi partivano centinaia di migliaia di lire solo di cambio; con l'euro, riuscivo a pagare alla pari anche in UK, nonostante avessero la sterlina; dopo un primo anno di euro debole sul dollaro, dal 2002 si campava di prepotenza con gli euro in tasca;

    c) minori tassi anche per le famiglie, al momento di stipulare mutui, soprattutto per la casa; forse hai comprato casa negli ultimi 20 anni, o conosci qualcuno che lo ha fatto...

    ti hanno indotto a desiderare la rinuncia a tutto questo per l'idea cretina di fare concorrenza sul prezzo ai cinesi sul vasellame, le mercerie, le lavatrici, roba a basso o bassissimo valore aggiunto, settori ultra-maturi che fanno ovunque ad un quinto dei costi italiani, laddove quello che effettivamente esportiamo, lusso, macchine industriali, incontra una domanda rigida; è ridicolo;
    se hai disoccupazione in quei settori, devi aiutare direttamente i lavoratori, non drogare settori destinati strutturalmente a soccombere; se sono in perdita, ma strategici - tipo l'acciaio - allora lo stato deve farsene carico direttamente, ma in modo trasparente, diretto;

    ed è ridicola pure la contrapposizione con la Germania, primo nostro partner commerciale: produciamo insieme, non in concorrenza; non vedi che ora anche i gruppi automotive si uniscono ? non esiste più l'"auto tedesca" o "francese" le scocche, i motori, sono gli stessi, ricerche finanziate in comune...
    tu vivi in un mondo mentale fermo al 1930, se va bene;
    datti una svegliata, perché il mondo è cambiato...
    c' del lardo in Garfagnana

  8. #38
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    Vivi in una bolla ideologica tutta tua e caratterizzata da un forte odio verso l'Italia e gli italiani. Cosa che hai più volte manifestato.
    Io, invece, amo l'Italia e gli italiani e amo anche il sogno di una Europa unita, ma non di una Europa che sia la versione moderna del Terzo Raich.

    Nel libro Lettera agli amici tedeschi e italiani pubblicato da Paolo Savona nel 2012, l'economista denunciava:
    "il riproporsi, per fortuna in forme non militari, ma più subdole, della competizione conflittuale che ha causato le drammatiche vicende della guerra e aveva imposto una forte volontà di pace e guidato, sia pure tra sussulti, il processo di unificazione europea". Parlando ai tedeschi, nel suo libro, Savona aveva sollevato il sospetto che stia "scivolando nuovamente sul piano economico nella direzione proposta dal Piano Funk (dal nome dell allora ministro delle Finanze tedesco, ndr) del 1936. La politica economica che voi suggerite getta le basi per una disgregazione del sogno europeo di pace e di un comune progresso civile".

    Funk era il ministro dell’economia nazista, il quale prevedeva che la Germania divenisse il “paese d’ordine” in Europa, che il suo sviluppo fosse prevalentemente industriale, con qualche concessione alla Francia, e che gli altri paesi europei si concentrassero nella produzione agricola e svolgessero funzioni di serbatoio di lavoro; infine che le monete europee confluissero nell’area del marco, per seguirne le regole.

    Con l'euro, secondo Savona, la Germania ha obbligato le monete nazionali a confluire "nell'area del marco". Non solo. Facendo leva sulla moneta unica e sul mercato comune è riuscita ad appropriarsi dello sviluppo industriale, lasciando spazio solo alla Francia. A tutti gli altri Paesi europei avrebbe, invece, lasciato l'agricoltura e i servizi turistici. "Sono dalla parte di chi è convinto che la leadership di qualcuno o di qualche paese sia indispensabile non solo per la stabilità geopolitica, ma anche per il sano principio meritocratico che, per il bene di tutti, deve vincere il migliore - chiosava, quindi, Savona - ma la leadership, soprattutto se praticata a livello sovranazionale comporta dei doveri in materia di sicurezza e di benessere, che (ad esempio) gli Stati Uniti hanno assolto egregiamente nel Dopoguerra".

    "L'organismo biogiuridico dell'euro e quello delle politiche fiscali europee presentano un tipo di funzionamento che rivitalizza la sostanza del Piano Funk", scriveva l'economista che, pur ribadendo la necessità di un'Europa unita e accettando il ruolo della Germania come "il Paese che pone ordine in Europa", chiedeva "un contenuto diverso". A partire, appunto, dalla moneta unica. "In assenza di sufficienti politiche compensative degli shock asimmetrici e di una vera libera circolazione degli input e degli output - spiegava - il cambio dell' euro resterebbe per voi sottovalutato e per altri sopravvalutato e tenderebbe a inglobare nella vostra economia i flussi di capitali internazionali e la crescita industriale". Una deriva che verrebbe accelerata dalle politiche fiscali europee. "Se non volete - concludeva Savona - che finisca ancora una volta male nelle relazioni tra i nostri popoli, non resta che ridiscutere seriamente quali debbano essere le correzioni da apportare ai patti che reggono l'Unione europea".
    Ultima modifica di xmanx; 19-02-2020 alle 10:15
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  9. #39
    Opinionista L'avatar di Tommaso
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    @xmanx
    Se permetti, su questi argomenti non sono molto interessato all'opinione di Paolo Savona, sovranista nemico della globalizzazione ma membro dell'Aspen Institute ( se non sai cos'è guarda su Google ), dirigente dell'hedge fund ( fondo altamente speculativo ) Euklid Ltd, che, mentre propugnava l'abbandono dell'Euro, ad ogni buon conto aveva portato la maggior parte dei suoi "risparmi" ( 1,3 milioni di euro ) in Svizzera.
    Tutto legittimo, per carità..
    Ma si tratta di un quadro generale che lo rende complessivamente poco credibile per i miei gusti.

  10. #40
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    @xmanx
    Se permetti, su questi argomenti non sono molto interessato all'opinione di Paolo Savona, sovranista nemico della globalizzazione ma membro dell'Aspen Institute ( se non sai cos'è guarda su Google ), dirigente dell'hedge fund ( fondo altamente speculativo ) Euklid Ltd, che, mentre propugnava l'abbandono dell'Euro, ad ogni buon conto aveva portato la maggior parte dei suoi "risparmi" ( 1,3 milioni di euro ) in Svizzera.
    Tutto legittimo, per carità..
    Ma si tratta di un quadro generale che lo rende complessivamente poco credibile per i miei gusti.
    Possiamo sicuramente annoverare Aspen Institute tra le associazioni para-massoniche (come Bilderberg, Trilaterale etc), ma non va mai dimenticato che anche tra i "fratelli" massoni è in atto un feroce scontro.
    C'è una massoneria neoaristocratica e neoliberista (Draghi, Monti etc), ma c'è anche una massoneria democratica e progressista. E Paolo Savona fa parte di quest'ultima.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  11. #41
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    @Axe

    Vivi in una bolla ideologica tutta tua e caratterizzata da un forte odio verso l'Italia e gli italiani. Cosa che hai più volte manifestato.


    Io, invece, amo l'Italia e gli italiani e amo anche il sogno di una Europa unita, ma non di una Europa che sia la versione moderna del Terzo Raich.
    purtroppo, però, ignori la realtà, come è stato dimostrato; vivi questi sentimenti immerso in fantasie ricalcate sul mondo del secolo scorso:

    Nel libro Lettera agli amici tedeschi e italiani pubblicato da Paolo Savona nel 2012, l'economista denunciava:
    "il riproporsi, per fortuna in forme non militari, ma più subdole, della competizione conflittuale che ha causato le drammatiche vicende della guerra e aveva imposto una forte volontà di pace e guidato, sia pure tra sussulti, il processo di unificazione europea". Parlando ai tedeschi, nel suo libro, Savona aveva sollevato il sospetto che stia "scivolando nuovamente sul piano economico nella direzione proposta dal Piano Funk (dal nome dell allora ministro delle Finanze tedesco, ndr) del 1936. La politica economica che voi suggerite getta le basi per una disgregazione del sogno europeo di pace e di un comune progresso civile".

    Funk era il ministro dell’economia nazista, il quale prevedeva che la Germania divenisse il “paese d’ordine” in Europa, che il suo sviluppo fosse prevalentemente industriale, con qualche concessione alla Francia, e che gli altri paesi europei si concentrassero nella produzione agricola e svolgessero funzioni di serbatoio di lavoro; infine che le monete europee confluissero nell’area del marco, per seguirne le regole.

    Con l'euro, secondo Savona, la Germania ha obbligato le monete nazionali a confluire "nell'area del marco".
    peccato che la storia sia tutt'altra, coi tedeschi che hanno subito l'euro, che non volevano; ma tu continui a volerla ignorare, la storia vera, quella dei fatti che smentiscono queste fane che propali;

    Non solo. Facendo leva sulla moneta unica e sul mercato comune è riuscita ad appropriarsi dello sviluppo industriale, lasciando spazio solo alla Francia.
    strano, perché l'Italia è la seconda potenza industriale ed esportatrice; non dovrebbe, stando alle tue cazzate;
    A tutti gli altri Paesi europei avrebbe, invece, lasciato l'agricoltura e i servizi turistici. "Sono dalla parte di chi è convinto che la leadership di qualcuno o di qualche paese sia indispensabile non solo per la stabilità geopolitica, ma anche per il sano principio meritocratico che, per il bene di tutti, deve vincere il migliore - chiosava, quindi, Savona - ma la leadership, soprattutto se praticata a livello sovranazionale comporta dei doveri in materia di sicurezza e di benessere, che (ad esempio) gli Stati Uniti hanno assolto egregiamente nel Dopoguerra".
    su quest'ultimo concetto, quello della responsabilità, sono persino d'accordo con Savona, anche se la riflessione dovrebbe essere molto diversa e più ampia;
    i tedeschi protervi di cui parla Savona, in realtà sono gli anti-europeisti, spalleggiati dai piccoli paesi ricchi, che vorrebbero una Germania col marco, libera di perseguire quell'imperialismo para-nazista;
    gli altri, europeisti e solidaristi, oltre a dover fare i conti coi suddetti, sono inevitabilmente prigionieri del "complesso del tedesco egemone"; cioè, hanno difficoltà ad elaborare politiche di responsabilità proprio perché sono culturalmente molto inibiti all'idea di una Germania che si ponga come leader europeo, che peraltro è nelle corde strutturali del sistema;

    "L'organismo biogiuridico dell'euro e quello delle politiche fiscali europee presentano un tipo di funzionamento che rivitalizza la sostanza del Piano Funk", scriveva l'economista che, pur ribadendo la necessità di un'Europa unita e accettando il ruolo della Germania come "il Paese che pone ordine in Europa", chiedeva "un contenuto diverso". A partire, appunto, dalla moneta unica. "In assenza di sufficienti politiche compensative degli shock asimmetrici e di una vera libera circolazione degli input e degli output - spiegava - il cambio dell' euro resterebbe per voi sottovalutato e per altri sopravvalutato e tenderebbe a inglobare nella vostra economia i flussi di capitali internazionali e la crescita industriale". Una deriva che verrebbe accelerata dalle politiche fiscali europee. "Se non volete - concludeva Savona - che finisca ancora una volta male nelle relazioni tra i nostri popoli, non resta che ridiscutere seriamente quali debbano essere le correzioni da apportare ai patti che reggono l'Unione europea".
    è ovvio che si tratta di una costruzione in divenire; il presupposto dell'Unione è una politica fiscale comune, e lo stesso per quella finanziaria e del debito;

    ma il fatto di essere ancora in mezzo al guado non avvalora le stronzate sovraniste; perché resta comunque il fatto che "la Gemania" in concreto non vuol dire una ceppa di cazzo, visto che un governo tedesco può influenzare la vita di entità non esclusive ai tedeschi, come le imprese e il debito pubblico, che sono accessibili a chiunque, oltre allo stesso territorio;
    dire "la Germania" riguardo alla generale politica economica avrebbe un senso se tornassimo indietro di 80 anni, a fronte di un paese con una moneta sovrana, imprese e debito pubblico non contendibili in borsa, diritto di stabilire chi possa risiedere e chi no, diritto di emanare proprie leggi non soggette a qualsiasi vincolo normativo di principi esterni e sovraordinati;

    in tutto questo, e nella prassi tedesca, c'è un punto effettivamente critico e grave sul quale i tedeschi - e in questo caso davvero si può parlare in grande misura correttamente di tedeschi - hanno giocato in modo sporco, ed è quello delle banche locali;

    analogamente a molte banche locali italiane, in sostanza di credito cooperativo, ecc... le banche territoriali tedesche, le Landesbank, hanno spesso un profilo di sovraesposizione e rischio; e, analogamente ai nostri istituti, beneficiano di una disciplina di favore, che è una componente residuale della finalità di promozione e sviluppo dei territori locali, molto legata alla politica, per cui il loro profilo è in parte sottratto a logiche di mercato e agli stress-test periodici sull'esposizione;
    cioè, i crediti deteriorati di Deutsche o Commerz - che però sono contendibili; operano molto in Germania, ma per esempio Deutsche è della famiglia reale del Quatar - sono ben visibili all'EBA, l'ente di controllo, e i cui debiti sono pagati dal contribuente tedesco;
    ma quelli delle Landesbank no, laddove i nodi critici delle banche locali italiane sono più visibili e concorrono a determinare handicap negoziali;

    di fatto, i tedeschi - e qui ha senso la qualifica nazionale, perché di investitori essenzialmente locali si tratta - erano esposti a rischio, e il governo tedesco ha convolto le finanze UE a copertura di quelle esposizioni, per esempio in Grecia, Cipro, ecc... - con aiuti al paese che tornavano a copertura dei crediti dei loro risparmiatori;

    la storia è che nel 2001, a scadenza 2005, il governo tedesco, proprio per ottemperare ai vincoli UE, ha tolto la garanzia statale sull'esposizione di quelle banche, che improvvisamente, da enti sostanzialmente para-statali che erano, prendevano soldi dal mercato per prestarli alle piccole imprese locali, sono state "privatizzate" e hanno perso un paio di punti rating di solvibilità;
    siccome quelle banche non erano preparate al mercato, hanno iniziato a spacciare titoli tossici per fare cassa; alcune sono fallite o assorbite come rami d'azienda;

    Savona ce la racconta un po' come gli pare, ma almeno non è un cretino, e se deve mistificare, lo fa con una mezza verità;
    il boost delle esportazioni tedesche - non infra UE, quindi non a danno nostro - ma verso mercati esteri, Cina, USA è stata una necessità conseguente al calo della domanda interna durante le riforme di Schroeder; cioè, per adempiere a Maastricht, i "ricchi" tedeschi hanno tagliato le retribuzioni e inventato i "lavoretti"; già sono culturalmente poco spendaccioni, e con quell'austerità la domanda interna è calata;

    come in tutti i paesi, il sistema creditizio si è intossicato per garantire lo stesso livello di credito alle imprese, coperto dalla politica, in Germania come in Italia o Francia; i tedeschi hanno giocato sporco nell'occultare una parte di quella tossicità e "fatto gli italiani" quando c'era da inventarsi un trucco per aiutare le loro banche oltre quanto consentito dai trattati europei, per una condizione di debolezza di sistema, non di strapotere imperial-nazistoide;

    perciò, una critica anche dura è sacrosanta; ma circostanziata; non quelle cazzate dei complotti contro la lira e l'Italia che ti bevi tu, e che servono solo ai nostri italianissimi profittatori per distrarre la tua attenzione alle loro malefatte e inefficienze, vera causa del declino italiano;

    ora, se non altro, la prossima volta che discuti con qualcuno sui kattifi teteski, puoi sfoggiare un'argomentazione solida e sensata, basata sui fatti e non sulla propaganda de 'sta ceppa;
    purché tu l'abbia capita.
    c' del lardo in Garfagnana

  12. #42
    Opinionista L'avatar di Tommaso
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    Citazione Originariamente Scritto da xmanx Visualizza Messaggio
    c'è anche una massoneria democratica e progressista. E Paolo Savona fa parte di quest'ultima.
    E xmanx vince, per distacco, il campionato mondiale di mirror climbing....

  13. #43
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    E xmanx vince, per distacco, il campionato mondiale di mirror climbing....
    Mi limito solo a spiegarti come stanno le cose.
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  14. #44
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    @Axe

    Theo Waigel (ex ministro delle finanze tedesco): "Gli si può rispondere in modo del tutto chiaro quali svantaggi ne scaturirebbero. Se la Germania oggi uscisse dall’unione monetaria, allora avremmo immediatamente, il giorno dopo, un apprezzamento tra il 20% e il 30% del marco tedesco – che tornerebbe nuovamente in circolazione -. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro export, per il nostro mercato del lavoro, o per il nostro bilancio federale“.

    L’euro conviene alla Germania, ecco perché ci restiamo dentro. Va da sè che se il marco diventasse sconveniente, la lira diventerebbe conveniente per i mercati, per gli investitori e per i consumatori. Queste cose i commentatori nazionali non ve lo dicono. Queste notizie ai telegiornali non passano. Per chi lavora la stampa italiana? Per chi lavora la politica italiana? Per l’Italia o per Berlino? Se lavorasse per gli italiani, interviste come queste sarebbero in prima pagina su tutti i quotidiani, in luogo dello spettro dell’inflazione, e la gente inizierebbe a trarne le conclusioni.

    E tu continui a vivere nella tua bolla ideologica anti-italiana che esiste ormai solo nella tua testa.
    Ultima modifica di xmanx; 19-02-2020 alle 13:04
    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  15. #45
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da xmanx Visualizza Messaggio
    @Axe

    Theo Waigel (ex ministro delle finanze tedesco): "Gli si può rispondere in modo del tutto chiaro quali svantaggi ne scaturirebbero. Se la Germania oggi uscisse dall’unione monetaria, allora avremmo immediatamente, il giorno dopo, un apprezzamento tra il 20% e il 30% del marco tedesco – che tornerebbe nuovamente in circolazione -. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro export, per il nostro mercato del lavoro, o per il nostro bilancio federale“.
    questo è l'argomento che i tedeschi unionisti contrappongono a quelli che in Germania la pensano in modo speculare ai sovranisti de noantri, per porla sul piano utilitaristico;
    anche perché per deprezzare il marco con moneta tornata sovrana basterebbe stamparne di più e distribuirli agli elettori, cosa che i sovranisti tedeschi ex-assistiti dell'est chiedono a gran voce, come i sovranisti italioti, per la stessa illusione; con la differenza che in Germania sarebbe in qualche modo possibile, da noi no;


    L’euro conviene alla Germania, ecco perché ci restiamo dentro. Va da sè che se il marco diventasse sconveniente, la lira diventerebbe conveniente per i mercati, per gli investitori e per i consumatori. Queste cose i commentatori nazionali non ve lo dicono.
    l'economia di Kazzenger Kazzenger Kazzenger...
    questa cosa sarebbe conveniente come una guerra; perché che se vai a vedere i flussi commerciali, le variazioni non sono tra paesi euro, proprio perché le produzioni sono oramai integrate, ma con l'area extra-euro ed extra UE:
    se "la Germania" ha un problema ad esportare le BMW, il problema ce l'hanno anche a Thiene e Schio, dove fanno freni, differenziali e allestimenti interni;
    se svaluti la lira, paghi di più energia e semilavorati, nonché i debiti, pubblici e privati, che sempre in euro restano, kazzenger...

    Queste notizie ai telegiornali non passano. Per chi lavora la stampa italiana? Per chi lavora la politica italiana? Per l’Italia o per Berlino? Se lavorasse per gli italiani, interviste come queste sarebbero in prima pagina su tutti i quotidiani, in luogo dello spettro dell’inflazione, e la gente inizierebbe a trarne le conclusioni.

    E tu continui a vivere nella tua bolla ideologica anti-italiana che esiste ormai solo nella tua testa.
    tu sei talmente pirla che citi un'intervista come prova di quello che sostieni, mentre si tratta di una testimonianza dell'opposto, ma non sai capire il senso di quello che leggi

    vedi come traditori le persone che cercano di mediare ed evitare una guerra di cui saresti la prima vittima, caro il mio Primo Arcovazzi; ti immagini in divisa da federale, e non ti sei accorto del cambio di regime
    c' del lardo in Garfagnana

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