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Discussione: L’affetto allargato

  1. #1216
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Perché non sappiamo più parlare d’amore. Come se la retorica stile Twitter da una parte e il cinismo materialistico dall’altra avessero spezzato le gambe alla lingua poetica dell’amore. Aggiungiamo la sentenza delle neuroscienze che vorrebbero ridurre l’amore a scosse biochimiche del cervello destinate fatalmente a esaurirsi col passare del tempo. Aggiungiamo anche il neo-libertinismo del nostro tempo che vorrebbe rendere risibile il “per sempre” dell’amore. Abbiamo bisogno di ricostruire un lessico amoroso che ci indichi che le ragioni del cuore hanno un peso senza il quale la vita umana appare mutilata. Il nostro tempo sputa sulla promessa di eternità che si ripete in ogni amore. Preferisce il disincanto che riduce l’amore al sesso o al cosiddetto poliamore. Bisognerebbe rileggere i poeti per ritrovare le parole più profonde dell’amore. Quel «duro desiderio di durare», come diceva Paul Éluard, in cui consiste la promessa coraggiosa degli amanti.
    Questa sembra una "conata". Io mi chiedo come un professionista possa uscirsene con questi discorsi stupidi.
    Uno il raccontarcela ancora come nelle favole del vissero per sempre..., l'altra sulle neuroscienze che sembra una ripicchina da bambini. Come se nella sua professione poi non attingesse a certe scoperte e certe branche della scienza. Perché che piaccia o no, alla base dei nostri comportamenti ci sta questo.
    Ora Cono ti ribadisco il concetto: quando vogliamo bene davvero ad una persona a tutto pensiamo fuor che "oggi sto con te, domani chissà!".
    Ma qui siamo a raccontarla dal di fuori, secondo quelle che sono le conoscenze di oggi, le osservazioni fatte, i fattori psicologici, le dinamiche dell'amore e della coppia. Da qui infatti la mia perplessità in gente che ha fatto certi studi e che se ne esce con queste storielle tipo quella sulle sfide e le promesse eterne. O fai il professionista e la racconti come dovrebbe essere raccontata o fai il cantastorie ed il moralista. E se non fai il cantastorie, puoi suggerire soluzioni e percorsi per tenere vivo un rapporto ma non queste sciocchezzuole o le poesie d'amore.
    Non fraintendere, non è che se una coppia dura finchè morte non la separi è un male o fa schifo. Tutt'altro. E' una critica al modo di trattare l'argomento che non va.
    E poi tu che insisti sul solito tasto e non vuoi capire, prendere consapevolezza di altro che sta oltre il tuo naso.

    Pensiamo per esempio all’importanza della testimonianza che un figlio può ricevere dall’amore che unisce i suoi genitori. È quella la prima versione dell’amore che lascia fatalmente delle tracce. Respirare l’amore nel legame familiare prepara all’amore.
    Su questo credo si possa essere più o meno tutti d'accordo. Sicuramente due persone che si vogliono bene, si stimano, si appoggiano nelle scelte e nei progetti daranno sicuramente un esempio positivo, una serenità.
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  2. #1217
    whatever.. L'avatar di Misterikx
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    passavo di quà...a che punto siamo ?
    si fa la conta dei libertini..
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

  3. #1218
    Superstite L'avatar di Doppio
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    Basta con questo affetto, molto meglio l'affettato!
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    Moderatore droghe

  4. #1219
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    se tu mi leggessi, invece di rispondere di getto, avresti visto che mi riferivo alla natura delle mie obiezioni;
    tuttavia, qui:

    dimostri di non capire quello che i tuoi guru scrivono e intendono; un po' perché ti mancano i fondamentali concettuali; un po' perché ti fa comodo equivocare, per portare l'acqua al tuo mulino; un esempio:


    qui parla lo psicanalista, non il moralista;

    il tuo problema è che non sai - o non vuoi - distinguere le due categorie, che fraintendi a tuo comodo;

    lo psicanalista offre - lui sì - suggerimenti, pure opinabili, diretti all'individuo, considerando l'effetto dei suoi comportamenti per il suo personale benessere, non per quello della società; qui, non si produce un discorso morale, di assoluti; ma una mera valutazione di opportunità personale; se tu studiassi la Ragion pratica di Kant, la differenza ti sarebbe nota;

    il filosofo morale, al contrario, discute del benessere collettivo; e, se davvero parla di morale, le sue riflessioni devono produrre norme, o ipotesi di norme, poiché il comportamento individuale incide in modo diretto e conseguente sul benessere collettivo; un esempio:

    tu avresti potuto tifare per l'Empoli in modo ossessivo e aver scelto di dedicare tutta la tua vita a quella passione, anziché alla famiglia; lo psicanalista potrebbe dirti che si tratta di una forma di nevrosi, nociva per il tuo benessere; ma è una cosa che riguarda solo ed esclusivamente te, e non la società, visto che non cambia la mia vita e quella degli altri; anzi, magari gli altri tifosi sono contenti che tu organizzi il tifo;

    ti rammento che personalmente infelici sono stati tantissimi artisti, scrittori e benefattori dell'umanità; se Recalcati avesse potuto convincere Catullo o Leopardi a vivere diversamente da come quelli facevano, non avremmo avuto le loro opere;

    diverso e distinto è il caso della critica morale, che interviene solo - e in modo necessariamente normativo - nel momento in cui il tuo tifo per l'Empoli sfociasse in scontri con le tifoserie avversarie o le FdO, generando turbative, incidenti, ecc... e allora quello è il terreno della morale, che non è quello cui si riferisce Recalcati, e che tu gli attribuisci, fraintendendo i due piani



    certo; io ci rifletto e ho anche scritto - ma dubito che tu mi abbia davvero letto - che in parte concordo, ma con una lettura diversa dalla tua;

    posto che il mio modo di vedere non è che la società va bene così - come credi - ma semplicemente che su determinate questioni non si può fare nulla, o quasi; se una gran massa di persone non crede più alla famiglia tradizionale, alla divinità dell'imperatore di Roma, del monarca assoluto, all'amor di Patria che chiede di piantare una baionetta nella pancia di uno che ha la sola sventura di essere nato austriaco, hai poco da predicare: è una rivoluzione, non una ricreazione che finisce quando il bidello suona la campanella; a prescindere da quello che piace a te o a me;

    quello che non hai capito è la natura della mia critica alle tue tesi;
    io non eccepisco sul tuo desiderio che il mondo viva nel modo che piacerebbe a te, quanto a dimensione affettiva, famigliare, procreazione, ecc...

    quello che ti obietto - a parte la confusione tra il piano psicologico individuale e quello morale-sociale - è l'idea - puerile - che certe pulsioni e scelte fondamentali, sensibilità diffuse da decenni o secoli, reagiscano al predicozzo, quando la storia umana dimostra che la dimensione affettiva e famigliare è praticamente impossibile da condizionare e coercire, tanto è potente l'istinto;

    la mia non è una critica ai tuoi valori, ma all'idea di poter condizionare le scelte fondamentali delle persone; i tuoi discorsi sembrano quelli di un commissario del popolo convinto di sradicare il sentimento religioso dei polacchi con citazioni di Marx sull'Oppio dei popoli

    poi, a latere, una critica - questa sì, sul piano personale - te la devo fare per tre motivi:

    a) una è il falso che proponi surrettiziamente, quando dai per scontato che certi assetti famigliari siano preferibili per la tutela dei più piccoli; è falso perché in effetti non puoi stabilire se sia meglio crescere da figli di separati o in una famiglia disfunzionale, litigiosa, priva di un amore che se non c'è, non si può imporre per legge;

    b) il modo - offensivo - in cui declassi le scelte delle persone - che poi sono quelle che scrivono e leggono qui - come egoiste, edoniste, prive di spina dorsale, ecc... in sostanza, immorali, e anche il modo ipocrita in cui, dopo aver lanciato il sasso, tiri indietro la mano;

    se definisci come immorali, dannose per la società, le scelte di non avere figli, separarsi e costituire nuove famiglie, o essere condiscendenti e approvare queste libertà, non puoi far finta di ignorare le persone in carne ed ossa che compiono quelle scelte, come se non stessi esattamente, per proprietà transitiva, tacciando loro di immoralità e di causare un danno alla società, e quindi anche a te; peraltro, a fronte di questa retorica dei futili motivi, ti ho elencato tutti gli utenti stabili del forum e chiesto dove tu veda persone volubili e capricciose, ma fai finta di non aver letto; da questa considerazione, emerge il punto

    c) se un comportamento è immorale, dannoso per la società e non solo - eventualmente - per chi lo pone in essere, devi necessariamente poter esprimere una norma vincolante che vieta quel comportamento, a tutela del Bene comune; altrimenti, non si tratta di Bene comune, visto che questo viene tipicamente tutelato dalla legge, in modo vincolante;
    ti avrò chiesto decine di volte di esprimere questa norma, che è il vero marcatore di moralità, ciò che distingue - come il semaforo - il Bene pubblico dalla mera questione di convenienza personale, ma puntualmente eviti di rispondermi;

    ora, se tu ritieni che non fare figli o divorziare siano comportamenti contrari al Bene pubblico io non mi scandalizzo se tu proponi una legge che obblighi l'utentessa Tizia a fare figli, o l'utente Caio a restare con la moglie, anche se questo rende entrambi infelici;

    si tratti di Recalcati, Bauman , Mattarella o il papa, se le riflessioni che citi avessero una reale incidenza sul Bene comune, si dovrebbe generare una norma, vincolante, obbligatoria, come le nostre mascherine, i lockdown, ecc...

    ma la devi esprimere; se non lo fai, i casi sono due: o tutto il costrutto è una solenne cazzata, perché non vi è nulla di moralmente rilevante nelle scelte private delle persone - significativamente consentite dalla legge, come di rilevanza esclusivamente personale; e allora hai frainteso quello che dicono i vari pensatori, incluso il PdR;
    oppure ti vergogni di quello che ritieni sarebbe opportuno fare
    ; vedi un po'...
    Sei te che non leggi: Ti avrò risposto...dieci? Quindici? Venti volte? Vabbè, arriviamo a ventuno. Non dovrebbe essere la legge a dirti di mettere la mascherina. Ma la tua Coscienza....la tua Sensibilità....il tuo senso del Bene Comune....la tua Premura per gli Altri. Idem quando si parla di Affetti, di Società liquida o solida, del Bene dei Figli da anteporre al nostro, del presente e del Futuro, dell'individualismo e dell'Altruismo, della concezione edonistica e narcisistica dell'esistenza o di quella solidale. Non farmi arrivare a ventidue, ti prego.
    Ognuno rimane libero di fare le scelte che vuole, nella Vita, ma le cose stanno esattamente così. Non c'è da fraintendere niente su ciò che dicono (all'unanimità!) Bauman, Recalcati, Galimberti, Mattarella, Papa Francesco e molti altri. O si sceglie una cosa o se ne sceglie un'altra. O si afferma (come fai te) che la Società Occidentale non sta rischiando niente, ma solo vivendo una ciclica rivoluzione dei costumi, oppure si afferma (come loro) che stiamo precipitando a grandi passi e ignari dei segnali rossi di pericolo, verso il tramonto di un'intera Civiltà.

    Ciao, a martedì.
    amate i vostri nemici

  5. #1220
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Come sei melodrammatico!

    Cono non lo si può lasciar perdere perché è qui che pontifica e che crede nella verità unica ed assoluta di quel che dice, copia-incolla compresi. Ma si tratta spesso di mistificazione e falsificazione nei tanti discorsi che scrivi.
    Sul concetto di naturale già abbiamo detto. Fattene una ragione e non tirarti la zappa sui piedi con contenuti che ti si ritorcono conto e significati che distorci a tuo uso e consumo.

    Te l'ho detto, se ti senti dalla parte del giusto, dopo che hai avvertito una, due, tre volte, vivi sereno dentro quello che hai costruito. Il mondo non lo salverà Conogelato.
    Che poi un conto è il pensiero di Cono, altro cercare di agire direttamente nella vita delle persone.
    E farlo senza titoli e competenza potrebbe rivelarsi prima o poi un rischio, con l'aggravante di nozioni di psicologia e di sociologia inesatte e distorte.
    Facciamo volontariato, cara. Non abbiamo partita iva e non emettiamo fattura
    Se anche te avessi un minimo di contatto con la Vita Reale delle Persone, ti accorgeresti dei problemi, dei conflitti e dei disorientamenti che vivono ogni giorno in questa società frammentata.
    La stragrande maggioranza di esse arriva da noi solo dopo aver cercato molto altro. Dopo molte delusioni e molti inganni. E noi che facciamo? Proponiamo loro un rimedio? Una ricetta? Un elisir che faccia tornare l'incanto iniziale? Saremmo da compatire e da sbeffeggiare!!! Testimoniamo solamente la nostra esperienza. L'esperienza che abbiamo fatto di Dio. Che Dio esiste veramente. Che quella promessa fatta davanti all'Altare (o davanti al Sindaco) è realmente qualcosa d'importante e non una formuletta qualsiasi. Che è possibile, nel Matrimonio, amarsi per sempre, perdonarsi, accogliersi nella diversità, affrontare insieme le prove e gli ostacoli dell'esistenza, rialzarsi quando si cade, guardare i Figli come una Benedizione, preoccuparsi del loro Futuro più che del nostro presente. E' possibile però, solo se Dio diventa pane quotidiano nella Famiglia. Roccia sulla quale edificarne le fondamenta. Tutto quì, Laurina mia. Poi magari i due si separano egualmente. Succede. Ma succede anche che i Matrimoni (o i semplici mènage e Unioni di fatto) riprendono Vita e si salvano. Cosa che ci riempie immensamente di gioia.
    amate i vostri nemici

  6. #1221
    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Facciamo volontariato, cara. Non abbiamo partita iva e non emettiamo fattura
    Se anche te avessi un minimo di contatto con la Vita Reale delle Persone, ti accorgeresti dei problemi, dei conflitti e dei disorientamenti che vivono ogni giorno in questa società frammentata.
    La stragrande maggioranza di esse arriva da noi solo dopo aver cercato molto altro. Dopo molte delusioni e molti inganni. E noi che facciamo? Proponiamo loro un rimedio? Una ricetta? Un elisir che faccia tornare l'incanto iniziale? Saremmo da compatire e da sbeffeggiare!!! Testimoniamo solamente la nostra esperienza. L'esperienza che abbiamo fatto di Dio. Che Dio esiste veramente. Che quella promessa fatta davanti all'Altare (o davanti al Sindaco) è realmente qualcosa d'importante e non una formuletta qualsiasi. Che è possibile, nel Matrimonio, amarsi per sempre, perdonarsi, accogliersi nella diversità, affrontare insieme le prove e gli ostacoli dell'esistenza, rialzarsi quando si cade, guardare i Figli come una Benedizione, preoccuparsi del loro Futuro più che del nostro presente. E' possibile però, solo se Dio diventa pane quotidiano nella Famiglia. Roccia sulla quale edificarne le fondamenta. Tutto quì, Laurina mia. Poi magari i due si separano egualmente. Succede. Ma succede anche che i Matrimoni (o i semplici mènage e Unioni di fatto) riprendono Vita e si salvano. Cosa che ci riempie immensamente di gioia.
    Vega fatte na ragione
    Ultima modifica di dietrologo; 20-11-2020 alle 09:30

  7. #1222
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Sei te che non leggi: Ti avrò risposto...dieci? Quindici? Venti volte? Vabbè, arriviamo a ventuno. Non dovrebbe essere la legge a dirti di mettere la mascherina. Ma la tua Coscienza....la tua Sensibilità....il tuo senso del Bene Comune....la tua Premura per gli Altri. Idem quando si parla di Affetti
    ma nemmeno per idea ! la legge serve esattamente a discriminare ciò che è davvero pubblico, Bene comune, e quindi comportamento obbligatorio, da ciò che è facoltativo, come gli affetti;
    tu potresti ritenere la mascherina inutile o dannosa, in perfetta buona fede; ma la legge te la impone, senza censurare le tue convinzioni come immorali, ma vincolando a quella la tua facoltà di uscire di casa;

    di Società liquida o solida, del Bene dei Figli
    questo pure è disposto dalla legge; non lo decidi tu a tuo piacimento;
    da anteporre al nostro, del presente e del Futuro, dell'individualismo e dell'Altruismo, della concezione edonistica e narcisistica dell'esistenza o di quella solidale. Non farmi arrivare a ventidue, ti prego.
    se diffondi il falso, arrivi pure a 222;
    qui dentro la pensiamo tutti diversamente da te, nelle nostre scelte personali dirette, o nel modo di educare i figli a quelle; ma non sai indicare nessuno che agisca nel modo superficiale, volubile ed egoistico, edonista, narcisista; forse non hai capito di che parlano i tuoi guru, e la cosa non dovrebbe sorprendere;

    Ognuno rimane libero di fare le scelte che vuole, nella Vita, ma le cose stanno esattamente così. Non c'è da fraintendere niente su ciò che dicono (all'unanimità!) Bauman, Recalcati, Galimberti, Mattarella, Papa Francesco e molti altri. O si sceglie una cosa o se ne sceglie un'altra. O si afferma (come fai te) che la Società Occidentale non sta rischiando niente
    mai scritta una stupidaggine del genere, se non altro perché non esiste una cosa omogenea e monolitica che si chiama "società";

    il problema è che quella che tu chiami "società occidentale" che rischierebbe, è un modello di relazioni morto già da un secolo, di cui tu rappresenti un pensiero tanto residuale che sei costretto ad un gioco delle tre carte per sostenere la finzione ;

    vivi in un sistema di pensiero fittizio, che rimuove; ma quello che rimuovi è anche il mondo dei tuoi figli, i quali sicuramente condividono la sensibilità che incontri qui dentro, e non la tua;

    ma, secondo te, i tuoi figlioli - le femmine, soprattutto - quando leggono o sentono dei quotidiani e diffusi episodi di violenza famigliare, fino al femminicidio, pensano che il problema è che non si perdonano abbastanza, oppure che quel brav'uomo, tutto famiglia e lavoro, che all'ipotesi di una separazione stermina la famiglia non fosse la persona che Dio avrebbe voluto far incontrare e unire indissolubilmente alla moglie, ma una persona sbagliata, un malato di mente nutrito di una concezione insensata di famiglia ?
    che la questione sia proprio in quella mentalità proprietaria associata al modello di famiglia che è bell'e tramontato da un secolo - se non nelle società talebane - ma che lascia quei residui malefici di violenza ?


    guarda che quelli capiscono benissimo che non si tratta affatto di Bene comune, ma - eventualmente - di due volontà divergenti, entrambe egoiste, se vuoi, la cui compatibilità che vorresti si realizza solo con la rassegnazione della parte che soccombe;

    quando quelli faranno inevitabilmente scelte che non condividi - perché questo è quello che accade puntualmente ad ogni generazione - il risultato di questa tua mentalità sarà quello di erigere un muro di incomprensioni e conflitti; se c'è proprio una questione che divide i genitori dai figli e genera fratture poco sanabili è proprio l'insieme delle circostanze pulsionali e affettive;

    puoi imporre loro tutto, negli studi, nella diligenza, nei valori sociali, e ad un certo punto ti saranno grati, perché capiranno che hai sacrificato un consenso facile per il loro bene;

    ma se ostacoli il loro sviluppo pulsionale con i tuoi giudizi, fraintendendolo come valore sociale dovuto, quelli ti odieranno nel momento i cui i conti non tornano, come è destino per tutti, perché avrai anteposto il tuo personale bisogno di rassicurazione alla necessità di avvertirli;


    , ma solo vivendo una ciclica rivoluzione dei costumi,
    questo non lo dico io, ma la storia dell'umanità: da millenni ci sono pensatori anziani che ad ogni generazione vaticinano il tramonto della civiltà; lo hanno detto persino i vegliardi della Roma imperiale, accusando la tua croce di essere veicolo di quel degrado;
    puntualmente, la società va avanti e i valori cambiano; la fine del tuo mondo non è la Fine del mondo;
    il tipo umano su cui si fonda la tua idea non esiste più, e anche chi cerca di emularlo non ci crede, fa finta, deve raccontarsi favole, perché vive immerso in una sensibilità diffusa diversa; che ci vuoi fare ?

    oppure si afferma (come loro) che stiamo precipitando a grandi passi e ignari dei segnali rossi di pericolo, verso il tramonto di un'intera Civiltà.
    io ti sto segnalando che nessuno nella storia è mai riuscito a imporre i sentimenti e a governare certe pulsioni fondamentali; è un fatto; lo vuoi ignorare ?
    liberissimo di farlo e vivere in quella porzione di umanità diffidente e inacidita, che giudica invece di comprendere le sensibilità e le motivazioni altrui;
    per me, non c'è niente di peggio che vivere e invecchiare con questo sentimento, ma credo di non essere il solo, viste le risposte che ricevi.
    Ultima modifica di axeUgene; 20-11-2020 alle 09:33
    c' del lardo in Garfagnana

  8. #1223
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Facciamo volontariato, cara. Non abbiamo partita iva e non emettiamo fattura
    Se anche te avessi un minimo di contatto con la Vita Reale delle Persone, ti accorgeresti dei problemi, dei conflitti e dei disorientamenti che vivono ogni giorno in questa società frammentata.
    La stragrande maggioranza di esse arriva da noi solo dopo aver cercato molto altro. Dopo molte delusioni e molti inganni. E noi che facciamo? Proponiamo loro un rimedio? Una ricetta? Un elisir che faccia tornare l'incanto iniziale? Saremmo da compatire e da sbeffeggiare!!! Testimoniamo solamente la nostra esperienza. L'esperienza che abbiamo fatto di Dio. Che Dio esiste veramente. Che quella promessa fatta davanti all'Altare (o davanti al Sindaco) è realmente qualcosa d'importante e non una formuletta qualsiasi. Che è possibile, nel Matrimonio, amarsi per sempre, perdonarsi, accogliersi nella diversità, affrontare insieme le prove e gli ostacoli dell'esistenza, rialzarsi quando si cade, guardare i Figli come una Benedizione, preoccuparsi del loro Futuro più che del nostro presente. E' possibile però, solo se Dio diventa pane quotidiano nella Famiglia. Roccia sulla quale edificarne le fondamenta. Tutto quì, Laurina mia. Poi magari i due si separano egualmente. Succede. Ma succede anche che i Matrimoni (o i semplici mènage e Unioni di fatto) riprendono Vita e si salvano. Cosa che ci riempie immensamente di gioia.
    Tu sembri non averlo il contatto con la vita reale. Voglio dire, fra l'apocalisse che annunci, fatta di egoismo, narcisismo, edonismo e la santità, ci starà tutto un mondo nel mezzo, 50 sfumature di vita e famiglie, no?
    Che fanno buca tutte ad Empoli queste persone o famiglie disastrate, egoiste e tutto il resto?
    Ora che tu venga a cantare che i genitori vadano a raccontare ai figli di fare quel che gli pare, di trombare a destra e a manca e con chiunque (li vedo proprio tutti questi genitori ad inneggiare agli accoppiamenti come satiri e ninfe, soprattutto alle figlie!), di accaparrarsi tutto e di più fa ridere i polli e credo chi ti legge.
    Con questo ci staranno i figli viziati come ci son sempre stati, qualcuno con educazione un pò più lassa, ma non è che stanno le cose così a 360°.
    Poi, se le persone sono disorientate ed hanno conflitti, ci vuole qualcuno competente se sentono il bisogno di rivolgersi a terzi, non a chi le canta in un certo modo. Ma soprattutto chi le canta in un certo modo, dovrebbe mettersi la mano sulla coscienza e farsi un esamino interiore.
    Parli di inganni. Credi non sia ingannare gli altri dicendo quello che affermi tu o chi come te fa questo tipo di volontariato?
    Non credo che l'attività che fate si limiti solo alla propria esperienza, raccontando semplicemente cosa è successo personalmente in coppia ed in famiglia. E mi sa di sì, che vogliate proporre l'elisir e forse in questo c'è un pò di quella presunzione e narcisismo che deprechi.
    Io capisco che tu da credente abbia il puntello di dio e faccia presente che dio c'è e aiuta (e bacchetta), ma si recupera e si va avanti anche senza credere in amici invisibili.
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  9. #1224
    Superstite L'avatar di Doppio
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    Non dovrebbe essere la legge a dirti di mettere la mascherina. Ma la tua Coscienza....la tua Sensibilità....il tuo senso del Bene Comune....la tua Premura per gli Altri. Idem quando si parla di Affetti,
    Non ti facevo anarchico
    Non avete ancora visto niente

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  10. #1225
    Opinionista L'avatar di Astrid
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    Oddio, 82 pagine!!
    Non ce la posso fare... :-(

  11. #1226
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    Ah, perché, bisogna dire ai figli di non fare sesso ? Scusate, ero distratta.
    Chissà se è meglio non capire un cazzo.
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    Efua

  12. #1227
    Cosmo-Agonica L'avatar di Bauxite
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    Penitenziagite!
    un po' di possibile, sennò soffoco.
    G. Deleuze

  13. #1228
    straniera L'avatar di nahui
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    L'adolescenza è il periodo migliore per procreare, oltretutto: è risaputo che la capacità ovarica scema grandemente dopo i 25 anni. La Chiesa dovrebbe incoraggiare i giovani a darci dentro, invece li frustra sessualmente per privilegiare il sesso matrimoniale.
    Chissà se è meglio non capire un cazzo.
    Forse campi meglio
    Efua

  14. #1229
    whatever.. L'avatar di Misterikx
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    Citazione Originariamente Scritto da Astrid Visualizza Messaggio
    Oddio, 82 pagine!!
    Non ce la posso fare... :-(
    eccoti il sunto di tutto

    # 504
    quote: Conogelato
    "facciamo quello che ci piace" Sai che bella conquista. Altre banalità? Ne hai?
    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

  15. #1230
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    questo non lo dico io, ma la storia dell'umanità: da millenni ci sono pensatori anziani che ad ogni generazione vaticinano il tramonto della civiltà; lo hanno detto persino i vegliardi della Roma imperiale, accusando la tua croce di essere veicolo di quel degrado;
    puntualmente, la società va avanti e i valori cambiano; la fine del tuo mondo non è la Fine del mondo;
    il tipo umano su cui si fonda la tua idea non esiste più, e anche chi cerca di emularlo non ci crede, fa finta, deve raccontarsi favole, perché vive immerso in una sensibilità diffusa diversa; che ci vuoi fare ?


    io ti sto segnalando che nessuno nella storia è mai riuscito a imporre i sentimenti e a governare certe pulsioni fondamentali; è un fatto; lo vuoi ignorare ?
    liberissimo di farlo e vivere in quella porzione di umanità diffidente e inacidita, che giudica invece di comprendere le sensibilità e le motivazioni altrui;
    per me, non c'è niente di peggio che vivere e invecchiare con questo sentimento, ma credo di non essere il solo, viste le risposte che ricevi.
    Ma ne fai una questione di audience, Axe? La Verità è sempre scomoda, impopolare, fastidiosa....e certo non si misura coi likes, con gli applausi e con le classifiche (18 sono single, 12 separati, 8 divorziati, 4 sposati eccetera ). Di nuovo siamo finiti in un vicolo cieco: Per te quel che conta è la legge, fatta in definitiva dalle esigenze di "libertà" dell'individuo. Per me invece, è proprio tale esigenza portata all'eccesso che sta spingendo la Società verso una deriva etica dalla quale sarà durissima risalire. Quei pensatori sono solo Cassandre? Magari, i troiani, avessero ascoltato Cassandra, amico mio. Magari!
    Io credo invece che ci stiano indicando una via. Diametralmente opposta a quella che stiamo ahimè percorrendo....

    “non è vero che la felicità significhi una vita senza problemi. La vita felice viene dal superamento dei problemi, dal risolvere le difficoltà. Bisogna affrontare le sfide, fare del proprio meglio. Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal fato, ci si sente persi se aumentano le comodità”. Tanto più siamo in grado di combattere, lottare, di fare scelte significative, tanto più si accorcerà la distanza che ci separa dalla felicità. Una lotta che, tuttavia, non va affrontata in modo solitario.
    Negli ultimi decenni le persone hanno infatti imparato sempre più a essere indipendenti, a non dipendere dagli altri, facendo di tutto per star bene da soli, per star bene con sé stessi. Ma, secondo Bauman, questa è la direzione sbagliata. Le persone che sanno essere indipendenti stanno perdendo piano piano la capacità di convivere con gli altri, perché hanno perso l’abilità a socializzare. “Più sei indipendente – dice Bauman - meno sei in grado di controllare la tua indipendenza e rimpiazzarla con una piacevole interdipendenza”. D’altra parte è comprensibile: relazionarsi con le persone è terribilmente complicato, per farlo bisogna essere in grado di accettare compromessi, di andare incontro alle esigenze altrui, di avere pazienza. E’ complicato, certo, ma è dalle relazioni che nasce la felicità, non dall’indipendenza. Secondo Bauman, “alla fine l’indipendenza porta a una vita vuota, priva di senso, e a una completa assoluta inimmaginabile noia”.

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    Garantiti dalla legge, ma terribilmente soli, Axe. Soli e infelici.
    amate i vostri nemici

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