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Discussione: racconto storico futuristico

  1. #1

    racconto storico futuristico

    Un tempo, non molto futuro, le cose più preziose che una persona poteva possedere erano le lacrime. Queste infatti erano divenute rare, in una società in cui emozioni e sentimenti scarseggiavano.
    L'umanità infatti si era evoluta in una società globalizzata, incapace di provare sentimenti per gli altri e soprattutto per se stessi. Starete immaginando chissà quale catastrofe sia potuta capitare al
    genere umano e invece vi sbagliate.

    Il quella storica futura era, gli umani raggiunsero traguardi mai neppure immaginati ai tempi della modernità passata. Innanzi tutto non esistevano più le nazioni. Tutti gli umani, di qualunque provenienza,
    colore, sesso e religione, erano cittadini del mondo, liberi di spostarsi, viaggiare, vivere dove e come meglio credevano. Non vi erano distinzioni di classe, sesso, religione. Il ceto sociale era uno solo, uguale
    per tutti e privilegio di nessuno. Gli umani lavoravano solamente cinque anni della loro vita, dai venti ai venticinque. Il resto del loro tempo terreno, erano liberi di dedicarsi a ciò che più gradivano fare.

    Il tempo e lo spazio erano concetti quasi astratti... che ti trovassi a Tokio o a Rio de Janeiro, trovavi in entrambi i posti carnevale e sushi. Persino le condizioni atmosferiche si erano uniformate. Alluvioni, tornado
    e tempeste colpivano indistintamente ogni angolo del globo.

    La società si prendeva cura di ogni cittadino, sin dalla nascita, accompagnandolo durante tutto il suo percorso di vita. Non vi erano imposizioni o restrizioni. Le leggi, erano ridotte al minimo poiché non esistevano
    più crimini e ingiustizie. Figure professionali quali avvocati, giudici e pubblici ministeri erano rari e quasi senza impiego.

    In un mondo futuro quale era questo, vissuto in maniera uguale dalla maggior parte, se non tutta, della popolazione mondiale, sentimenti quali amore, felicità, gioia, tenerezza, ma anche pena, tristezza, angoscia,
    paura e terrore, non avevano motivo di esistere, poiché tutti vivevano in pace, senza alcuna differenza, senza alcuna ingiustizia, soverchieria o manchevolezza. Nessuno aveva bisogno di immedesimarsi, empatizzare
    con gli altri.

    Coloro quindi che producevano lacrime, sia per gioia o per dolore, erano considerati individui fuori da comune, dotati di una forte sensibilità individuale, capaci di provare sentimenti che nel futuro trascorso, l'evoluzione stava eliminando, generazione dopo generazione... in quanto non più adatti al contesto storico e alle necessità individuali.

    Le lacrime erano quindi il simbolo dell'emotività che resisteva all'uniformazione sistematica del genere umano, trattate come fossero oro, dovete pensare infatti che il quantitativo di una lacrima capace di riempire un cucchiaino di caffè,
    valeva il corrispettivo di cinquanta grammi d'oro e cioè quasi 2.500 euro di tanti secoli fa e cioè nell'antico 2020.
    Bambol utente of the decade

  2. #2
    Opinionista L'avatar di Ale
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    Dovremmo provarla tutti quest'epoca per fare poi un confronto, sono cmq.sicuro che 3/4 della popolazione mondiale l'apprezzerebbe.. 🤗
    ...complimenti 👍
    👋

  3. #3
    Grazie... mi ero dimenticato di questo thread... il fatto è che spesso la mia mente viaggia creando scenari disparati... o semplicemente dal profondo della mi anima emergono emozioni che poi si mescolano tra loro, generando scritti simili.
    E se devo dirla tutta, non è che abbia così tanta fantasia... piuttosto, credo si saper mescolar bene pensieri e sentimenti che tutti proviamo.... e forse chissà, è già questo, un modo di aver fantasia.
    Bambol utente of the decade

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