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Risultati da 61 a 75 di 97

Discussione: Salvare il mondo

  1. #61
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    Senza considerare che, per ogni "grande pensatore" che presenta una tesi, ce ne sta un altro che presenta una antitesi equivalente il che, delegando la la libera critica e il ragionamento autonomo, si traduce nel mettersi bovinamente nelle mani dell'uno o dell'altro che capiscono e sanno

  2. #62
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Se lo dicesse solo Conogelato, sarebbe la mia parola contro la tua e stop alla discussione. Quelli postati sono studi e analisi scientifiche di chi ne sa e ne capisce molto più di noi.
    La tiritera che non lo dici tu ma Pinco Pallino l'hai già ripetuta a iosa. Che senso ha intavolare una discussione così? Tu lanci un argomento ma basta che uno dica qualcosa facendo un'osservazione, ponendo un dubbio o una critica ecco che attacchi con le tiritere ad oltranza ed i copia-incolla, per i quali ti ingegni all'infinito di trovare gli articoli che ripetano più o meno le stesse cose. Ma questo non è il modo di discutere e soprattutto perché il tuo intento non è quello realmente di parlare dell'argomento, approfondire, incuriosire ed incuriosirti di scienza (o altro argomento se di altra sezione) ma quello di gridare tutti i giorni all'apocalisse e all'uomo cattivo. E vedi sempre l'altro come insensibile, che non si rende conto dei problemi.
    Con questo non è che voglio trascinare nemmeno io per altre pagine quello che ti sto dicendo, però tu sei chiuso in questo girotondo.
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  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    E' davvero incredibile! Se l'uomo non c'entrasse niente, come mai si fanno le conferenze sul clima a Kyoto, a Il Cairo, a Pechino e ultimamente a Parigi? Per giocare alla morra? A mosca cieca?
    Ma roba da matti, ragazzi!!!
    Cono, io penso che tu abbia sentito nominare Antonino Zichichi, il più famoso fisico italiano vivente (fra l'altro cattolicissimo, come saprai), e Carlo Rubbia, che ha vinto nel 1984 il premio Nobel per la chimica. Lo sai cosa pensano dell'argomento? Se vuoi andiamo a vedere i loro articoli a riguardo. Pensi che anche loro non abbiano capito nulla?
    http://www.meteoweb.eu/2017/06/ecco-...lluomo/914748/
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."

    Dostoevskij.

  4. #64
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Amici, io penso che sia sufficiente osservare la Realtà: Non si tratta di dare ragione a quello o a quell'altro. Guardiamoci intorno, ripensiamo a come ha respirato la Natura intorno a noi con soli 2 mesi di lockdown. E chiediamoci se davvero l'attività antropica non abbia niente a che fare col riscaldamento globale. Chiediamoci se l'Amazzonia che va in fumo, i poli che si sciolgono, i gas serra che continuiamo a spedire in atmosfera a ritmi insostenibili, i disastri delle petroliere che riversano in mare micidiali tonnellate di greggio, possano lasciarci dormire sonni tranquilli. Possano assicurare comunque un Futuro sereno alle Generazioni che verranno. Almeno questo, possiamo farlo.
    amate i vostri nemici

  5. #65
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Amici, io penso che sia sufficiente osservare la Realtà: Non si tratta di dare ragione a quello o a quell'altro. Guardiamoci intorno, ripensiamo a come ha respirato la Natura intorno a noi con soli 2 mesi di lockdown. E chiediamoci se davvero l'attività antropica non abbia niente a che fare col riscaldamento globale. Chiediamoci se l'Amazzonia che va in fumo, i poli che si sciolgono, i gas serra che continuiamo a spedire in atmosfera a ritmi insostenibili, i disastri delle petroliere che riversano in mare micidiali tonnellate di greggio, possano lasciarci dormire sonni tranquilli. Possano assicurare comunque un Futuro sereno alle Generazioni che verranno. Almeno questo, possiamo farlo.
    Ripeto, è innegabile il fenomeno del riscaldamento globale che crea tanti problemi. Ma NON E' dovuto all'attività dell'uomo, quello che è dovuto all'attività dell'uomo è invece l'inquinamento dell'aria, delle acque, del suolo. Quindi si parla di problemi diversi. A questo tipo di inquinamento occorre provvedere in fretta, perché la Terra sa autoregolarsi, e può far sparire tranquillamente il suo inquilino più dannoso per lei.
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
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  6. #66
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    Non nominare Zichichi che s'è incasinato anche lui i neuroni.

    L'impatto antropico c'è, non solo nell'inquinamento. Quello che però è un messaggio che non viene spiegato forse a dovere o che porta a pensare ad un punto di non ritorno, è quello che nel tempo il pianeta ne ha viste tante di oscillazioni climatiche perfino più elevate dei 2 gradi in più di media di cui ci preoccupiamo oggi e che non vorremmo raggiungere così come il livello di anidride carbonica.
    Se va bene cercare di non inquinare, non devastare il pianeta e tamponare i danni al clima per la nostra percentuale di colpa, dall'altra è impensabile controllare il clima e le energie che ci sono in gioco e come detto prima, è ovvio che viviamo nel qui ed ora e che vogliamo che la natura intorno tutto sommato resti così.
    Ma oscillazioni nel breve periodo chi può controllarle? E quelle nel medio, lungo o lunghissimo periodo?.
    Certo, se all'attività umana si sommano i fattori naturali che ci possono diventare sfavorevoli, l'effetto si amplia e occorre tempo prima di tornare al livello precedente. E' questo uno dei punti cruciali, che non è detto bastino pochi anni o decenni per far sì che ad esempio la temperatura ritorni ai valori per noi normali. Il clima però dipende da tanti elementi, a partire dall'asse e orbita terrestre, l'attività solare fino alla distribuzione delle terre e la tettonica, gas nell'atmosfera, distribuzione delle foreste e dei ghiacciai, correnti calde o fredde nei mari ed oceani, attività vulcanica e perfino l'attività degli organismi.
    E' una pia illusione, almeno per le conoscenze e la tecnologia di adesso, pensare di avere e mantenere un clima ed una natura immutabili così come li viviamo oggi.
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  7. #67
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Abbiamo poco tempo, Laura. A forza di rimandare (come si dice da noi) siamo arrivati alle porte co' sassi....
    Adesso puoi ancora tenerlo sotto controllo, il riscaldamento globale. Fra pochi anni (continuando così le cose) non più. Intere città che si affacciano sul mare, saranno sommerse. Assisteremo a una selvaggia immigrazione ecologica, che farà impallidire quella che attualmente ci fa così tanta paura. Il prezzo più alto, come sempre, lo pagheranno le nazioni più povere del sud del mondo. Lo dice l'ONU, lo dice la UE, lo dice la Scienza, lo dice Papa Francesco: Di che altro, di chi altro ancora abbiamo bisogno per smuoverci?
    https://www.105.net/news/tutto-news/...ate-clock.html
    Ultima modifica di conogelato; 25-09-2020 alle 06:40
    amate i vostri nemici

  8. #68
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    Sì, Cono, vuoi suggerire tu un modo per "pilotare" l'attività solare? https://ingvambiente.com/2019/02/05/...ima-terrestre/
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."

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  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Abbiamo poco tempo, Laura. A forza di rimandare (come si dice da noi) siamo arrivati alle porte co' sassi....
    Adesso puoi ancora tenerlo sotto controllo, il riscaldamento globale. Fra pochi anni (continuando così le cose) non più. Intere città che si affacciano sul mare, saranno sommerse. Assisteremo a una selvaggia immigrazione ecologica, che farà impallidire quella che attualmente ci fa così tanta paura. Il prezzo più alto, come sempre, lo pagheranno le nazioni più povere del sud del mondo. Lo dice l'ONU, lo dice la UE, lo dice la Scienza, lo dice Papa Francesco: Di che altro, di chi altro ancora abbiamo bisogno per smuoverci?
    https://www.105.net/news/tutto-news/...ate-clock.html
    Questo articolo te lo potevi risparmiare, davvero. Anche l'orologio dell'apocalisse! Sempre su quali basi scientifiche che non so, da dove spunta il 1 gennaio 2028? Forse giusto per dare una data simbolica che fa più presa essendo l'inizio dell'anno. Se questa è scienza poeri noi.

    Anche parlare di punto di non ritorno è una bella responsabilità. Come ti dicevo, abbiamo avuto periodi nel passato di clima diverso da quello attuale, che sono poi mutati. Ad esempio a partire dai 5 milioni di anni fa circa avevamo qui un clima di tipo tropicale, durato più di un milione di anni e poi siamo arrivati alle glaciazioni. Il problema è il tempo in cui il passaggio da un tipo di clima all'altro avviene, che spesso non è solo di pochi anni ma dalle centinaia alle migliaia di anni o più. L'altro rischio come dicevo è il sommarsi degli effetti naturali alla nostra attività.
    Ma se anche noi fossimo bravi da tamponare quanto è colpa nostra, domani cosa faremo quando sarà la natura a presentarci il clima più caldo o più freddo?
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  10. #70
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    L'hai detto te: Nei secoli l'Umanità ha fatto i conti e superato innalzamenti e abbassamenti di temperatura. Ma questa è un'emergenza proprio perchè il global warming (se non agiamo nei prossimi 10/12anni) sarà impattante e devastante, stavolta.

    "Abbiamo davvero solo 12 anni per salvarci dal riscaldamento globale?"

    La ricerca più recente, completa e autorevole sul cambiamento climatico è stata pubblicata l’8 ottobre 2018 dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), il principale organismo internazionale delle Nazioni Unite per la valutazione di questo fenomeno.

    Il rapporto Global Warming of 1,5 °C – realizzato da oltre 90 scienziati sulla base di oltre 6 mila studi scientifici – spiega che, se si continuerà al ritmo attuale, senza intraprendere più serie misure di contrasto al riscaldamento globale, tra il 2030 e il 2052 l’aumento della temperatura media globale della Terra supererà 1,5 °C.

    Il che non significa che tutte le aree del pianeta avranno questo incremento. Essendo un dato medio, alcune zone, e in corrispondenza di determinate stagioni, avranno invece aumenti ben maggiori.

    Questa soglia di 1,5 °C è comunque considerata, nei modelli previsionali degli scienziati, il limite massimo per poter contenere gli effetti del riscaldamento globale.

    In sostanza: abbiamo solo 12 anni per avere qualche possibilità di gestire il cambiamento climatico, restando all’interno dell’aumento delle temperature di 1,5 °C. Se riuscissimo nell’impresa, tra le altre cose questo vorrebbe dire meno carestie, migrazioni di massa, povertà e rischi per la salute.

    Che cosa dovremmo fare?
    Il problema è che raggiungere questo obiettivo sembra un’impresa impossibile. Per esempio, l’Ipcc stima che fino al 2035 gli investimenti annuali dovranno essere di oltre 2 mila miliardi di euro solo per i sistemi energetici, circa il 2,5 per cento della ricchezza mondiale.

    Per quanto riguarda le emissioni globali di CO2, il rapporto spiega che entro il 2030 dovranno essere ridotte per produrne il 45 per cento di quelle immesse nell’atmosfera soltanto 8 anni fa. Una recente ricerca delle Nazioni Unite ha però mostrato che negli ultimi anni, nonostante gli impegni presi dalle varie conferenze sul clima, le emissioni di anidride carbonica sono tornate ad aumentare, non a diminuire, o per lo meno a restare stabili.

    L’obiettivo di riduzione delle emissioni entro poco più di 30 anni significherebbe incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili tra il 70 e l’85 per cento, limitando sempre più velocemente la dipendenza da carbone, benzina e gas.

    Il problema principale in questo scenario è che la CO2 già presente in atmosfera, in quantità oltre i limiti previsti, continuerà a far riscaldare la Terra. Una soluzione in questo caso sarebbe quella di assorbire questa anidride carbonica, per esempio piantando alberi.

    La difficoltà nel raggiungere questo obiettivo è però già evidente nei numeri presentati dall’Ipcc. Entro il 2050, le foreste dovrebbero aumentare di circa 9,5 milioni di chilometri quadrati, superficie pari a quella della Cina. Per avere un’idea, l’Italia occupa circa 300 mila chilometri quadrati di superficie.

    Per raggiungere il target stimato dagli scienziati internazionali, sarebbe necessario piantare, per i prossimi 31 anni, una quantità di alberi pari a un’Italia all’anno.

    È davvero «troppo tardi»?
    Secondo Grandi, «è già troppo tardi» per fermare la crescita delle temperature. Anche se da qui al 2030 riuscissimo a rispettare le tappe indicate dagli scienziati, l’aumento medio delle temperature di 1,5 °C sarebbe comunque garantito.

    Come mostra un sito interattivo realizzato da Carbon Brief – un’organizzazione britannica di fact-checking sul cambiamento climatico – questo avrebbe conseguenze devastanti sull’ambiente entro il 2100.

    Gli scenari sarebbero ancora più inquietanti se non riuscissimo a centrare l’obiettivo di 1,5°C. Ad oggi, infatti, sembra molto probabile che nonostante gli accordi pattuiti sforeremo l’aumento medio di 2°C, arrivando - secondo alcuni ricercatori - addirittura a oltre 3°C appena dopo il 2100.

    In questo contesto, le conseguenze per l’ambiente, la fauna e la flora terrestri di un aumento di solo mezzo grado sarebbero disastrose. Tra le più citate dai ricercatori, ci sono la scomparsa delle foreste amazzoniche, l’aumento vertiginoso della desertificazione, la distruzione di migliaia di specie animali, la perdita dei ghiacciai e di terre adatte alla coltivazione, e l’incremento di fenomeni come inondazioni e uragani. In realtà, anche solo un decimo di grado in più, che può sembrare poca cosa, può fare danni irreparabili, dal momento che gli effetti di questi aumenti non sono lineari, ma possono essere repentini ed estremi.

    Da un lato, quindi, è vero dire che il tempo per «salvarci» dal cambiamento climatico sembra essere finito. Dall’altro lato, però, resta aperta la possibilità di riuscire a evitare che le conseguenze siano il più possibile devastanti, e adattarci a quello che potrà accadere.

    In questo ambito, il problema principale resta la difficoltà a livello mondiale di arrivare ad azioni concrete attraverso i negoziati tra i vari Stati coinvolti. L’ostacolo maggiore, tra gli altri, rimangono gli impegni nazionali volontari (Nationally Determined Contributions, Ndc) presi dai Paesi per limitare l’aumento delle temperature.

    Da una parte, potenze mondiali come Stati Uniti, Brasile e Russia hanno mostrato tutta la loro contrarietà ad anteporre gli interessi ambientali a quelli produttivi ed economici.

    Dall’altra, i Paesi in via di sviluppo – come l’India e diverse nazioni africane e asiatiche – vogliono certezze sul sostegno di chi ha per decenni sfruttato la possibilità di crescere e svilupparsi senza limiti.

    Secondo l’Accordo di Parigi del 2015, infatti, i Paesi sviluppati hanno fissato l’obiettivo complessivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno fino al 2025 ai Paesi meno sviluppati per ridurre le emissioni e migliorare la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici. Ma questo potrebbe non bastare, come sottolineato dal rapporto dell’Ipcc.

    Conclusione
    La co-portavoce dei Verdi Elena Grandi ha dichiarato che «è già troppo tardi» per fermare il cambiamento climatico, e che ormai abbiamo solo «12 anni» per fermare l’aumento delle temperature.

    Secondo le ricerche più recenti e autorevoli della comunità scientifica internazionali, Grandi ha ragione. Entro il 2030 – poco più di 11 anni – la temperatura media della Terra aumenterà con certezza di almeno 1,5°C, ma solo se saranno intraprese misure che oggi appaiono sempre più difficili da realizzare.

    Lo scenario più probabile vede dunque un aumento compreso tra i 2°C e i 3°C, che secondo i ricercatori devono spingere i governi a fare tutto il possibile per ridurre i conseguenti effetti devastanti del cambiamento climatico, per noi e per il pianeta intero.

    https://www.agi.it/fact-checking/ris...ws/2018-12-06/
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  11. #71
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    E perché, una glaciazione non è impattante e devastante verso le specie del pianeta?

    Cono hai intenzione di durare all'infinito a trovare gli articoli che ripetono le stesse cose, come se chi è in questo forum non avesse capito un tubo?
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  12. #72
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Il dramma grosso è proprio questo: Hai capito e continui a dire che in fondo non c'è da preoccuparsi!!!!!
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  13. #73
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    Il dramma grosso è che mistifichi e giri sempre la frittata.

    Se con la lena con cui procacci gli articoli che copi-incolli, tu cercassi di ampliare il bagaglio di informazioni oltre a capire cosa scrivono gli altri, saremmo già un po' più avanti.
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  14. #74
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Non c'è più tempo per dibattere o tergiversare, Laura: Bisogna agire. Concretamente! Lo dico io e non va bene, lo dice l'ONU e non va bene, lo dice la Scienza e non va bene, lo dice il Santo Padre e figùrati se va bene: Che fare allora? Dov'è la mistificazione?

    "Climate change? Finito il tempo del dibattito, è ora di agire"

    "Lo scioglimento dei ghiacci comporta l'aumento del livello delle acque e di conseguenza pericoli per chi vive in prossimità di corsi o aree costiere. Perché i governi tardano ancora ad assumere politiche e rimedi infrastrutturali?". Il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, presentando il suo libro Atlante del mondo che cambia (Rizzoli) alla Fiera delle Parole di Padova, risponde così a una domanda del direttore de Il Mattino di Padova, Paolo Possamai, sulle mappe contenute nel testo. "La stagione del dibattito è finita ma - ha spiegato Molinari - rare eccezioni a parte, la grande maggioranza dei leader esita di fronte al tema delle soluzioni".

    https://video.repubblica.it/spettaco...C12-P3-S4.4-T1
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  15. #75
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    Caro Cono, mettici una pietra sopra. Il genere umano è destinato all'estinzione, ma tanto noi, quando questo accadrà, saremo già belli che estinti per contro nostro. Così pure figli e nipoti...
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    Dostoevskij.

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