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Discussione: Salvare il mondo

  1. #1
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Salvare il mondo

    Ilaria Capua: «I nostri figli dovranno riparare i danni che noi abbiamo fatto al pianeta. Ma possiamo aiutarli»
    La scienziata: «La pandemia mette in discussione il nostro rapporto con la natura. I cinquantenni sono la generazione cerniera che avrà un ruolo cardine nell’accompagnare la società verso un domani che di certo sarà diverso dall’oggi»

    Che cosa ci aspetta non si sa, impariamo giorno per giorno cercando di gestire delle politiche sanitarie in una popolazione stanca, insicura e arrabbiata. Ormai si sa che le cose da fare sono tre: igiene, distanza, protezione. Per sé e per gli altri. In realtà ce n’e una quarta, il buonsenso che apparentemente va e viene a seconda di variabili indefinite. Ma al di là delle necessità gestionali e di sanità pubblica si percepisce un vuoto particolato, ovvero come se le particelle dell’ordinarietà fossero rimaste congelate a mezz’aria. Come se una nuvola cristallizzata di azioni, pensieri, diritti e doveri e il nostro stesso ruolo si fossero a un tratto sospesi nel periodo intrapandemico.

    «Il bandolo della matassa ce l’abbiamo»
    Molto è fermo, gli aerei, i treni, le persone. Per forza, il virus si sposta con le persone, e si è fatto quello che c’era da fare. L’immobilità che adesso esiste naturalmente si trasformerà in una ripartenza. Disordinata e piena di rabbia all’inizio, ma mi auguro con un respiro ampio e che guardi al futuro, ora che sappiamo. Sì. Sappiamo che ci si può fermare, sappiamo che questa è una pandemia che amplifica le diseguaglianze e le rende ancora meno accettabili. Una pandemia che mette soprattutto in discussione il nostro rapporto con la natura che già era stato messo in crisi dal cambiamento climatico, dagli incendi, dagli allagamenti e dagli tsunami, senza contare i disastri nucleari e la perdita della biodiversità. Certo che visto così è un po’ tanto. Forse troppo. E sembra difficile trovare il bandolo della matassa. Invece il bandolo ce l’abbiamo: è una manopola a forma di virus che apre le mille e una porta dei sistemi fragili che abbiamo costruito o abbiamo ereditato. Poco importa se è colpa nostra o piuttosto dolo o persino negligenza.


    «La pandemia ha trasformato l’impossibile nel necessario»
    Alcuni di questi sistemi andranno profondamente riformati ma c’è qualcosa di più strutturale che dobbiamo cambiare. Qui si tratta di arrivare alla radice del problema. Non si tratta di mettere pezze di cartongesso o micropali nell’argilla. Si tratta di ristabilire gli equilibri e tra questi l’equilibrio con gli altri esseri viventi del pianeta da cui siamo completamente dipendenti, ma anche con il contesto e l’ambiente che ci ospitano. La generazione dei cinquantenni è più green dei nonni di oggi e meno green dei propri figli. È una generazione cerniera che avrà un ruolo cardine nell’accompagnare la società verso un domani che di certo sarà diverso dall’oggi. La pandemia che ha trasformato l’impossibile nel necessario ci offre una grandissima opportunità che non si ripresenterà almeno per noi. Noi possiamo concentrare i nostri sforzi verso una riconversione sostenibile facendo un passo in più: un passettino che servirà ai nostri figli. Si sa, i giovani di oggi non accetterebbero mai delle violazioni al benessere animale o crimini ambientali su cui la nostra generazione ha nicchiato. Noi dovremmo cercare di rendere il loro compito più semplice impostandogli il lavoro per bene.
    «Arginare i danni fatti su oceani, aria e terra»
    I nostri figli dovranno rimettere un po’ a posto la gestione del pianeta, altrimenti con le risorse proprio non ci stiamo dentro e con l’impatto dell’uomo abbiamo fatto anche peggio. Insomma, dovranno trovare delle soluzioni per arginare i danni che abbiamo fatto noi e i nostri predecessori, per esempio agli oceani, alla qualità dell’aria e alla madre terra che ci nutre. Le informazioni ci sono. Sono i big data un po’ visibili un po’ opachi, ma ci sono. Immaginiamo i big data come libri virtuali, da ripulire, tradurre e rendere fruibili ai nostri ragazzi che avranno domani pure i computer quantici — che si dice che faranno il lavoro di un anno in un secondo, ma questo non basta. I nostri figli dovranno cercare soluzioni per la sostenibilità di un pianeta trasformato e depauperato delle risorse. Loro avranno pure contezza che esistono tutti i libri virtuali con le informazioni che loro servono ma a oggi sono scaraventati in uno spazio non definito e inaccessibile. Noi potremmo farci carico di mettere a posto quei libri, permettendo alle nuove generazioni di leggere e comprendere quella storia di insostenibilità del pianeta che abbiamo costruito. È questo il regalo più grande che possiamo fare loro: ordinare e preparare il materiale di lavoro che sarà alla base delle soluzioni per una rinascita più rispettosa del sistema che ci ospita e dei suoi equilibri. Anche sì?

    https://www.corriere.it/cronache/20_...tcmp=exit_page
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  2. #2
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Articoli inutili, che fanno solo retorica e sfruttano il pathos della pandemia.
    Se andiamo a guardare, già prima della pandemia i problemi c'erano e se ne discuteva. Intanto, per dire, la rivoluzione dei sacchetti di plastica è stata fatta con quelle biodegradabili, le tiritere sul riscaldamento globale sentite e risentite, le isole di plastica nell'oceano erano già venute fuori, il problema della biodiversità idem, si studiano materiali alternativi alla plastica e pelle per il vestiario dai vegetali (anche se per ora di nicchia) e tanto altro.
    Solo che ora fa comodo sfruttare la pandemia per dar fiato alla dentiera.
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  3. #3
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Abbiamo visto come ridurre l'inquinamento e le emissioni di gas-serra, abbiano in pochi giorni ridato fiato e spazio alla Natura e agli animali. Basterebbe davvero poco, un piccolo sforzo comune dei vari Stati, per lasciare in eredità ai nostri Figli un mondo vivibile.

    “La vita di ogni bambino nato oggi sarà profondamente influenzata dal cambiamento climatico, con popolazioni da tutto il mondo che saranno sempre più esposte a eventi meteorologici estremi, insicurezza alimentare e idrica, mutazioni continue nelle malattie infettive, e un futuro più incerto”.

    La pandemia che ci ha investito oggi ha alzato lo sguardo sul nesso tra sfruttamento delle risorse e le epidemie globali. Innanzitutto l’emergenza sanitaria, in pochissime settimane, ha spinto 1,7 miliardi di persone in 50 Paesi del mondo a chiudersi in casa mentre la natura circostante respirava di nuovo e si riprendeva i suoi spazi, libera dall’impronta dell’essere umano.


    Se da un lato le conseguenze del lockdown diffuso hanno giovato per molti ecosistemi, dall’altro ci hanno posto molte domande su come il virus abbia iniziato la sua diffusione. Molti studi rilevano che la diffusione sia stata determinata dallo sfruttamento dell’uomo sulla natura, in particolare la deforestazione ha aperto uno spiraglio per una malattia già esistente tra gli animali che rimaneva confinata in un habitat lontano dall’essere umano e dalle sue attività produttive.

    La sfida principale a cui siamo chiamati tutti, dal singolo individuo, ai governi, alle istituzioni fino al settore pubblico e privato, è esattamente quello che la crisi ambientale ci chiede già da tempo ma che ancora fatichiamo a portare a termine.


    Senza dubbio l’educazione è dalla nostra parte, un essere umano maggiormente consapevole dei suoi diritti sarà lo stesso che li proteggerà, questo vale anche per il diritto a vivere e sognare un futuro in un mondo sano, diritto di donne, uomini, ragazze, ragazzi, bambine e bambini in tutto il mondo.

    “I bambini e gli adolescenti, in Italia come in tutto il mondo, hanno semplicemente diritto a un pianeta vivibile per gli anni futuri e, a gran voce, stanno chiedendo al mondo e ai governi di cambiare finalmente rotta, come dimostra anche l’iniziativa 'Change the future' promossa dai ragazzi e dalle ragazze di SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children. E in questo contesto il nostro Paese, che nel 2021 avrà la presidenza del G20 ed ospiterà alcuni eventi preparatori della COP 26, tra cui uno dedicato ai giovani, potrà giocare un ruolo di primo piano per far sì che i temi della sostenibilità ambientale e sociale e della lotta ai cambiamenti climatici, diventino una priorità assoluta”, ha dichiarato Daniela Fatarella Direttrice Generale di Save the Children.


    Le future generazioni si trovano così a dover fronteggiare le insidie di un mondo più caldo, instabile e dagli scenari molto incerti, come ormai da anni dimostra in maniera inconfutabile una schiera sempre più nutrita di esperti, con l’aiuto di strumenti di rilevazione e di analisi più sofisticati, e da nuovi punti di osservazione mai sperimentati prima.


    I bambini inoltre sono i soggetti che maggiormente subiscono gli effetti del cambiamento climatico per 3 fattori determinanti: geografico-ambientale, socio-economico e biologico.

    https://www.savethechildren.it/blog-...ersita-insieme
    amate i vostri nemici

  4. #4
    رباني L'avatar di King Kong
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    Greta è a Berlino dalla cancelliera Angela Merkel.
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  5. #5
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    . Basterebbe davvero poco, un piccolo sforzo comune dei vari Stati, per lasciare in eredità ai nostri Figli un mondo vivibile.
    Tanto poco non direi,
    Per ora godi dell'inerzia creata con aiuti a debito, ma il "poco" lo si vedra' fra qualche mese quando il debito diverra' non espandibile e il calo di consumi e produzione produrra' in pieno i suoi "pochi" effetti.

  6. #6
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    Mi viene da pensare che li paghino un tanto al kilo per scrivere questi articoli e per la citazione della parola pandemia, messa dappertutto ormai come il prezzemolo.
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  7. #7
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    L'indirizzamento delle masse con la ripetizione di concetti in varie forme mediatiche fa parte del gioco dai tempi di ghebbless e ogni pensiero, specialmente se al potere, opera pro proprio.

  8. #8
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    A questo punto visto che il mondo non ha un'unica coscienza io credo che l'ultima arma efficiente disponibile, a detta di qualche esperto, sia una bella tassa mondiale, proporzionale al consumo dei fossili, della plastica e degli inquinanti in base alla pericolosità ambientale.
    Ormai credo che anche le fonti alternative alla combustione stiano divenendo competitive.
    I treni a vapore, se ancora ci sono, vanno tassati.
    E la banca mondiale dovrebbe aiutare chi investe rinnovando tecnologicamente ed ecologicamente poiché significano profitti "puliti" a lungo termine.
    Ultima modifica di crepuscolo; 24-08-2020 alle 18:11

  9. #9
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    La famosa Green-Economy, della quale tutti si riempiono la bocca senza preoccuparsi di far seguire alle parole...i fatti. Se ne parlava già in questo documento del 2012, quando la pandemia era molto lungi dal venire....

    "La crisi climatica sta già producendo impatti preoccupanti, avvertiti come tali da una larga parte dell’opinione pubblica mondiale che teme anche ulteriori pericolosi aggravamenti, colpendo direttamente la gran parte della popolazione con ondate di calore e siccità prolungate, nonché
    con maggiore frequenza e intensità di eventi atmosferici estremi. Tutto
    ciò, inevitabilmente, innalza anche il livello di attenzione e di disponibilità della popolazione a modificare modelli di consumo e stili di vita
    che danneggiano il clima. È cresciuta inoltre, non solo per la crisi climatica, una consapevolezza ecologica più generale in larga parte della popolazione che, un po’ ovunque, si trova a fare i conti con frequenti crisi ecologiche e a constatare che non si può andare avanti a inquinare e
    consumare risorse naturali a ritmi sempre più veloci. Tutto ciò favorisce, da una parte, una domanda, di peso crescente, di nuovi consumi di
    beni e servizi di più elevata qualità ambientale, e, dall’altra, un contesto, locale e internazionale, più favorevole a una direzione green sia per
    le politiche, attente al consenso, sia per le imprese, attente alle possibilità di nuovi mercati."

    https://www.fondazionesviluppososten...onomy-2012.pdf

    Kyoto, Rio de Janeiro, Parigi, Il Cairo....quante volte le conferenze mondiali sul clima hanno proposto la Green-Economy e quante volte i governi nazionali non hanno poi ratificato?
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  10. #10
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Citazione Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    Greta è a Berlino dalla cancelliera Angela Merkel.
    Si, ho seguìto. Ti ringrazio.

    "Altri due anni persi sul cambiamento climatico". Così tuonava Greta Thunberg solo due giorni fa, nell'anniversario della sua prima protesta davanti al Parlamento di Stoccolma. Da allora ha attraversato tante piazze animate da proteste in tutto il mondo, per arrivare oggi a Berlino, dove è stata accolta dalla cancelliera Angela Merkel che definito la lotta al riscaldamento globale "una sfida globale". L'attivista, che aveva chiesto di essere ricevuta dalla Bundeskanzlerin, è intervenuta insieme alla leader tedesca del movimento Fridays for future, Luisa Neubauer.
    A quanto riferisce il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, la cancelliera e l'attivista "si sono dette d'accordo che ai Paesi più industrializzati spetta una responsabilità particolare su questo tema". La base di questo impegno è "una seria messa in pratica degli obietivi dell'accordo parigino sul clima".
    Al centro del colloquio anche gli impegni climatici assunti dalla Germania in quanto presidente di turno dell'Ue, tra cui il raggiungimento della 'neutralita' climatica" entro il 2050, l'obiettivo della riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030 e l'uscita tedesca dal carbone.

    https://www.repubblica.it/ambiente/2...kel-265044018/
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  11. #11
    رباني L'avatar di King Kong
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    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    A questo punto visto che il mondo non ha un'unica coscienza io credo che l'ultima arma efficiente disponibile, a detta di qualche esperto, sia una bella tassa mondiale, proporzionale al consumo dei fossili, della plastica e degli inquinanti in base alla pericolosità ambientale.
    Ormai credo che anche le fonti alternative alla combustione stiano divenendo competitive.
    I treni a vapore, se ancora ci sono, vanno tassati.
    E la banca mondiale dovrebbe aiutare chi investe rinnovando tecnologicamente ed ecologicamente poiché significano profitti "puliti" a lungo termine.
    Esiste già, anche se non ancora in tutti i Paesi e non ancora uniforme
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax
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  12. #12
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    "C’è da considerare anche l’inquinamento prodotto dai rifiuti, compresi quelli pericolosi presenti in diversi ambienti. Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, molti dei quali non biodegradabili: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d’altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone.

    Questi problemi sono intimamente legati alla cultura dello scarto, che colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano velocemente in spazzatura. Rendiamoci conto, per esempio, che la maggior parte della carta che si produce viene gettata e non riciclata. Stentiamo a riconoscere che il funzionamento degli ecosistemi naturali è esemplare: le piante sintetizzano sostanze nutritive che alimentano gli erbivori; questi a loro volta alimentano i carnivori, che forniscono importanti quantità di rifiuti organici, i quali danno luogo a una nuova generazione di vegetali. Al contrario, il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare. Affrontare tale questione sarebbe un modo di contrastare la cultura dello scarto che finisce per danneggiare il pianeta intero, ma osserviamo che i progressi in questa direzione sono ancora molto scarsi. Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. Esso, a livello globale, è un sistema complesso in relazione con molte condizioni essenziali per la vita umana. Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita,di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. E’ vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (biossido di carbonio, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana. La loro concentrazione nell’atmosfera ostacola la dispersione del calore che la luce del sole produce sulla superficie della terra. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale. Ha inciso anche l’aumento della pratica del cambiamento d’uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalità agricola.

    A sua volta, il riscaldamento ha effetti sul ciclo del carbonio. Crea un circolo vizioso che aggrava ancora di più la situazione e che inciderà sulla disponibilità di risorse essenziali come l’acqua potabile, l’energia e la produzione agricola delle zone più calde, e provocherà l’estinzione di parte della biodiversità del pianeta. Lo scioglimento dei ghiacci polari e di quelli d’alta quota minaccia la fuoriuscita ad alto rischio di gas metano, e la decomposizione della materia organica congelata potrebbe accentuare ancora di più l’emissione di biossido di carbonio. A sua volta, la perdita di foreste tropicali peggiora le cose, giacché esse aiutano a mitigare il cambiamento climatico. L’inquinamento prodotto dal biossido di carbonio aumenta l’acidità degli oceani e compromette la catena alimentare marina. Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. L’innalzamento del livello del mare, ad esempio, può creare situazioni di estrema gravità se si tiene conto che un quarto della popolazione mondiale vive in riva al mare o molto vicino ad esso, e la maggior parte delle megalopoli sono situate in zone costiere.

    I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità. Gli impatti più pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo. Molti poveri vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento, e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e dai cosiddetti servizi dell’ecosistema,come l’agricoltura, la pesca e le risorse forestali. Non hanno altre disponibilità economiche e altre risorse che permettano loro di adattarsi agli impatti climatici o di far fronte a situazioni catastrofiche, e hanno poco accesso a servizi sociali e di tutela. Per esempio, i cambiamenti climatici danno origine a migrazioni di animali e vegetali che non sempre possono adattarsi, e questo a sua volta intacca le risorse produttive dei più poveri, i quali pure si vedono obbligati a migrare con grande incertezza sul futuro della loro vita e dei loro figli. E’ tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile."

    LAUDATO SI' capitolo primo

    http://www.vatican.va/content/france...audato-si.html
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  13. #13
    Opinionista L'avatar di Vega
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    L'unica soluzione è il meteorite!
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  14. #14
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    L'unica soluzione è impegnarsi seriamente: Ciascuno nel suo ambito. Anche con poco. Fantastico vedere come, nei mesi del lockdown, la forza vitale della Natura sia apparsa in tutta la sua, primordiale, bellezza.
    amate i vostri nemici

  15. #15
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Certo Cono che tu non sai altro che cavalcare la retorica più retorica che c'è. Ovvio che faccia piacere vedere meno inquinamento, l'animaletto che si riprende qualche spazio. Ma non credo che servano e debbano servire il virus ed il lockdown per capire ed apprezzare la natura e nemmeno che la natura sia esplosa all'improvviso durante questo periodo. Son tutte immaginette per fare impressione e rompere il beep con questo virus ogni minuto, che è peggio del prezzemolo. Du' cojoni!!!
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