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Discussione: presidente INPS

  1. #1
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    presidente INPS

    Pasquale Tridico - Presidente dell’INPS - e Franco Bettoni - Presidente dell’INAIL - hanno ottenuto un aumento di stipendio (con effetto retroattivo). Il loro compenso sale a 150 mila euro l’anno.

    Non è stata una decisione presa dal presidente dell’INPS, in quanto l’intenzione era già stata manifestata dal primo Governo Conte e solamente adesso ci sono state le condizioni per farlo.

    Ovviamente l’aumento di stipendio ottenuto da Pasquale Tridico sta facendo molto discutere, anche perché in questi mesi ci sono le polemiche per l’operato dell’INPS riguardo all’erogazione dei vari bonus e della cassa integrazione.

    Nonostante i ripetuti inviti al presidente Tridico di presentare le dimissioni, egli rimane saldo al suo posto.



    La lettera di Pasquale Tridico al direttore del quotidiano “la Repubblica”.

    “Caro direttore,
    ho letto l’articolo di Giovanna Vitale, pubblicato ieri su Repubblica, che riguarda il mio compenso come presidente dell’Inps. Mi ha sorpreso il modo in cui è stata trattata la vicenda, che soprattutto in Rete ha scatenato centinaia di commenti sfociati anche in minacce e insulti alla mia persona. Ma a colpirmi è stato anche il fatto che nessuno del Suo giornale mi abbia chiesto preventivamente una dichiarazione, con la quale avrei subito fatto chiarezza su molte cose.

    Tutto l’articolo ruota intorno a due falsi: per effetto del decreto interministeriale che stabilisce i compensi del Cda di Inps (e Inail), al sottoscritto sarebbe riconosciuto un arretrato di 100mila euro. Questo il primo falso. La realtà invece è che la nuova misura del compenso previsto per il Presidente dell’Istituto decorrerà non da maggio 2019, bensì dal 15 aprile 2020, vale a dire da quando si è insediato il CDA e ne ho assunto la carica di Presidente. Il secondo falso è che non è nei poteri del Presidente o di qualsiasi altro organo dell’Istituto determinarsi i compensi.

    Detto questo, sul tema dei miei compensi mi sembra doveroso ripercorrere brevemente i fatti e le norme per come si sono succeduti. Sono stato nominato Presidente Inps con decreto del Capo dello Stato in data 22 maggio 2019. Successivamente, a giugno 2019, con nota del Gabinetto del Ministero del Lavoro venivano proposti i compensi del Cda che si stava costituendo: 150mila euro lordi per il presidente, 100mila per il vice e 23mila per i 3 componenti del consiglio. Nel frattempo, la crisi di governo dell’agosto 2019 ha ritardato la nomina del Cda. Così, solo dal 15 aprile 2020 ho assunto le funzioni di Presidente del Cda.
    Nella prospettiva della ricostituzione del Cda dei due enti, la legge 28 gennaio 2019, n. 4, aveva previsto che, con apposito decreto interministeriale, sarebbe stata fissata la misura dei compensi dei predetti organi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Tant’è che detti compensi sono finanziati attraverso la riduzione di spese di funzionamento di Inps e Inail.

    Il 15 luglio 2019 il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo della Presidenza del Consiglio ha avviato l’iter per la determinazione dei compensi del Presidente e degli altri componenti del Cda dei due enti, sulla base di una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 gennaio 2001 che fissa i criteri e gli indicatori da assumere a riferimento a tal fine; direttiva che dal 2001 detta le regole per la fissazione dei compensi degli Organi di tutte le Amministrazioni pubbliche, suggerendo l’utilizzo di un apposito software per determinare i compensi per il Cda sulla base del bilancio dell’Istituto e del numero di dipendenti. Tale software restituiva un compenso per il Presidente Inps e per il Cda molto più elevato: per il Presidente di 240 mila euro, pari al compenso dei dirigenti centrali dell’Inps, e ai vertici di amministrazioni simili.

    Tuttavia, il decreto interministeriale del 7 agosto 2020 del Ministro del Lavoro e del Ministro dell’Economia, decreto necessario e conseguenziale all’insediamento del CDA, stabilisce 150mila euro per il Presidente, 40mila euro (elevabili a 60mila in funzione delle deleghe esercitate) per il Vice Presidente e 23mila euro per ognuno dei componenti del Cda. Insomma, i Ministeri vigilanti sono intervenuti per ridurre la misura derivante dall’applicazione di quelle regole.

    La storia è questa. Grazie per lo spazio che ha ritenuto di riservarmi”.


    La replica della giornalista Giovanna Vitale

    “L’articolo riporta fedelmente il contenuto di atti ufficiali, quale un decreto interministeriale che aumenta i compensi del vertice Inps e ne stabilisce la decorrenza “dalla data di nomina del presidente, del vicepresidente e dei consiglieri di amministrazione”. Scritto in modo tale da autorizzare il riconoscimento di arretrati, su cui infatti il collegio sindacale ha chiesto chiarimenti. Tutto il resto è libera interpretazione del professor Tridico”.

  2. #2
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    Tridico è un buon amichetto del bibitaro Di Maio.
    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
    pur di legittimare la propria logica."

    Dostoevskij.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Turbociclo Visualizza Messaggio
    Tridico è un buon amichetto del bibitaro Di Maio.
    nello stesso decreto, si attribuiva lo stesso stipendio anche al presidente dell'INAIL, in quota Lega; i leghisti non hanno detto nulla...
    c' del lardo in Garfagnana

  4. #4
    Opinionista L'avatar di xmanx
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    Nel corso di Non è l’Arena di Massimo Giletti, Bechis ha fatto una ricostruzione che smentisce quella del collega del Fatto.

    “I fatti non sono andati come racconta Gomez. Questa è la delibera n. 2 del 22 aprile 2020 del cda dell’Inps, firmata Pasquale Tridico, che determina l’aumento del suo stipendio. Lui ha detto di non essersi aumentato lo stipendio, invece è stato lui. C’è la sua firma sotto”, dice Bechis mostrando le carte.

    Gomez si irrita, diventa paonazzo, ma Bechis incalza punto su punto. “Demanda al governo, al decreto interministeriale, solo la decisione su quando far decorrere l’aumento. Lo finanzia con un taglio delle spese della manutenzione anche delle macchine sanitarie dell’Inps, l’ideale in piena pandemia, era il taglio giusto da fare. Ma lo finanzia già nel 2019. Quindi lascia la decisione al governo, ma si era precostituito i risparmi per avere l’aumento retroattivo”.

    Continua Bechis: “Su questa decisione finale del 22 aprile 2020 per due volte, una il 16 giugno e l’altra il 14 luglio, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha autorizzato l’aumento nella persona del sottosegretario”, prosegue Franco Bechis nella ricostruzione.

    A quel punto, Peter Gomez, replica perfido: “Dato che conosci le carte, che ho letto anche io, questa storia parte a giugno del 2019, col governo gialloverde. Fermo un attimo… Allora i ministri Di Maio e Tria hanno detto ok all’aumento a 150mila euro. La delibera a cui ti riferisci tu è successiva, una volta che il vecchio governo aveva detto ok. Per renderla operativa, il cda deve dire sì. Non per giustificare Tridico, ma per ricostruire come sono andati i fatti anche dal punto di vista politico, risale a una scelta del governo gialloverde”.

    Il direttore de Il Tempo, Bechis, fornisce la risposta fulminante, che chiude l’incontro. “Fu bocciata dalla Presidenza del Consiglio, quindi quella scelta non c’era più”. A quel punto, Gomez stupefatto, sussurra: “Cioè? Questo non lo sapevo, scusami”.

    Lo stagista.
    Apprendista stregone.

  5. #5
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    " L' uomo ha una tale passione per il sistema
    e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
    per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
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    Dostoevskij.

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