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Discussione: Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia

  1. #1
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia

    ....perchè saranno saziati.

    Quando veniamo accusati ingiustamente o a sproposito. Quando facciamo appello alla giustizia umana senza trovare risposta. Quando soffriamo senza trovarne i motivi. Quando perdiamo una persona cara. Quando vediamo trionfare i potenti a scapito dei più deboli e derelitti. Con la quarta Beatitudine, Gesù Cristo si rivolge a queste categorie di Persone. In tutta sincerità: Chi può chiamarsene fuori? Chi non si riconosce? Chi non ha mai provato lo sconforto derivante da una giustizia umana spesso lacunosa e di parte?
    L’impegno etico del discepolo di Gesù non è solamente personale e privato, ma diventa anche azione sociale. Egli si impegna anche per una giustizia sociale. Chi si mette alla sequela di Gesù non può non esimersi dal lottare per la liberazione dell’uomo dall’oppressione, dalle prevaricazioni, invocando i diritti civili, la giustizia nelle aule dei tribunali, l’integrità e l’onestà negli affari. Certamente il mondo andrà per la sua strada e non potrà essere completamente rinnovato, ma il discepolo di Gesù è chiamato a operare in misura di quello che realmente può fare. Sarà poi solamente Dio a fare Giustizia. Quella vera. Quella davanti alla quale tutti ci troveremo di fronte. In quel giorno, a poco servirà il potere, la carica, il conto in banca, gli appoggi, le conoscenze eccetera.
    E’ interessante notare come le prime quattro Beatitudini seguano una stupenda logica progressiva: coloro che sono poveri, afflitti, mansueti, sono anche affamati e assetati di giustizia.
    amate i vostri nemici

  2. #2
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    "Fame e sete" dicono un desiderio profondo, radicale, ma cambiando l’oggetto abituale diventa una liberazione dall’incubo del limite: è la liberazione della persona che trova veramente la sua realizzazione, oltre al cibo e alla bevanda. Difatti, tutta l’attenzione, come sempre, cade sulla motivazione: perché sono beati quelli che cercano la volontà di Dio? Perché saranno saziati. La Beatitudine non sta nel cercare, nel desiderare, nell’aver fame, ma sta nella causa, cioè nella promessa di Dio "saranno saziati", futuro passivo che, come in altri casi, è un "passivo divino", cioè nasconde l’azione di Dio. Proviamo a parafrasare: "saranno saziati" significa "Dio li sazierà". È una promessa che riguarda il futuro, indica un’azione escatologica di Dio, rientra nella prospettiva del paradiso, è la promessa del compimento della vita oltre la morte. Ma non è solo quello, è un annuncio che si realizza già nel presente: Dio, garantendo di saziare, garantisce la vita. Come per la sopravvivenza è necessario mangiare – il cibo e la bevanda sono fondamentali per la vita – così Dio garantisce di dare ciò che serve per la vita. Ed è fondamentale per la nostra vita questa relazione buona. Tante volte mi capita di parlare con dei ragazzi e con dei giovani, magari in crisi con i genitori, e se azzardo un discorso di questo genere: "Pensa a ciò che i tuoi genitori ti hanno dato", spesso la reazione è negativa; hanno usufruito di tanti beni, di tante cose, hanno mangiato e bevuto di tutto in casa, però poi si lamentano di non avere avuto quella parola buona, quella relazione buona.

    Ci accorgiamo anche noi come le cose non ci soddisfino, siamo in una fase della nostra esistenza consumistica nella quale gli oggetti superano i nostri desideri, - abbiamo di più di quello che possiamo desiderare e usare - e cominciamo ad accorgerci che queste cose non sono sufficienti. Non è un discorso semplicemente moralistico, è un’occasione buona per riconoscere che la nostra persona ha bisogno di più, è quella relazione con un’altra persona, è quella parola buona che ad un certo punto ci fa molto più piacere di un regalo. È un po’ come se si ricevesse un regalo dato male, per cui si preferirebbe una buona parola senza nessun oggetto, ma data in un altro modo. Non è l’oggetto o il suo valore, ma è la relazione che si instaura fra le persone: si può ricevere anche un oggetto di valore, ma che non ci fa piacere perché ci viene dato da una persona con cui non c’è relazione, oppure quell’oggetto può nascondere dei secondi fini. Allora comprendiamo come la relazione sia più importante, soddisfa di più, sfama, sazia. Dio propone proprio la sua persona come capace di saziare; non viene detto che verrà saziato con degli oggetti, ma che verrà saziato con la giustizia. Colui che ha fame e sete di giustizia sarà soddisfatto raggiungendo la giustizia, cioè la buona relazione con Dio. La sazietà, la pienezza di vita, chiamiamola soddisfazione personale piena e definitiva, viene raggiunta nell’incontro con Dio, anticipato in questa vita e pieno ed eterno oltre la morte. La beatitudine degli "affamati" è una garanzia che Dio ci offre: dal momento che egli si propone come colui che ti sazia, tu sei fortunato, puoi aspirare a questa relazione profonda con lui mettendo in secondo piano gli altri bisogni, perché il Padre pensa a te, provvede a te. Proprio perché sei al sicuro sei fortunato; la beatitudine sta nel fatto di essere garantito dal Padre.
    amate i vostri nemici

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