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Discussione: Amare, essere amati, amarsi

  1. #1
    Opinionista L'avatar di Astrid
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    Amare, essere amati, amarsi

    Cosa è (o sarebbe) meglio: amare o essere amati?

    Non sempre l'amore che si trasmette a qualcuno, è direttamente proporzionale all'amore che da questi si riceve o si pensa di ricevere.
    Non tutti i momenti della vita e di una relazione sono ugualmente intensi, sereni, scorrevoli.

    Cosa ci fa sentire amati?

    Come facciamo a fare sentire amata la nostra metà?

    Almeno in questo thread, per favore, un po' di vita pratica e non mera teoria. Grazie. :-)

  2. #2
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    a me fa sentire amato l'essere capito e accettato nei miei modi fondamentali di essere, pregi - pochi - e difetti - diversi
    a volte qualcuno mi apprezza per motivi diversi dalle caratteristiche che so essere sostanziali nel mio modo di essere, il più delle volte equivocando; cioè, no sbaglio io, ma loro, magari per colpa comunicativa mia, ovviamente;

    per amare bisogna specularmente capire - quindi ascoltare, osservare, metterci testa e sentimenti, attenzione - e dimostrare l'eventuale proprio apprezzamento - in gradi diversi, si parla anche di amici, conoscenti - per quelle qualità che si riconoscono nell'altro; e dimostrare quell'apprezzamento includendo come propria conquista - sempre per gradi, s'intende - il contributo di quella persona;

    tutte le donne che ho amato mi hanno reso migliore, in qualche modo; le ho sempre sentite accanto con la loro personalità a suggerirmi comportamenti che sapevo, so essere quelli giusti, che mi avrebbero reso contento e orgoglioso di come mi sono comportato;
    a volte sono riuscito a ringraziarle per questo, ma più di recente;
    quando ero più giovane non avevo questa consapevolezza, e mi dispiace un po' di non essere stato capace di manifestare questa gratitudine;

    in pratica ? in pratica il mio unico pregio - uno e mezzo - dipende dalla superbia siccome mi credo stocaxxo, non sono affatto competitivo e mi spendo senza riserve nella promozione in-de-fessa dell'autostima della partner, peraltro ricorrendo ad un logos schiacciasassi che elabora percorsi razionali ed inoppugnabili per convincere delle sue capacità e potenzialità

    l'altro mezzo pregio pure deriva da un difetto: siccome sono fancazzista estremo, che Oblomov mi spiccia casa, sono anche molto paziente per le teste tra le nuvole, disordine, ritardi, inefficienze, ecc... tanto sono così ansioso che, benché materialmente pigro, mi organizzo mentalmente in modo automatico per metterci una pezza e ho sempre un piano B e C pronti;

    poi le carezze, e l'apprezzamento corporeo senza riserve, diciamo da gourmet che non scarta il grasso del prosciutto sta a tavola con piacere e curiosità;

    per il resto sono un disastro di egoismo, al limite dell'Asperger, che pretende il suo spazio, un muro di gomma se si cerca di farmi fare qualcosa che non voglio
    se poi capita, non mi lagno, e tantomeno mi adiro e litigo; ma tengo tutto dentro e alla fine diventa disistima, e vado per i fatti miei.
    c' del lardo in Garfagnana

  3. #3
    Ammoscia banane L'avatar di nahui
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    Parlo del mio presente, ma il passato era molto diverso. Ero innamorata dell'amore, appassionata, tragicamente appassionata, e generosa, devota, così classicamente femmina Quindi ho vissuto questi amori unilaterali e segreti, sofferenti
    Adesso.
    Preferisco essere amata. Amare è doloroso. È quello che voglio è essere al centro. Che qualcuno si prenda cura di me, mi dia una mano, mi supporti, mi faccia coraggio, e mi faccia compagnia. Mi veda, per come sono, mi riconosca.
    Io faccio altrettanto, ma non gratis. Esigo corrispettività. Altrimenti mi ritraggo e divento cattiva, perché so stare da sola, non mi spaventa.
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

  4. #4
    Posh&Rebel L'avatar di efua
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    La cosa migliore credo sia essere corrisposti
    In passato dopo l’Eneide, Eneide e Didone non sono stata più la stessa
    Ho fatto pure la parte che non spettava a me
    Credevo di farcela sopra ogni cosa, dove l’altro non arrivava
    Arrivavo io, instancabile, inarrestabile
    Poi ho iniziato a vedere che non mettendo più mano io alla manutenzione della giostra, questa prima ha iniziato a perdere i colpi, poi si è proprio fermata
    Adesso amo se mi sento amata
    Nemmeno io ho avuto paura di stare da sola, ho grande rispetto per me, per permettermi di soffrire del non amore
    Quando ho percepito che qualcosa di bello potesse esserci è perché le cose fondamentali, di base, si percepivano allo stesso modo
    Forse ho poca pazienza ma mi ha sempre indispettito quando nei ragionamenti io ero a Milano e l’altro stava ancora sulla Sa-Rc
    Mi piace camminare all’unisono, correre insieme
    Ridere, continuamente
    Mi piace guardare il mondo con i suoi occhi, imparare cose legate a posti nuovi, che sembrano appartenermi
    La cosa più bella è darci il tempo e regalarcelo
    Una parola detta, è una carezza
    Il pensiero anche della cazzata più cazzata che c’è, che diverte l’altro e non lo imbarazza
    Vedere e sentire per l’altro la gioia, semplicemente perché c’è nella tua vita
    Il desiderio di volerlo sempre accanto con te
    La fisicità vissuta intensamente, senza risparmiarsi e senza il politically correct legato a qualcosa che mi fa schifo
    Perché la sacralità della carne nella coppia e’ un sacramento
    Perbacco e perdindirindina sono o.t.
    Ho parlato del Noi di Cono
    Cmq adesso si, nella mia vita per amare ho bisogno di sentirmi amata
    Continuamente
    e&k
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  5. #5
    Sovrana delle Rose dai Petali d'Oro L'avatar di ReginaD'Autunno
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    Io penso che l'amore è un sentimento così forte che bisogna anche saper trasmettere agli altri. Io sono stata amata da tanti ragazzi bellissimi che però erano troppo timidi, e in amore non basta il sentimento ma ci vuole anche il coraggio di dichiararlo alla persona amata, solo così si può costruire un legame solido.
    Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI

  6. #6
    Posh&Rebel L'avatar di efua
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    Era meglio che si fermassero a essere belli sti ragazzi e che fossero meno intimiditi dalle circostanze, Regina!
    Servono ragazzi sbloccati e svegli, perché si sa
    L’iniziativa spetta a loro...
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  7. #7
    Sovrana delle Rose dai Petali d'Oro L'avatar di ReginaD'Autunno
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    Non credo di essere una persona che fa intimidire gli altri, e sono d'accordo che spetta a loro l'iniziativa!
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  8. #8
    Opinionista L'avatar di Host eria
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    Amare o essere amati? Cosa fa sentire amati? Come facciamo a fare sentire amata la nostra metà?

    Amare. Se c’è corrispondenza è una bomba come trombare tra due che si desiderano tanto. Ho amato senza ragioni e senza fini da ragazza, un mix di suggestioni che venivano da lontano e una fame di sesso che invece veniva da vicino.

    Poter essere finalmente nuda, senza mutande e senza finzioni e fingimenti. Il poter essere quello che sono e sentirmi accettata e addirittura apprezzata per questo. Potere essere scema, forte, intelligente, cretina, impaturniata, migliore, peggiore, bella , brutta e non creare nessun scompenso (già ho da gestire i miei di scompensi). Godere della mia indipendenza e di quella altrui: mi repelle il vuoto delle persone, la mancanza di interessi, il bisogno di avere un pubblico continuo: un uomo del passato voleva che guardassi la tv quando lui guardava la tv, che andassi a dormire quando ci andava lui. Era un’anima in pena, si stava svuotando, non aveva passioni sue cose con cui isolarsi, ricaricarsi e io … lavoravo sempre di più per non tornare a casa. Il passo dalla condivisione alla rottura di marroni è breve per me, forse direttamente proporzionale all’amore che sento. Forse per questo preferisco amare.
    Mi fa sentire amata essere guardata, e abbastanza lucidamente aggiungo, che essere uno schermo delle proiezioni altrui è un altra cosa che non amo particolarmente, mi da la misura della capacità di guardare. E sono abbastanza stocazzo anche io, lo so. Non so se sono stata veramente amata dagli uomini della mia vita; sono stata desiderata, sono stata coccolata, forse sono stata usata.

    Lo amo, come so fare e ognuno ha la sua impronta, il suo modo. Per me stare in coppia significa curare il mio ma anche il suo benessere: se l’altro sorride sta bene mi fa star bene anche a me, è un circolo vizioso. Il binomio è fatto da due entità ben distinte cavallo e cavaliere, funziona se si sentono e sostengono a vicenda, se no ciccia. Ovviamente nella coppia umana i ruoli sono intercambiabili 😂. Forse l’uomo ha il brutto vizio di sentirsi sempre cavaliere e questo non va bene 😂.


    Gli uomini della mia vita mi hanno dato tutti qualcosa, tutti, anche i peggiori, anche le mie personali proiezioni su di loro (gli uomini-fantasma), anche se non mi hanno amata o non hanno saputo farlo. Mi hanno dato la possibilità di amare senza uno scopo, di sperimentarmi e di crescere. Li ho come assorbiti, in qualche gesto, nelle intonazioni della voce, in qualche espressione, nel modo di scherzare. Sulle uscite di scena ce ne sarebbe da dire.

  9. #9
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Sulle uscite di scena ce ne sarebbe da dire.
    eh, per quei momenti serve molta pietà, per se stessi e l'altro;

    un periodo cuscinetto di rancore è inevitabile, e qui l'educazione primaria è abbastanza determinante per essere pronti, aver assorbito un archetipo minimamente dignitoso, se non proprio "eroico";

    il mio socio buonanima spesso prendeva a male parole i lamentosi, in qualche caso anche me , sostenendo che in fin dei conti le persone fanno sempre quello che vogliono in quel determinato momento, anche quando si tratta di sacrifici; aveva sostanzialmente ragione;

    interiorizzare questo schema sarebbe già una bella conquista, come valvola di sfogo di certi rancori eccessivi che incaprettano le persone ad uno specchio di vittimismo, che è pure protezione da un futuro ignoto, dove però potrebbe esserci anche una condizione migliore;

    per usare, ci si usa sempre, e anche questo sarebbe bene considerarlo, senza moralismi eccessivi, per potersi concentrare sull'adeguatezza propria e dell'altro ad essere strumenti o veicoli di benessere reciproco;

    per questo insisto sull'essere capiti; anche in senso banalmente opportunistico: ci si sente apprezzato per ciò che è naturalmente, coi suoi difetti e spazi di autonomia, si sente rassicurato e libera una gran quantità di energie altrimenti destinate alla nevrosi da inadeguatezza; questo rende pazienti, disponibili, sereni, sorridenti, contenti di sé, capaci di attenzioni; magari non basta, ma almeno si è vissuto decentemente qualcosa di cui essere grati.
    c' del lardo in Garfagnana

  10. #10
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Amare o essere amati? Cosa fa sentire amati? Come facciamo a fare sentire amata la nostra metà?

    Amare. Se c’è corrispondenza è una bomba come trombare tra due che si desiderano tanto. Ho amato senza ragioni e senza fini da ragazza, un mix di suggestioni che venivano da lontano e una fame di sesso che invece veniva da vicino.

    Poter essere finalmente nuda, senza mutande e senza finzioni e fingimenti. Il poter essere quello che sono e sentirmi accettata e addirittura apprezzata per questo. Potere essere scema, forte, intelligente, cretina, impaturniata, migliore, peggiore, bella , brutta e non creare nessun scompenso (già ho da gestire i miei di scompensi). Godere della mia indipendenza e di quella altrui: mi repelle il vuoto delle persone, la mancanza di interessi, il bisogno di avere un pubblico continuo: un uomo del passato voleva che guardassi la tv quando lui guardava la tv, che andassi a dormire quando ci andava lui. Era un’anima in pena, si stava svuotando, non aveva passioni sue cose con cui isolarsi, ricaricarsi e io … lavoravo sempre di più per non tornare a casa. Il passo dalla condivisione alla rottura di marroni è breve per me, forse direttamente proporzionale all’amore che sento. Forse per questo preferisco amare.
    Mi fa sentire amata essere guardata, e abbastanza lucidamente aggiungo, che essere uno schermo delle proiezioni altrui è un altra cosa che non amo particolarmente, mi da la misura della capacità di guardare. E sono abbastanza stocazzo anche io, lo so. Non so se sono stata veramente amata dagli uomini della mia vita; sono stata desiderata, sono stata coccolata, forse sono stata usata.

    Lo amo, come so fare e ognuno ha la sua impronta, il suo modo. Per me stare in coppia significa curare il mio ma anche il suo benessere: se l’altro sorride sta bene mi fa star bene anche a me, è un circolo vizioso. Il binomio è fatto da due entità ben distinte cavallo e cavaliere, funziona se si sentono e sostengono a vicenda, se no ciccia. Ovviamente nella coppia umana i ruoli sono intercambiabili . Forse l’uomo ha il brutto vizio di sentirsi sempre cavaliere e questo non va bene .


    Gli uomini della mia vita mi hanno dato tutti qualcosa, tutti, anche i peggiori, anche le mie personali proiezioni su di loro (gli uomini-fantasma), anche se non mi hanno amata o non hanno saputo farlo. Mi hanno dato la possibilità di amare senza uno scopo, di sperimentarmi e di crescere. Li ho come assorbiti, in qualche gesto, nelle intonazioni della voce, in qualche espressione, nel modo di scherzare. Sulle uscite di scena ce ne sarebbe da dire.
    Bellissima testimonianza!

    Amare è più importante. L'Amore è gratuito, non esige niente in cambio e non pretende ricompense.....
    Al centro non stà l'individuo come dice Barbara: Stà l'Altro! Chi ama mette il bene dell'Altro prima del proprio.

    "Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto
    Di essere compreso, quanto di comprendere.
    Di essere amato, quanto di amare
    Poichè:

    E' donando che si riceve
    Perdonando che si è perdonati...."

    SAN FRANCESCO D'ASSISI

    (e adesso aspettiamo le inevitabili smentite, con Astrid che bolla sempre tutto come teoria....)
    amate i vostri nemici

  11. #11
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Amare è più importante. L'Amore è gratuito, non esige niente in cambio e non pretende ricompense.....
    Al centro non stà l'individuo come dice Barbara: Stà l'Altro! Chi ama mette il bene dell'Altro prima del proprio.
    beh, in questo caso, quella gratuità esclude l'amore che dici dalla coppia, e a maggior ragione dal matrimonio;

    in entrambi questi casi, per quanto si possa blaterare si amore, sono contemplate prestazioni, in via consuetudinaria o addirittura formale, come doveri o circostanze essenziali; quindi, il contrario della gratuità che dici;

    non è quasi mai gratuito nemmeno l'amore per i figli, visto che in qualche modo c'è un'aspettativa di riconoscenza;

    l'unica circostanza di gratuità autentica che potresti immaginare è una beneficienza a distanza e segreta, di cui sa - e saprà - solo chi la esercita, senza che nessuno possa indicarlo o anche ricordarlo post mortem;
    già se io faccio una donazione e so che quando sarà morto il beneficiario saprà del mio gesto, ho il tornaconto di quel pensiero di gratitudine che posso immaginare.
    c' del lardo in Garfagnana

  12. #12
    Opinionista L'avatar di Host eria
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    Intanto ringrazio per l’argomento, le risposte e le vostre storie. E mi scuso per punteggiatura, errori, forse, di ortografia (Fiammetta vai e affonda pure 🥸) ma scrivo su una spiaggia sabbiosa e ventosa a pochi metri dalle onde.

    Mi ha colpito da un po’ il concetto della gratitudine a fine amore, nonostante tutto (Axe), e ci stavo annaspando, cercando di mettere a posto pensieri ed emozioni alla ricerca di un sentimento a cui dare un nome.

    Forse amare, per quello che si riesce e significa per noi, e accettare la fine di un rapporto ha a che fare con il nostro narcisismo. Durante le mie riflessioni ieri mi ha trovato “Arcipelago N, Variazioni sul narcisismo” di V. Lingiardi.

    Cono mi dispiace deluderti, come Axe suggerisce, forse, non lo so, l’amore incondizionato, specie di coppia e ho qualche dubbio su quello materno, non esiste o è un incontro raro.
    Ho vissuto un sentimento che non chiedeva niente in cambio ma ero ragazza e nessuna aspettativa o pressione sociale. E alla fine ho avuto paura. Son ‘na fifona.Successivamente si che un minimo di aspettative le avevo, se non altro di essere ricambiata.
    Poi si’ sono convinta che se si vola in coppia ci si occupo del benessere dell’altro che è come se fosse il proprio di benessere (e quindi l’interesse ad un rendiconto c’è).
    Ma se l’altro diventa maltrattante (in un mio caso l’altro non si prendeva più cura di se stesso, e anche lì mi son fatta lepre, però a mia non-discolpa la scelta all’inizio era stata più di comodo/testa che non di pancia) si ha il dovere verso se stessi di girare i tacchi che se non sai amare te stesso col cavolo che riesci ad amare l’altro.

    Le uscite di scena 🎬🤣. Allora ho sofferto abbastanza, non sono un tipo lamentoso e non sono capace di mantenere rancore (sempre per il fatto che tendo a star il più serena possibile e quella roba dentro mi rende insopportabile a me stessa). Sono un po’ rabbiosetta, quello sì però ho imparato, sto imparando, a gestirmela e non mandarla in circolo ad altri.
    Ho sempre mantenuto rapporti ufficialmente buoni con gli ex, di fatto poi non più frequentati, a meno di ritorni. E i ritorni ci sono stati. Ecco qui uno di questi ritorni ha creato una/la ferita narcisistica. Magistrale. Ho osservato l’altro e ho visto poca attenzione, poca delicatezza, dialogo mancante ripetitivo al limite dell’ossessivo, zero altruismo, e un non so che dì meschino. La domanda è stata ma è sempre stato così e io non ho visto? Sono cresciuta tanto e lui si è involuto?
    E in coppia si collude sempre (non so se il termine è appropriato).
    Eppure io sono cresciuta grazie a lui
    Eppure se riviste le scene da un’angolazione alla Cono lui era in difficoltà… però nel dubbio …

    Grazie se eventualmente siete arrivati fino a qui.che non è scontato 😂

  13. #13
    Superstite L'avatar di Doppio
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    non è quasi mai gratuito nemmeno l'amore per i figli, visto che in qualche modo c'è un'aspettativa di riconoscenza;
    Ci mancano solo le aspettative e la riconoscenza, l'amore incondizionato e perpetuo nei confronti dei figli è il risarcimento minimo per averli sottoposti al trauma dell'esistenza, e non si sognino di chiedere un bastone per la vecchiaia, in testa se lo prendono.
    Non avete ancora visto niente

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  14. #14
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Mi ha colpito da un po’ il concetto della gratitudine a fine amore, nonostante tutto (Axe), e ci stavo annaspando, cercando di mettere a posto pensieri ed emozioni alla ricerca di un sentimento a cui dare un nome.
    cii sei già :

    Ma se l’altro diventa maltrattante (in un mio caso l’altro non si prendeva più cura di se stesso, e anche lì mi son fatta lepre, però a mia non-discolpa la scelta all’inizio era stata più di comodo/testa che non di pancia) si ha il dovere verso se stessi di girare i tacchi che se non sai amare te stesso col cavolo che riesci ad amare l’altro.
    la pancia ringrazia, auspicabilmente;
    di solito, se quella è stata soddisfatta, qualcosa resta; se non altro, un refolo di gioia, anche se poi sommersa da altro; ma il corpo lo sa;

    nella mia esperienza, limitata, ma anche di osservazione ampliata ad altri, il rancore che constato è quando manca anche questo è la pancia si è accontentata;
    il sapore retrospettivo è proprio quello di aver sprecato vita, in cambio di qualcosa di altro, che è sfumato;
    se dici: era un matto, un egoista, un grande stronzo.... ma che belle scopate mi sono fatta, è il corpo stesso che ti ricorda che hai vissuto;

    ma se la stessa cosa la devi constatare con uno/a che nemmeno ti piaceva e ti faceva star bene, è ovvio essere incazzati, prima di tutto con se stessi; solo che questa cosa, facilmente si rimuove, e allora parte il piagnisteo della vittima, che non può dire a se stessa di aver sbagliato un calcolo di opportunità, perché è troppo in termini di frustrazione caduta dell'autostima;
    se poi alla base ci sono altre insicurezze - come è la regola, non siamo quasi tutti bellissimi e super-desiderabili - si capisce che la circostanza lascia ferite difficili da rimarginare e che lasciano poco spazio a sentimenti articolati, in cui c'è spazio anche per la gratitudine.
    c' del lardo in Garfagnana

  15. #15
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Intanto ringrazio per l’argomento, le risposte e le vostre storie. E mi scuso per punteggiatura, errori, forse, di ortografia (Fiammetta vai e affonda pure ) ma scrivo su una spiaggia sabbiosa e ventosa a pochi metri dalle onde.

    Mi ha colpito da un po’ il concetto della gratitudine a fine amore, nonostante tutto (Axe), e ci stavo annaspando, cercando di mettere a posto pensieri ed emozioni alla ricerca di un sentimento a cui dare un nome.

    Forse amare, per quello che si riesce e significa per noi, e accettare la fine di un rapporto ha a che fare con il nostro narcisismo. Durante le mie riflessioni ieri mi ha trovato “Arcipelago N, Variazioni sul narcisismo” di V. Lingiardi.

    Cono mi dispiace deluderti, come Axe suggerisce, forse, non lo so, l’amore incondizionato, specie di coppia e ho qualche dubbio su quello materno, non esiste o è un incontro raro.
    Ho vissuto un sentimento che non chiedeva niente in cambio ma ero ragazza e nessuna aspettativa o pressione sociale. E alla fine ho avuto paura. Son ‘na fifona.Successivamente si che un minimo di aspettative le avevo, se non altro di essere ricambiata.
    Poi si’ sono convinta che se si vola in coppia ci si occupo del benessere dell’altro che è come se fosse il proprio di benessere (e quindi l’interesse ad un rendiconto c’è).
    Ma se l’altro diventa maltrattante (in un mio caso l’altro non si prendeva più cura di se stesso, e anche lì mi son fatta lepre, però a mia non-discolpa la scelta all’inizio era stata più di comodo/testa che non di pancia) si ha il dovere verso se stessi di girare i tacchi che se non sai amare te stesso col cavolo che riesci ad amare l’altro.

    Le uscite di scena . Allora ho sofferto abbastanza, non sono un tipo lamentoso e non sono capace di mantenere rancore (sempre per il fatto che tendo a star il più serena possibile e quella roba dentro mi rende insopportabile a me stessa). Sono un po’ rabbiosetta, quello sì però ho imparato, sto imparando, a gestirmela e non mandarla in circolo ad altri.
    Ho sempre mantenuto rapporti ufficialmente buoni con gli ex, di fatto poi non più frequentati, a meno di ritorni. E i ritorni ci sono stati. Ecco qui uno di questi ritorni ha creato una/la ferita narcisistica. Magistrale. Ho osservato l’altro e ho visto poca attenzione, poca delicatezza, dialogo mancante ripetitivo al limite dell’ossessivo, zero altruismo, e un non so che dì meschino. La domanda è stata ma è sempre stato così e io non ho visto? Sono cresciuta tanto e lui si è involuto?
    E in coppia si collude sempre (non so se il termine è appropriato).
    Eppure io sono cresciuta grazie a lui
    Eppure se riviste le scene da un’angolazione alla Cono lui era in difficoltà… però nel dubbio …

    Grazie se eventualmente siete arrivati fino a qui.che non è scontato
    Ci si arriva benissimo, tranquilla. Almeno...per me il tuo pensiero e la tua testimonianza sono chiari. Certo che si collude, in un Rapporto di Coppia. E' normale, fa parte della nostra umanità. Ma è proprio in quei momenti che appare se fra i due c'è Amore vero oppure no. Finchè và tutto bene, è facile dire "Ti amo" e illudersi. Sono proprio i momenti difficili la cartina di tornasole del mènage. Se in quei momenti si inizia a presentare il conto all'Altro, a rivangare atteggiamenti e comportamenti o, peggio, a vantare meriti e ad esigere contraccambi....la Coppia già prende la parabola discendente.
    Invece:
    Se dopo essersi vomitati addosso di tutto e magari aver fatto volare piatti e bicchieri di cucina, i due non lasciano tramontare il sole sopra la loro ira, ma cercano di chiarire, di comprendersi e di perdonarsi reciprocamente....ecco che forse, la Coppia, è veramente fondata sulla Roccia. Non sulla sabbia (precaria e instabile) del solo sentimento.

    Assisi, il Papa agli sposi: "Tiratevi pure i piatti ma alla fine fate la pace"
    "Ai novelli sposi, io dico sempre: litigate pure, arrivate anche a tirarvi i piatti addosso. Ma mai finire la giornata senza fare la pace". E' sottolineata da un fragoroso applauso questa frase di papa Francesco, che il pontefice pronuncia a braccio nella cattedrale di San Rufino ad Assisi.

    https://video.repubblica.it/dossier/.../141923/140459
    amate i vostri nemici

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