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Discussione: "Il dolore"

  1. #976
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    fai attenzione ad attribuire la natura a Dio, se lo vuoi "buono"; perché poi ti tocca spiegare la bontà della leucemia infantile;

    Mi sembra ovvio che io quando dico Dio intendo il Dio di Gesù Cristo come io intendo, un Gesù senza spazio e senza tempo ma immerso nel mio spazio e nel mio tempo. Se Maometto non va alla montagna la montagna va a Maometto.
    Come e per quale motivo è difficile dirlo, perché, ognuno, anche se il rito ripetuto o la teologia uniscano nel fare il lumicino di una gran luce spirituale, la vede a modo suo perché il messaggio è universale, colpisce tutti, anche chi non conosce la storia di Gesù.
    Voglio dire che la luce intellettuale accesa dal Vangelo di Gesù è talmente sfolgorante che qualsiasi lumino (dotti) provasse ad avvicinarsi farebbe solo ombra.
    Per molti l'incarnazione di Gesù nel nostro cuore e nella nostra mente può sembrare un mistero, altri pensano che non ci sia alcun mistero ed infine c'è chi pensa di averlo risolto con un scioglilingua del se e dell'allora.
    In Ancona si dice che: "se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato una carriola".

  2. #977
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    Se sono resi ostinati perché vivono nell'angoscia di essere destinati al male;non se ne dovrebbero curare.
    leggi attentamente: non è affatto questo che scrive Paolo; non sono resi ostinati per un qualche loro comportamento, ma per decisione autonoma di Dio, che si serve delle persone, come del faraone, le fa sorgere per i suoi piani, le forma e destina come i vasi; tutta la Romani batte su questo punto;

    Seguendo la logica del Dio che predispone tutto viene da dire che anche la nascita e gli errori delle varie chiese(compreso i giudizi non pertinenti del cattolicesimo) sono stati predisposti da Dio e quindi non conseguenti a volere umano e non imputabili.Ogni considerazione sarebbe inutile perchè porta sempre e comunque alla predisposizione divina.
    non ho postulato io un dio creatore e onnisciente; mi sto limitando a considerare le conseguenze logiche di quella postulazione;

    ma questo non cambia il senso della domanda che ponevo:

    cosa cambia al credente genuino l'idea di essere strumento nelle mani di Dio ? nulla, si può lo stesso desiderare di compiere il bene e ritenere questa una grazia divina, da vivere con gioia, no ?

    però cambia molto se quel credente in effetti non vive con gioia quella condizione - non puoi dare gioia gli altri se non l'hai dentro di te, diceva Paolo - e allora deve avere il conforto di ritenersi meritevole per ciò che in effetti vive come un sacrificio, e specularmente guardare nel piatto degli immeritevoli e "peccatori";

    è un sentimento che abbiamo provato tutti, sin da bambini, stretti tra il precetto dei genitori di non correre rischi e il desiderio di esplorare; magari un bambino più pauroso di salire sull'albero di fichi, si schermava dietro alla sua obbedienza alla mamma, ma invidiava i compagni più intraprendenti, ma disobbedienti, cattivi ! è umano, ma il più delle volte non ha troppo a che vedere col volere di Dio; anche perché Dio ha dato braccia e gambe, e la pianta di fico;

    da adulti si continua con altri "alberi", e si cerca lo stesso conforto; ma chiamare in causa "Dio", spesso - non sempre, beninteso ! - è nominarLo invano, una bestemmia.
    Ultima modifica di axeUgene; 18-05-2022 alle 18:25
    c' del lardo in Garfagnana

  3. #978
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Mi sembra ovvio che io quando dico Dio intendo il Dio di Gesù Cristo come io intendo, un Gesù senza spazio e senza tempo ma immerso nel mio spazio e nel mio tempo.
    eh, ma io non sono nella testa tua;
    sto solo riepilogando la storia di certe idee, per quello che hanno prodotto; in concreto, se fossimo negli Stati Uniti tra evangelici, quelle discussioni tra te e Cono sul tuo status famigliare non si sarebbero prodotte
    c' del lardo in Garfagnana

  4. #979
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Infatti prima di salvare te, si fa per dire, salvo me; ad ognuno sta berne la testa che ha.
    Beh, sulla produzione di certe idee sicuramente è da dopo che si può conoscete meglio prima,....se prima non c'eri, ovviamente devi fidarti di chi c'era e fai bene se nel tuo affidamento ti sei trovato e continui a trovarti bene.
    Una specie di "fil rouge" che ti fa da tormalina.
    E' meglio stare dove si è, ...per via del "se" del nonno carriola, ma, tirato in causa, rispondo che é cono a non dialogare più con me, misero peccatore separato, e questo lo trovo un sgattaiolare poco democratico e pluriunolaterale, dove pluri sta per Chiesa e uno sta per cono. .
    Ultima modifica di crepuscolo; 18-05-2022 alle 20:19

  5. #980
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    Se sono resi ostinati perché vivono nell'angoscia di essere destinati al male;non se ne dovrebbero curare. Seguendo la logica del Dio che predispone tutto viene da dire che anche la nascita e gli errori delle varie chiese(compreso i giudizi non pertinenti del cattolicesimo) sono stati predisposti da Dio e quindi non conseguenti a volere umano e non imputabili.Ogni considerazione sarebbe inutile perchè porta sempre e comunque alla predisposizione divina.
    Brava! Dio sta sopra il Bene e sopra il Male: sempre! Nello splendore della Vita e nel suo dolore. Si, anche in quello innocente. Ha detto molto bene Crepuscolo: è solo la luce sfolgorante di Cristo che ci permette di dire questo. Aldilà dell'essere cattolici o protestanti, convinti del perfetto equilibrio fra Onnipotenza di Dio e libero arbitrio oppure non convinti, rimane al centro la Croce di Cristo. Che ci parla di Resurrezione, di Vita Eterna, di Amore che vince l'odio, il peccato, il Male, la malattia dei bimbi.

    "La croce gloriosa del Signore risorto
    è l’albero della mia salvezza
    di esso mi nutro, di esso mi diletto,
    nelle sue radici cresco,
    nei suoi rami mi distendo.

    La sua rugiada mi rallegra,
    la sua brezza mi feconda,
    alla sua ombra ho posto la mia tenda.

    Nella fame l’alimento, nella sete la fontana,
    nella nudità il vestimento.

    Angusto sentiero, mia strada stretta,
    scala di Giacobbe, letto di amore
    dove ci ha sposato il Signore.

    Nel timore la difesa,
    nell’inciampo il sostegno,
    nella vittoria la corona,
    nella lotta tu sei il premio.

    Albero di vita eterna,
    pilastro dell’universo,
    ossatura della terra, la tua cima tocca il cielo,
    e nelle tue braccia aperte
    brilla l’amore di Dio!"
    amate i vostri nemici

  6. #981
    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    leggi attentamente: non è affatto questo che scrive Paolo; non sono resi ostinati per un qualche loro comportamento, ma per decisione autonoma di Dio, che si serve delle persone, come del faraone, le fa sorgere per i suoi piani, le forma e destina come i vasi; tutta la Romani batte su questo punto;


    non ho postulato io un dio creatore e onnisciente; mi sto limitando a considerare le conseguenze logiche di quella postulazione;

    ma questo non cambia il senso della domanda che ponevo:

    cosa cambia al credente genuino l'idea di essere strumento nelle mani di Dio ? nulla, si può lo stesso desiderare di compiere il bene e ritenere questa una grazia divina, da vivere con gioia, no ?

    però cambia molto se quel credente in effetti non vive con gioia quella condizione - non puoi dare gioia gli altri se non l'hai dentro di te, diceva Paolo - e allora deve avere il conforto di ritenersi meritevole per ciò che in effetti vive come un sacrificio, e specularmente guardare nel piatto degli immeritevoli e "peccatori";

    è un sentimento che abbiamo provato tutti, sin da bambini, stretti tra il precetto dei genitori di non correre rischi e il desiderio di esplorare; magari un bambino più pauroso di salire sull'albero di fichi, si schermava dietro alla sua obbedienza alla mamma, ma invidiava i compagni più intraprendenti, ma disobbedienti, cattivi ! è umano, ma il più delle volte non ha troppo a che vedere col volere di Dio; anche perché Dio ha dato braccia e gambe, e la pianta di fico;

    da adulti si continua con altri "alberi", e si cerca lo stesso conforto; ma chiamare in causa "Dio", spesso - non sempre, beninteso ! - è nominarLo invano, una bestemmia.
    Quando va bene a te è una bestemmia ma la regola vale per tutti o per nessuno.In quanto a Paolo ha raccomandato di non essere schiavi di una legge che imprigiona lo spirito e il cui puntiglioso rispetto rende superbi nei riguardi degli altri come dici tu ma ugualmente offre ai fedeli innumerevoli raccomandazioni sui comportamenti migliori da tenere in determinate situazioni.Certo Paolo non è Dio e può anche sbagliare ma i credenti si fidavano di lui e chiedevano consigli(che non erano mai imposizioni)Uno dei passi più belli di Paolo è l'inno alla carità che non mi stanco mai di leggere.Sinceramente io ho sempre preferito Pietro,più genuino e più vicino a Gesù pur nei suoi tradimenti e nelle sue paure in cui a volte mi ritrovo.Paolo è più filosofo,più dogmatico(eredità farisaica?)ma non sarò certo io a fargli il processo e a giudicare qualcuno che ha dato la vita per la fede.

  7. #982
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    Quando va bene a te è una bestemmia ma la regola vale per tutti o per nessuno.
    non capisco: va bene a me ?
    io non predico dottrine religiose nell'intento di convertire o magnificare; faccio solo una specie di bignamino che riassume certi temi;

    la bestemmia, eventualmente, è una questione intima di chi invoca "Dio" - come legge morale, non discutendone le relative dottrine in modo metodico - per un proprio tornaconto psicologico, come la censura verso gli altri per motivi di dubbio spessore;

    la persona sessualmente inibita o frustrata che censuri la sessualità libera e onesta, sincera, altrui, e invochi "Dio" nel far questo, per me bestemmia, tecnicamente; invoca invano;
    e la sessualità non è una mia fissazione, ma lo è per le religioni testamentarie, al 90% prese a ficcare il naso nelle lenzuola altrui;

    In quanto a Paolo ha raccomandato di non essere schiavi di una legge che imprigiona lo spirito e il cui puntiglioso rispetto rende superbi nei riguardi degli altri come dici tu ma ugualmente offre ai fedeli innumerevoli raccomandazioni sui comportamenti migliori da tenere in determinate situazioni.Certo Paolo non è Dio e può anche sbagliare ma i credenti si fidavano di lui e chiedevano consigli(che non erano mai imposizioni)Uno dei passi più belli di Paolo è l'inno alla carità che non mi stanco mai di leggere.Sinceramente io ho sempre preferito Pietro,più genuino e più vicino a Gesù pur nei suoi tradimenti e nelle sue paure in cui a volte mi ritrovo.Paolo è più filosofo,più dogmatico(eredità farisaica?)ma non sarò certo io a fargli il processo e a giudicare qualcuno che ha dato la vita per la fede.
    più che altro, direi eredità di ellenizzato, in quanto intellettuale di quell'epoca in quel mondo, già intriso e dominato dal razionalismo greco;

    il punto è solo come considerare le Scritture, ma non è un punto semplice; se quelle sono Parola di Dio, non è che puoi prendere quello che ti piace e scartare quello che contraddice un tuo desiderio;
    cioè, puoi fare quello che ti pare, ma come te lo fanno anche gli altri e allora ognuno si fa la religione sua; niente di male; basta intendersi.
    c' del lardo in Garfagnana

  8. #983
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Quando va bene a te è una bestemmia ma la regola vale per tutti o per nessuno.In quanto a Paolo ha raccomandato di non essere schiavi di una legge che imprigiona lo spirito e il cui puntiglioso rispetto rende superbi nei riguardi degli altri come dici tu ma ugualmente offre ai fedeli innumerevoli raccomandazioni sui comportamenti migliori da tenere in determinate situazioni.Certo Paolo non è Dio e può anche sbagliare ma i credenti si fidavano di lui e chiedevano consigli(che non erano mai imposizioni)Uno dei passi più belli di Paolo è l'inno alla carità che non mi stanco di rileggere
    Qua la mano, dolce Rachele: uno dei passi più belli e profondi dell'intera Bibbia!

    Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

    [2] E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

    [3] E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

    [4] La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia,

    [5] non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,

    [6] non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.

    [7] Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

    [8] La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.

    [9] La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia.

    [10] Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

    [11] Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.

    [12] Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.

    [13] Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
    amate i vostri nemici

  9. #984
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    eh, ma io non sono nella testa tua;
    sto solo riepilogando la storia di certe idee, per quello che hanno prodotto;
    Oh, sia ben chiaro che erano idee sbagliate, infatti si vede da quello che hanno prodotto; è la storia evangelica dell'albero e dei suoi frutti che per me conta. La prima, quella che hai riportato non ha senso, invece la seconda, quella che ho citato, continua ad averlo, ma soprattutto ha messo in crisi la prima....ed il tempo è quello che è, può essere interminabile e può essere un lampo.
    Ultima modifica di crepuscolo; 20-05-2022 alle 21:43

  10. #985
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    Oh, sia ben chiaro che erano idee sbagliate, infatti si vede da quello che hanno prodotto; è la storia evangelica dell'albero e dei suoi frutti che per me conta.
    non so di cosa tu stia parlando; sarei cauto su alberi e frutti, perché si dovrebbero vietare le religioni, tutte.
    c' del lardo in Garfagnana

  11. #986
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    non so di cosa tu stia parlando; sarei cauto su alberi e frutti, perché si dovrebbero vietare le religioni, tutte.
    Allora anche i contadini

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