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Risultati da 76 a 90 di 154

Discussione: Un'altra conferma che Dio ha un corpo fisico.

  1. #76
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    No, Rdc, ci piace avere opinioni diverse che raramente s'incontrano, non si sa come.
    Io sono un binario, lui è un altro parallelo, ma il treno ogni tanto subisce uno scambio, raramente, ma come la teiera che vola, lo scambio è possibile all'infinito, non che ci sia, ma che c'è.
    Una possibilità remotissima che si trasforma in un dato di fatto.

  2. #77
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    io non discuto fedi, opinioni, credenze, ma solo fatti;

    ora, è un fatto - e lo era anche ai tempi di Pascal - che le fedi, confessioni e dottrine sono una pluralità; pertanto, il credere in sé non implica nulla, né di buono, né di cattivo, se non il fatto che i credenti possano, e in effetti aderiscano a morali diverse: ci siamo ?

    questa cosa spiazza la pretesa di Pascal, di una convenienza oggettiva del credere, visto che non specifica a cosa credere, a fronte di alternative diverse ove la Verità sarebbe solo una; è questo persino tra cristiani, che all'epoca di Pascal si scannavano come bestie;

    un omologo protestante, ebreo o musulmano di Pascal, mi metterebbe in crisi, a dargli retta;

    la circostanza del pluralismo religioso e morale annulla qualsiasi pretesa di razionalizzare la fede per appoggiarla su un piano di convenienza sociale, che diventa blasfemia;

    l'unica cosa sensata è testimoniare, in modo da essere convincenti, come al ristorante:
    hai ordinato un piatto buono ? lo mangi con gusto e si vede, punto;

    ma più ci parli sopra, più sale il sospetto che sia una sbobba, una fregatura da rifilare a qualcuno incapace o che si ritiene o vuole incapace; raramente funziona;

    per questo le chiacchiere apologetiche su Dio, Gesù, ecc... tendenzialmente producono effetti opposti al desiderato.
    c'� del lardo in Garfagnana

  3. #78
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Dipende in quale "noi stessi" ci troviamo; evidentemente se ci fa uscire da un "noi stessi" egoistico, cioè un "ego", è anche facile che ci ritorniamo se il "noi stessi" non è l'Io.
    Quello che tu intendi è come scendere ad una fermata del treno per poi riprendere il treno per proseguire il viaggio della vita.
    Credere, credere veramente ci trasforma, Crep. Profondamente! Ci fa nuovi, non mette qua e là qualche toppa sul nostro vestito....
    Possiamo passare all'Altro, perdere la nostra Vita per l'Altro, visto che Dio ce la ridona eternamente!

    "Chi vorrà salvare la sua vita la perderà e chi perderà la sua vita per amore mio, la ritroverà"
    amate i vostri nemici

  4. #79
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    io non discuto fedi, opinioni, credenze, ma solo fatti;

    ora, è un fatto - e lo era anche ai tempi di Pascal - che le fedi, confessioni e dottrine sono una pluralità; pertanto, il credere in sé non implica nulla, né di buono, né di cattivo, se non il fatto che i credenti possano, e in effetti aderiscano a morali diverse: ci siamo ?

    questa cosa spiazza la pretesa di Pascal, di una convenienza oggettiva del credere, visto che non specifica a cosa credere, a fronte di alternative diverse ove la Verità sarebbe solo una; è questo persino tra cristiani, che all'epoca di Pascal si scannavano come bestie;

    un omologo protestante, ebreo o musulmano di Pascal, mi metterebbe in crisi, a dargli retta;

    la circostanza del pluralismo religioso e morale annulla qualsiasi pretesa di razionalizzare la fede per appoggiarla su un piano di convenienza sociale, che diventa blasfemia;

    l'unica cosa sensata è testimoniare, in modo da essere convincenti, come al ristorante:
    hai ordinato un piatto buono ? lo mangi con gusto e si vede, punto;

    ma più ci parli sopra, più sale il sospetto che sia una sbobba, una fregatura da rifilare a qualcuno incapace o che si ritiene o vuole incapace; raramente funziona;

    per questo le chiacchiere apologetiche su Dio, Gesù, ecc... tendenzialmente producono effetti opposti al desiderato.
    Il credere o la fede in Dio non è un fatto oggettivo, perché non è oggettivabile, ma è un'aspetto soggettivo, che si svolge e va vissuto tutto all'interno dell'interessato, ma chi crede, di solito, pensa sia anche un aspetto oggettivo in quanto per lui il vero Dio è quello in cui crede.
    Per me la fede non è da dimostrare, perché starei tutta la vita a dimostrarlo senza pervenire ad alcun risultato, ma è un aspetto da vivere dato che nessun altro può vivere per te, al tuo posto.
    Tu consideri la fede dall'aspetto esteriore come una moralità che si estrinseca tra in piatto e l'altro, senza considerare che il buon Dio ci ha dotato di tanti differenti gusti; tutto è, per fortuna, soggettivo e chi ha provato ad oggettivare il soggettivo non ha durato molto; all'inizio il convincente può anche convincere, ma chi convinto è per forza, non può continuatamente essere costretto a mangiare quello che per lui è una emerita sbobba.
    Ultima modifica di crepuscolo; 27-11-2022 alle 13:21

  5. #80
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Il credere o la fede in Dio non è un fatto oggettivo, perché non è oggettivabile, ma è un'aspetto soggettivo, che si svolge e va vissuto tutto all'interno dell'interessato, ma chi crede, di solito, pensa sia anche un aspetto oggettivo in quanto per lui il vero Dio è quello in cui crede.
    Per me la fede non è da dimostrare, perché starei tutta la vita a dimostrarlo senza pervenire ad alcun risultato, ma è un aspetto da vivere dato che nessun altro può vivere per te, al tuo posto.
    Tu consideri la fede dall'aspetto esteriore come una moralità che si estrinseca tra in piatto e l'altro, senza considerare che il buon Dio ci ha dotato di tanti differenti gusti; tutto è, per fortuna, soggettivo e chi ha provato ad oggettivare il soggettivo non ha durato molto; all'inizio il convincente può anche convincere, ma chi convinto è per forza, non può continuatamente essere costretto a mangiare quello che per lui è una emerita sbobba.
    Io non mi sento un filosofo

  6. #81
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Il credere o la fede in Dio non è un fatto oggettivo
    leggi attentamente:
    io ho scritto di un'oggettiva convenienza nel credere, che è la pretesa logica di Pascal, argomentata in quel modo;

    Tu consideri la fede dall'aspetto esteriore come una moralità che si estrinseca tra in piatto e l'altro, senza considerare che il buon Dio ci ha dotato di tanti differenti gusti
    io ???
    è il mondo che intende così; tu pure giudichi che il kamikaze non è un vero credente...

    peraltro, io non ho scritto che la frittura ti debba piacere più delle stelline in brodo, ma solo che hai queste nel piatto e guardi le fritture altrui, tanto convinto non devi essere;

    sono anni che scrivo una cosa tanto semplice, quanto ovvia:

    i "discorsi" razionali sui vari "dii", sono cazzate, nel momento in cui c'è una pluralità di opzioni, inclusa quella di non credere a nessuno;

    se uno vuole parlare del suo dio e in qualche modo convincere che vale la pena di crederci, farà bene a farsi testimonial, suscitare il desiderio di essere come lui, esattamente come nelle pubblicità, perché di questo si tratta: comunicazione;
    vale per un piatto, una bevanda, un'automobile...

    se devi perdere tempo a spiegare e argomentare quello che il tuo essere non riesce, hai già perso; questo è il problema di Pascal nella sua epoca; il resto è storia.
    c'� del lardo in Garfagnana

  7. #82
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    leggi attentamente:
    io ho scritto di un'oggettiva convenienza nel credere, che è la pretesa logica di Pascal, argomentata in quel modo;

    Non capisco perché deve essere una convenienza credere in Dio, se Dio, poi, fa ciò che vuole nella sua eterna libertà.
    Io credo non per convenienza ma perché penso che in Dio vi siano quegli aspetti che mi aspetto, e non mi aspetto certo comodità come si aspetta chiunque vive di "questo mondo" o kosmos per intenderci. E, sinceramente, non so cosa Pascal nel suo intimo dei pensieri si aspettasse da Dio o Dio da lui; parlare secondo le regole del mondo è una cosa, parlare, invece, intimamente con sé, e probabilmente con Dio, è un'altra.

  8. #83
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio



    è il mondo che intende così; tu pure giudichi che il kamikaze non è un vero credente...
    A pensarci bene io non lo giudico, se uno vuol morire per il Dio in cui crede non ho niente da obbiettare, ma provo molta pena per gli innocenti che ci vanno di mezzo ed è quello che mi mi fa star male e di cui ho compassione.

  9. #84
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    peraltro, io non ho scritto che la frittura ti debba piacere più delle stelline in brodo, ma solo che hai queste nel piatto e guardi le fritture altrui, tanto convinto non devi essere;

    sono anni che scrivo una cosa tanto semplice, quanto ovvia:
    Quando il mangiare è una scelta non c'è frittura che tenga o che mi tenti.
    Se decido di mangiare una frittura non vedo perché dovrei mangiare un brodino.
    Anch'io sono anni che ti rispondo.

  10. #85
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    i "discorsi" razionali sui vari "dii", sono cazzate, nel momento in cui c'è una pluralità di opzioni, inclusa quella di non credere a nessuno;
    E allora? Con questo che vuoi dire?
    Che ci sono tanti dii o non dii quante sono le nostre teste.
    Non ho mica da obbiettare; sono consapevole che i dii sono unici nelle tante teste come in chi non crede non esiste alcun Dio; tutte libere teste.
    Mi sembra la scoperta dell'acqua calda.
    E, secondo me, è anche una bellezza che sia così, c'è di mezzo la libertà di ognuno di noi. Un miglior Dio non avrebbe potuto esserci.

  11. #86
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    se uno vuole parlare del suo dio e in qualche modo convincere che vale la pena di crederci
    Se non ci si convince da soli vivendo, non credo che altri possano convincere a credere. O la presenza di Dio la senti intimamente o non la senti e se qualcuno ti convincerà non sarà mai il tuo Dio ma il suo.
    Io la penso cos;, non siamo più bambini ma persone adulte ed alcune sono ancora più adulte.
    Dio non si dimostra, è inutile convincere specialmente per posta come qui.
    Già, se ci fosse l'esempio, sarebbe diverso, la conoscenza diretta è sempre meglio di quella indiretta, anche se non è la perfezione di una risoluzione personale; che poi quello che sentirai dentro non sarà uguale a quello insegnato o proposto.
    Dio non è un teorema da risolvere.
    Questo mi sembra chiaro.

  12. #87
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    se devi perdere tempo a spiegare e argomentare quello che il tuo essere non riesce, hai già perso; questo è il problema di Pascal nella sua epoca; il resto è storia.
    E' qui che ti sbagli, non ho alcuna intenzione di fare una esterna gara per vincere, è con me stesso che devo vincere, come probabilmente Pascal voleva vincere con se stesso; ed avendo fatto sport da ragazzo so che quella è una gara dura perché spesso è una vera battaglia tra il giudicare se stesso e l'essere giudicato da se stesso.
    La storia passa od è passata , la storia nostra è ancora vivente.
    Ultima modifica di crepuscolo; 27-11-2022 alle 17:26

  13. #88
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    E' qui che ti sbagli, non ho alcuna intenzione di fare una esterna gara per vincere, è con me stesso che devo vincere, come probabilmente Pascal voleva vincere con se stesso
    beh, no; Pascal voleva convincere del fatto che fosse razionalmente più conveniente credere che non credere; questo è il senso del suo ragionamento, rivolto agli scettici, atei e miscredenti, e questo commentavo.
    c'� del lardo in Garfagnana

  14. #89
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Io invece penso che non abbia convinto nessuno sulla razionalità del si ( credere, croce) rispetto al no (non credere, testa) ; o si è portati a credere altrimenti non c'è santo o Pascal che tenga; a questo punto credo più al destino di chi crede che alla convinzione di chi non crede.
    Tu dirò che Pascal, a quanto ne può credere cono che l'ha citato, non serve neanche come conforto per chi già crede, a meno che non faccia come lui una gara di convinzione, in cui, a ben guardare non ci sono né vinti e né vincitori perché ognuno rimane com'è.

  15. #90
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    Perché un filosofo, un matematico e uno scienziato come Pascal crede? Non certo per un calcolo. La sua "scommessa" pungola tutti: atei e credenti. Costringe quantomeno a porsi le domande fondamentali: chi siamo? Perché viviamo? Da chi o da dove veniamo? A cosa è destinata la nostra esistenza? Vale la pena, vivere? Meglio l'essere o il non essere? L'essere o l'avere?
    amate i vostri nemici

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