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Discussione: il lavoro dal punto di vista del credente.

  1. #31
    Opinionista L'avatar di Arcobaleno
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    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    All'inizio della Bibbia il lavoro è un castigo dopo la cacciata dall'Eden.
    In realtà non è il lavoro in se stesso la maledizione, infatti la prima coppia doveva coltivare e custodire l'Eden (Genesi 2:15):

    Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

    Quindi l'uomo fu creato e gli fu assegnata un'attività. L'uomo non fu creato per non fare nulla durante la sua vita.
    Successivamente alla disubbidienza, venne la punizione (Genesi 3:17-19):

    17All'uomo disse: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie (CEI) e hai mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato: "Non devi mangiarne",
    maledetto il suolo per causa tua!
    Con dolore ne trarrai il cibo
    per tutti i giorni della tua vita.
    18Spine e cardi produrrà per te
    e mangerai l'erba dei campi.
    19Con il sudore del tuo volto mangerai il pane,
    finché non ritornerai alla terra...

    La punizione consistette nel maledire la terra, che sarebbe stata avara e produttrice di erbacce e da coltivare con fatica e sudore.
    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.

  2. #32
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    Non mi pare che nella Genesi ci sia scritto che Adamo ed Eva dovessero coltivare, sembra piuttosto tutto a portata di mano.

    Con fatica, dolore e problemi quindi il lavoro ed il procurarsi sostentamento una punizione.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

    OT esecrabile




    a quando il primo volo in partenza per?
    ...no, si beve solo latte: non fa per me
    come non detto



    Terra...Pianeta Terra, no Tetta! Potete togliervi il cilicio da i' birillo!!
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Passeggiando nel "Parco delle rimembranze"....
    Hegel: il lavoro è un processo di liberazione
    Marx: il lavoro è un processo di alienazione e sottomissione.
    Marcuse: per tutta la durata del lavoro, che praticamente occupa l’intera esistenza dell’individuo maturo, il piacere è ‘sospeso’ e predomina la pena, Il principio di prestazione deve infatti educare e abituare gli individui all’alienazione anche e soprattutto nelle ore di libertà.
    "Arbeit macht frei" può valere come citazone?
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  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    Il titolo del mio post è "il lavoro dal punto di vista del credente" per cui chi non crede può togliere tutto ciò che riguarda Dio occupandosi dei problemi sociali del lavoro.
    .
    Quello di cui tu parli è un sussidiario del vero credere, perché il credere non è una parola che un solo senso descrittivo od esplicativo, ma ha molti sensi e molte intensità.
    C'è il credere fermamente, ad ogni costo, di Gesù, a cui si dedica completamente, anima e corpo, ma soprattutto cuore, che è interamente il cuore del Padre, e che a noi, per adesso, giunge riflesso, per il nostro bene ovviamente.
    Poi c'è il credere di chi è vissuto abbastanza per apprendere, come gli apostoli.
    E' improprio riferirsi alla sola generica descrizione di lavoro.
    Quale lavoro?
    Ovviamente per chi crede in Gesù, il lavoro che è indicato nei Vangeli.
    Anche al Battista chiedevano come dovessero agire nella vita sociale e lui ha risposto a tutti.
    Il "lavoro" che tu intendi come sociali sono i lavori che servono al "mondo" ( voi non siete di questo mondo disse Gesù ai suoi) per reggersi, ma non sono lavori principali, io li chiamerei sussidiari, rispetto al principale servizio a Dio.
    Ultima modifica di crepuscolo; 06-05-2023 alle 20:41

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Hai davvero il dono immenso della sintesi, dolce Rachele: hai riassunto con questo bel pensiero tutta la questione....

    Gesù conosceva bene il valore del lavoro e ne parla ripetutamente ai Suoi discepoli. All'inizio della predicazione, molti lo prendevano in giro proprio perché lo conoscevano come "Il carpentiere, il figlio del falegname..."
    Il lavoro (e hai detto bene anche qui) non è certo considerato come "punizione", nella Bibbia. Ma come strumento di elevazione e di dignità. Anche ai nostri giorni, quando si toglie il lavoro, a una Persona, lo si ferisce nel profondo. Lo si offende. Lo si priva di una cosa naturale ed essenziale.

    Grazie cara. Tvb.
    Se scendi, poi, bisogna pur salire no?
    Se discendi poi ascendi.
    Che cosa ci facciamo in questo mondo?

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Difatti ha smesso e andava a giro facendosi mantenere



    Stai a vedere che "lavorerai con sudore" e pure "partorirai con dolore" erano detti solo per far presente ai due certi fenomeni fisiologici!

    @Restodelcarlino

    Poi una non deve fare le battutacce!
    Condivido.
    Se in Paradiso si ritorna a lavorare preferisco starmene in panciolle da pensionato.

    Falle falle.

  8. #38
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    "Arbeit macht frei" può valere come citazone?


    ma sssiiiiiii


    (rende liberi, ma stanca. Anzi, affatica )

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    Il lavoro è la continuazione dell'opera creatrice di Dio.
    Ogni essere umano ha delle capacità da far fruttare per cui tutti i lavori sono importanti.
    Il metro di misura non è il tipo di lavoro ma l'impegno che la persona pone nel svolgerlo.
    Con il lavoro l'uomo deve dirigere la Natura non impossessarsene altrimenti diventa schiavo delle cose e la Natura lo sottometterà.
    Il senso del lavoro non è schiavitù(possesso) ma collaborazione con Dio per realizzare il Suo Progetto.
    Una donna che prende in considerazione la bibbia è come un fagiano che si iscrive all'arciCaccia , dolce Rachele apriti la mente

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Non mi pare che nella Genesi ci sia scritto che Adamo ed Eva dovessero coltivare, sembra piuttosto tutto a portata di mano.
    Leggi meglio, Laura:
    nel simbolismo di Genesi 2,15, è l'umanità intera (Adamo) chiamata a custodire tutta la terra (il giardino): “Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse”.
    amate i vostri nemici

  11. #41
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Citazione Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
    In realtà non è il lavoro in se stesso la maledizione, infatti la prima coppia doveva coltivare e custodire l'Eden (Genesi 2:15):

    Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

    Quindi l'uomo fu creato e gli fu assegnata un'attività. L'uomo non fu creato per non fare nulla durante la sua vita.
    Successivamente alla disubbidienza, venne la punizione (Genesi 3:17-19):

    17All'uomo disse: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie (CEI) e hai mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato: "Non devi mangiarne",
    maledetto il suolo per causa tua!
    Con dolore ne trarrai il cibo
    per tutti i giorni della tua vita.
    18Spine e cardi produrrà per te
    e mangerai l'erba dei campi.
    19Con il sudore del tuo volto mangerai il pane,
    finché non ritornerai alla terra...

    La punizione consistette nel maledire la terra, che sarebbe stata avara e produttrice di erbacce e da coltivare con fatica e sudore.
    Tutto vero: eppure nella fatica e nel sudore del Lavoro l'Uomo matura, si eleva, acquista dignità e si realizza.
    Come mai secondo te? Cosa c'è di così prezioso nel Lavoro? Come mai si soffre tanto quando viene a mancare?
    amate i vostri nemici

  12. #42
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    Il lavoro si realizzerebbe bene, o per lo meno in noi stessi (metro di misura universale), e sarebbe anche divertente ed istruttivo o come dice cono realizzante se non ci fossero i capi, i capini ed i capetti, o i ricatti o le ruffianate, o, peggio di tutti i "capiscioni": capisco tutto io, e se hai un'idea era mia.

  13. #43
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Io capisco che il post è il punto di vista del credente, ma il punto di vista del credene, visto che è un essere umano che vive sul pianeta Tetta come tutti, dovrebbe per lo meno essere un pochino più logico e realistico e meno fatto di discorsi impostati (e pure un pò troppo sdolcinati).
    Io posso capire che si voglia veicolare il messaggio del fare il proprio dovere, mettere l'impegno e le proprie capacità anche laddove il lavoro non è proprio quello dei sogni però
    poi arrivano le cavolate. Che signifca dirigere la Natura? Vorrei far presente che la natura và da sè e siamo noi che cerchiamo di modificare, piegare alle nostre esigenze.
    Se la natura si ribella e ce la fa pagare, mi sa che sei di un'latra religione, non quella del dio di cui ci vieni ad "illuminare".




    All'inizio della Bibbia il lavoro è un castigo dopo la cacciata dall'Eden.
    Come il lavoro cooperi con la redenzione e sia simbolo della conquista del Regno dei cieli non è che sia proprio lampante a meno che non si intenda che sia una delle "conditio sine qua non" per meritarsi il paradiso, quindi che dio comandi di lavorare.
    La visione che poi fai del lavoro e del lavoratore, di realizzare i propri talenti, migliorare il modo di vivere, del bene da fare, di divertirsi e di occuparsi della natura, forse esiste nella tua testa visto che il mondo del lavoro è quello che è e non siamo certo tutti a lavorare facendo trallallero trallallà, facendo quello che vorremmo fare e per cui potremmo essere più tagliati , con lo stipendio adeguato o con la cifra che vorremmo avere a fine mese.
    Magari la visione del credente con un piedino almeno poggiato a terra invece delle visioni stereotipate, idealizzate ed edulcorate sarebbe meglio.
    C’è chi vive nel mondo,si inserisce nel suo tessuto è coinvolto nella sua realtà,insomma ha i piedi ben piantati a terra.
    Il cristiano cerca di vivere nel mondo senza essere del mondo,senza appartenergli; ha il dovere di occuparsi della realtà e di risolvere i problemi che gli si presentano come cittadino e come persona(non deve certo stare con la testa tra le nuvole)ma desidera anche quel certo distacco che gli permetta di rivolgere un pensiero spirituale.
    E’ proprio il non avere i piedi troppo ben piantati a terra che fa la differenza tra chi ha fede in Dio e chi ha fede nel mondo.
    Ritengo che l’agire del credente non sia una sdolcinatura o una stravaganza anche perché spesso richiede una notevole fatica.

    Quando dico che l’uomo dirige la natura intendo gli interventi che fa per viverci meglio,per convivere con una natura talvolta poco ospitale per l’essere umano ma anche per il mondo animale.
    Si fanno bellissimi giardini e parchi,si scavano canali per irrigare i campi;si coltivano piante che allo stato selvatico non produrrebbero;si fermano delle frane distruttive o si fanno deviare colate laviche.
    E’ chiaro che anche in questi casi l’uomo pensa a sé perché il mondo è la sua casa ma l’inquinamento,lo sfruttamento eccessivo rendono questa casa poco vivibile per tutti.Per quanto riguarda il lavoro mi risulta che molti vogliano lavorare di più non perché non abbiano da mangiare ma per comprarsi la macchina nuova,il telefonino di di ultima generazione,andare in vacanza o a teatro:Non è questo migliorare la vita e divertirsi

  14. #44
    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Condivido.
    Se in Paradiso si ritorna a lavorare preferisco starmene in panciolle da pensionato.

    Falle falle.
    Ritengo che il Paradiso sia quello stato di felicità dello stare con Dio non un luogo di piacere dove ci si diverte ma forse scherzavi e non ho capito la battuta!

  15. #45
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Leggi meglio, Laura:
    nel simbolismo di Genesi 2,15, è l'umanità intera (Adamo) chiamata a custodire tutta la terra (il giardino): “Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse”.
    Mi era sfuggito il versetto.

    Dal punto di viata della natura non toglie il fatto che è fuffa il discorso sulla custodia. La natura viaggia da sè, siamo noi che per nostri bisogni, nonché per nostri errori agiamo sulla natura e cerchiamo poi di tamponare i danni. C'è poco da custodire in senso assoluto.
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