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Discussione: il lavoro dal punto di vista del credente.

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  1. #1

    il lavoro dal punto di vista del credente.

    Il lavoro è la continuazione dell'opera creatrice di Dio.
    Ogni essere umano ha delle capacità da far fruttare per cui tutti i lavori sono importanti.
    Il metro di misura non è il tipo di lavoro ma l'impegno che la persona pone nel svolgerlo.
    Con il lavoro l'uomo deve dirigere la Natura non impossessarsene altrimenti diventa schiavo delle cose e la Natura lo sottometterà.
    Il senso del lavoro non è schiavitù(possesso) ma collaborazione con Dio per realizzare il Suo Progetto.

  2. #2
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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  3. #3
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    Fate l'amore, non la guerra.
    Lavorare tutti, lavorare meno.

  4. #4
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    Il custode della creazione, che continuamente si rigenera, non deve essere sentito come un lavoro.
    C'è la parabola dei disoccupati a ore che lo spiega bene.
    Il lavoro, cui allude il redattore della creazione, è una disgrazia del genere umano, è l'uscita dal paradisiaco Eden.
    Ultima modifica di crepuscolo; 03-05-2023 alle 16:58

  5. #5
    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Il custode della creazione, che continuamente si rigenera, non deve essere sentito come un lavoro.
    C'è la parabola dei disoccupati a ore che lo spiega bene.
    Il lavoro, cui allude il redattore della creazione, è una disgrazia del genere umano, è l'uscita dal paradisiaco Eden.
    C'è chi vede il lavoro come un castigo chi,invece vede la fatica del lavoro un unirsi a Gesù,a cooperare,nel proprio piccolo all'opera di redenzione,come Lui ci chiede,come discepolo che porta la croce ogni giorno nelle sue attività(lavorare nella vigna del Signore) che non solo gli permettono di vivere ma anche di fare del bene,di realizzare i propri talenti,di migliorare il proprio modo di vivere anche divertendosi,di occuparsi della natura.
    Gesù rileva nel lavoratore,oltre alla fatica,pazienza,cura per gli animali,accettazione,umiltà ma dice anche che l'uomo ha il diritto alla sua ricompensa quindi a vivere meglio e a godere della sua opera.
    Il lavoro diventa il simbolo di come può essere la conquista del Regno dei Cieli e la sua crescita(la rete piena del pescatore,il buon pastore,l'operaio dell'ultima ora..)
    Il lavoro però rischia di perdere il suo senso se è fatto solo per se stesso,se crea affanno e mancanza di fede per cui si basa la vita su ciò che si produce,si desidera sempre di più,non si gioisce più oggi per pensare a domani(allora sì che il lavoro è un castigo!)

  6. #6
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    C'è chi vede il lavoro come un castigo chi,invece vede la fatica del lavoro un unirsi a Gesù,a cooperare,nel proprio piccolo all'opera di redenzione,come Lui ci chiede,come discepolo che porta la croce ogni giorno nelle sue attività(lavorare nella vigna del Signore) che non solo gli permettono di vivere ma anche di fare del bene,di realizzare i propri talenti,di migliorare il proprio modo di vivere anche divertendosi,di occuparsi della natura.
    Gesù rileva nel lavoratore,oltre alla fatica,pazienza,cura per gli animali,accettazione,umiltà ma dice anche che l'uomo ha il diritto alla sua ricompensa quindi a vivere meglio e a godere della sua opera.
    Il lavoro diventa il simbolo di come può essere la conquista del Regno dei Cieli e la sua crescita(la rete piena del pescatore,il buon pastore,l'operaio dell'ultima ora..)
    Il lavoro però rischia di perdere il suo senso se è fatto solo per se stesso,se crea affanno e mancanza di fede per cui si basa la vita su ciò che si produce,si desidera sempre di più,non si gioisce più oggi per pensare a domani(allora sì che il lavoro è un castigo!)
    Le tue sono frasi concepite dalla tradizione ecclesiastica.
    Perché gli addetti alle tavole della Legge della famiglia di Levi discendenti dal fratello di Mosè Aronne, non lavoravano?
    Perché i preti non lavorano?
    Perché Gesù non ha mai lavorato?
    Hai trovato, cara Rachele, risposta a tali domanfde?
    Ce ne sarebbe da dire sul Regno dei Cieli; anche la stessa Marta che era occupata dal lavoro di casa ebbe un certo rimproveruccio da Gesù, mi sembra.

  7. #7
    Citazione Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Le tue sono frasi concepite dalla tradizione ecclesiastica.
    Perché gli addetti alle tavole della Legge della famiglia di Levi discendenti dal fratello di Mosè Aronne, non lavoravano?
    Perché i preti non lavorano?
    Perché Gesù non ha mai lavorato?
    Hai trovato, cara Rachele, risposta a tali domanfde?
    Ce ne sarebbe da dire sul Regno dei Cieli; anche la stessa Marta che era occupata dal lavoro di casa ebbe un certo rimproveruccio da Gesù, mi sembra.
    Il titolo del mio post è "il lavoro dal punto di vista del credente" per cui chi non crede può togliere tutto ciò che riguarda Dio occupandosi dei problemi sociali del lavoro.
    Dei preti che non lavorano non me ne occupo perché la mia fede esula spesso dall'organizzazione ecclesiastica(comunque ho conosciuto dei preti insegnanti)
    La regola di San Benedetto era "prega e lavora".San Francesco lavorava per i poveri schifato dalla sete di guadagno del padre.
    Gesù ha lavorato da carpentiere fino al momento in cui si è sentito pronto a divulgare la buona notizia del Regno dei Cieli e sarebbe stato più tranquillo e sicuro mettendo su famiglia e continuando il suo lavoro.I Leviti non potevano lavorare perché erano addetti alla cura delle cose sacre.
    Gesù fa un appunto a Marta perché dà al lavoro più importanza di ciò che riguarda l'ascolto della Parola.
    Comunque tutto sommato vedo che dai discorsi che si sono creati il lavoro non è tanto ben visto ma,torno a ripetere,io ho parlato da credente.Altrove si trovano altre risposte.

  8. #8
    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    Il titolo del mio post è "il lavoro dal punto di vista del credente" per cui chi non crede può togliere tutto ciò che riguarda Dio occupandosi dei problemi sociali del lavoro....omissis...,torno a ripetere,io ho parlato da credente.Altrove si trovano altre risposte.

    Ineccepibile
    Quoto 100%

  9. #9
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    Il titolo del mio post è "il lavoro dal punto di vista del credente" per cui chi non crede può togliere tutto ciò che riguarda Dio occupandosi dei problemi sociali del lavoro.
    .
    Quello di cui tu parli è un sussidiario del vero credere, perché il credere non è una parola che un solo senso descrittivo od esplicativo, ma ha molti sensi e molte intensità.
    C'è il credere fermamente, ad ogni costo, di Gesù, a cui si dedica completamente, anima e corpo, ma soprattutto cuore, che è interamente il cuore del Padre, e che a noi, per adesso, giunge riflesso, per il nostro bene ovviamente.
    Poi c'è il credere di chi è vissuto abbastanza per apprendere, come gli apostoli.
    E' improprio riferirsi alla sola generica descrizione di lavoro.
    Quale lavoro?
    Ovviamente per chi crede in Gesù, il lavoro che è indicato nei Vangeli.
    Anche al Battista chiedevano come dovessero agire nella vita sociale e lui ha risposto a tutti.
    Il "lavoro" che tu intendi come sociali sono i lavori che servono al "mondo" ( voi non siete di questo mondo disse Gesù ai suoi) per reggersi, ma non sono lavori principali, io li chiamerei sussidiari, rispetto al principale servizio a Dio.
    Ultima modifica di crepuscolo; 06-05-2023 alle 20:41

  10. #10
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Citazione Originariamente Scritto da Rachele Giacobi Visualizza Messaggio
    C'è chi vede il lavoro come un castigo chi,invece vede la fatica del lavoro un unirsi a Gesù,a cooperare,nel proprio piccolo all'opera di redenzione,come Lui ci chiede,come discepolo che porta la croce ogni giorno nelle sue attività(lavorare nella vigna del Signore) che non solo gli permettono di vivere ma anche di fare del bene,di realizzare i propri talenti,di migliorare il proprio modo di vivere anche divertendosi,di occuparsi della natura.
    Gesù rileva nel lavoratore,oltre alla fatica,pazienza,cura per gli animali,accettazione,umiltà ma dice anche che l'uomo ha il diritto alla sua ricompensa quindi a vivere meglio e a godere della sua opera.
    Il lavoro diventa il simbolo di come può essere la conquista del Regno dei Cieli e la sua crescita(la rete piena del pescatore,il buon pastore,l'operaio dell'ultima ora..)
    Il lavoro però rischia di perdere il suo senso se è fatto solo per se stesso,se crea affanno e mancanza di fede per cui si basa la vita su ciò che si produce,si desidera sempre di più,non si gioisce più oggi per pensare a domani(allora sì che il lavoro è un castigo!)
    Hai davvero il dono immenso della sintesi, dolce Rachele: hai riassunto con questo bel pensiero tutta la questione....

    Gesù conosceva bene il valore del lavoro e ne parla ripetutamente ai Suoi discepoli. All'inizio della predicazione, molti lo prendevano in giro proprio perché lo conoscevano come "Il carpentiere, il figlio del falegname..."
    Il lavoro (e hai detto bene anche qui) non è certo considerato come "punizione", nella Bibbia. Ma come strumento di elevazione e di dignità. Anche ai nostri giorni, quando si toglie il lavoro, a una Persona, lo si ferisce nel profondo. Lo si offende. Lo si priva di una cosa naturale ed essenziale.

    Grazie cara. Tvb.
    amate i vostri nemici

  11. #11
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Hai davvero il dono immenso della sintesi, dolce Rachele: hai riassunto con questo bel pensiero tutta la questione....

    Gesù conosceva bene il valore del lavoro e ne parla ripetutamente ai Suoi discepoli. All'inizio della predicazione, molti lo prendevano in giro proprio perché lo conoscevano come "Il carpentiere, il figlio del falegname..."
    Il lavoro (e hai detto bene anche qui) non è certo considerato come "punizione", nella Bibbia. Ma come strumento di elevazione e di dignità. Anche ai nostri giorni, quando si toglie il lavoro, a una Persona, lo si ferisce nel profondo. Lo si offende. Lo si priva di una cosa naturale ed essenziale.

    Grazie cara. Tvb.
    Se scendi, poi, bisogna pur salire no?
    Se discendi poi ascendi.
    Che cosa ci facciamo in questo mondo?

  12. #12
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    La grandezza di Dio trasforma il nostro dolore e la nostra fatica....in Grazia!
    Il Lavoro edifica l'Uomo. Perfino la nostra bella Costituzione mette a fondamento il Lavoro.

    «Allora, io considero che si dovrebbero fare le cose bene, perché non c’è maggiore soddisfazione di un lavoro ben fatto. Un lavoro ben fatto, qualsiasi lavoro, fatto dall’uomo che non si prefigge solo il guadagno, ma anche un arricchimento, un lavoro manuale, un lavoro intellettuale che sia, un lavoro ben fatto è quello che appaga l’uomo. Io coltivo l’orto, e qualche volta, quando vedo le aiuole ben tirate con il letame ben sotto, con la terra ben spianata, provo soddisfazione uguale a quella che faccio quando ho finito un buon racconto.
    E allora dico anche questo: una catasta di legno ben fatta, ben allineata, ben in squadra, che non cade, è bella; un lavoro manuale, quando non è ripetitivo, ricordo ‘Tempi moderni’ di Charlot, è sempre un lavoro che va bene, perché è anche creativo. Un bravo falegname, un bravo artigiano, un bravo scalpellino, un bravo contadino; e oggi dico sempre quando mi incontro con i ragazzi: voi magari aspirate ad avere un impiego in banca, ma ricordatevi che fare il contadino per bene è più intellettuale che non fare il cassiere di banca. Perché un contadino deve sapere di genetica, di meteorologia, di chimica, di astronomia persino. E allora tutti questi lavori che noi consideriamo magari lavori così, magari con un certo disprezzo, sono lavori invece intellettuali."

    Mario Rigoni Stern.
    amate i vostri nemici

  13. #13
    Opinionista L'avatar di crepuscolo
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    [QUOTE=conogelato;1845934]La grandezza di Dio trasforma il nostro dolore e la nostra fatica....in Grazia!
    Il Lavoro edifica l'Uomo. Perfino la nostra bella Costituzione mette a fondamento il Lavoro.

    Ah! Vuoi mettere,..... la Costituzione italiana con Dio.
    Ma, dai, cono,... se a te sembra che nel paradiso si lavori, essendo io in pensione, preferirei star quaggiù, basta che non sia "di sotto",...meglio "di dentro" perché il "di sotto" della Nostra Madre Terra non si vede, io non l'ho mai visto; forse quelli agli Antipodi ma poi loro non vedono il loro sotto terra che siamo.
    Puro sofismo.

  14. #14
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    Ah se l'ha detto Rigoni...ma è parente di Rigoni Asiago della marmellata e crema di nocciola?

  15. #15
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    vede la fatica del lavoro un unirsi a Gesù
    La fatica di uno che andava a giro con i suoi scagnozzi e mangiava e beveva a sbafo!
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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