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Discussione: Guardi il cielo e ...

  1. #121
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Ma tu cu vivi come bruto non volendo scendere un pochino dalle tiritere. Il sapere è un optional e gli altri per te non dicono cose giuste.
    Già direi che l'universo e la materia ci creano i lor bravi problemi, figuriamoci se poi dobbiamo mettere il carro davanti ai buoi e dare per scontato un dio (e perché non più di uno?) e che esista altro.
    E' perfettamente inutile insistere, fare appello alla ragione per rivendere dio.
    Certo, il pensiero e l'ipotesi (sottolineo ipotesi) ci possono stare, fare mille capriole per tirare l'acqua al mulino, meno.
    E quando abbiamo dibattuto e ci siamo confrontati, sarebbe risolto qualcosa? Hai dimostrato che c'è dio, che è il tuo e non quello di altri, che esiste una dimensione ultraterrena o al di là del tempo e dello spazio come li conosciamo noi?
    Abbi pazienza Cono, ma ogni tanto darci un taglio sarebbe necessario, prendere una boccata d'aria, e lo dico anche per te.
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  2. #122
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Ma non vedi come ci affascina la questione? Come ci coinvolge, come ci appassiona?
    Lo scopo del discutere non è appurare chi ha torto e chi ha ragione, Laurina: ma suscitare in noi la Meraviglia! Fino a quando "Il cielo stellato sopra di noi" muoverà le corde più profonde del nostro essere, saremo certi di conservare la nostra Umanità. In mancanza, saremo destinati "a viver come bruti"
    amate i vostri nemici

  3. #123
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Come sei finto. Ora stai a vedere che tutto il tuo discutere è volto alla meraviglia!
    Per piacere.
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  4. #124
    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    "Il cielo stellato sopra di noi"
    e la "Legge morale in me", dove la lasci? Insieme al "seguir virtute e conoscenza"?
    Quando la pianterai di citare, "a bovino lattiero", frasette avulse dal contesto?
    Ti rinfresco la memoria...affinché, con un po' di conoscenza, tu non viva come un bruto.

    "Conclusione" della "Critica della ragion pratica"

    Questo é l'inizio.....con la "frasetta cult"

    Due cose riempiono l'animo di ammirazione e di reverenza sempre nuove e crescenti, quanto più spesso e più a lungo il pensiero vi si ferma su: “il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me”. Queste due cose, non ho da cercarle fuori della portata della mia vista, avvolte in oscurità, e nel trascendente; né devo, semplicemente, presumerle: le vedo davanti a me, e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza.....omissis...

    E la fine, conclusiva, é:

    ...omissis...In una parola: la scienza (criticamente cercata, e metodicamente introdotta) è la stretta porta che conduce alla dottrina della saggezza, se con questa s'intende, non solo ciò che si deve fare, ma ciò che deve servire da guida ai “maestri” per spianare alla saggezza un cammino aperto e facilmente riconoscibile, che ciascuno debba percorrere, assicurando chi li segua dai passi falsi: una scienza di cui deve sempre restare custode la filosofia, alle cui ricerche sottili il pubblico non ha da prendere parte alcuna; mentre deve partecipare alle sue “dottrine”, che solo dopo una siffatta elaborazione gli si possono presentare con buona chiarezza.


    https://nowxhere.files.wordpress.com...-ragprat-2.pdf
    Ultima modifica di restodelcarlino; 06-02-2024 alle 11:41

  5. #125
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Scienza e Co Scienza: perfino l'etimologia ci viene in aiuto, ragazzi. L'una e l'altra ci costituiscono come Persone...
    "Le vedo davanti a me, e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza"
    Stupendo!
    amate i vostri nemici

  6. #126
    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Scienza e Co Scienza: perfino l'etimologia ci viene in aiuto, ragazzi. L'una e l'altra ci costituiscono come Persone...
    "Le vedo davanti a me, e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza"
    Stupendo!

    Adesso puoi affermare di aver letto la "Critica della Ragion Pratica"
    ...ma...
    ....l'etimologia....dai, cono....per piacere...

  7. #127
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Speriamo che con l'affermazione di Cono si chiuda il (solito) loop.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  8. #128
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Speriamo che con l'affermazione di Cono si chiuda il (solito) loop.
    ....gravità quantistica a loop?...
    Taccio, taccio...Tranquilla.

  9. #129
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Quanto è un quanto di spazio e un quanto di tempo?

    Aspettiamo che si gonfi, si sgonfi e "rimbalzi"?
    Ultima modifica di Vega; 07-02-2024 alle 13:14
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  10. #130
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Quanto è un quanto di spazio e un quanto di tempo?

    Aspettiamo che si gonfi, si sgonfi e "rimbalzi"?
    come una brane sul mare di Dirac


  11. #131
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Ma la gravità quantistica a loop si sposa con le energie negative di Dirac?
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  12. #132
    vassapé

  13. #133
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Speriamo che con l'affermazione di Cono si chiuda il (solito) loop.
    Direi di farlo chiudere al Maestro Giovanni Allevi, ragazzi: altro che Cono....altro che Vega....altro che Resto del carlino....

    "Quando tutto crolla e resta in piedi solo l'essenziale, il giudizio che riceviamo dall'esterno non conta più. Io sono quel che sono, noi siamo quel che siamo. E come intuisce Kant alla fine della Critica della Ragion Pratica, il cielo stellato può continuare a volteggiare nelle sue orbite perfette, io posso essere immerso in una condizione di continuo mutamento, eppure sento che in me c'è qualcosa che permane! Ed è ragionevole pensare che permarrà in eterno."

    Ieri sera a Sanremo, immerso nella sua malattia.
    amate i vostri nemici

  14. #134
    Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Direi di farlo chiudere al Maestro Giovanni Allevi, ragazzi: altro che Cono....altro che Vega....altro che Resto del carlino....

    "Quando tutto crolla e resta in piedi solo l'essenziale, il giudizio che riceviamo dall'esterno non conta più. Io sono quel che sono, noi siamo quel che siamo. E come intuisce Kant alla fine della Critica della Ragion Pratica, il cielo stellato può continuare a volteggiare nelle sue orbite perfette, io posso essere immerso in una condizione di continuo mutamento, eppure sento che in me c'è qualcosa che permane! Ed è ragionevole pensare che permarrà in eterno."
    Apparentemente, neanche Giovanni Allievi ha letto attentamente e tutto il capitolo conclusivo della "Ragion Pratica".

    Leggi, allora. Tutto.
    Due cose riempiono l'animo di ammirazione e di reverenza sempre nuove e crescenti,
    quanto più spesso e più a lungo il pensiero vi si ferma su: “il cielo stellato sopra di me e la
    legge morale in me”. Queste due cose, non ho da cercarle fuori della portata della mia vista,
    avvolte in oscurità, e nel trascendente; né devo, semplicemente, presumerle: le vedo
    davanti a me, e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima
    comincia dal luogo, che occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in
    cui mi trovo a grandezze immensurabili, con mondi sopra mondi, e sistemi di sistemi; e,
    oltre a ciò, ai tempi senza confine del loro movimento periodico, del loro inizio e del loro
    durare. La seconda parte dal mio Io invisibile, dalla mia personalità; e mi rappresenta in
    un mondo che ha un'infinità vera, ma è percepibile solo dall'intelletto, e con il quale (ma,
    perciò, anche al tempo stesso con tutti quei mondi visibili) mi riconosco in una
    connessione non semplicemente accidentale, come nel primo caso, bensì universale e
    necessaria. La prima veduta, di un insieme innumerabile di mondi, annienta, per così dire,
    la mia importanza di “creatura animale”, che dovrà restituire la materia di cui è fatta al
    pianeta (un semplice punto nell'universo), dopo essere stata dotata per breve tempo (non
    si sa come) di forza vitale. La seconda, al contrario, innalza infinitamente il mio valore,
    come valore di una “intelligenza”, in grazia della mia personalità, in cui la legge morale mi
    rivela una vita indipendente dall'animalità, e perfino dall'intero mondo sensibile: almeno
    per quel che si può desumere dalla destinazione finale della mia esistenza in virtù di questa
    legge; la quale destinazione non è limitata alle condizioni e ai confini di questa vita, ma va
    all'infinito.
    Se non che, ammirazione e rispetto possono, bensì, stimolare l'indagine e la riflessione, ma
    non colmare le lacune. Che cosa si ha da fare, ora, per istituire tale indagine in modo utile e
    confacente alla sublimità dell'oggetto? Qui vi sono esempli che possono servire da
    ammonimento, ma anche da modello. L'osservazione del mondo cominciò dal più
    splendido spettacolo che i sensi umani potessero presentare, e che il nostro intelletto
    potesse riuscire a seguire nella sua estensione: e finì nell'astrologia. La morale cominciò
    con la proprietà più nobile dell'umana natura, il cui sviluppo e la cui cultura promettono
    benefici senza fini: e fini nel fanatismo o nella superstizione. Così accade a tutti i tentativi
    ancora rozzi, in cui la parte principale spetterebbe all'uso della ragione: uso che non si può
    trovare da sé, con il frequente esercizio, come l'uso dei piedi: soprattutto quando concerna
    proprietà che non si possono presentare così immediatamente nella comune esperienza.
    Ma dopo che, per quanto tardi, fu introdotta la massima di riflettere bene anticipatamente
    su tutti i passi che la ragione ha intenzione di compiere, e di non lasciarla procedere se non
    sul binario di un metodo precedentemente ben studiato, lo studio dell'edificio del mondo
    prese tutt'altra direzione, con un successo senza paragone migliore. Il cadere di una pietra,
    o il movimento di una fionda, analizzato nei suoi elementi e nelle forze che vi si
    manifestano, e trattato matematicamente, finì col produrre quella veduta chiara e per
    sempre immutabile sulla costituzione del mondo, che, col progresso dell'osservazione, può
    sperare di ampliarsi sempre di più, ma non mai temere di dover tornare sui propri passi.
    Ora, quell'esempio può consigliare di mettersi sulla stessa strada nel trattare le
    disposizioni morali della nostra natura, e darci la speranza di giungere a un risultato
    altrettanto buono. Abbiamo pure a disposizione gli esempli della ragione che giudica in
    materia morale. Analizzarli nei loro concetti elementari e, in mancanza della “matematica”,
    intraprendere tuttavia un procedimento analogo a quello della “chimica”, di “separazione”
    Immanuel Kant – Critica della ragion pratica
    Pag. 98/103
    dell'empirico dal razionale, che in essi si possa trovare, con ripetute ricerche sul comune
    intelletto dell'uomo, può darci entrambi gli elementi allo stato puro e - cosa che ciascuno
    per sé solo può fase - farceli riconoscere con certezza; e così porre rimedio, sia alla
    confusione di un giudizio ancora rozzo e non esercitato, sia (cosa assai più necessaria) alle
    “stravaganze geniali” con cui, come sogliono fare gli adepti della pietra filosofale, senza
    alcuna indagine metodica e conoscenza della natura si promettono sognati tesori, e si
    dilapidano i veri. In una parola: la scienza (criticamente cercata, e metodicamente
    introdotta) è la stretta porta che conduce alla dottrina della saggezza, se con questa
    s'intende, non solo ciò che si deve fare, ma ciò che deve servire da guida ai “maestri” per
    spianare alla saggezza un cammino aperto e facilmente riconoscibile, che ciascuno debba
    percorrere, assicurando chi li segua dai passi falsi: una scienza di cui deve sempre restare
    custode la filosofia, alle cui ricerche sottili il pubblico non ha da prendere parte alcuna;
    mentre deve partecipare alle sue “dottrine”, che solo dopo una siffatta elaborazione gli si
    possono presentare con buona chiarezza.

    Questo é quello che dice Kant.

    Poi, tu (e chiunque altro) libero di interpretare e di estrarre frasi e frasette. Intere o manipolate.

    Ma, prima, leggi
    Ultima modifica di restodelcarlino; 08-02-2024 alle 12:12

  15. #135
    Candle in the wind L'avatar di conogelato
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    Ascoltandolo, mi è sembrato che il maestro Allevi la stesse attraversando "quella stretta porta che conduce alla Saggezza..."

    È stato un discorso memorabile,
    c'era dentro tutto: filosofia, religione, scienza, sociologia. Ma soprattutto, credo, Umanità!
    amate i vostri nemici

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