Risultati da 1 a 14 di 14

Discussione: Il paradigma di Albertone e Claudia

  1. #1
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,321

    Il paradigma di Albertone e Claudia

    Nel film "Bello, onesto, emigrato Australia...", 1971, Sonego descrive crudamente la realtà sentimentale delle persone comuni nella mentalità tradizionale della società italiana di mezzo secolo fa:

    la commedia degli equivoci parte dall'inganno: il lavoratore emigrato si spaccia per un suo amico più attraente; la bellissima aspirante moglie, si spaccia per illibata, mentre viene da una condizione di strada;

    si instaura un rapporto umano in costanza di equivoco, che poi si risolverà con una morale, più o meno edulcorata; la morale viene preparata:
    ad un certo punto, Albertone ha l'impressione che Claudia possa interessarsi a lui; lei, affettuosamente, tira fuori la foto di amica, taglia forte, sola e con figlia; il messaggio è brutale e vero, e ogni spettatore lo sa; ma sa che pure Albertone è malinconicamente consapevole:

    "tu sei un brav'uomo, ma sfigato; ti dico io con chi ti puoi accoppiare; certamente non con me";

    la narrazione poi gratifica lo spettatore maschio-medio, solidale col povero Alberto, perché il bel Riccardo Garrone, scelto in foto da Claudia, si rivela un pappone;
    morale: Albertone viene a patti sulla virtù, Claudia su speranza più ambiziose del suo status; morale ambivalente, in effetti; tradizionale e moderna al tempo stesso, per l'epoca;

    il punto essenziale però è la crudezza con cui viene esposta l'economia delle aspettative, perché in effetti rappresenta il processo rimosso delle dinamiche di quasi tutti gli incontri, catena e ancora;

    penso che se si vuol capire come funziona e come si origina una coppia, le ripercussioni delle aspettative e percezioni di potere negoziale non si possono ignorare o rimuovere, anche con eventuali eccezioni e modulazioni.
    c'� del lardo in Garfagnana

  2. #2
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
    Data Registrazione
    09/03/05
    Località
    On the road
    Messaggi
    70,120
    Bah, un luogo comune direi.
    Le aspettative della bella donna non emancipata erano - e sono ancora adesso, per chi mira a farsi mantenere - sostanzialmente quelle di trovare uomo danaroso. Bello o brutto cambia poco, purché abbia le capacità economiche di regalare una vita agiata.
    E difatti ne vedi un sacco di uomini con l'aspetto da sfigati che si accompagnano a bellissime donne.
    Oggi per la donna l'aspettativa è cambiata: non ha più bisogno di chi la mantenga perché ci pensa da sola.
    E le aspettative sono interscambiabili. Qualcuno punta sull'estetica e la presenza, qualcuno punta sullo status. Altri puntano sull'affinità mentale. Qualcuno ad un mix delle varie cose.
    Poi certo gli uomini con una mentalità patriarcale sperano ancora di trovare la donna che la da a pochi, quella seria e posata. Gli altri magari puntano sulla mente e su cose più amene.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  3. #3
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,321
    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Bah, un luogo comune direi.
    Le aspettative...
    il luogo comune è il contenuto delle reciproche aspettative;

    quello che invece si rimuove è proprio il meccanismo negoziale, che invece nel film viene reso esplicito, nella crudezza della mentalità rurale, senza giri di parole;
    perché sollevo sta cosa. ?

    perché se discutiamo di come ei forma una coppia, la psicologia del sentirsi oggetto valutato come prima, seconda, terza scelta, evidentemente ha un peso in quello che succede, nel come le persone vivono e si adattano alla situazione.
    c'� del lardo in Garfagnana

  4. #4
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
    Data Registrazione
    09/03/05
    Località
    On the road
    Messaggi
    70,120
    Beh ma non esiste una regola generale, perché ognuno sceglie secondo le proprie personali valutazioni.
    E' chiaro che se hai la percezione di essere una seconda scelta la relazione non la vivi bene. Ma direi che in un caso del genere l'unica cosa sana da fare è fuggire a gambe levate.
    Certo, forse un tempo non era praticabile perché la relazione di coppia era spesso l'unica scelta possibile, ma oggi, che puoi allegramente scegliere di stare da solo, il problema non si pone.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  5. #5
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,321
    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Beh ma non esiste una regola generale, perché ognuno sceglie secondo le proprie personali valutazioni.
    dici ? secondo te, la percezione del proprio e altrui "mercato" non condiziona in origine, in relazione a una proiezione di controllo ? perché, se:
    E' chiaro che se hai la percezione di essere una seconda scelta la relazione non la vivi bene.
    questa è più verosimilmente una realtà ordinaria, si potrebbe cominciare a spiegare certi sviluppi;
    Ma direi che in un caso del genere l'unica cosa sana da fare è fuggire a gambe levate.
    essere prima scelta credo sia rarissimo; come si gestisce una circostanza più comune e sfumata, quella che capita quasi sempre ?
    Certo, forse un tempo non era praticabile perché la relazione di coppia era spesso l'unica scelta possibile, ma oggi, che puoi allegramente scegliere di stare da solo, il problema non si pone.
    forse non si pone come rinuncia; ma l'impatto psicologico sulla percezione di sé nel rapporto con gli altri direi che si pone comunque, perché uno modella i propri comportamenti a seconda di quella percezione/aspettativa;

    a me pare che la maggior parte dei casini derivino dalla rimozione di queste dinamiche; perché volerle vedere è brutale, ma ignorarle è sedersi su una bomba ad orologeria.
    c'� del lardo in Garfagnana

  6. #6
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
    Data Registrazione
    09/03/05
    Località
    On the road
    Messaggi
    70,120
    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    dici ? secondo te, la percezione del proprio e altrui "mercato" non condiziona in origine, in relazione a una proiezione di controllo ? perché, se:
    questa è più verosimilmente una realtà ordinaria, si potrebbe cominciare a spiegare certi sviluppi;

    essere prima scelta credo sia rarissimo; come si gestisce una circostanza più comune e sfumata, quella che capita quasi sempre ?

    forse non si pone come rinuncia; ma l'impatto psicologico sulla percezione di sé nel rapporto con gli altri direi che si pone comunque, perché uno modella i propri comportamenti a seconda di quella percezione/aspettativa;

    a me pare che la maggior parte dei casini derivino dalla rimozione di queste dinamiche; perché volerle vedere è brutale, ma ignorarle è sedersi su una bomba ad orologeria.

    Beh ma non direi che è rarissimo, essere una prima scelta. E comunque lo capisci subito se sei un ripiego o meno.
    Non è così raro essere una prima scelta. Ovvio dipende pure da cosa intendi tu per prima scelta. Non è che puoi ovviamente essere il solo e l'unico che è piaciuto alla tipa in questione, ma evolvendo e conoscendosi ci si conosce e "riconosce". Dopotutto normalmente ci mettiamo con chi in quel dato momento soddisfa dei nostri determinati bisogni.
    E io credo che sia su questo che si deve riflettere. Ogni periodo della nostra vita è diverso, cambiano le aspettative e i bisogni.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  7. #7
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
    Data Registrazione
    09/03/05
    Località
    On the road
    Messaggi
    70,120
    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    dici ? secondo te, la percezione del proprio e altrui "mercato" non condiziona in origine, in relazione a una proiezione di controllo ? perché, se:
    questa è più verosimilmente una realtà ordinaria, si potrebbe cominciare a spiegare certi sviluppi;

    essere prima scelta credo sia rarissimo; come si gestisce una circostanza più comune e sfumata, quella che capita quasi sempre ?

    forse non si pone come rinuncia; ma l'impatto psicologico sulla percezione di sé nel rapporto con gli altri direi che si pone comunque, perché uno modella i propri comportamenti a seconda di quella percezione/aspettativa;

    a me pare che la maggior parte dei casini derivino dalla rimozione di queste dinamiche; perché volerle vedere è brutale, ma ignorarle è sedersi su una bomba ad orologeria.

    Beh ma non direi che è rarissimo, essere una prima scelta. E comunque lo capisci subito se sei un ripiego o meno.
    Non è così raro essere una prima scelta. Ovvio dipende pure da cosa intendi tu per prima scelta. Non è che puoi ovviamente essere il solo e l'unico che è piaciuto alla tipa in questione, ma evolvendo e conoscendosi ci si conosce e "riconosce". Dopotutto normalmente ci mettiamo con chi in quel dato momento soddisfa dei nostri determinati bisogni.
    E io credo che sia su questo che si deve riflettere. Ogni periodo della nostra vita è diverso, cambiano le aspettative e i bisogni.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  8. #8
    Opinionista
    Data Registrazione
    30/04/19
    Messaggi
    2,575
    Ci sono individui che per incapacità o per sfortuna non riescono ad incontrare la persona da amare ed essere amati e si accontentano di un soggetto disponibile, col rischio d’insoddisfazione per l’errata scelta.

    Invece il mitico Paride ebbe la fortuna di poter scegliere il dono gradito fra quelli offerti da tre dee: Hera, Atena e Afrodite.

    Hera offriva potere e dominio politico.

    Atena offriva saggezza e vittoria in battaglia.

    Afrodite offriva l’amore della donna più bella del mondo: Elena.

    Il giovane Paride scelse Afrodite, e da quella scelta nacque il rapimento di Elena e, con esso, la guerra di Troia.
    Ultima modifica di doxa; Ieri alle 15:30

  9. #9
    Opinionista
    Data Registrazione
    30/04/19
    Messaggi
    2,575
    Ci sono dinamiche psicologiche che agiscono sulle scelte del/la partner, sul legame affettivo che ne consegue e sull’eventuale fallimento.

    Per decidere l’individuo deve essere libero di valutare. Una scelta matura si basa sul desiderio di amare e non sul bisogno, perché un legame maturo si fonda sulle capacità di scambio e non solo sul ricevere o prendere, sull’amare l’altro/a senza il bisogno di possederlo ma rispettandolo per quello che è.

    Sovente capita di non rimanere attratti al primo incontro, ma se casualmente ci sono occasioni per rivedersi oppure se c’è la continua frequentazione, può accadere di cambiare opinione e di considerare gradevole ed interessante un individuo.

    Può anche succedere di accettare come partner una persona con la quale si sta bene insieme ma fisicamente la si considera poco attraente.

    Due esempi:

    una ragazza può provare attrazione per riconoscenza verso il Pigmalione, non particolarmente bello e con qualche anno in più…;

    un giovane può sentirsi attratto da una donna ormai sfiorita, con più anni di età, disponibile al ruolo di “nave scuola” perché innamorata del ragazzo.

    Non è raro innamorarsi di un amico/a anche se si considera poco attraente. Starci bene insieme, confidarsi, induce a far passare in secondo piano l’esteriorità corporea.

    Ma se fin dall’inizio si considera poco attraente il/la partner e nonostante tale carenza si decide di conviverci o di sposarlo/a, la relazione può subìre il calo del desiderio, la rarefazione dei rapporti sessuali, e si può avere la tentazione di cercare altrove…, o giungere alla rottura del rapporto.

    Pure le coppie nate dall’attrazione fisica col passar del tempo confessano (uno dei due od entrambi) di non provare più lo slancio necessario verso il/la partner pur continuando a volerle/gli bene. L’abitudine può condurre alla noia !
    Ultima modifica di doxa; Ieri alle 15:49

  10. #10
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,321
    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Beh ma non direi che è rarissimo, essere una prima scelta. E comunque lo capisci subito se sei un ripiego o meno.
    hmmm... sta cosa ha tante dimensioni e aspetti, parecchio complessi; dipende da come uno ha interiorizzato la propria identità e da come questa influenza quello che si vede nell'altro;
    nel film la Cardinale è bravissima nel rendere il suo sentimento di donna che sa di essere morto bella e reagisce offesa all'idea che uno sfigato come Amedeo possa solo pensarsi al suo livello; e Sordi è bravissimo nel mostrare l'umiliazione atroce, ma attesa, nel vedersi sbattuta in faccia quella verità, con quella proposta che lo "rimette al suo posto";
    il punto è che nella realtà questo dialogo spesso è interiore e anticipa, perché nessuno vuol essere umiliato; epperò, l'altro lo capisce, e a sua volta, avverte con umiliazione di essere seconda scelta per questa protezione automatica;
    cioè, a complicare tutto ci sono queste dinamiche; così sembrano astrazioni e psicopippe; però le vedi tutte quando la coppia entra in crisi o in un gorgo nevrotico; a Roma si dice: te n'accorgi quanno pisci
    Non è così raro essere una prima scelta. Ovvio dipende pure da cosa intendi tu per prima scelta. Non è che puoi ovviamente essere il solo e l'unico che è piaciuto alla tipa in questione...
    no, ovviamente non è questo;
    potrei dire tante cose, pure cazzate o irrilevanti;
    di minimamente sensato mi pare di vedere una condizione di pace, appagamento e compiacimento consapevole di esistere, in quella situazione;
    mentre in altre storie, pure belle, eh... la tipa tiene l'arteteca , dicono a Napoli; è la differenza tra stare in posto bellissimo, ma avere voglia di muoverti, e la spiaggia da cui non ti va di schiodarti, in cui non chiedi niente che tu non abbia già.
    c'� del lardo in Garfagnana

  11. #11
    Opinionista L'avatar di Ninag
    Data Registrazione
    05/03/24
    Messaggi
    1,280


    I film di un tempo spesso prendevano di mira, il luoghi comuni per farne della satira.

  12. #12
    Opinionista L'avatar di Vega
    Data Registrazione
    04/05/05
    Messaggi
    17,745
    sentirsi oggetto valutato come prima, seconda, terza scelta
    avverte con umiliazione di essere seconda scelta
    tenor.gif
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

  13. #13
    Opinionista L'avatar di Ninag
    Data Registrazione
    05/03/24
    Messaggi
    1,280
    hmmm... sta cosa ha tante dimensioni e aspetti, parecchio complessi; dipende da come uno ha interiorizzato la propria identità e da come questa influenza quello che si vede nell'altro;
    nel film la Cardinale è bravissima nel rendere il suo sentimento di donna che sa di essere morto bella e reagisce offesa all'idea che uno sfigato come Amedeo possa solo pensarsi al suo livello; e Sordi è bravissimo nel mostrare l'umiliazione atroce, ma attesa, nel vedersi sbattuta in faccia quella verità, con quella proposta che lo "rimette al suo posto";
    Entrambi tendono a " tirarsi la sola" hanno usato il mazzo truccato, è difficile fare di un'eccezione la regola. Io vedo due sfigati, altro che prima scelta. Scegliere o non scegliere questo è il dilemma. Potrei capirlo a dodici anni, quando vedi qualcuno che ti fa fremere. Quando si cresce inizia a essere diverso; a chi non è capitato di entrare in un ambiente e a colpo d'occhio comprendere subito con chi poteva esserci intesa.

  14. #14
    Opinionista L'avatar di axeUgene
    Data Registrazione
    17/04/10
    Località
    sotto una quercia nana in zona Porta Genova
    Messaggi
    24,321
    Citazione Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio
    Entrambi tendono a " tirarsi la sola" hanno usato il mazzo truccato, è difficile fare di un'eccezione la regola.
    ...
    a chi non è capitato di entrare in un ambiente e a colpo d'occhio comprendere subito con chi poteva esserci intesa.
    ecco: se l'esperienza di adolescente ti ha dato un imprinting e un'identità di un certo tipo, poi succedono cose;
    se trasporti la scena in una classe di liceo,
    a) Alberto si "misura" sulla Claudia desiderata; quella lo classifica accoppiandolo all'amica poco avvenente, mentre si dichiara interessata a Riccardo, col quale le differenze sono evidenti; così:

    b) nella psiche di Alberto, a seconda della sua sensibilità, possono determinarsi diverse reazioni di adattamento; può
    i) introiettare quell'identità di sfigato, rassegnarsi e percorrere quel sentiero, con tutto il corredo di sentimenti di frustrazione connessi, oppure:
    ii) reagire, diventare ambizioso e vivere una vita per dimostrare a Claudia di essere alla sua altezza, a prescindere dall'effettiva qualità di quella relazione;
    ma questo big bang genera una reazione a catena, perché:

    c) nel primo caso, se Alberto si rifugia tra le braccia di Pina, che nessuno vuole, questa può essere momentaneamente gratificata, ma è consapevole di essere stata opzionata perché "vale poco", nessuno cercherà di portarla via da Alberto; se avranno una relazione duratura, questa sarà condizionata da un equilibrio nevrotico di reciproca svalutazione e reciproco rancore sottotraccia; e, se la relazione dovesse terminare, al rancore si aggiungerebbe il carico da undici dell'umiliazione del truffato:

    ho accettato un compromesso al ribasso, senza gioia, sacrificato anni di possibili incontri, e non ho nemmeno avuto in cambio quella sicurezza che ritenevo acquisita
    la gente che si lascia male, il più delle volte lo fa con questa canzone in testa, e non ha memoria di un istante di autentica gioia e liberazione da quel gorgo nevrotico di svalutazione; perché se quella cosa l'hai vissuta, nessuna delusione riesce a fartene distruggere la memoria e la crescita; sarebbe come amputarsi una gamba;

    ma si fa casino anche da persone di successo, perché in ogni caso, la capacità di attrarre de-seleziona anche persone con le quali potrebbe essere interessante confrontarsi;

    mi fermo; ma le reazioni a catena proseguono, anche se in alcuni casi si verificano circostanze fortunate.
    c'� del lardo in Garfagnana

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
  • Il codice BBAttivato
  • Le faccine sono Attivato
  • Il codice [IMG]Attivato
  • Il codice [VIDEO]Attivato
  • Il codice HTML � Disattivato