Ne "Il governo della famiglia" - vol. 1:
55:2. Ed allora Kenan cominciò a parlare e disse: «O padre Adamo, vedi, finora
sono stato io un veggente ed è stato mio compito, ad ogni vigilia del Sabato,
dichiarare, in maniera esplicativa, le mie e le tue visioni, nonché le osservazio-
ni fatte prima dell’albeggiare, tanto nel firmamento quanto sulla Terra, affinché
tu le avessi poi a benedire ed a comunicare a tua volta ai tuoi figli!
3. Ora però il Signore, di propria mano, ha benedetto e sciolto la lingua di
Enoch! Ecco, perciò la mia lingua non ardisce più di muoversi dinanzi a te e
dinanzi agli altri padri e figli. Voglia dunque il nostro diletto e saggio Enoch
assumersi pure questa incombenza. Se anche un giorno abbiamo lavato il suo
corpo con la rugiada del mattino, tanto più si rende ora necessario a noi stessi
di venire lavati da lui con la rugiada mattutina del suo spirito, che stilla abbon-
dante dalla sua lingua benedetta!
4. O Enoch, lavami secondo la tua grazia dall’Alto, perché io riconosco e
confesso che chi non sarà lavato con quest’acqua, quegli andrà in perdizione e
la sua vita inaridirà , come quella dell’erba sulla quale non è caduta alcuna goc-
cia vivificatrice.
5. Il Signore ha donato interamente soltanto ad uno, affinché gli altri possano
prendere da lui, ogni volta che essi ne vogliano fare uso. Poiché la vita è bensì
data a tutti, ma non così l’immortalità ; di questa soltanto uno è il portatore in sé
per tutti. E chi vuole prenderla da lui, quegli diverrà immortale come lui; ma
chi trascurerà di prendersela, la sua vita verrà afferrata dalla morte in un tempo
in cui l’immenso Signore porrà la Sua falce all’erba inaridita.
6. Se accostiamo la mano al nostro cuore, noi percepiamo benissimo il suo
pulsare ad intervalli perfettamente misurati e similmente lo percepirà pure
Enoch; ma se noi interroghiamo il nostro cuore palpitante e chiediamo: "Dove
batti, o mio inquieto cuore?", noi ne otterremo una risposta ottusa e confusa, la
quale si riassumerà , in maniera abbastanza impressionante, in questo modo: "Io
batto continuamente alla ferrea porta della morte eterna e sto in attesa, fra gran-
di angosce, che la stessa si apra per inghiottirmi per l’eternità !".
7. Ma se noi chiediamo al cuore di Enoch, che come il nostro ugualmente
pulsa: "O pio cuore, fedele e amoroso, dove batti tu?", allora udiremo quel
cuore risponderci, con chiarissimo accento: "Ascoltate fratelli, io batto conti-
nuamente alle chiare porte della vita e sono colmo della più dolce e più assolu-
ta certezza che queste, ben presto, si apriranno per accogliermi nella sconfinata
pienezza della vita, che proviene da Dio, della quale soltanto una minima stilla
è sufficiente ora a vivificarmi ed animarmi!".
8. O padri, fratelli e figli, che sia così, io spesso l’ho percepito nelle mie
visioni, ma che così non debba restare, questo lo insegna a ciascuno il proprio
amore per la vita. Noi, reciprocamente, non possiamo darci nulla, poiché nulla
abbiamo, però noi possiamo prendere da colui che ha. Enoch l’ha ricevuto dal-
l’Alto; e se dunque egli vuole, come anche gli è lecito, dividerlo con noi, allora
certo dipende da noi accettarlo o meno.
9. O Enoch, muovi perciò la tua lingua colma di vita con assiduità , affinché
tutti possiamo venir lavati dalle punte dei piedi fino alla sommità del capo con
la rugiada vitale, che discende abbondante nella tua lingua benedetta, fuori dal
mattino eterno e spirituale della vita in Dio. Concedi perciò, o padre Adamo,
che Enoch assuma il mio posto, in modo che egli abbia bene a mostrarci e ad
interpretare i segni della vita, tanto nel Cielo quanto sulla Terra! Amen»
12. (Parole di Enoch)...Vedete, questa è anche la migliore interpretazione! Poiché tutto ciò che il
Signore fa, è cosa saggia; noi, però, la miglior cosa che possiamo fare è lascia-
re al Signore tutte queste cure, senza preoccuparcene e senza voler interpretare
le Sue vie, bensì, invece, dobbiamo andare piuttosto in cerca di noi stessi e
della vita che è in noi.






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