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Sibille e profeti nella volta della Cappella Sistina
Ieri, domenica, mentre eravamo in visita nella pinacoteca capitolina (sulla collina del Campidoglio) la storica dell’arte durante la spiegazione di alcuni quadri del ‘600 ha fatto una digressione ed ha accennato alla Cappella Sistina, in Vaticano, in particolare le sibille e i profeti presenti nella volta. A casa ho approfondito e, “eziandio”
(per dirla con Totò), quel che ho letto lo condivido con voi.
Il pontefice Giulio II nel 1508 incaricò Michelangelo Buonarroti di rifare la decorazione pittorica della volta dopo i danni subìti. L’8 maggio di quell’anno l’artista sottoscrisse il contratto che prevedeva la realizzazione di dodici apostoli nei pennacchi e nel resto motivi ornamentali. Successivamente, su richiesta dello stesso Buonarroti, il quale riteneva il progetto "cosa povera", il papa dette a lui un nuovo incarico in cui lasciava all’artista l’ideazione del programma pittorico, con la collaborazione teorica di teologi della corte papale.
Nella volta Michelangelo pose nove storie centrali: raffigurano episodi della Genesi, con ai lati figure di nudi che sostengono medaglioni con scene tratte dal biblico “Libro dei Re”.
Alla base della struttura architettonica, dodici veggenti, cioè profeti e sibille, siedono su troni monumentali a cui si contrappongono più in basso gli antenati di Cristo, raffigurati nelle vele e nelle lunette (parete nord, parete sud, parete ingresso).
Nei quattro pennacchi angolari, Michelangelo rappresentò alcuni episodi della salvezza del popolo d’Israele.
L'artista completò il programma pittorico nel 1512.

Cappella Sistina. La volta

Schema della volta
Mi limito a dare soltanto ad alcune notizie riguardanti le sibille e i profeti rappresentati nella volta della Cappella Sistina.
Le sibille erano antiche veggenti, presenti storicamente e nella mitologia greche e romane. Dotate di virtù profetiche, facevano predizioni e davano responsi.
I profeti erano uomini ispirati da Dio, come tali messaggeri per comunicare al popolo la volontà del Signore, ma davano anche insegnamenti e messaggi vari, spesso rivelando eventi futuri e ammonendo contro le ingiustizie, esempi: Isaia, Geremia, Ezechiele.

Michelangelo Buonarroti dipinse in affresco 7 profeti e 5 sibille, disposti in modo alternato, evidenziati nella foto
Queste figure furono scelte per il loro ruolo di annunciatori della venuta di Cristo. Essi simboleggiano l'attesa della Redenzione e la connessione tra il mondo pagano (le sibille) e quello biblico (i profeti) per evidenziare l’universalità del messaggio della salvezza.
I profeti della tradizione ebraica anticiparono la redenzione per il popolo di Israele, invece le sibille, pur appartenendo al mondo pagano, sono raffigurate per le loro doti divinatorie e la loro capacità di predire eventi futuri, inclusa la venuta di Cristo, perciò sono presenti nel programma pittorico nella Sistina.
Le sibille, considerate “profetesse pagane”, furono integrate nella tradizione cristiana perché le loro profezie erano considerate come preparazione per la redenzione universale.
Michelangelo volle mostrare che l’attesa della salvezza non era limitata al popolo eletto, ma si estendeva a tutta l’umanità.
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