gli istituti del 1944-48 sono nati in un contesto-finestra in cui il potere in prospettiva era monopolio dei due blocchi, e quindi il raggio di conflitti da gestire con quel diritto includeva fattispecie tipiche e relativamente limitate, a partire da due opzioni ideologiche sorte nello stesso terreno culturale europeo;
col tempo, si è arrivati a quasi 200 stati con un titolo paritario, la maggior parte dei quali estranei al contesto culturale di origine, cioè quello del conflitto tra liberalismo e giacobinismo, per quanto estremi;
quello internazionale è un diritto sostanzialmente pattizio, cioè analogo a quello civile, tra soggetti di pari rango, di cui disciplina i rapporti; nel momento in cui viene utilizzato in un modo che inficia la convenienza al rapporto stesso, diventa desueto;
se la norma del ripensamento e restituzione diventasse pericolosa per il commercio, probabilmente si determinerebbero prassi informali per aggirare la norma, fino a clausole vessatorie come quelle dei contratti di erogazione ad adesione, le utilities, gas, telefonia, energia elettrica, ecc...







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