Nel film "Bello, onesto, emigrato Australia...", 1971, Sonego descrive crudamente la realtà sentimentale delle persone comuni nella mentalità tradizionale della società italiana di mezzo secolo fa:

la commedia degli equivoci parte dall'inganno: il lavoratore emigrato si spaccia per un suo amico più attraente; la bellissima aspirante moglie, si spaccia per illibata, mentre viene da una condizione di strada;

si instaura un rapporto umano in costanza di equivoco, che poi si risolverà con una morale, più o meno edulcorata; la morale viene preparata:
ad un certo punto, Albertone ha l'impressione che Claudia possa interessarsi a lui; lei, affettuosamente, tira fuori la foto di amica, taglia forte, sola e con figlia; il messaggio è brutale e vero, e ogni spettatore lo sa; ma sa che pure Albertone è malinconicamente consapevole:

"tu sei un brav'uomo, ma sfigato; ti dico io con chi ti puoi accoppiare; certamente non con me";

la narrazione poi gratifica lo spettatore maschio-medio, solidale col povero Alberto, perché il bel Riccardo Garrone, scelto in foto da Claudia, si rivela un pappone;
morale: Albertone viene a patti sulla virtù, Claudia su speranza più ambiziose del suo status; morale ambivalente, in effetti; tradizionale e moderna al tempo stesso, per l'epoca;

il punto essenziale però è la crudezza con cui viene esposta l'economia delle aspettative, perché in effetti rappresenta il processo rimosso delle dinamiche di quasi tutti gli incontri, catena e ancora;

penso che se si vuol capire come funziona e come si origina una coppia, le ripercussioni delle aspettative e percezioni di potere negoziale non si possono ignorare o rimuovere, anche con eventuali eccezioni e modulazioni.